E qui il testo di una mail in inglese che - pur prenendo le mosse da un singolo caso - presenta il più recente e completo testo di ricerca in proposito:
La prima reazione è di rifiuto - the appalling silence of good people
Fonte: 2
febbraio
2007 Traffico di
minori: uno
scandalo di nome Panaf
Articolo ripresentato in Indymedia di Paolo Fusi uscito in Italia SOLO nella rivista "Valori" (Valori è una testata di proprietà della Fondazione Culturale Responsabilità Etica, promossa da Banca Etica ed edita dalla Società Cooperativa Editoriale Etica). La follia è l'oblio di un grande dolore...Al
gigantesco,
diffuso
"deposito disponibile" costituito dalla MEMORIA
si
sottrae
l'inconscio
patologico in cui precipita
l'inaccettabile. E' stato detto - da Nietzsche
ne La gaia scienza - che se
ricollegarsi è
sinonimo
di autenticità, la vera sapienza è il
ricollegarsi
a quello
che si
sapeva già, alla propria esperienza
esistenziale...:
ma purtroppo di riscontro esiste anche la
follia [che
è] l'oblio
di un grande dolore... Ma l'inautenticità
non si ferma, prosegue
nella
sua opera distruttiva: al grande dolore
e
all'oblio
successivo
segue un progressivo ottundimento
comunque quasi sempre "smentito" da un accompagnamento incongruo e
occasionale
di ansie se
non terrori,
non
solo non proporzionati ma neanche collegati con ciò che sta
accadendo. E tutto questo può
continuare
a svilupparsi, per acquietarsi semmai forse soltanto in una forma di -
apparente - ulteriore, rinnovata stupidità,
ultimo gradino di difesa contro una sofferenza
definitivamente senza perché.
Il
corpo ha diverse forme di memoria... Esistono atti
non-consapevoli ... Ma è vero anche che noi di quegli atti non
abbiamo
memoria (intesa come il ricordo che ci diciamo) se non come memoria corporea.
Al
gigantesco, diffuso di
"deposito disponibile" costituito
dalla MEMORIA si
sottrae
l'inconscio
patologico in cui precipita
l'inaccettabile. E' stato detto - da Nietzsche
ne La gaia scienza - che se
ricollegarsi è
sinonimo
di autenticità, la vera sapienza è il
ricollegarsi
a quello
che si
sapeva già, alla propria esperienza
esistenziale...:
ma purtroppo di riscontro esiste anche la
follia [che
è] l'oblio
di un grande dolore... Ma l'inautenticità non
si ferma, prosegue nella
sua opera distruttiva: al grande
dolore
e
all'oblio successivo
segue un progressivo ottundimento
comunque quasi sempre "smentito" da un accompagnamento incongruo e
occasionale
di ansie
se
non terrori,
non
solo non proporzionati ma neanche collegati con ciò che sta
accadendo. E tutto questo può
continuare
a svilupparsi, per acquietarsi semmai forse soltanto in una forma di -
apparente - ulteriore, rinnovata stupidità,
ultimo gradino di difesa contro una sofferenza
definitivamente senza perché.
Il
corpo ha diverse forme di memoria... Esistono atti
non-consapevoli ... Ma è vero anche che noi di quegli atti non
abbiamo
memoria (intesa come il ricordo che ci diciamo) se non come memoria corporea.
Prima
di entrare direttamente
nelle più
significative documentazioni,
è
necessaria una
precisazione su PECULIARITA' indiscutibili relativi alla particolare
categoria di ricostruzioni
e esposizioni di eventi molto speciali: i FLASH-BACK, i RIVISSUTI
che sono ben differenti da ogni consepevole "richiamare alla
memoria",
da quanto usualmente si considera un informato "testimoniare": anzi:
sono del
tutto antitetici al "raccontare
i ricordi".
TIPICO
è il loro "affiorare"
involontario e quasi inconsapevole, il loro
strutturarsi poco per volta soprattutto attraverso
sensazioni corporee: e i "corpi parlano" a chi li vuol
ascoltare
non solo giorno dopo giorno ma anno dopo
anno,
particolare per particolare, con
un'estrema minuzia. Questo riaffiorare
di sensazioni sopite rivela i contenuti A
MOSAICO in
una successione temporale graduale non certo
cronologica e lineare, mentre
invece i lunghi
intervalli espressivi si susseguono con una loro rigorosa
regolarità
temporale: appunto per documentare questa peculiarità vengono
citate
con
cura le date delle testimonianze scritte nel loro intersecarsi. Ma
quanto scritto è soltanto la punta dell'iceberg
delle possibili documentazioni: i dossier privati - accompagnati anche
da denunce alla Magistratura - contengono enormi tabulati delle
telefonate nelle quali i "rivissuti"
sono stati trasmessi NON certo come "memorie
raccontate" ma nel tempo reale del loro "emergere"
sensoriale.
Attraverso
un "rivivere
fisico e sensoriale" -
purché assecondato in
quel dato momento
- anche "ricordi" altrimenti insostenibili trovano la
possibilità di
tradursi in termini di consapevolezza
personale e possono rendersi trasmissibili in un contatto
verbale:
ecco che allora il peggiore grande
dolore
può uscire dal buio opprimente del forzato oblio e NON
risultare più
un inesorabile, crudele destino, e/o neanche costretto ad "aprirsi" in modo
persecutorio
chiudendosi in nuclei di emozioni ego-centrate di rabbia
rivendicativa.
Scrive chi conosce bene queste esperienze: ...la rabbia
ed il rancore sono
solo di
intralcio e frenano i ricordi...
Questa
modalità estrema di ricostruzione
del proprio passato EMERGE involontaria quasi in stato di semi-trance -
definto
ufficialmente come "arousal"
-
in uno
strutturarsi poco per volta attraverso
sensazioni corporee: ma i "corpi parlano" con cautela e
lunghe
dilazioni anche a chi è ben disposto a volerli
ascoltare; con lunghe esitanti sospensioni non solo giorno dopo giorno
ma anno
dopo
anno,
particolare per particolare, intessendo il tutto
in un minuzioso restauro
di ogni aspetto e concatenazione, con intervalli significativi
per quanto riguarda i singoli momenti
di"arousal": appunto per documentare questa
peculiarità citiamo
con cura le date
delle testimonianze scritte - spesso
questo
emergere compare più facile e sincero per scritto che a voce-
nel loro efficace intersecarsi secondo ben precise regole intrinseche
di tempi di emersione e di presentazione di dettagli dei contenuti.
Descrizioni di fatti anche gravissimi, dossier pubblicati e
Denunce alla Magistratura
non
debbono venir invalidati da questa apparente irregolarità di
cronistoria dato che MAI l'oggetto dei veri rivissuti può
presentarsi
come un resoconto lineare:
il loro apparire si manifesta in momenti cruciali ed è intenso,
momentaneo e tumultuoso. Esistono ricordi e ricordi,
attivazioni
positive e terribili rivissuti spesso accompagnati da inaudite
sofferenze quasi persin superiori a quelle sopportate durante i fatti
in ogggetto. La possibilità di reggere e non soccombere
né mentalmente
- nell'ottuso e angosciante oblio
- né fisicamente deve venir supportata e condivisa da presenze
partecipi, in una diffusione collaborativa: oltre alla scrittura, mezzo
eccezionalmente valido di partecipazione istantanea, attiva e
protettiva si rivela
così la disponibilità
del TELEFONO.
Tempestive immediate telefonate possono cioè accompgnare
concretamente
l'effettivo lavorio del
faticoso e concentrato riemergere - e TESTIMONIARE - contenuti
altrimenti insopportabili. Le telefonate lasciano inoltre una traccia
ritrovabile:
dimostrartivi
divengono così
dal lato oggettivo
documentale i tabulati datanti "quando" e "come" i "rivissuti"
vengono trasmessi nel loro immediato
riaffiorare, NON
certo come
programmate "memorie
raccontate" in via di rielaborazione ma nel tempo reale
del loro "arousal"
sensoriale. com
ne fanno fede i tabulati delle
numerosissime
telefonate rivelanti nell'immediato
i
flash-back in corso. E'
comunque così che un
"rivivere fisico e sensoriale" -
assecondato in
quel dato momento
- trova la possibilità di tradursi in termini di consapevolezza
personale ed anche di rendersi trasmissibile in un contatto verbale:
ecco che allora il peggior grande
dolore,
la più angosciante e debilitante sindrome post
traumatica
possono uscire dal buio opprimente del forzato oblio, NON
risultare più
un inesorabile, crudele destino, nè una continua fonte di
inconsapevoli incubi ma tradursi al contrario in esperienza
che arrichisce - e che insegna.
Qualche
volta mi sembra di individuare
la personalità di
uno
degli inquilini, è un attimo, appena sente che lo sento si
ritira, come
una lucertola nella fessura quando la spaventi.
Uscite allo scoperto vigliacchi di cervelli bacati!!! Penso di avere iniziato ad ospitare altri cervelli nel mio all’età di tre anni.... ... Quando scrivo dei miei multipli non lo faccio con superficialità, ma semplicemente come un dato di fatto, un qualcosa che purtroppo, per ora, fanno parte di me. Prendendone atto vado avanti cercando di arrivare il più vicino possibile al bandolo della matassa… e non è semplice. In questo preciso momento ho una immagine nella testa, una bella cipolla bianca, ma devo dire che anche un carciofo può servire come esempio. Ho imparato che se non puoi sfuggire ai tuoi “guai“, ti conviene affrontarli, con calma, senza rabbia e rancore. A volte la rabbia ed il rancore sono solo di intralcio e frenano i ricordi. E'
comunque
così che un
"rivivere fisico e sensoriale" -
assecondato proprio in
quel dato momento
- trova la possibilità di tradursi in termini di consapevolezza
personale, e si rende trasmissibile in un contatto verbale:
ecco che allora il peggior grande dolore,
la più angosciante e debilitante sindrome
post
traumatica
possono uscire dal buio opprimente del forzato oblio, NON
risultare più
un inesorabile, crudele destino, nè una continua fonte di
inconsapevoli incubi ma tradursi al contrario in esperienza
che arrichisce - e che insegna.
Resilienza e recupero? XXI
Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina
Psicosomatica
Psicosomatica e Qualità di Vita 17 Novembre 2007, Firenze Il Trauma Psichico: tra Resilienza e Vulnerabilità N. Lalli, S. Ingretolli © 2007 su web Besides the scripts here shown as FIRST HAND documents, Association's private dossiers put into tabular form and holds a lot of phone calls - and also gave them to already done Tribunal Denounces - to make clear how such "body remembering" sudden and shocking impact and can be conveyed to well timely share as they are rising up. Common place people too often mystifies appearance, "broadcasts" advertisement and superficial brightness with the whole REALITY itself: to easy memorize is confused with more cleverness; the possibility to find something without conscious effort can be defined not only with the blundering term of intuition, but unfortunately even often it is "burglarized" with the solemn coming on of the mighty name of instinct. But, very worse, common place people - also badly taught by bad "teachers"- doesn't acknowledge that memory's open go-between on and off function corresponds only to open conscious and at disposal pre-conscious, not to an unconscious great sorrow which doesn't allow to be remembered. Its "forbidden" contents never should be compared with "normal" memory or "normal" oversights or forgetfulness. Memory,
the basic function to recall data, to get them at consciousness, or
simply to get able to bring something to mind...: there are a
lot of mixed-up cross-purposes which so often transforms every talk on
this
subject into a lot of ever more faulty - if not damaging - quid pro quo.To
begin it should be
required
a short explanation on regard of
the presented DOCUMENTS: to understand the whole matter and also to
receive an avail to better
know this particular condition of "remembering" not sharing
usual "told" verbal
MEMORIES whilst real impromptu FLASH-BACKS
coming up without any
regular "time table" from - involuntary, often almost unaware - bodily
feelings on a mosaic
of visions and daydreams and sensing. To
RE-LIVE is very
different
from "consciously witness";
"body memories" come following a strict emotional channel absolutely
very
far from a
descriptive "told" chronological testimony.
Sudden "body
re-lived
feelings" - if not body damages once more occurring - is
the
leading way to
recover the truth of past
happenings:
any way with their main peculiarity to
suddenly surge at random not
complying subjective willing, not
following a chronological, regular time-table - often at intermittent
delays of even some years among previous and next ones - instead going
up
into a strict emotional
channel absolutely very far from a
descriptive "told" chronological testimony
- look on this
page at the
not
at all systematic dates of description of occurred events. It is
seriously misleading to confuse the normal short time's, middle time's and long time's to
separate the
forbearance of the scare from the possibility to manage -
painful - memories and then step by step also to transform them into -
even resilient
-
esperiences. To understand the whole matter, it is unavoidable to avail
and better
know the basic particular
conditions of this "remembering" which does not
share
usual "told" verbal
MEMORIES whilst real impromptu FLASH-BACKS
coming up not from brain but from
the woleness of the body itself. And this occurring
without any
regular "time table" through - unwilling, often unexpected - bodily
feelings on a mosaic
of visions and daydreams and
sub-conscious memories.
