aggiornamento interno anche parzialmente tradotto in inglese in: #testimonianza_italiana,
importantissimo riferimento in Opinioni o
pegio:
accuse? /Opinion or accusation?
Segnaliamo pure che - come in altri file - danneggiamenti sono
stati attuati
nella seconda metà di dicembre / As it happens on many other
files, we apologize for errors coming from unexpected HARMS
Avviso
importante
riguardante l'utilizzo del
sito / To
a better use of the site:
Questo sito e i libri
che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una
specie di ENCICLOPEDIETEMATICHE, in
cui vengono presentati e
discussi vari argomenti
da leggersi e soprattutto da CONSULTARE di
volta in volta. A
seguito
di difficoltà lamentate e relative
richieste, l'architettura stessa del
sito è stata modificata in funzione di un più agevole
orientamento: sdoppiato il file/home
si divide ora in secondo molto più importante file con un
nuovo nome - Dove
cominciare /
Where to begin - che
riinvia a
un differente
URL
mentre diventa iniziale e fondamentale
come file
semplificato
dove a prima
vista compaioni i links indirizzanti
sui capitoli interni. Assecondando critiche e richieste
man mano vengono aggiunti nuovi o rinnovati files a cui fare
riferimento per informarsi su come
è stata aggiornata la serie delle correzioni e
nuove informazioni.Si
consiglia di
iniziare dal file Aggiornamenti e Indici preposto
agli aggiornamenti e di
precisazione dei dati
"normativi" e di "diffida" o
più
veloceModificazioni
e novità/.Per
il
libro
e gli
indici illustrati
del
libro
e del sito vedi soprattutto:Dove
cominciare /
Where to begin. This
site and the book do NOT be a fount of notices but an ENCYCLOPEDIC
gather of different
subjects: one another to
be read time by time, or better to
be CONSULTED
even for learning. And
so this Web
site will always be
maintained
under speedy and diligently revised construction. it is
suitable to
begin by the fileAggiornamenti e Indici for
up-dates and disclaimers:more
easy: EnglishUp-dates, for
book and illustrated
indexes: Libro / Book,
Pagine
Fuori Testo Introduttive, to general founding
information go at Dove
cominciare /
Where to begin L'intero
sito è ora
pubblicato in un libro
enciclopedico - pur privo
degli
ultimi aggiornamenti
-: per
copertina, frontespizio e ulteriori spiegazioni vedi file Libro / Book.
The complete site -
even if already at
present lacking
of
the newest up-dates - is
ready
also as an Encyclopedic Libro / Book:It's
Abuse NOT
Science Fiction
Questa rielaborazione
del famoso Sonno della
ragione
di Goya
- ufficialmente
copyright - è resa molto
più
inquietante dell'originale per essere
utilizzata come copertina
del libro e spiegata
dal DisegnatoreAndrzej
(Andrew) Suda/ This powerful,
more puzzling creative
modification of the Goya's
Sleep
of reason- marked by the official Copyright
- here is used as book
cover's
image, and explained by the Designer: Andrzej
(Andrew) Suda: should
look just
like many of the
events described by the victims: they exist,
are
bothersome,
and we don’t know exactly WHY they are there but
they are
there…
[come molti dei fatti descritti dalle vittime: essi
esistono, turbano e noi non riusciamo a conoscere esattamente
il
PERCHE'
ci siano, ma ci sono...]
About the Book
This book not only documents the case of Andrzej Suda, it is also
filled with documentation from the worlds most influential documented
cases of psychological abuse, electronic harassment, organized stalking
and mind control. Some cases include Rauni Leena Kilde MD., Dr.
Reinhard Munzert, Kathy Sullivan, David Larson, and many others...
Please support the truth with the purchase of our book. This will
document many technologies and mind control weapons that have been kept
hidden from the mainstream public. Over 600 pages of action packed TRUTH!
Molti atleti non sentono il peso dello
stress, eseguendo ogni genere di esercizio con efficienza da automa.
Sarà forse per questo che proprio il propanololo, che riduce
ansia, tachicardia e tremori, è nella lista delle pegggiori
sostanze dopanti? Può essere. Vecchio farmaco dunque. dunque.