To RE-LIVE is very
different
from to "consciously witness";
but traumatic memories and their to be suddenly or hardly and
problematically
recollected
from their more or less tidy archive not ever plunge on a "unconscious
unreachable gap": also this gap could be overcome even only very slowly
and
with a long watchful delicate care.
Besides the scripts here shown as FIRST HAND documents, Association's private dossiers put into tabular form and holds a lot of phone calls - and also gave them to already done Tribunal Denounces - to make clear how such "body remembering" sudden and shocking impact and can be conveyed to well timely share as they are rising up. Common place people too often mystifies appearance, "broadcast", advertisement, superficial brightness with the whole REALITY itself: to easy memorize is confused with more cleverness; the possibility to find something without conscious effort can be defined not only with the blundering term of intuition, but unfortunately even often it is "burglarized" with the solemn coming on of the mighty name of instinct. But, very worse, common place people - also badly taught by bad "teachers"- doesn't acknowledge that memory's open go-between on and off function corresponds only to open conscious and at disposal pre-conscious, not to an unconscious great sorrow which doesn't allow to be remembered. Its "forbidden" contents never should be compared with "normal" memory or "normal" oversights or forgetfulness. Memory, the basic function to recall data, to get them at consciousness, or simply to get able to bring something to mind...: there are a lot of mixed-up cross-purposes which so often transforms every talk on this subject into a lot of ever more faulty - if not damaging - quid pro quo. - look on this page at the not at all systematic dates of description of occurred events. It is seriously misleading to confuse the normal short time's, middle time's and long time's to separate the forbearance of the scare from the possibility to manage - painful - memories and then step by step also to transform them into - even resilient - esperiences. To understand the whole matter, it is unavoidable to avail and better know the basic particular conditions of this "remembering" which does not share usual "told" verbal MEMORIES whilst real impromptu FLASH-BACKS coming up not from brain but from the woleness of the body itself. And this occurring without any regular "time table" through - unwilling, often unexpected - bodily feelings on a mosaic of visions and daydreams and sub-conscious memories. To RE-LIVE is very different from to "consciously witness". Such sudden "body re-lived feelings" - if not body once more relived damages - open the leading way to recover the truth of past happenings; any way with their main peculiarity to suddenly surge at random not complying subjective willing, not following a chronological, regular time-table - often at intermittent delays of even some years among previous and next ones: instead going up into a strict emotional channel absolutely very far from a descriptive "told" chronological testimony. In the book Die froeliche wissenschaft Friedrich Nietzsche assumed that Folly is the oblivion of a great sorrow...: then blunting seems to be the final possible defense against hopeless suffering, accompanied in any time by displaced, biased "warnings". If it should even not be sufficient, a blind, wearing forgetfulness growing towards a sort of wicked stupidity seems may help. Providentially this isn't ever an unassailable cruel destiny: even a faint ray of hope could allow it to fade. But traumatic memories and their to be suddenly or hardly and problematically recollected from their more or less tidy archive not ever plunge on a "unconscious unreachable gap": also this gap could be overcome even only very slowly and with a long watchful alert and courageous care.
|
Testimonianze di esperimenti medici e ostetrici / medical and obstetrical experimentsDintorni di Torino Anni '56-' 70.Mi
ricordo la vergogna del mio corpo...
Esperimenti di creazione di "giganti artificiali": per ... "doping sportivo"? per vanità di genitori??? Per esperimenti di fisiologia? Per puro sadismo? ![]() In queste fotografie si può notare l'impressionante cambiamento delle gambe del bambino a partire dall'età di un anno e mezzo - normale - al continuare dell'ESPERIMENTO negli anni successivi: a cinque anni quasi lunghe come quelle del padre (!). Cinque anni dopo fratello e sorella sottoposti - malamente sopravvissuti - al medesimo esperimento. / Child at one and half year old with "normal" proportionate legs; little boy at five with legs almost long as father's ones; brother and sister respectively at their ten and seven showing the progression of the "experiment". Da
notare la
"sfacciataggine" di fotografare questi "orrori" non commessi in un
Lager ma in
un contesto familiare di apparente assoluta normalità. / To
notice the shamelessness to photograph these "horrors" as normal family
life situations.
![]() MI
RICORDO LA VERGOGNA DEL MIO CORPO.Mi ricordo la vergogna del mio corpo che coprivo anche in estate. Mi rendeva timido con gli altri. Nonostante quello che mi facevano li volevo vicini perchè usavano parole dolci. Le gambe mi dolgono e i piedi pure. Sembrano finti. Mi chiamavano "franco-bollo" per i miei lividi. I muscoli [fino a diciotto anni] non erano ben formati. Ancora oggi ho caviglie deboli e polsi delicati. La paura della puntura sin da adulto [non erano iniezioni "normali" ma una sostanza molto densa veniva inettata con un ago molto grosso - un "tre-quarti"] è il risultato delle conseguenze. La paura dell'ospedale ea loro e l'hanno trasmessa a me. - Dobbiamo fare "questo", tesoro, facciamo presto,stai bravo, gioia porta pazienza... dicevano zia N. e M.[mentre commettevano anche altri abusi - "osceni" e praticamente "chirurgici" - sul bambino di quattro anni] Quelle
punture mi trasformavano e chiedevo aiuto a mia mamma che faceva la
faccia terrorizzata dalla paura di dover chiamare un'ambulanza ed esser
scoperta. Allora chiamava mia zia che faceva la stregona.[E qui efficaci e dimostrative descrizionidi potenti corporei "rivissuti" in completo flash-back] Ora tremo, le gambe non mi reggono, ho scorso equilibrio, cammino male portando un piede avanti l'altro. Mi manca il fiato, ho paura di morire. Ho perso sangue ieri con le torture (il male)[rivissuti di violenti e brutali abusi sessuali - non si dimentichi: su un bambino! - accompagnati anche da vere e proprie torture: stuprato da più persone mentre era appeso a testa in giù a un albero]. Voglio chiamare aiuto ma ora non serve. Sono tutto rigido come un vecchio. Piango moltissimo. Sono al limite della resistenza. Ho difficoltà a respirare è come se si schiaxcciasero i polmoni. Cerco aiuto: per me è la fine. Ho tanto mal di pancia. [Qui la calligrafia è abbastanza nitida e non richiede trascrizione, mentre quanto segue si trova in parte assieme ad appunti troppo crudi e in parte riferito a voce] ![]() Cammino
rigido... Il
respiro manca e
sento la morte vicina. Trovo
difficoltà a pensare che è roba di allora. Mi rendo conto
che tutti si
preoccupano che capiti qualcosa di brutto - per loro non per me.
Questo lo sento nell'aria...
La
paura dell'ospedale
era loro e l'hanno trasmessa a me....
- Noi bambini - decine di bambini - dovevamo continuare a camminare...] ![]() In
questa foto
sono meglio evidenziate le gambe di entrambi e segnalate
le tumefazioni vicino alle ginocchia del ragazzo.
Note
deform legs
and
bumps near both boy's knees(La documentazione fotografica in forma originale è molto più ampia e può venir messa a disposizione in qualsisai momento purché da richieste ben qualificate.) (There is a lot of other original documents apt to be shared if requested by a competent source.) ![]() In tutt'altro scenario - mediororientale - con vittime italiane ma con protagonisti/aguzzini di ben altra levatura MENGHELE CON LE
MIE GAMBE.
Avevo tre anni appena compiuti da tre mesi quando sono arrivata a Beirut con mia madre. Ci portano in una casa enorme fatta di vetri scuri, è una clinica. Lo rivedo non è passato tanto da quando aveva aperto la testa alla mia sorella maggiore. Mia madre è eccitata chiede al nostro medico è lui ? è già arrivato? Il medico assistente non la considera - SUDA - continuerà a sudare tutte le volte che gli starà vicino. SONO nella sala dove Mengele traffica con le mie gambe e quelle di altre persone piccole, ma anche adulti. LE MIE GAMBE E LUI Sono seduta su una sedia legata con cinture che mi bloccano varie parti del corpo, iniziano con i piedi, danno l’anestesia fino alla caviglia, poi arriva lui con la macchina degli aghi e dei fili elettrici; infila un ago che trapassa il mignolo fino al pollice, dice di slegarmi e di alzarmi - mi sostengono - i mie piedi dormono. Mengele dà corrente e le dita si muovono a scatti ma non come vorrebbe lui. GRACCHIA in tedesco anche se sa benissimo l’italiano, va avanti, infila altri aghi che trapassano il piede, dai piedi alle gambe. Un pezzo per volta, giorni di esperimenti, anestesie date a pezzi, che non funzionano neanche bene, aiutanti che sbagliano, terrorizzati se non capiscono quello che lui vuole ottenere. Le mie gambe sono come quelle di un burattino, le fanno funzionare con i cavi e nel modo in cui vogliono loro. LUI PAZZO NAZISTA, MIA MADRE LA PEGGIOR NAZISTA. Indossa sopra al camice un grembiule e guanti da cucina in plastica nera. Quando si avvicina lo guardo non capisco se è vero o fatto di plastica non sento emanare nessun odore dal suo corpo. Quello che mi fa è atroce; le mie piccolissime gambe stanno andando in cancrena dopo giorni di prove, ma la PEGGIORE è mia madre “fallo per quei bambini senza gambe delle missioni consolata” “fallo per quel partigiano che non ha più la gamba”, “fallo per quelli che tornano dalla guerra” . IL LABORATORIO MECCANICO Dalla sala dove sono vedo, al di là dei vetri, il laboratorio di meccanica dove fanno gambe, braccia, pezzi di collo -in metallo- che si muovono, come burattini comandato da fili elettrici. L’assistente dice che se non smettiamo rischio di morire, dice che non ricevo l’antibiotico; le mie gambe sono blu, il progetto globale prevede che, per il fatto che io sono gemella, non mi si deve più toccare, anzi, Menghele dice che se muoio ammazza tutti quelli che mi hanno toccato. Per lui questa è bibbia. IO ho i ricambi per la mia gemella Ora sono qui, con la fortuna di lasciare questa testimonianza DELLA BAMBINA
CHE SONO STATA.
![]() Anche qui - in un contesto di "pseudo-normalità": Colonia marina di Imperia 1968-70, ove venivano "sfollati" (???) bambini di zone alluvionate - - la fotografia rivela un orrendo esperimento "ostetrico": l'evidente gravidanza al sesto mese delle due bambine di otto anni con lo scamiciato scozzese. Come in ogni altra fotografia, per correttezza i lineamenti sono stati coperti, ma le interessate sono disponibilissime a testimoniare in proposito. Oltre all'orrore della situazione delle bambine: dove saranno finiti poi i neonati??? (Ad ogni modo un'informazione in flash-back rivissuta da un'altra ex-bambina abusata descrive con grande evidenza e in modo angosciante il tempo CRONOMETRATO di sopravvivenza del feto prematuro.) rafia,
per correttezza anche qui,
ma le interessate sono disponibilissime a
testimoniare
in proposito. / Also
hereunder, on
apparently NORMAL environment showing a grop of children evacuated
from flood places (???: was it really necessary???). The photos reveal
the horrific experiment: to get
PREGNANT
little eight years old girls. (The
eyes have
been covered to not easy recognize, even if the "protagonists" - at
present grown-ups - are strongly
willing to
testimony.)
|
Morte dell'animaTestimonianza
diretta degli ABUSI OSTETRICI scritta estemporaneamente - ora da adulta
- da un'altra bambina-madre
di otto anni (di Torino). Questo disegno e i testi seguenti fanno parte
di un ben più ampio dossier non pubblicato e non adatto a venr divulgato; mentre per
evitarne
perdite dovute a danneggiamento dei file i
trascritti
si
trovano anche in altri file di
questo sito, e sono stati parzialmente pubblicati in un altro sito e libro. La
trascrizione - di scritti che sono ancora in
corso - è esatta
salvo qualche omissione
di frasi non pertinenti.
![]() L'autrice è nata nel 1969 e i fatti qui riportati riguardano soprattutto l'anno 1977-78 di cui finora non si riescono a trovare documentate le pur clamorose "tracce": addirittura un intero anno scolastico "svanito nel nulla"! In questo caso i numerosissimi scritti e soprattutto disegni sono stati eseguiti di getto quasi in uno stato di spontanea trance. Questo rappresenta in modo allegorico se stessa nel passaggio delle varie età in cui veniva "usata": da notare il pollice della "mano" confezionato come un "pacco regalo". In moltissimi altri disegni compaiono un "pacco" e un "punto interrogativo": solo molto di recente la svolta nei rivissuti ha individuato il "regalo": il BAMBINO. Importantissima a questo proposito è la lucida, implacabile testimonianza perfettamente spiegata nel sotto-capitolo presenza amica del file Esperimenti su bambine/i Morte
dell'anima
Mi
sento molto strana, ho la nausea, insomma non mi sento tanto bene.