Dolce piccola pillola del non-ricordo.Tra i possibili pazienti ideali,
già sotto il tiro degli implacabili maghetti dl marketing
farmaceutico: come i reduci di guerra, che con la pasticca potrebbero
dimenticare (con discreta convenienza) sia l'orore compiuto sia quelllo
subito. In soldoni: stati emozionali da cancellare come fossero
malanni. Prima si fa, meglio si sta. Via quella pesantezza che
attanaglia da troppo tempo. Opprimente
malinconia come fosse stitichezza cronica. L'importante
è ritrovare il sorriso. Liberarsi. E togliersi il pensiero.
"Associazioni
libere" dall'analisi di
un sogno
- qui non trascritto, ma presente in forma autentica nel dossier
cartaceo dell'Associazione - del 27
agosto 2005.
.....
.... Le
chiedo cos’ha contro di me, dato che non ci conosciamo e lei facendo
una
smorfia mi risponde così :
-
Il
tuo appartamento è
in un caos
indicibile,
come fai a
tenerlo così? E poi mi dai
l’impressione di essere
una persona falsa…
.....
Ho sempre
pensato
che
tutto ciò che mi è accaduto fosse colpa mia. Non ero mai
abbastanza, sempre troppo poco, inadeguata in ogni situazione e in ogni
momento. Poco intelligente, poco simpatica, poco carina e riuscivo ad
arrivare sempre in ritardo su tutto…ma alla Base
(*) e
altrove, riuscivo ad
essere efficace, avendo la sensazione e a volte la certezza, di
esistere, perchè qualcuno si era accorto di me ed io mi sentivo
a
casa, un alloggio disordinato, caotico, pieno di sangue,
di
fiori, di aria
grigia e pesante dove ogni tanto un raggio di sole arrivava e
c’era un
letto con una bella coperta colorata e vicino un piccolo comodino ed il
bagno in camera. Avevo tanti libri, alcuni di studio, altri di
lettura, perchè il
cervello andava tenuto in costante allenamento. Giochi
di guerra su un tavolo per allenare il cervello ad organizzare e ad
agire quasi simultaneamente. Era strepitoso come mi riuscivano facili e
allora pensavo che non dovevo essere così stupida e inutile come
immaginavo; ma allora perchè alla fine nessuno mi amava, anche
qui dove
faccio molto bene ciò che mi chiedono, mi accorgo che l’affetto
non c’è
ed ho la spiacevole
sensazione di
confondere le cose, di vedere e non
capire, di non sapere nulla in realtà, se non quello di
‘’sembrare’’ di
sapere e non è la stessa cosa!
- Perchè non vieni a prendermi papà? Perchè
non ti accorgi che non sto bene? - - Portami via, ti prego.
La mia
cella, il
mio alloggio è tutto quello che ho, oltre a tanti scheletri
nell’armadio…
- Abbiamo
grandi
progetti per te, ma devi fidarti di noi che siamo diventati la tua
famiglia. Ti educheremo, ti alleneremo, ti alimenteremo, diventerai
ciò che
vuoi e noi saremo sempre con te.
A
volte mi
rannicchiavo
sul letto e dondolandomi pensavo che tutto prima o poi ha una
fine, basta avere pazienza e saper aspettare, pensavo anche che tutto
sommato mi piaceva stare da sola… oppure mi hanno detto che
la
solitudine dà forza..? Parlavo con il comodino e gli raccontavo
i fatti
miei e lui a volte mi rispondeva, sorridendo, che andava tutto bene. Ma
chi pensava cosa? Era
il mio
cervello o erano tanti cervelli che si
parlavano fra di loro interferendo uno con l’altro?
- IO DOVE SONO???
Che
confusione…. qualcuno vuole parlare con me,ma non sono in casa, o
meglio, ci sono, chissà in quale stanza e allora subentra
qualcun altro
ed io lo sento che la
mia testa
è abitata da tanti cervelli, ma che
stando in una piccola stanza si danno noia a vicenda.Mi chiedono di
fare qualcosa, io non voglio, così lo chiedono a qualcuno
d’altro e
l’altro credo che lo faccia perchè mi sveglio altrove
senza
memoria. Succede spesso, mi sveglio per un attimo, vedo
del
sangue, poi
scompaio. Allora io non sono brava,sono quegli altri ad esserlo e usano
il mio corpo per spostarsi, per prendere, per fare, sono
forse
degli
spiriti?
Forse ho qualche potere magico…Però questi spiriti sono tutti
cattivi mi pare, e poi perchè non si presentano? Loro
sanno chi
sono
io, mi abitano! Certo che nei loro confronti sono in netto
svantaggio. Dormo male,
mi correggo,
TUTTI dormiamo male e digeriamo
male. Vorrei mangiare il fritto misto di pesce, IO, ma a
qualche
ospite il
piatto che ho scelto non piace, così mi ritrovo davanti al
menù sapendo
che non mangerò quello che desidero, ma quello che penso di
desiderare o
quello che gli abitanti del mio cervello vogliono. Così alla
fine, ogni
volta che mi trovo a dover decidere, dalla cosa più stupida a
quella più
importante, vado in
confusione, sento
che nella mia testa c’è
agitazione, tutti vogliono fare a modo loro, ma c’è un solo
corpo e
stanca aspetto, senza fare proprio nulla. Gli inquilini
sono
impazienti,bisogna decidere,bisogna agire ed io sento il cuore pulsare
sempre più velocemente, l’angoscia mi assale,
diventi frenetica pur
stando ferma, poi tutto tace, i cervelli si placano, hanno capito
finalmente che quando decido di non dargli retta non possono
fare
altro che aspettare con me. Mi snervano, parlano tra di loro,
confabulano
e cercano di tenermi allo scuro delle loro faccende, vorrei
sfrattarli, ma a quanto pare l’operazione è più difficile
di quanto
sembri. Qualche volta mi sembra di individuare la personalità di
uno
degli inquilini, è un attimo, appena sente che lo sento si
ritira, come
una lucertola nella fessura quando la spaventi. Uscite allo scoperto
vigliacchi di cervelli bacati!!! Penso di avere
iniziato ad ospitare altri
cervelli nel mio all’età di tre anni.
(*)
"Base":
Base militare di addestramento.
Continuazione:
sogno e commenti
del 22 novembre 2005:
Sono
investita da una pioggia di animaletti,sembrano piccoli scorpioni
o gamberetti,il loro colore è bianco e sono “croccanti” e duri
allo stesso tempo. Accanto a me ci sono altre persone,ma la pioggia
bianca animata investe solo me.
L’altra scena si svolge
in un vivaio dove non entro nella stanza per
evitare di essere aggredita dalle cavallette, ma una riesce a penetrare
nei miei capelli e si infila dietro la nuca ronzando fastidiosamente,
cerco di scacciarla, ma della cavalletta sento solo il ronzio, come se
mi fosse entrata nella carne e dall’interno lavorasse provocando un
rumore, un continuo zzzzzzzzzzz…
Credo di chiamarmi
Mike, sono un pilota di caccia.
Compaio all’improvviso
quando la situazione si fa critica e cerco di
prendere in mano la situazione, ne ho le capacità. Ho sangue
freddo quanto basta, inseguo il nemico sino a che non scompare
definitivamente e irrimediabilmente dal monitor e dal radar. Game Over
anche nella realtà. Sono determinato, cocciuto e molto sicuro
delle mie forze, ho “ottime capacità logiche”, a quanto si dice
è nel mio DNA. Sono cattivo, non è un difetto, in guerra
aiuta a concentrarsi meglio, si rende di più e sicuramente mi da
la possibilità di tornare dalla missione intero! Quando piloto
sono molto gasato, ma nello stesso tempo calmo e freddo come un Killer.
Probabilmente mi piace perchè è una cosa che mi riesce
bene.
Mi
spiego come mai in
questo periodo mi
sentivo più uomo che donna!
Ma sono
tutti cattivi i miei cervelli! Mi spiego la “rigidità”
che prendeil posto delle emozioni, l’indifferenza che ho verso gli
altri e l’incapacità di manifestare ciò che provo in
azione, es: affetto-abbraccio, disagio-inquietudine, paura-pallore,
tristezza-pianto, invece mi capita così:
affetto-rigidità, disagio-rigidità,
paura-rigidità, tristezza-rigidità. Sia il corpo che la
mente smettono di comunicare e subentra
l’automa
che, tramutata in
una antenna
umana,
aspetta l’ordine
di agire, ma se l’ordine non arriva l’automa rimane in stato di
all’erta (la prima fase è la rigidità) e poi cambia,
subentra uno dei cervelli che “copre”, “maschera” l’automa (come la
pioggia di animaletti) proiettando negli altri un'immagine
fasulla,
ma non estranea.