Ieri ho provato a disegnare un bagno, uno qualsiasi… partendo dalla vasca da bagno, continuando con il lavabo e apposita specchiera, terminando con i due sanitari (bidè e tazza). Niente! La stanza da bagno era nella mia testa, ma sul foglio da disegno non sono riuscita a materializzarla. Bagno = buco nero, tracollo, ansia, sparizione, trasformazione, automazione, anafettività, lavoro, preparazione, bianco, aspirazione (risucchio), cattiveria calcolata, bravura metodica… tutte cose che non sento mie, cose aggiunte o caratteristiche personali esaltate, portate all’estremo. -
Mie e di
qualcuno d’altro. La domanda è sempre la stessa:
Sono
io a stare
male o
l’altro? - Di chi? Tutto
mi
appare lontano,
senza tempo e
spazio, le persone sono eteree, mi passano vicino e non le
sento, come se
fossero dei morti viventi, delle ombre e anch’io mi sento un
fantasma. Nel bagno mia madre ha cercato di uccidermi, in quel bagno…
ma evidentemente
c’è un altro bagno che mi fa molta paura e dove ho
lasciato ciò che ero per risvegliarmi completamente
trasformata, diversa… e non mi riconosco più!!!
Provo a ricordarmi come ero quando avevo un anno di vita… ma era tanto tempo fa, prima che il bagno cancellasse tutto e mi svegliassi a nuova vita. Penso di essere morta tante volte e per ogni risveglio c’era una sorpresa nuova accompagnata da tanti punti interrogativi. Cambiamento = trasformazione. Trasformazione = allontanamento dalla vera me stessa. Credo di essermi persa. ... Ho sognato di essere in una stanza e all’improvviso, al centro di essa è apparsa una porta che mi ha quasi stritolata ed una voce tonante e maschile, uscita da chissà dove, ha minacciato la mia incolumità… Mi sono svegliata urlando. Il diavolo ha comunicato con me!? Ripensando al sogno, sembrava che facessi parte di un quadro di un pittore surrealista (ho scoperto, dopo aver visto una mostra, che non mi piacciono), dove il senso delle cose è simbolico, lineare, geometrico e dove le donne sono viste come figure amorfe e prive di istinto. La pelle bianca, lo sguardo assente. Dovrebbero evitare di dipingerle, ho visto certi obbrobri… Comunque, in questi giorni mi sento distaccata dalla realtà, e mi sento tremendamente triste, vorrei trovare qualcosa che mi faccia “battere il cuore”. Vorrei entrare con forza violenta nella vita, nelle cose, sfondare porte e buttare giù muri, forse sono solo molto arrabbiata…? Vorrei non dipendere da nessuno, vorrei pensare a me come ad una persona non come ad un ibrido, ad un essere vivente che non è più un bambino, ma non è ancora un adulto, anche se per l’anagrafe tale sono. Vorrei vedere le possibilità che la vita mi offre, vorrei mandare al diavolo quelle persone che valgono poco, quelle persone che cercano in tutti i modi di condizionare la vita altrui, facendo dei danni spaventosi… - Lo
faccio per
il tuo
bene…
Ma
pensa al tuo
di bene! Vai a fare volontariato, vai
in chiesa la domenica, confessati una volta al mese, sii buono, ma fai
tutto questo senza rompermi le scatole e standomi a debita distanza che
io vorrei pensare, riflettere e fare al contrario di ciò che
fate
voi,vorrei pensare in grande.
- Mi piacerebbe… - Vorrei una famiglia, tutta mia. Primo sogno: Già! Io chi? Io, proprio io! Purtroppo il mio cervello sembra quasi non riconoscermi come sua unica proprietaria, anzi, pare proprio non sapere della mia esistenza. Allora è il mio cervello che nel mio corpo si trova in terra straniera!!! Lavorano separatamente e quando si tratta di muoversi all’unisono fanno i capricci, ognuno va per i fatti suoi ed il risultato è il ciondolio. Mi sento leggera, incorporea. Tutto sembra nuovo e abbastanza divertente, eppure sono così lontani, lontani che quasi soffro, più soffro e più gli oggetti e le persone si allontanano da me e diventano inafferrabili. Loro però a dispetto di me sono concreti. Spero di essere stata chiara, Lei sa quanto tengo a non essere fraintesa Santa colica![Ho
"partorito" a casa di P., ne
sono certa, parto
indotto. Sei
mesi e poi il nulla assoluto.
In
data
18.04.2006
ore 10.50 circa, si è presentata la
colica renale in tutta la sua devastazione. Mai
avuta una
così dolorosa … Ero piegata in due dal dolore ed il
buscopan ed un litro e mezzo di acqua sono finiti,
rigettati, sul palchetto di P. Sudavo e
ansimavo, sdraiata sul letto con sopra un plaid per cercare di
scaldarmi un po’. .... Emozionalmente
e fisicamente mi sentivo abbattuta, come quando una
cannonata prende in pieno il bersaglio distruggendolo e lo
spettatore o chi ha subito il danno, non può fare nulla
per porci rimedio. Che brutto essere in balia degli eventi!!!
Degli altri!!! Non avere voce in capitolo. Quando è
arrivata l’ambulanza
stavo decisamente meglio,
il calcolo si era spostato sino a scendere e forse, fermandosi in
vescica. Al pronto soccorso di pronto non c’era nulla e nessuno, mi
hanno parcheggiata in una pseudo sala di attesa (corridoio), e dopo
quindici minuti sono stata chiamata e mandata alla toilette per
depositare l’urina in un bicchiere di plastica. Quindi ho fatto
il corridoio con il bicchiere di plastica vuoto ed il ritorno con il
bicchiere pieno in bella vista. Vergogna? No, ero divertita dalle
espressioni dei pazienti. Busso alla porta per consegnare
l’omaggio e niente, nessuno apre, così cammino verso lo
sportello accettazioni e chiedo al medico seduto dietro al vetro se,
per cortesia poteva venirmi incontro …
La mia voce era uscita senza esitare e si era fatta sentire … Ma allora posso farcela!? Posso entrare a fare parte della vita, posso farmi sentire quando serve e arrabbiarmi quando è il caso … posso prendere il bus, oppure il treno, posso cercarmi un lavoro, posso vivere, posso! La bambina curiosa e introspettiva che è in me (quella del collegio) allora non è morta del tutto, anzi, sta riaffiorando ed è molto viva e credo che mi stia prendendo a calci per essere diventata così … IMBECILLE !!! Aggiungo che: ho sognato di essere all’interno di una stanza in compagnia di un gruppo di donne di età compresa tra i ventidue ed i trenta. Una volta alla settimana si trovavano per seguire un corso su “come tenere in braccio un bambino“! Ma è un’americanata bella e buona (ho urlato)!!! Solo una persona celebrolesa può aderire ad un corso simile. Sono
all’interno della chiesa in S.Pietro a Roma ed un prete (?)
mi chiede cortesemente di dare la brutta notizia ai fedeli … Come
mai
io? Il prete non se la sente. Poco più in la vedo
M., decido di
darle la cattiva notizia.
-
Il papa è morto.
Nella
chiesa ci sono
alcune suore, qualche pellegrino seduti sulle gradinate, pare
un’arena. Comunque M. urla qualcosa circa le mestruazioni,
io le
dico che la notizia non è quella, bensì che il
papa è morto.-
Entro in un
bagno turco e accanto al foro c’è
qualcosa che sembra
cacca. Penso che la persona venuta prima di me avrebbe potuto
lasciarlo meglio di come l’abbia trovato io. Tiro la catena e
come
ogni cesso che si rispetti, l’acqua sgorga copiosa e quella che
sembrava merda si trasforma in anfibi tipo salamandre e rane, poi in
qualche altro animale ed infine in tanti
piccoli micetti che miagolano
disperati e uno di loro, con le unghie, mi infilza il pantalone
per
non scivolare giù. Altra
cosa,
il bagno sembra sospeso per aria, il buco è
un
precipizio. Quando mi sono svegliata ho pensato ad un aereo, mentre
per quanto riguarda la prima parte, ho pensato ad un rito perchè
M. ha anche urlato
che non ero
più vergine! Un
sogno pieno di
simboli e acqua.Nel
secondo sogno
c’è stato Marco che mi diceva che ho
sognato la
tigre perchè le piace l’acqua, io gli ho risposto di aver
sognato dei
gatti e ai gatti l’acqua non piace. Penso
spesso alla
frase che mi ha detto qualche giorno fa: -
Lei non
ricorda di aver sparato
Penso anche che Lei mi fa arrabbiare ed ho collegato la frase diretta a me alla frase detta a Pa. qualche anno fa:11.06.2006 sogno: Sono
in cantina
di non so quale abitazione e nel corridoio
c’è un
lavandino. Ho in mano una pompa di gomma. Finito con l’oggetto
rivolgo lo sguardo alle scale che mi serviranno di li a poco per
risalire in superficie. La scala è in penombra ed ho paura di
trovare
in alto qualcuno ad aspettarmi … Comunque non posso stare tutto il
tempo in cantina, mi faccio coraggio e parto nella loro direzione.
Salgo qualche scalino ed arrivata ad un piccolo pianerottolo mi accorgo
che ad aspettarmi c’è un piccolo pony tutto bianco
con un pelo
setoloso
e lungo. Dapprima pensavo fosse un peluche abbandonato o
perso chissà da chi e quando … ma, mano a mano che mi avvicinavo
il
pony risultava essere vero
e non un fantoccio. Vuole che lo segua.
Pensieri al riguardo: - cavallo a dondolo 09.07.2006
Pensieri....
Una
ragazza
panettiera e anoressica mi ha insignita del
titolo di “confidente personale e sua migliore amica“… La
conosco (si fa per dire) da tre mesi. Il figlio di dieci anni
è obeso.
La qual cosa
mi fa sorridere. Il viso di lei è bianco per
via delle innumerevoli mani di fard, pare un fantasma. Quando
parla, dalla bocca le esce un suono melenso e fastidioso che
rasenta falsità, mi da sui nervi … e poi mi vuole molto
bene … “ti voglio bene“, “sei la mia migliore amica“, “sei
arrabbiata con me?“. Che palle ! ...
Sono proprio
annoiata da tutte queste persone senza
un POI!? Andiamo avanti e soprattutto toglietevi di mezzo, mi
disturbate gratuitamente con i vostri piagnistei! Dormo
male e
sogno moltissimo, durante il giorno mi mancano le energie, i ricordi
tardano a venire. “L’anno delle Mille e una
notte“ è alle porte; è
l’anno della verità, dove finalmente mi è chiaro chi sono
i cattivi. Non che la
cosa servirà a salvarmi dalle loro grinfie, ma almeno prendo
“coscienza“, per quanto possa farlo una bambina di otto anni, e
la
situazione appare in un’altra luce. Così penso, da
bambina di
otto anni, che i miei genitori sono cattivi e non devo fidarmi di
loro, su i suoi fratelli non può contare, i parenti ancor
meno. Che
fare?
|
Ed ecco una svolta: GravidanzaMi
è venuto il mal di schiena. Immagino di essere
piccola con indosso un vestitino largo e lungo sino alle caviglie. Il
viso sembra una luna piena e gli occhi sono cerchiati di scuro.
Guardano fissi e increduli, gridano aiuto, invocano … sono sbarrati e
rimarranno così per molto tempo. La trasformazione è in
atto, non posso fermarla, a parte me, nessuno sembra accorgersene. Qualcosa
dentro
di me si muove, movimenti a volte lenti, a volte
invece dolorosi. Sono spaventata. Più il tempo passa,
più divento debole, le gambe a stento mi reggono ed il
cuore ha dei colpi, delle fitte, mi fa male. In quegli attimi
respiro debolmente, aspiro e inspiro sino a quando non sento il
cuore battere normalmente. La
cosa dentro di me cresce, si
muove, punta sulla pancia e sui fianchi, la schiena duole, il
torpore e poi ancora torpore sino a cadere in un sonno profondo.
Mi sveglio in un bagno di sudore, il corpo sembra impazzito è
scosso da tremiti sempre più violenti ed il bianco
dell’ambiente, la totale mancanza di colore non mi aiuta. Cosa
mi succede? In cosa mi sto trasformando? Cosa mi hanno fatto?
Domande, domande e ancora domande. Poi
il nulla, il
sonno profondo, il nulla. Da quanto tempo mi trovo
qui? Ho la febbre, alta penso, le iniezioni che mi fanno al
braccio dopo qualche secondo fanno effetto e ricado nell’oblio.
All’inizio sono tra il cosciente ed il semi cosciente, poi
con
l’iniezione cado in un sonno profondo. Il corpo è leggero, la
cosa dentro di me la sento appena, lontana, lontana ed il
mio
cervello smette di farsi domande a poco a poco e si
addormenta anche lui.
Faccio tanti sogni, sono un pony, sono un gatto, sono una nuvola, sono uno stormo di uccelli, sono un pianoforte, sono una finestra aperta, sono un torrente e anche un vulcano e poi una cascata, una casa con i balconi pieni di fiori, sono un’ape e una trombetta, sono note musicali e un direttore d’orchestra, sono persone, tante, che non conosco ma mi chiamano per nome e hanno bisogno di me, sono piccoli gattini e un orsacchiotto, sono una strada alberata e cuscini colorati e palloncini, sono al circo ed il pagliaccio mi tende la mano ed io scappo, allora il pony mi trova e mi dice di seguirlo, così mi porta da quelle persone che non conosco ma che hanno tanto bisogno di me. Vogliono quello che ho custodito sino ad ora, non è mio è loro. Come mai lo volete? Io non voglio darvelo! E’ mio, l’ho fatto io! Siete dei ladri cattivi! Ho custodito un segreto, un grande segreto, un pacco regalo, un grande punto interrogativo. -
Non
parlarne con nessuno è un segreto
- Ci fidiamo di te, non deluderci
|
… Come mi sono sentita importante … Al centro di qualcosa di grosso … Che stupida bambina sono stata! …22.12.2008 L’angoscia
mi attanaglia.
In casa mi muovo con il cellulare in mano, lo porto ovunque, anche in
bagno. Sono in attesa … ??? Altra cosa che stamattina ho
dimenticato
di dirle : nei confronti dei bambini, di qualsiasi età (escluso
gli
adolescenti), ho dei timori reverenziali. La paura più marcata
è quella
di fargli involontariamente del male, così, mi rendo conto, di
non
potere essere nei loro confronti, spontanea, ma sempre in allerta,
pronta a ricacciare indietro chiunque tenti, utilizzando il mio corpo,
di fargli del male. Penso di potere dire, che, nonostante tutto
ciò che
mi hanno fatto c’è sempre stata una parte di me, sana,
inviolata, forse
proprio l’istinto, se vogliamo dare il nome alle cose, che mi ha
protetta e consigliata. La natura (la mia) superava, a volte, le
personalità e non c’era verso di farmi fare niente in quei
momenti,
allora botte da orbi, tante, utilizzando pugni e calci, pizzicotti
dolorosissimi, sputi e urina, sino ad arrivare alla violenza fisica,
allo stupro. Il tutto infarcito con voci melliflue e carezze affettate.
Come le dicevo stamattina al telefono, non mi si deve toccare,
altrimenti mi trasformo e chissà in cosa … in chi…? Ho paura.
In
passato ne avevo davvero tanta, eppure, quando potevo, ripensavo,
rimuginavo
sulla situazione appena vissuta cercando il modo di “correggerla",
trovare una “ falla “, alfine di poter aiutare qualche bambino a
scappare, nascondersi e chiedere aiuto. Ci pensavo continuamente,
fotogramma per fotogramma, per trovare una via di fuga che in quel
momento, purtroppo mi era sfuggita. Era desolante, scoprire ogni volta
che la possibilità non esisteva, neppure minuscola, mi
tormentavo,
notti insonni passate a ragionarci su, senza trovare la ben che minima
fessura in una rete finissima e impossibile da spezzare. Continuavo a
dirmi: “Da qualche parte ci deve essere un errore, uno sbaglio di
valutazione, un punto scoperto“. Niente. Frustrante. Vedere morire
davanti ai propri occhi un mare, un oceano di bambini e non potere fare
niente, annienta ogni pensiero, ogni azione, ogni ragionamento. Sentire
il tuo istinto che ti spinge violentemente verso quei bambini, per
dargli una mano e il sapere di non potere fare nulla … ancora
oggi non
riesco a darmene pace. Un Oceano di corpicini senza vita incombe sulla
mia testa. L’istinto mi urlava: “Agisci“, la ragione invece “stai ferma
dove sei, altrimenti muori“. L’urlo del mio istinto mi angoscia, la
fievole voce della ragione o del buon senso, invece no. Il cibo non mi
va, bevo si, purchè siano liquidi. Mi viene la nausea solo a
pensare di
dover mangiare, lo stomaco è chiuso. Credo sia in lutto. Sono
contenta di essere riuscita a scriverle queste poche righe. Lei sa che
mi piace mettere i puntini sulle i sino alla nausea. La chiarezza, la
verità sopra ogni cosa, soprattutto sulle cose davvero
importanti.
(*)
In
Belgio i bambini protagonisti/oggetto di queste "situazioni"
venivano distinti in "cacciatori" addestrati ad uccidere" e in
"conigli/lepri", mentre in Italia rispettivamente in "gatti"
e "topi".
Incrociando le testimonianze i ricordi degli italiani confermano un
passaggio controverso della testimonianza di Regina Louf. Nella traduzione in
francese della
deposizione - in fiammingo - del Témoin
X, cioè Régina Louf:
il termine arbalète
le veniva
contestato come errore linguistico
(="pistolet"?):
ed invece indicava esattamente
la balestra
(definita
anche arma
del
diavolo). Precise testimonianze di testimoni italiani
chiariscono come quest'arma venisse
fatta usare dai bambini di meno di dodici anni, che poi da più
grandi avrebbero usato come gli adulti la pistola (pistolet).
Addestramenti e programmazioneL'enquête fut vite suspendue sous prétexte que les policiers auraient "manipulé les auditions". Regina Louf était insultée et traitée de folle, ce qui n'eut jamais été le cas si son témoignage avait accablé misère urbaine, plutôt que de Personnalités. ![]() Editions Mols, 1998 (E' molto importante la lettura del documento: Communiqué de l’avocate de Mme Regina Louf (6 mars 2004) La traduzione in italiano del libro è in corso e verrà pubblicata quanto prima.) Inchiesta
- da La Stampa
martedì 23 ottobre 2007 pag 56-57:
GLI ORCHI DI FAMIGLIA Tutti i giorni due bambini vittime di violenza in casa Inchiesta Molestie sessuali e botte, i dati delle Asl: "Giacca e cravatta": spesso il mostro è un professionista e vive al nostro fianco. Ma
la situazione è ben più generalizzata e soprattutto ben
peggiore. In
ormai
numerosissime, autoconfermantesi
ed
attendibili testimonianze espresse in libri - a partire dal
1989 - in articoli, in riviste e siti
Web,
nonchè
in Convegni
e in private denunce e procedimenti giudiziari (vedi più
dettagliatamente
nel file Testimonianze
e dubbi,
e nei dati bibliografici dei Links
Europei contro la Pedofilia, il Settarismo e gli Abusi Strutturati e/o
Rituali) viene descritta una sequenza
tipicamente SEMPRE
UGUALE
E
dato che, accanto a
questa
serie di crimini a contenuto specificatamente sessuale, avvengono con
gli stessi protagonisti altri crimini a
contenuto
tecnologico
ed esperimenti medici su cavie involontarie, il sospetto può
indirizzarsi
verso uno scopo
ben preciso, che
questi abusi
strutturati non mirino a forme di "sesso estremo"
come
godimento,
ma ad un progetto
generalizzato a
largo
raggio: lo spegnimento
delle volontà
per la formazione, di proposito fin dalla prima
infanzia, di docili esseri umani ormai così
robotizzati.
Per ora - ripetiamo per ora- NON presentiamo tutte le TESTIMONIANZE DI PRIMA MANO di cui disponiamo e di cui continuiamo a venir messi al corrente, ma un testo fondamentale è anche in parte tradotto in inglese e ripetuto in molti file (da The guilt-free soldier a Testimonianze e dubbi). Citazioni genericamente esplicative: Ritual Abuse Hot-Line Training: The
term ritual
abuse
is
used to mean different things: it can mean ritualistic abuse
---
repetitive,
planned out, compulsive abuse by an isolated perpetrator. More
frequently,
it describes abuse by an organized group of people,
most often
by
a satanic cult. The abuse is used to gain ultimate control
over
another human being, control by torture of the mind, body, and spirit.
The abuse happens as part of a ritual. Because the abuse
begins
when
the individual is a young child, the effects are deeply
ingrained.
The child is not developmentally sophisticated enough to understand
what
is happening to her/him. Both girls and boys are victimized,
and
both
men and women are perpetrators.... A ritual abuse survivor
is
often
aware that she is a survivor of incest or that she has multiple
personalities
long before she realizes that she is a survivor of ritual abuse....
Bluebird : Deliberate Creation of Multiple Personality by Psychiatrists by Colin A. Ross 2000, excerpts: MKULTRA subprojects involving children The CIA, Mind Control & Children A Talk by John Rappoport
Many
advisory board members
of the False
Memory Syndrome Foundation
have had CIA and military
intelligence ties.....
Sometimes people make accusations and/or cut off all contact without any prior warning or noticeable changes in behavior, so even by studying the Memory Recovery Cult, you cannot guarantee that you will be able to protect your family from being harmed by it. More research is needed about the nature and effects of cults, bad therapy, and techniques of unethical psychological influence; until that research is done, family members and friends concerned about a loved one have no good guidelines to follow. Common
Characteristics Of People About To Develop False Memories Of Abuse
Memory and Reality. Website of the False Memory Syndrome Foundation StopBadTherapy.com E
comunque
non si
tratta
di situazioni storicamente e geograficamente delimitate: "situazioni"
europee e attuali
possono rispecchiare quanto scritto nei classici testi Americani (Lauren
Stratford, Carol
Rutz, Kathleen
Sullivan ecc.)
File/capitoli in cui vengono più dettagliatamente discussi questi argomenti: Links
Europei contro la Pedofilia, il Settarismo e gli Abusi Strutturati e/o
Rituali Presentazione e indice ragionato: come cominciare / Preamble: how to begin Opinioni o peggio: accuse? / Opinion or accusation? class="">Malattie rare in offerta speciale Metilfenidato e sindrome da deficit di attenzione e iperattività I CERVELLI ED IO....
Il disegno
è stato
eseguito spontaneamente senza quasi rendersene conto nel '98 come pure
quello presente in Testimonianze
e dubbi. Le Associazioni
libere
dall'analisi
di
un sogno
qui non trascritto, ma presente in forma autentica nel dossier
cartaceo dell'Associazione sono del 27
agosto 2005.... quando scrivo dei miei multipli non lo faccio con superficialità, ma semplicemente come un dato di fatto, un qualcosa che purtroppo, per ora, fanno parte di me. Prendendone atto vado avanti cercando di arrivare il più vicino possibile al bandolo della matassa… e non è semplice. In questo preciso momento ho una immagine nella testa, una bella cipolla bianca, ma devo dire che anche un carciofo può servire come esempio. Ho imparato che se non puoi sfuggire ai tuoi “guai“, ti conviene affrontarli, con calma, senza rabbia e rancore. A volte la rabbia ed il rancore sono solo di intralcio e frenano i ricordi. .
... Le
chiedo cos’ha contro di me, dato che non ci conosciamo e lei facendo
una
smorfia mi risponde così :
- Il tuo appartamento è in un caos indicibile, come fai a tenerlo così? E poi mi dai l’impressione di essere una persona falsa Ho
sempre
pensato
che
tutto ciò che mi è accaduto fosse colpa mia. Non ero mai
abbastanza, sempre troppo poco, inadeguata in ogni situazione e in ogni
momento. Poco intelligente, poco simpatica, poco carina e riuscivo ad
arrivare sempre in ritardo su tutto…
ma alla Base
(*) e
altrove, riuscivo ad
essere efficace, avendo la sensazione e a volte la certezza, di
esistere, perchè qualcuno si era accorto di me ed io mi sentivo
a
casa, un alloggio disordinato, caotico, pieno di sangue,
di
fiori, di aria
grigia e pesante dove ogni tanto un raggio di sole arrivava e
c’era un
letto con una bella coperta colorata e vicino un piccolo comodino ed il
bagno in camera. Avevo tanti libri, alcuni di studio, altri di
lettura, perchè il
cervello andava tenuto in costante allenamento. Giochi
di guerra su un tavolo per allenare il cervello ad organizzare e ad
agire quasi simultaneamente. Era strepitoso come mi riuscivano facili e
allora pensavo che non dovevo essere così stupida e inutile come
immaginavo; ma allora perchè alla fine nessuno mi amava, anche
qui dove
faccio molto bene ciò che mi chiedono, mi accorgo che l’affetto
non c’è
ed ho la spiacevole
sensazione di
confondere le cose, di vedere e non
capire, di non sapere nulla in realtà, se non quello di
‘’sembrare’’ di
sapere e non è la stessa cosa!