La capacità dei cervelli-automi è quella di “salvarsi la
faccia” ogni qual volta la situazione lo richieda, non bisogna essere
necessariamente delle spie, ma dei bravissimi illusionisti sì!
Fumo negli occhi!
Ieri
verso l'ora di pranzo ho avuto una crisi, una
furia cieca,
scaturita da non so cosa, mi ha fatto diventare una iena. Rabbia,
desolazione, impotenza, trappola, emarginazione (obbligata e voluta).
Ignoranza, repressione, balocco
per i più grandi. Ho pianto, pianto e pianto, poi, di
colpo, una calma fredda e un certo torpore ha fatto
capolino e poco per volta mi sono calmata. Stamattina invece, ho
pensato di andare a fare benzina senza la macchina e di
chiedere
al benzinaio "il pieno". Qualche secondo dopo ho
avuto come
dei flash, mi spiego: sono
io,
non sono io, sono io, non sono io, ecc, ecc.
La "non
sono io" cambiava
completamente i connotati ed il carattere, mentre "sono io " ero
io, ma
parecchio offuscata!? Mi domando, lecitamente, cosa mi sta
succedendo?!!! Davanti allo specchio ho avuto paura,
l'immagine
che rifletteva era "diversa" dall'immagine reale. Non mi
riconosco, è come se tra la bambina di tre anni (in cui mi
riconosco bene) e la persona che sono ora sia successo qualcosa che le
ha scisse,
poi scisse e poi ancora scisse.
Ora, per riuscire a
mettere
insieme i multipli dovrei inglobarli in un'unica persona,
solo
che manca il soggetto, il fulcro, manco io. Dove sono?
Se la rabbia fosse scaturita da me? Mi spiego: Insieme ai
multipli, da qualche parte ci sono anch'io ed IO sono diventata parte
di quei multipli (ovviamente), così mi capita a volte
(purtroppo) di emergere
come un
urlo disperato dal profondo abisso cercando di
aggrapparmi
a qualcosa di solido e stabile per non essere inghiottita di
nuovo dal buio più nero. Non sempre riesco a trovare un
buon appiglio, qualcosa che mi dia la spinta a stare in superficie.
Mi domando spesso cosa sarei ora e cosa farei
adesso
se le mie inclinazioni avessero seguito naturalmente il loro
corso? Di questo sono molto dispiaciuta. E' difficile per me, in questo
momento e periodo, non provare una punta di invidia per chi ha potuto,
ed è riuscito ad essere se e fare ciò che più gli
riesce meglio, dalla pittura, alla fotografia, ad un impiego qualsiasi.
Essere una persona nel mondo e non "qualcosa" che c'è in modo
astratto, come sono io, chiusa nella mia stessa testa e sentirmi in
trappola e assente allo stesso tempo - è frustrante . Sono prigioniera dei miei multipli, dei
miei cervelli.Devo
ricomporre il mio puzzle. Avrei bisogno di un "pieno" di
coccole, un "pieno" di auto stima, un "pieno" di energia e di
vita
e di un bombolone alla crema (questo è il più facile di
tutti da ottenere), accompagnato da un buon cappuccino chiaro e
bollente (anche
d'estate).
......
Stanotte ho sognato che un pesce cane (o
squalo ) mi ha divorata.
L’enorme animale stava dentro una grande vasca con
pochissima acqua. Il mio “bagno” è diventato pericoloso, il
lavandino ha assunto dimensioni apocalittiche e la saponetta si
è tramutata in un pesce feroce…. ed io ero il suo cibo. Mi sono
svegliata urlando. La
paura
può assumere svariate forme e dimensioni; ... le
trasformazioni avvengono nel bagno! ... ed il viso cambia.