-
Perchè non vieni a prendermi papà? Perchè
non ti accorgi che non sto bene? - - Portami via, ti prego.
La
mia
cella, il
mio alloggio è tutto quello che ho, oltre a tanti scheletri
nell’armadio…- Abbiamo
grandi
progetti per te, ma devi fidarti di noi che siamo diventati la tua
famiglia. Ti educheremo, ti alleneremo, ti alimenteremo, diventerai
ciò che
vuoi e noi saremo sempre con te.
A
volte mi
rannicchiavo
sul letto e dondolandomi pensavo che tutto prima o poi ha una
fine, basta avere pazienza e saper aspettare, pensavo anche che tutto
sommato mi piaceva stare da sola… oppure mi hanno detto che
la
solitudine dà forza..? Parlavo con il comodino e gli raccontavo
i fatti
miei e lui a volte mi rispondeva, sorridendo, che andava tutto bene.
Ma chi pensava cosa? Era il mio cervello o erano tanti cervelli che si parlavano fra di loro interferendo uno con l’altro? -
IO DOVE SONO???
Che
confusione…. qualcuno vuole parlare con me,ma non sono in casa, o
meglio, ci sono, chissà in quale stanza e allora subentra
qualcun altro
ed io lo sento che la
mia testa
è abitata da tanti cervelli, ma che
stando in una piccola stanza si danno noia a vicenda. Mi chiedono di
fare qualcosa, io non voglio, così lo chiedono a qualcuno
d’altro e
l’altro credo che lo faccia perchè mi sveglio altrove
senza
memoria. Succede spesso, mi sveglio per un attimo, vedo
del
sangue, poi
scompaio. Allora io non sono brava,sono quegli altri ad esserlo e usano
il mio corpo per spostarsi, per prendere, per fare, sono
forse
degli
spiriti? Forse
ho qualche potere magico…Però questi
spiriti sono tutti
cattivi mi pare, e poi perchè non si presentano? Loro
sanno chi
sono
io, mi abitano! Certo che nei loro confronti sono in netto
svantaggio. Dormo male,
mi correggo,
TUTTI dormiamo male e digeriamo
male. Vorrei mangiare il fritto misto di pesce, IO, ma a
qualche
ospite il
piatto che ho scelto non piace, così mi ritrovo davanti al
menù sapendo
che non mangerò quello che desidero, ma quello che penso di
desiderare o
quello che gli abitanti del mio cervello vogliono. Così alla
fine, ogni
volta che mi trovo a dover decidere, dalla cosa più stupida a
quella più
importante, vado in
confusione, sento
che nella mia testa c’è
agitazione, tutti vogliono fare a modo loro, ma c’è un solo
corpo e
stanca aspetto, senza fare proprio nulla. Gli inquilini
sono
impazienti,bisogna decidere,bisogna agire ed io sento il cuore pulsare
sempre più velocemente, l’angoscia mi assale,
diventi frenetica pur
stando ferma, poi tutto tace, i cervelli si placano, hanno capito
finalmente che quando decido di non dargli retta non possono
fare
altro che aspettare con me. Mi snervano, parlano tra di loro,
confabulano
e cercano di tenermi allo scuro delle loro faccende, vorrei
sfrattarli, ma a quanto pare l’operazione è più difficile
di quanto
sembri. Qualche volta mi sembra di individuare la personalità di
uno
degli inquilini, è un attimo, appena sente che lo sento si
ritira, come
una lucertola nella fessura quando la spaventi. Uscite allo scoperto
vigliacchi di cervelli bacati!!!
*) "Base":
Base militare di addestramento.Penso di avere iniziato ad ospitare altri cervelli nel mio all’età di tre anni. Continuazione: sogno e commenti del 22 novembre 2005 - da completarsi con l'aggiornamento del 31 maggio 2009: Sono investita da una pioggia di animaletti,sembrano piccoli scorpioni o gamberetti,il loro colore è bianco e sono “croccanti” e duri allo stesso tempo. Accanto a me ci sono altre persone,ma la pioggia bianca animata investe solo me. L’altra scena si svolge in un vivaio dove non entro nella stanza per evitare di essere aggredita dalle cavallette, ma una riesce a penetrare nei miei capelli e si infila dietro la nuca ronzando fastidiosamente, cerco di scacciarla, ma della cavalletta sento solo il ronzio, come se mi fosse entrata nella carne e dall’interno lavorasse provocando un rumore, un continuo zzzzzzzzzzz… Credo di chiamarmi Mike (**), sono un pilota di caccia. Compaio all’improvviso quando la situazione si fa critica e cerco di prendere in mano la situazione, ne ho le capacità. Ho sangue freddo quanto basta, inseguo il nemico sino a che non scompare definitivamente e irrimediabilmente dal monitor e dal radar. Game Over anche nella realtà. Sono determinato, cocciuto e molto sicuro delle mie forze, ho “ottime capacità logiche”, a quanto si dice è nel mio DNA. Sono cattivo, non è un difetto, in guerra aiuta a concentrarsi meglio, si rende di più e sicuramente mi da la possibilità di tornare dalla missione intero! Quando piloto sono molto gasato, ma nello stesso tempo calmo e freddo come un Killer. Probabilmente mi piace perchè è una cosa che mi riesce bene. Mi
spiego come mai in
questo periodo mi
sentivo più uomo che donna!
Ma
sono
tutti cattivi i miei cervelli! Mi spiego la “rigidità”
che prendeil posto delle emozioni, l’indifferenza che ho verso gli
altri e l’incapacità di manifestare ciò che provo in
azione, es: affetto-abbraccio, disagio-inquietudine, paura-pallore,
tristezza-pianto, invece mi capita così:
affetto-rigidità, disagio-rigidità,
paura-rigidità, tristezza-rigidità. Sia il corpo che la
mente smettono di comunicare e subentra
l’automa
che, tramutata in
una antenna
umana,
aspetta l’ordine
di agire, ma se l’ordine non arriva l’automa rimane in stato di
all’erta (la prima fase è la rigidità) e poi cambia,
subentra uno dei cervelli che “copre”, “maschera” l’automa (come la
pioggia di animaletti) proiettando negli altri un'immagine
fasulla,
ma non estranea.
La capacità dei cervelli-automi è quella di “salvarsi la
faccia” ogni qual volta la situazione lo richieda, non bisogna essere
necessariamente delle spie, ma dei bravissimi illusionisti sì!
Fumo negli occhi!Ieri verso l'ora di pranzo ho avuto una crisi, una furia cieca, scaturita da non so cosa, mi ha fatto diventare una iena. Rabbia, desolazione, impotenza, trappola, emarginazione (obbligata e voluta). Ignoranza, repressione, balocco per i più grandi. Ho pianto, pianto e pianto, poi, di colpo, una calma fredda e un certo torpore ha fatto capolino e poco per volta mi sono calmata. Stamattina invece, ho pensato di andare a fare benzina senza la macchina e di chiedere al benzinaio "il pieno". Qualche secondo dopo ho avuto come dei flash, mi spiego: sono io, non sono io, sono io, non sono io, ecc, ecc. La "non sono io" cambiava completamente i connotati ed il carattere, mentre "sono io" ero io, ma parecchio offuscata!? Mi domando, lecitamente, cosa mi sta succedendo?!!! Davanti allo specchio ho avuto paura, l'immagine che rifletteva era "diversa" dall'immagine reale. Non mi riconosco, è come se tra la bambina di tre anni (in cui mi riconosco bene) e la persona che sono ora sia successo qualcosa che le ha scisse, poi scisse e poi ancora scisse. Ora, per riuscire a mettere insieme i multipli dovrei inglobarli in un'unica persona, solo che manca il soggetto, il fulcro, manco io. Dove sono? Se la rabbia fosse scaturita da me? Mi spiego: Insieme ai multipli, da qualche parte ci sono anch'io ed IO sono diventata parte di quei multipli (ovviamente), così mi capita a volte (purtroppo) di emergere come un urlo disperato dal profondo abisso cercando di aggrapparmi a qualcosa di solido e stabile per non essere inghiottita di nuovo dal buio più nero. Non sempre riesco a trovare un buon appiglio, qualcosa che mi dia la spinta a stare in superficie. Mi domando spesso cosa sarei ora e cosa farei adesso se le mie inclinazioni avessero seguito naturalmente il loro corso? Di questo sono molto dispiaciuta. E' difficile per me, in questo momento e periodo, non provare una punta di invidia per chi ha potuto, ed è riuscito ad essere se e fare ciò che più gli riesce meglio, dalla pittura, alla fotografia, ad un impiego qualsiasi. Essere una persona nel mondo e non "qualcosa" che c'è in modo astratto, come sono io, chiusa nella mia stessa testa e sentirmi in trappola e assente allo stesso tempo - è frustrante. Sono prigioniera dei miei multipli, dei miei cervelli. Devo ricomporre il mio puzzle. Avrei bisogno di un "pieno" di coccole, un "pieno" di auto stima, un "pieno" di energia e di vita e di un bombolone alla crema (questo è il più facile di tutti da ottenere), accompagnato da un buon cappuccino chiaro e bollente (anche d'estate), .... Stanotte ho sognato che un pesce cane (o squalo ) mi ha divorata. L’enorme animale stava dentro una grande vasca con pochissima acqua. Il mio “bagno” è diventato pericoloso, il lavandino ha assunto dimensioni apocalittiche e la saponetta si è tramutata in un pesce feroce…. ed io ero il suo cibo. Mi sono svegliata urlando. La paura può assumere svariate forme e dimensioni; ... le trasformazioni avvengono nel bagno! ... ed il viso cambia. Quando usciamo siamo diversi, cambiati, il naturale fa posto all’artificiale, al “sembro io, ma non lo sono”, al “prova a riconoscermi”, al “guarda oltre la maschera”, “la logica vince sulla ragione”, “non mi freghi”, “io so chi sei tu, mentre tu non sai chi sono io”, “il vantaggio ti porta vicino alla vittoria”, “chi si arrende muore”, “se il nemico ti cattura, sai cosa devi fare”, “vivi e uccidi”, “sii sempre pronto”, “non lasciare tracce al tuo passaggio”, “segui, elimina, pulisci”, “segui, elimina, pulisci”, “segui, elimina, pulisci”, “segui, punisci e pulisci”, “il rosso è il colore della vittoria, il verde della resa ed il giallo dell’attacco”, “chi vince vince, chi perde muore”, “in guerra non si fanno ostaggi”, “la paura è un fatto mentale, ma chi fa parte di questo corpo non sa cosa sia”, "rifiuta gli amici, rifiuta i parenti, prendi noi”, “se ti serve qualcosa prendila”, “non ringraziare, ti è dovuto, non chiedere te lo devono”,“uccidere è un favore”, “non essere mai te stesso, nessuno lo sarà mai con te." (**)
La PERICOLOSA
personalità "Mike" ricompare improvvisamente - improvvisamente:
in via spontanea e soggettiva, oppure INDOTTA dall'esterno come per i
disastrosi sviluppi del caso del signor F. - quando particolari
circostanze avvicinano le possibilità di riconoscimenti e
conseguenti denunce.
A parte il tono di voce, l’atteggiamento alternativamente rigido o dinoccolato, magari la magrezza e ... i peli, una parola chiave è inconfondibile, una parola il cui significato letterale è ben al disotto del significato che le dà e di come la pronuncia: FASTIDIO. Commento del 31 dicembre 2008 da parte di una persona partecipe, anche come suo ambasciatore e postino virtuale, nel vedere il risultato davanti a me...: .... la mail di K. .... Direi impressionante.
Da
quando .... scrive via computer, nonostante io sia l’ambasciatore e postino
virtuale
dei suoi messaggi, non sono affatto curioso di leggerli. Non
provo
particolari
sensazioni anche perché mi sembrano
“normali” per chi è stato addestrato ma non riesco a riconoscere in
K. la
capacità di metterli all’opera. Non ho assolutamente idea
di cosa possa significare realmente (nel senso di cosa si prova). Avevo
un atteggiamento in passato che voleva essere comprensivo nei suoi
confronti e forse lo era nel senso di vicinanza oggi non
so..... Io non
capisco invece come possa tirare
fuori una lettera come quella che le ha scritto e poi
apparire ai
miei occhi (ma potrei sbagliarmi) assolutamente tranquilla,
come
se quello che scrive non fosse accompagnato da emozioni.
Posso
capire
che un
addestramento che deve fare di una persona un
killer (?) o una spia o
chissà cos’altro delle emozioni non sa che farsene anzi, ma
vedere il risultato
davanti a me...
o forse le contraddizioni di una persona
di cui
credo di aver conosciuto i risvolti assolutamente “umani” e
qualcos’altro che non so definire. 19.05.2006
(e
con commento
verbale):
E' come
quando una spia viene
interrogata e non deve/può rispondere...)