Quando usciamo
siamo diversi, cambiati, il
naturale fa posto all’artificiale, al “sembro io, ma non
lo
sono”, al “prova a riconoscermi”, al “guarda oltre la
maschera”, “la logica
vince sulla ragione”,
“non mi freghi”, “io
so chi sei
tu, mentre tu non sai chi sono io”, “il vantaggio ti porta
vicino alla vittoria”, “chi si arrende muore”, “se il nemico ti cattura, sai
cosa devi
fare”, “vivi
e uccidi”,
“sii sempre pronto”,
“non
lasciare tracce al tuo passaggio”, “segui,
elimina, pulisci”, “segui, elimina, pulisci”, “segui, elimina,
pulisci”, “segui, punisci e pulisci”,
“il rosso
è il colore della vittoria, il verde della resa ed il giallo
dell’attacco”, “chi vince vince, chi perde muore”, “in guerra non si
fanno ostaggi”, “la
paura è
un fatto mentale, ma chi fa parte di questo corpo non sa cosa sia”,
"rifiuta gli amici,
rifiuta i
parenti, prendi noi”, “se ti serve qualcosa
prendila”,
“non ringraziare, ti è dovuto, non chiedere te lo
devono”,“uccidere è un favore”, “non essere mai te stesso,
nessuno lo sarà mai con te.”
Commento da parte di una persona
partecipe, anche come suo ambasciatore
e postino virtuale, nel vedere
il
risultato
davanti a me...:
.... la mail
di K. ....
Direi impressionante.
Da
quando .... scrive via computer, nonostante io sia l’ambasciatore e postino
virtuale
dei suoi messaggi, non sono affatto curioso di leggerli.
Non
provo
particolari
sensazioni anche perché mi sembrano
“normali” per chi è stato addestrato ma non riesco a riconoscere in
K. la
capacità di metterli all’opera. Non ho assolutamente idea
di cosa possa significare realmente (nel senso di cosa si prova). Avevo
un atteggiamento in passato che voleva essere comprensivo nei suoi
confronti e forse lo era nel senso di vicinanza oggi non
so..... Io non
capisco invece come possa tirare
fuori una lettera come quella che le ha scritto e poi
apparire ai
miei occhi (ma potrei sbagliarmi) assolutamente tranquilla,
come
se quello che scrive non fosse accompagnato da emozioni.
Posso
capire
che un
addestramento che deve fare di una persona un killer (?) o una spia o
chissà cos’altro delle emozioni non sa che farsene anzi, ma vedere il risultato
davanti a me... o forse le contraddizioni di una persona
di cui
credo di aver conosciuto i risvolti assolutamente “umani” e
qualcos’altro che non so definire.
19.05.2006 (e
con commento
verbale):
E' come
quando una spia viene
interrogata e non deve/può rispondere...)
Anche
oggi mi sento ubriaca e fuori dal mondo. Un alieno in terra straniera,
dove le persone sono cose che si muovono caoticamente senza una
meta
apparente e gli oggetti (semafori, tavolini dei bar, edicole,
chioschi e quant’altro) sparsi qua e la, sono visti come
lontani e
“ fuori dal tempo e dallo spazio “. Cammino quasi ciondolando e
lo
sguardo fa fatica ad andare oltre l’angolo… Il corpo si muove per
inerzia ed il cervello è in tilt , come se non
capisse cosa deve fare
in questa nuova circostanza. La circostanza è:
- Non
essere in allarme , sono io .
Già!
Io chi? Io,
proprio io! Purtroppo il mio cervello sembra quasi non riconoscermi
come sua unica proprietaria, anzi, pare proprio non sapere della
mia
esistenza. Allora
è
il mio
cervello che nel mio corpo si trova in terra straniera!!!
Lavorano separatamente e quando si tratta di muoversi all’unisono fanno
i capricci, ognuno va per i fatti suoi ed il risultato è il
ciondolio.
Mi sento leggera, incorporea.
Tutto sembra nuovo e abbastanza divertente, eppure sono così
lontani,
lontani che quasi soffro, più soffro e più gli oggetti e
le persone si
allontanano da me e diventano inafferrabili. Loro
però
a dispetto di me sono
concreti. Spero di
essere stata
chiara, Lei sa quanto tengo a non essere
fraintesa.