Anche
oggi mi sento ubriaca e fuori dal mondo. Un alieno in terra straniera,
dove le persone sono cose che si muovono caoticamente senza una
meta
apparente e gli oggetti (semafori, tavolini dei bar, edicole,
chioschi e quant’altro) sparsi qua e la, sono visti come
lontani e
“ fuori dal tempo e dallo spazio “. Cammino quasi ciondolando e
lo
sguardo fa fatica ad andare oltre l’angolo… Il corpo si muove per
inerzia ed il cervello è in tilt , come se non
capisse cosa deve fare
in questa nuova circostanza. La circostanza è:
- Non
essere in allarme , sono io .
Già!
Io chi? Io,
proprio io! Purtroppo il mio cervello sembra quasi non riconoscermi
come sua unica proprietaria, anzi, pare proprio non sapere della
mia
esistenza. Allora
è
il mio
cervello che nel mio corpo si trova in terra straniera!!!
Lavorano separatamente e quando si tratta di muoversi all’unisono fanno
i capricci, ognuno va per i fatti suoi ed il risultato è il
ciondolio.
Mi sento leggera, incorporea.
Tutto sembra nuovo e abbastanza divertente, eppure sono così
lontani,
lontani che quasi soffro, più soffro e più gli oggetti e
le persone si
allontanano da me e diventano inafferrabili. Loro
però
a dispetto di me sono
concreti.
Spero di essere stata chiara, Lei sa quanto tengo a non essere fraintesa. Le precedenti descrizioni sono efficacemente "crude", ma questo finale può ancor meglio far capire la verità effettiva di situazioni che vengono per lo più negate e derise con costante pervicacia malevola, partendo sempre da sogni, non perché "irreali" ma proprio al contrario - come viene detto in fondo - per evitare gli intralci dati dalle emozioni coscienti: ...
Ci
salutiamo, il
cugino si dirige verso la porta d’entrata
Commenti
successivi - 13/06 /2006:
Mi è venuto in mente un disegno ( oppure era una foto (?! ) rappresentante appunto tre scimmiette ed il messaggio era: “Non vedo, non sento, non parlo.”. La scimmia che non vede ha le mani sugli occhi, ecc. ecc. Volevo infine aggiungere che quando scrivo dei miei multipli non lo faccio con superficialità, ma semplicemente come un dato di fatto, un qualcosa che purtroppo, per ora, fanno parte di me. Prendendone atto vado avanti cercando di arrivare il più vicino possibile al bandolo della matassa… e non è semplice. In questo preciso momento ho una immagine nella testa, una bella cipolla bianca, ma devo dire che anche un carciofo può servire come esempio. Ho imparato che se non puoi sfuggire ai tuoi “guai“, ti conviene affrontarli, con calma, senza rabbia e rancore. A volte la rabbia ed il rancore sono solo di intralcio e frenano i ricordi.E in data 10 settembre 2006 ecco la rivelazione dell'origine di tipici, improvvisi, sgradevoli comportamenti: così si manifesta la raggiunta attivazione dell'addestramento a cui era stata sottoposta, Pare
ci sia un'altro
cervello che era
ben nascosto e per chi sa quale fortuita circostanza è emerso come un'isoletta. A
differenza degli
altri, questo non vuole saperne di ritornare "ombra", ha preso il sopravvento ed il mio corpo
sembra
incapace di rigettarlo, pur sentendolo parte estranea. Mi fa stare molto male. Una rabbia
cieca che
parte dalla pancia mi investe e a
stento riesco a controllarla, dopo solo stanchezza e nebbia.
Capita spesso che mi incanti, come fossi in trance e in quell'attimo io sparisco e così anche i suoni e tutto ciò che mi circonda, al ritorno ho come l'impressione che il tempo si sia, per un lasso di tempo breve, fermato. In quel lasso di tempo dove vado a finire? Il cervello-isola è il caos, istinto puro, pura cattiveria, dotato (se così si può dire) di fascino e intelligenza matematica. Lui esiste per i fatti suoi, pare che non abbia bisogno di nessuno, sa esattamente cosa deve fare e perchè! E' un buon organizzatore, solitario è capace di portare a termine il compito che gli è stato assegnato con ferocia e determinazione. Le "missioni" o "incarichi", li prende molto sul serio, lavorando di intuito, fa si che il bersaglio venga eliminato ... Lo carichiamo di odio e di grande fiducia in se stesso, basta dirglielo con un tono gentile e accomodante, mentre lo picchiamo selvaggiamente utilizzando mani e piedi … La fiducia in se stesso verrà dal fatto di essere sopravvissuto e che niente e nessuno potrà mai ferirlo, ucciderlo … E’ chiaro che il bambino si è trasformato in qualcosa d’altro, ed è quel qualcos’altro che deve farci riflettere e preoccupare Pare che io non abbia una serpe in seno ... è più su !!! Speriamo di riuscire a tenerlo a bada. Per
ora è tutto.
Da
considerare come
riferimenti: per
le uova
di
scimmia vedi
sopra: Monkey
(scimmia ), è stata la prima persona che
hanno fatto entrare nel mio cervello;
per le
"puzzole"
potrebbe essere
significativo il fatto che chi scrive fa collezione di coleotteri, ed
è terrorizzata dal sentirsi "inseguita" da "animaletti"
(Sono investita da una
pioggia di animaletti, sembrano piccoli scorpioni o gamberetti)
07.01.2007 Sogno: ... Nel
mio
sogno compaiono tanti animali,
direi animaletti.
Sono sul balcone verandato ed ho in mano una piccola busta
bianca di plastica che riempio
delicatamente di piccoli di scimmia...
I cuccioli sono davvero microscopici e li depongo uno sull' altro sino a formare due strati , facendo attenzione che ogni piccolo possa respirare. Operazione ripetuta almeno una volta . Poi in un' altro sacchetto con le stesse caratteristiche di quello precedente e con le stesse modalità l' ho riempito di "uova di scimmia". Mi sono domandata: - chissà che fine faranno? - le useranno per gli esperimenti ... ( ? ) In casa ho trovato una piccola puzzola, talmente piccola da non esistere in natura, tutta nera e con la caretteristica stria bianca sulla schiena, era in compagnia di un' altro animaletto identico alla puzzola, ma senza la stria. Erano lucide e nere, alchè mi è venuto in mente un vecchio sogno riguardante una pentola sul fuoco piena di latte con una enorme vespa nera e lucida che veniva fuori ed era pulita. I due animaletti li ho depositati in una grande gabbia per criceti ed oltre a loro c'erano piccolissimi cuccioli di cane, piccoli topini, piccoli di scimmia. Ora che ci penso, erano così piccoli da poter essere dei feti di pochi giorni, credo. Sul terrazzo della casa ho trovato due cani labrador, finiti anche loro sul balcone verandato. Però i due cani tendevano a scappare e ad andare sul terrazzo per mettersi uno di fronte all'altro e guardarsi. Forse non avevano bisogno di essere tratti in salvo?! Ma i cuccioli li stavo davvero salvando? .... Pensieri sparsi: ho sognato [il gatto] Pino , credo che sia morto. In vita l'ho trattato malissimo, eppure in sogno era contento di vedermi (la forza dei sensi di colpa !). Alla base molte volte ero in disaccordo con quello che facevo e quello che dicevano le persone a cui la mia vita dipendeva. Sapevo che seppur in disaccordo a loro non interessava certo il mio punto di vista e dal canto mio facevo di tutto per non soccombere. Era un tira e molla continuo, coscienza contro sopravvivenza. Colpire per non perire. Forse il fatto di non avere stretto amicizia con gli altri bambini mi ha protetta dalla responsabilità pesante che venissero fatti fuiri a causa mia. Vigliaccheria? Può darsi. Non ricordo di averci neppure provato a stringere dei rapporti con loro, tanto a che sarebbe servito? Nessuno sapeva che cosa ne sarebbe stato di noi, per quanto mi riguarda eravamo dei morti viventi. Eppure sentivo quei bambini vicinissimo a me e quando mi rendevo conto che qualcuno di loro mancava all' appello e che non lo avrei più rivisto, la disperazione più nera e l' ansia incombevano su di me per poi ricadermi addosso come un grosso masso. In fondo a pensarci bene non c'era bisogno di essere amici, bastava uno sguardo e capivamo chi sarebbe passato e chi no ... Eravamo tutti nella stessa situazione di pericolo. Pensavo alle interrogazioni scolastiche: studiavo , eppure quando mi trovavo alla cattedra mi assaliva un'ansia tale che dimenticavo tutto e non riuscivo ad emettere nessun suono. Il terrore puro. Quando poi l'argomento riguardava la tecnologia (computer), il cuore iniziava a battere all'impazzata e avevo delle vampate di caldo tali da respirare a fatica. Tutte cose che provavo all'interno, mentre esternamente parevo tranquilla. Avevo paura di imparare. Imparare per me equivaleva a togliere la vita, ad uccidere. La matematica, la fisica e la chimica avrebbero potuto "insegnarmi" in maniera subdola, attraverso segni o simboli che sarei riuscita a codificare solo io, ad eliminare senza lasciare traccia o indizi ... Pazzia? Disperazione. Vedevo gli altri andare avanti, mentre io non riuscivo a spiegarmi i continui blocchi mentali e fisici e restavo indietro.(Eppure all'esterno non trapelava che ben poco. Eppure almeno alcuni di questi bambini per determinati periodi conducevano anche una vita in apparenza "come gli altri". Ma non veramente "come gli altri", poiché NULLA doveva trapelare di quanto nella loro altra "vita" accadeva: e così - ancor ora nel ricordo - per un altro "sopravvissuto" veri terribili incubi non erano le interrogazioni "tecnologiche", ma i "temi liberi" ed ancor più le interrogazioni di Storia.) Parziale traduzione del brano soprastante / translated excerpts of the above quotes “Free
association”
from the
analysis of a dream,
27th August 2005, not transcribed below but available on paper.
I ask her what she has
against
me, seeing as we don’t know each
other. Making a face, she answers:
... “Your flat is an
indescribable mess, how can you keep it like this? You
also give me the impression of being insincere”
I’ve
always thought
that
everything that has ever happened to me was my
fault. I was never quite good enough, always lacking
something, inadequate in every situation and in every moment.
Not very intelligent, not very nice, not very attractive and always
late for everything. But at the Camp(*), and elsewhere, I
managed to be efficient and had the feeling, and often confirmation,
that I existed because someone noticed me.
I felt to be at home: in a disordered, chaotic house full of blood and flowers with a heavy, grey air, where every so often a ray of sunlight shone, where there was a bed with a pretty coloured cover and near it a small bedside table and bathroom in the room. I had lots of books, some for studying, others just for reading, because the brain must always be kept active. War games were on the table, for training the brain to organize and act almost simultaneously. It was incredible how good I was at them, so I thought I couldn’t be as stupid and useless as I had imagined; but then why didn’t anyone love me, even here where everything they ask me to do, I do so well. I realized that there is no affection and I have the unpleasant sensation that I am confusing things; to see but not to understand, to not really know anything at all, apart from what I think I know, which isn’t the same thing at all! - Why don’t you come and get
me dad? Why don’t you realize that
I’m not well? - Take me away from here, I beg you.
My
cell, my house,
is all that
I have, apart from many skeletons in the
closet…..
- We have great plans for
you,
but you must have faith in us, we have
become your family. We educate you, we train you, we feed
you, you will become whoever you want and we will always be with you.
Sometimes
I curled
up on the
bed, and rocking myself thought that
sooner or later everything would come to an end, I just needed to be
patient and know how to wait. I also thought that all in all I liked
being alone… or perhaps they told me that solitude gives you
strength…? I spoke to the bedside table and told it all my
thoughts and sometimes it spoke back to me, smiling, telling me that
everything was ok.
But who thought what? Was it
my brain or were there lots of
brains talking to each other, all interfering with one another?
Where am I??? How
confusing…
somebody wants
to talk to me but I’m not home, or rather
I am, but who knows in which room, so someone else takes over and I
feel
like my head is inhabited
by lots of brains,
but being
in one small
room they get on each others nerves. They ask me to do
something, but I don’t want to, so they ask one of the others, who I
think does it because I wake up elsewhere without being able to recall
anything. It often happens that I wake up for a moment, see
blood, then I vanish.
So it’s not me that’s good at things, it’s them, and they use my body to move about, to take and do things, perhaps they’re spirits? Perhaps I have magical powers… however I think these spirits are all bad, otherwise why don’t they introduce themselves? They know who I am, they live inside me! Of course, compared to them I’m at a complete disadvantage. I don’t sleep well, or rather none of us sleep well or digest well. Personally, I would love to eat fried fish, but which one of my guests wouldn’t like the meal I had chosen. So, I find myself staring at the menu, knowing that I won’t be able to eat what I want, but what I think I want or what those inhabiting my brain want. Every time I find myself having to decide something, from the stupidest to the most important thing, I get confused. I feel that there is a state of anxiety inside my head; everyone wants to do things in their own way, but there is only one body and so, tired, I wait, without doing anything at all. The inhabitants are impatient, I must decide, I must take action and I feel my heart begin to race faster and faster. I am overcome with angst and become frantic ,even though I’m standing still, then everything goes quiet, the brains calm down; they have finally understood that when I decide not to take any notice of them they can only wait with me. They wear me out, talking amongst themselves, whispering, trying to keep me in the dark about what they’re up to. I’d like to get rid of them but apparently it’s harder than it seems. Sometimes I think that I can identify the personality of one of the inhabitants, just for a moment, and as soon as he realises that I hear him he retreats, like a frightened lizard disappearing into a crack in the wall. Come out of hiding you cowardly vile brains!!! I think I began to house other brains at the age of three. 22nd November 2005
Continuation: dream and comments The
other scene
takes place
in a garden centre. I don’t want
to go in because I don’t want to be attacked by grasshoppers, however
one manages to get into my hair and behind the nape of my neck, buzzing
irritatingly. I try to squash it, but I can only hear the
buzz of the grasshopper, as if it were in my flesh, working from the
inside, making a noise, a continuous buzzzzzzzzzzzzz.
I
think I’m called Mike, I’m a fighter pilot.
I appear suddenly when the situation becomes critical and I try to take the situation in hand; I have the skills to do so. I have a cool head when it’s necessary and I pursue the enemy until he disappears once and for all from the monitor and radar. It’s game over also in real life. I’m determined, hard nosed and very sure of my strengths, I have “excellent logic skills”, apparently it’s in my DNA. I’m bad, which isn’t a defect, in warfare; it helps you concentrate, perform better and definitely helps me return from a mission in one piece! When I’m flying I’m on a high, but at the same time I’m calm and cold like an assassin. I expect I like it because it’s something I’m good at. My
brains are all horrible!
That explains the “rigidity”
which has taken over my emotions, the indifference I have towards
others and my inability to express what I’m feeling in
actions. For example affection-hug, uneasiness-disquiet,
fear-pallor, sadness-crying. This happens to me instead:
affection-rigidity, uneasiness-rigidity, fear-rigidity, sadness
rigidity. Both the body and the mind stop communicating, a
robot takes over and transforms into a human antenna, waiting for the
command to react. But if the command doesn’t come the robot
remains on the look out (phase one is rigidity) and then
changes, taking over one of the brains which “covers” or “masks” the
robot (like the raining insects) projecting onto the others a false,
but not unknown, image. The brain-robots’ skill is being able
to “save face” every time the situation demands, it isn’t
necessary to be actual spies, just very good illusionists! Create a
smoke screen!
Yesterday,
around lunchtime, I experienced an outburst of blind fury, I
don’t know where it sprang from, it made me see red. Anger,
desolation, powerlessness, the feeling of being trapped, ostracized
(forced and voluntary).
Ignorance, repression, a plaything for grown-ups. I cried and cried and cried and then, suddenly, a cold tranquility came over me and I slowly began to calm down. This morning, on the other hand, I decided to go and get petrol without the car, asking the petrol station attendant for a “full tank”. Seconds later I experienced a series of flashes, like this: it’s me, it’s not me, it’s me, it’s not me, etc, etc.Camp(*): Military training base. Some facts and comments will follow-up but for the time being only on Italian text. Gatto e topo (in Belgio: cacciatori e conigli/lepri) Fatti
assolutamente
collimanti risulta siano accaduti - e ripetutamente - in Liguria,
Piemonte, e nei dintorni
di Como e non solo in base a testimonianze orali: anche se solo
parzialmente presentati in appunti manoscritti
- di cui in ogni momento possiamo comunque fornire copia - sono
avvalorati da disegni e da piantine topografiche.
Descritti verbalmente e anche manifestati con atteggiamenti,
coincidenti cronologicamente con le date delle fotografie degli esperimenti
di "allungamento
degli arti",
con qualche ovvia differenza - ad esempio, invece del mare aperto,
boscaglie e fiume e pozzi e... maiali - esperienze assolutamente
analoghe sono state rivissute e espresse con
molta intensità. In particolare soltanto ora - maggio 2008 -
è
disponibile una descrizione di prima
mano emersa pian piano con molta fatica dei fatti accaduti in Liguria
nel '68-'70, concomitanti con le fotografie degli esperimenti
ostetrici,
e sostanzialmente UGUALI nell'orrore - vedi moto seghe, numero di
bambini ecc. - a quelli che accadevano - accadevano o accadono ancora?
- nei dintorni di Torino in quegli anni e nei precedenti e successivi.
Un ancor più recente
"rivissuto" offre ulteriori convalideò alle citate
concordanze: le
"convocazioni" all'azione giungevano normalmente per POSTA in
più o
meno cifrati o allusivi messaggi.
In tutte le statistiche e documentazioni inerenti a questi fatti la maggior parte dei sopravvissuti ora adulti denuncianti sono donne - forse (?) perché molti più maschi morivano o venivano deliberatamente uccisi e/o perché in molti accettavano meglio l'addestramento e/o l'iniziazione e quindi diventavano con più facilità a loro volta "esecutori". Il caso forse il più tragico del dossier dell'Associazione è quello di un altro "protagonista", ex bambino - maschio - prima pluri-abusato e poi PASSATO DI GRADO, ma che negli ultimi anni era divenuto molto disponibile a collaborare e a testimoniare: proprio quello al quale si rivolge - per ora inutilmente - il commovente appello personalizzato rivolto a un'altra vittimo molto più sfortunato: Per favore,
dica al Sig. F. di
non mollare è
importante.
![]() E qui invece trasmettiamo un punto cruciale delle testimonianze di un'altra sopravvissuta - testimonianze raccolte nei dossier dell'Associazione ma anche già - protocollate - in documenti legali di Denunce e Azioni Giudiziarie. E
qui invece trasmettiamo un punto cruciale delle testimonianze di
un'altra sopravvissuta - testimonianze raccolte nei dossier
dell'Associazione ma anche già - protocollate - in documenti
legali di
Denunce e Azioni Giudiziarie.
Questo
è il ricordo di una notte di
strage – non solo trauma per me ma per l’intera umanità.
La Strage del
Levante (Lerici: Bocca di Magra)
Ci
vennero a prendere con gli scafi , iniziava a fare buio avevo paura; mi
avevano divisa da mia sorella. Sapevo che in quella notte i gatti che
avessero superato la prova sarebbero stati passati di grado, Vincenzo,
il mio compagno di classe, continuava a ripeterlo. Mi ero già
dimenticata o meglio mi avevano fatto dimenticare con una scarica
di ELETTRO SHOCK quello che era successo quindici giorni
prima
Arrivammo a una piccola spiaggia in una insenatura; con delle torce i militari ci fecero strada, l’ entrata era una piccola porta incastrata nella roccia. All’interno un’immensa grotta in marmo bianco striato di beige dalla volta tondeggiante. Sulle impalcature teatrali stavano seduti come in parlamento tutte le gerarchie: ecclesiastici, militari, politici e banchieri; dal volto coperto da maschere che in realtà più che nascondere attiravano ancora di più l’attenzione e la loro riconoscibilità; i particolari del corpo di ogni singolo, in chi ha avuto la sfortuna – fin dalla nascita- di essere in un programma di addestramento costante e con scadenze fisse, diventano la conferma di quell’accaduto, rivissuto con ogni parte del corpo. Le emozioni fanno di questi traumi devastanti, la fortuna di riviverli e poter guarire. Il Palco
Montato
in fondo, un palco, da sfondo un arazzo con un agnello coricato. Noi
stavamo nel golfo sotto al palco, non c’era solo la mia scuola - circa
100 – ma anche altri, tanti, almeno 300 bambini.
Sul palco 10 seghe circolari, non capisco, nessuno urla. Grandi gabbie sopra alla mia testa , sono molto in alto e non vedo bene. Mi sento confusa e carica di panico. Iniziano a salire sul palco i bambini che dovranno essere graduati. Questa è la prova , ci sono i capi fila, una è mia sorella più grande – ha 12 anni – dietro di lei in un’ordinata fila militare, 10 bambini di 8, 9, 10 anni; calano le gabbie , ne escono piccini senza voce, biondi neri gialli – ma quanti ce ne sono? Assistiti dai capi pamperos argentini iniziano a segarli a metà - dieci alla volta- buttano i corpi nel golfo, altri muniti d’ascia li fanno a pezzi. IL sangue scende dal palco e i corpi che non sono più corpi ma diventano sempre più poltiglia, colpiti e ricoltiti si aprono – l’odore di sangue misto a cervello e viscere diventa fortissimo, non riesco a urlare. non esce nessun suono dalle mie corde vocali. Ma io URLO. Io topo pulitrice sono fortunata a non morire, ho un angelo custode (in carne ed ossa) e ho i ricambi che potrebbero servire alla mia gemella (secondo Mengele, un bene da non toccare quando una delle due è arrivata ad essere graduata), 1 su mille ce la fa! E lei è un gatto che a nove anni riesce a massacrare. Voglio morire. Inizio come la altre volte a cercare i pezzi dei corpi per rimetterli insieme, vago in mezzo a quel lago di bambini disfatti, sento quello che provo ma non riesco a dirlo “ è tutto mio quello che sento dentro”. I
Nazisti
Loro
stavano con i nostri genitori in alto nelle gradinate dietro a sbarre.
Quando iniziano a vedere il sangue buttano giù tutto e invadono
il
golfo; sono presi da una furia e un’eccitazione incontrollabile,
invidiosi dei miei compagni che uccidono. Prendono il comando, nessuno
riesce a fermarli, neanche gli argentini; ora sono i carnefici nazisti
che urlano e si buttano come iene; strappano con i denti pezzi di carne
e tutto quello che trovano.
Quanti ne sono
morti!!!
Sono seduta, forse catatonica ma i miei occhi vedono, il mio naso odora, le mie orecchie sentono. Il mio cuore scoppia. Non riesco a ribellarmi, è la prima volta, ne hanno uccisi tanti tanti tanti la notte 1 +1 +1 +1+ 1 all’∞. Il
giorno.
Albeggia,
i bambini passati di grado devono ripulire: mangiare e ripulire, per i
gatti è peggio, almeno noi topi raccogliamo quello che resta in
sacchi
di plastica , li carichiamo sulla spalla e li portiamo fuori,
sull’insenatura della spiaggia dove le barche li scaricheranno al
largo.Ora so! Erano più di mille. Più di mille
in una
sola notte,
le
mie lacrime di adulta dell’anno 2008 sono così tante, ma
così tante che
neanche quel mare dove ci sono – fra i mille, anche dei miei amici –
non riuscirebbe a contenerle tutte.div style="text-align:
"right;"
IO,
LA
BAMBINA CHE SONO STATA
(facente
riferimento al progetto Delgado).Regina LoufE in calce alle "testimonianze" inedite italiane, ecco stralci della traduzione in italiano del libro di Regina Louf - pubblicato in francese già all'inizio degli anni '90! - che presentano indubitabili analogie con quanto testimoniato nei paragrafi precedenti.
Uccisi e uccisoriLa
testimonianza belga va a confrontarsi con altri capitoli e
"orrori" di altre
"testimonianze italiane":
Tolse la vita a suo fratello senza rendersi conto che la sua gemella le urlava contro “Non ammazzarlo, ti prego, lascia che ci uccidano tutti così tutto questo schifo finisce”.
QUESTO E’ POSSIBILE!! Monk Alternando
fra di loro i rivissuti di differenti testimoni, ecco - di primissima
mano dopo una
vistosa,
impressionante "crisi" della testimone
de I
Cervelli e IO
- la "descrizione" di una delle personalità
multiple
- Monk: come
Letizia
e Aras, Pony bianco e Monkey
ecc. - ed
un accenno indiretto ad un altro fondamentale problema: i partner di
copertura
Questo disegno è "emerso" come finale di un testo scritto di getto, quasi in stato di trance spontanea durante un rivissuto sconvolgente. Il disegno in parte spiegato dalle frasi trascritte rappresenta DUE delle principali "personalità" de I cervelli ed IO: Monk il killer, il sadico e Letizia la bambolina seduttiva, la piccola prostituta spia e killer. Ne esiste ed emerge anche una successiva più adulta versione: una consapevole seduttrice però a grave rischio di suicidio. Stasera non esisto, sono un ologramma, un ectoplasma ,un fantasma. Gli "impiccati"? Sono i "bambini inutili Monk
- che se
è una personalità è
diversa dalle altre perché sembra sempre attiva e presente ed
è un LUI:
nato nel '75, nel '76-'77 era attivo, molto attivo - si accompagnava
con Letizia bambina prostituta e tutti e due hanno ucciso alcune
persone adulte e altolocate...
Nel
frattempo con alti
e
bassi,
con crisi molto violente ma cariche di rivissuti sempre più
intensi e
precisi gli avvenimenti e i protagonisti si delineano in modo
incontrovertibile: per completare la descrizione delle vicissitudini di
Monk,
qui
anticipiamo una
pagina cronologicamente emersa molto più tardi - 3 aprile 2009 -
06 luglio 2008 Monk scatta quando si trova tra la folla, tra tante altre persone. Sbuca all’improvviso, come se facesse un’imboscata e vorrebbe scagliarsi contro i “nemici“, che sono gli ignari protagonisti del mio delirio, cioè la folla. Nel mio cervello “gli altri“, chiunque non sia dalla mia parte, sono persone contro, gente da sterminare con il lancia fiamme o con il mitra. L’idea di una piazza colma di persone che prima sono vive e dopo qualche istante giacciono a terra come marionette lo esalta. Fantastica sul come realizzarla. Fantastica sul risultato finale. L’importante è devastare. Odia i bambini. A questo proposito credo che Monk abbia fatto la sua apparizione in quel famoso week end con i parenti di P. Sabato mattina, la piazza gremita di gente, un sacco di bambini urlanti e anche lì ricordo di avere fantasticato e più fantasticavo più il mal di stomaco aumentava, diventavo irascibile e tutto perdeva di significato, come ad esempio dimenticarmi il motivo per cui ero lì. Mi intristivo sempre di più e avevo l’impressione di allontanarmi vorticosamente dal resto del mondo e di ritrovarmi in una situazione che conosco sin troppo bene da cui cerco di scappare: la solitudine. Quindi il passaggio mentale veloce e semplice è: sono sola è colpa vostra, vi odio e uccido, così la solitudine ha senso, sono sola perché siete morti. Aggiungo: Monk è da debellare, non lo voglio con me! Tò! Mi è passato il mal di stomaco. Con la mia pessima personalità multipla entra in gioco P. Lui in qualche modo la alimenta, la nutre. Ricordo che nei primi anni con lui Monk era venuto fuori spesso in varie occasioni. A Monk piace P. perché lo tiene in vita.... Letizia e Monk viaggiano in coppia; mi è venuto in mente guardando una coppia di cani lupo del nord Europa. Taglie forti. Ovviamente il maschio era decisamente più imponente. Tranne i padroni, nessuno poteva avvicinarsi alla femmina, rischiava di essere aggredito dal maschio. Una bambina era riuscita ad accarezzarla, ma quando lui se ne è accorto ha abbaiato (avvertimento) e poi si è piazzato tra la bimba e la cagna come a proteggerla e da lì non si è più schiodato! Che bello se avessi avuto due genitori così pronti a proteggermi … Vorrei un cane Mike: il prototipo di "soldato perfetto", una PERICOLOSA "macchina da guerra"Diversa
dalle
precedenti
"pesonalità", ancora dotate di una minima quota di
"umanità" ed emozioni, la PERICOLOSA
personalità "Mike" ricompare improvvisamente
in via spontanea e soggettiva, oppure appare perché INDOTTA
dall'esterno - come per i
disastrosi sviluppi del caso del signor F. - quando particolari
circostanze avvicinano le possibilità di riconoscimenti e
conseguenti denunce.
Come Mike comunque le “personalità addestrate” sono una minaccia assoluta in quanto capaci a freddo di azioni precisissime e istantanee: pericolo aggravato dal fatto che non è facile riconoscerle anche perché tendono a venir considerate “positive” e proprio perché così silenziose e precise. E' quindi necessario in modo particolare accorgersene e stare in guardia e tenersi informati dei segnali che possono avvisare del pericolo incombente: a parte il tono di voce, l’atteggiamento - militaresco - alternativamente rigido o dinoccolato, magari la magrezza e ... i peli, una parola chiave è inconfondibile, una parola che ne indica la principale residua emozione, una parola il cui significato letterale è ben al disotto del significato che le dà Mike e di come la pronuncia: FASTIDIO.
Sonderkommando Bambini
di sei-
sette anni
dovevano compiere azioni da"necrofori"simili a quelle dei Sonderkommando
dei Campi
di Sterminio e qui un altro ri-vissuto
molto intenso
va
a confrontarsi con "La
strage del levante".
Lo facciamo precedere da osservazioni immediate di un amico/testimone: 22- agosto 2008: un partecipe commento Questa "cronaca vista e sentita da fuori"valorizza la testimonianza diretta, così spiegandola: Scrivo senza aver ancora letto quello che ha scritto K. Mi ha chiesto di scrivere qualcosa sulla sera in cui è stata male. Parto da qualche ora prima quando, di fronte ai numerosissimi turisti, al parcheggio stracolmo di macchine e all’idea di entrarci ha avuto una crisi per cui ce ne siamo andati (con mio dispiacere non tanto per non aver potuto visitare il luogo ma perché è come se con quelle crisi rompesse un armonia, io inizio a non sopportarla e riesce a scatenare una sorta di reazione tendenzialmente violenta anche in me e che controllo con molta fatica). Le solite crisi già viste quando “sente” la folla: dice che in quei momenti vorrebbe avere un mitra e sparare a tutti.Nell'esposizione è da notare un particolare caratteristico dei tentativi di conservare un elemento di coscienza e razionalità: il "contare".
E a far seguito alle precedenti crisi e recuperi - descritti e consapevoli - ecco quanto EMERGE il 23 agosto 2008: “La
folla“.
Simbolicamente rappresenta (per me) un muro di gomma che mi respinge, mi rifiuta. Il rifiuto delle cosiddette “persone normali“ è fonte di disagio e di grossa arrabbiatura, tanto da desiderare un mitra per falciarle in una volta sola: la folla. Dopo la settimana passata in cella ho notato che i miei compagni mi trattano diversamente come se non mi riconoscessero ed io non riconoscessi loro. Il mio comportamento è cambiato, sono più silenziosa e molte cose che prima mi interessavano mi annoiano, come ad esempio la matematica. Quando sono in classe e la maestra spiega le lettere io sto attenta per un po’, poi appoggio il mento sul palmo della mano destra e inizia il buio, ho gli occhi aperti ma sono cieca. Quando il buio sparisce, la mia maestra è già molto avanti con la lezione ed io mi agito perché non so come fare per recuperare quello che ha spiegato. Sono sempre agitata, ho sempre paura che mi portino via per sempre in un posto lontano e buio. I miei compagni ridono ed io non capisco il perché … Non capisco perché la mia scuola è diventata cattiva, anche i miei compagni e la maestra e i miei genitori, i miei zii, la gente che vedo per strada … loro sanno ma fanno finta di no. Quando mi guardano in faccia io tiro giù la testa, mi vergogno molto perché non sono più come loro e non devono accorgersi. Io ormai sono diventata una farfalla che diventerà un angelo nero. Io guardo i miei genitori e sono diversi da prima, hanno le facce cattive e non mi vogliono bene. Mio fratello F. mi odia perché papà prende le mie difese. Io non posso parlare con nessuno della settimana di prova anche se ne avrei molta voglia. Ogni tanto ho male alla pancia e alle gambe, allora se posso mi siedo altrimenti mi appoggio dove capita. A volte ho voglia di scappare ma non so dove andare, a volte ho voglia di morire, a volte ho voglia di urlare ma se poi mi chiedono perché io non so spiegarmi, così penso di farlo e basta. A volte quando sono nella piazza con mia zia penso che sono sola, anche quando sono in classe penso che sono sola e anche a casa. Sono sempre da sola e la testa si riempie di pensieri, di domande e immagini brutte che mi fanno stare male e allora sento il cuore che va veloce, veloce, arriva sino alla gola e devo sospirare forte tante volte perché la smetta. Mi viene un gran caldo e divento stanca subito, voglio dormire sempre. Una descrizione agghiaccianteIl sangue non veniva tolto, piaceva molto a loro, più ce n’era e più diventavano cattivi. Facciamo
precedere
il testo scritto dalla protagonista da
osservazioni immediate di un amico/testimone -cronaca
vista e sentita da fuori"-
che valorizza la
testimonianza diretta, così spiegandola:
Questa
lucida relazione
- che è stata per
giorno per giorno completata
a voce nelle sue valenze emotive, va confrontata e avvalorata non solo
da"La
strage del Levante"di
cui sopra, ma dalle numerose e precise descrizioni - non ancora
pubblicate - che, nei ri-vissuti divenuti coscienti di altri
sopravvissuti, ricostruiscono feroci orgiastiche stragi: perfettamente
analoghe anche se avvenute in date diverse e in localizzazioni
geografiche differenti.
31 dicembre 2008
9-13 febbraio 2009: I
ricordi si vanno precisando man mano, e la vita
quotidiana e i
rapporti personali diventano sempre più gradevolmente NORMALI: ma intanto compare ed
emerge
anche una successiva
più adulta
versione della"personalità seduttiva"una Letizia consapevole
seduttrice e però a grave rischio di suicidio.
Ecco: dalla testimonianza di un amico Mi spieghi perché cerchi di farmi saltare la mosca al naso? Preferirei parlare di cose serie, tipo come stai e come è andata a Nizza. So che non stai bene. Vorrei ora accennare alcune cose di me, in riferimento - se non ho capito male - ad eventuali ripercussioni emotive su di me. (*) Dopo queste considerazioni da parte di un partecipe collaboratore - anche traduttore del libro di Regina Louf - al testo autografo va fatto precedere una nota riguardante un episodio del 1995: un tentativo - bloccato a forza da un altro amico - di gettarsi dagli scogli del mare di Normandia.
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Ma da questo punto - 28 febbraio 2009 - può finalmente cominciare una totale rimonta: Forse si è creato semplicemente dello spazio... Oggi in
particolare mi sento"disarmata","neutralizzata", come quando si
disinnescano le bombe per
renderle innofensive. Quindi posso affermare dignitosamente e
felicemente, con una nota di orgoglio, che SONO IO a scriverle.
IO SONO, IO ESISTO, IO PENSO, IO FACCIO, ecc, ecc, tutto in prima persona"singolare". E quanto si sta bene... La cosa bella è che da oggi tutto può cambiare, ricominciare, recuperare. Sono single a tutti gli effetti. Ho ripreso possesso del mio cervello, la comunity si è sciolta come neve al sole o"stanza delle riunioni". Mi sento vecchia e nuova allo stesso tempo. Sono in mezzo all' Oceano, sola, e nuoto usando lo stile che più mi piace, tanto, prima o poi, da qualche parte arrivo. ... sento la testa completamente vuota, come se, tutto ciò che ho imparato sino ad ora, fosse sparito nel nulla. E' normale? Non mi riferisco solo alle cose imparate dall' addestramento, ma anche al resto, come ad esempio le scuole fatte, i libri letti, le esperienze vissute. Dove è finito tutto ciò? In qualche anfratto del cervello? Per me è tutto completamente nuovo ed allarmante... Credo di non sapere come si fa a vivere da questa parte. La mia paura è quella di non riconoscere più i"cattivi", di non riconoscere il bambino violentato, di non sapere più distinguere niente e nessuno. Mi viene da dire: "Ho perso i
miei super poteri, ed ora
che faccio?".
E non solo! Aggiungo:"Senza è meglio o in fondo mi sentivo protetta dalle mie personalità...?". Sono
spoglia, a
nudo e in balia del vuoto che non è lo stesso vuoto lasciato da
una persona cara, ma un assenza senza nome. Forse si è creato
semplicemente dello spazio... e in quello spazio mi sono persa, per
ora. Oppure sto riflettendo sul da farsi...
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Resilienza e RECUPEROscritto il 21 marzo 2009 (da notare: non è altro che la CONTINUAZIONE - graduale e coerente - di quanto scritto nei paragrafi precedenti Riflettevo sulla domanda:sono
intelligente?
La domanda
giusta, in realtà,
avrebbe dovuto essere questa:
Chi vede adesso? Mi vede? Mi riconosce? Sono IO. L'
intelligenza è per me,
non una personalità, ma qualcosa che mi appartiene da sempre,
come un
pensiero personale, un' opinione, un disegno, un ricordo che per anni
sono stati sepolti da altro e altro ancora. Adesso quel modo di sentire e
vedere la
realtà è di nuovo con me, pulito, rispolverato:
è vivo, lucido, pressante, pulsa... Rivedo le distanze, risento
le persone, riguardo gli spazi ampi, rivedo le possibilità e tutto
ciò mi era mancato...e tanto!!! Il pensiero
libero...la fantasia... tutte cose che posso ripermettermi di FARE!!! E
disfare a
mio piacimento. Non si smette mai di imparare,
ne di ripassare.
Ho scoperto che anche il ripasso è fondamentale. In fondo, quando ricordiamo, ripassiamo, ripercorriamo, ritorniamo.
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