Le precedenti
descrizioni
sono efficacemente "crude", ma questo
finale può ancor meglio far capire la verità effettiva di
situazioni che vengono per lo più negate e derise con costante
pervicacia malevola, partendo sempre da sogni, non
perché "irreali" ma proprio al contrario - come viene detto in
fondo - per evitare gli intralci dati dalle emozioni coscienti:
... Ci
salutiamo, il
cugino si dirige verso la porta d’entrata
[del bus]
ma,
ritorna in dietro ed ha un’espressione triste in volto. Quando è
a pochi centimetri da me apre la mano e mi consegna un medaglione
d’argento ed il gesto è seguito da questa frase: “Ciao Monkey,
perchè questo è il tuo nome vero!?”. Guardo l’oggetto
della verità ed effettivamente su una delle facce c’è
scritto quel nome, un nome che riconosco appartenere a me e
che
contemporaneamente fa apparire il mio nome anagrafico “falso”.
Note:
Rovescio
della
medaglia.
Incapacità
di distinguere il vero dal falso.
Segreti
(cose da non dire ) .
Monkey
(scimmia ), è stata la prima persona che
hanno fatto entrare nel mio cervello. Dovrebbe essere una sorta di
tutto fare , oppure la “chiave” per poter accedere ai miei
multipli, un “pass” .
La parola
d’ordine .
Mi
è venuto in mente un disegno ( oppure era una foto ?! )
rappresentante appunto tre scimmiotte ed il messaggio era : “Non
vedo, non
sento, non parlo.”
La scimmia che non vede ha le mani sugli occhi, ecc. ecc.
Volevo
infine
aggiungere che quando scrivo dei miei multipli non lo faccio con
superficialità , ma semplicemente come un dato
di fatto, un
qualcosa che
purtroppo, per ora, fanno parte di me . Prendendone atto vado avanti
cercando di arrivare il più vicino possibile al bandolo della
matassa …e non è semplice. In questo preciso momento ho una
immagine nella testa, una bella cipolla bianca , ma devo dire che anche
un carciofo può servire come esempio. Ho imparato che se non
puoi sfuggire ai tuoi “guai “, ti conviene affrontarli , con calma,
senza rabbia e rancore. A volte la rabbia ed il rancore sono solo di
intralcio e frenano i ricordi
Commenti
successivi - 13/06 /2006:
Oggi sono
in fase “addormentata“
, il complesso di inferiorità è particolarmente
sentito e pensare di
essere stata addestrata ad essere un
“giocattolo
sessuale“ non aiuta certo a diminuirlo , semmai il contrario .
Rabbia? Direi di no , frustrazione e sbandamento si.
...
I contrari. Una vita fatta di “normalità“, contro una vita
“fuori dalla norma“, una sotto vita o una vita sopra le righe. Bambini che non fanno i
bambini ,
bambini trasformati in “animaletti“ da combattimento oppure in cavie da
laboratorio.
Bambini
svuotati della loro personalità e riempiti di altri pensieri, di
altre storie, di altri cervelli .
Sono
pensieri di guerra e storie di morte ed ai pensieri seguono le azioni e
nascono le storie, “storie“
che
non si possono narrare per paura di non essere creduti,
di passare per bugiardi. Gli adulti sanno essere molto spietati,
ma se
diamo ad un bambino solo e disperato una ragione di vita e lo
convinciamo che “si può fare“ … "tutto si può ,basta
volerlo“ … Lo
carichiamo di odio
e di grande fiducia in se stesso,
basta dirglielo con un tono gentile e accomodante, mentre lo picchiamo
selvaggiamente utilizzando mani e piedi … La fiducia in se stesso
verrà
dal fatto di essere sopravvissuto e che niente e nessuno potrà
mai
ferirlo, ucciderlo …
E’
chiaro che il bambino
si è
trasformato in qualcosa d’altro, ed è quel qualcos’altro
che deve farci riflettere e preoccupare.
Perchè
agenti
segreti, spie, informatori, assassini... "costruiti" per mezzo del
lavaggio
del cervello funzionano meglio dei consapevoli, stipendiati agenti
segreti
/ spie?
E in data 10 settembre
2006 ecco
la rivelazione dell'origine di tipici, improvvisi, sgradevoli
comportamenti: così si manifesta la raggiunta attivazione
dell'addestramento a cui era stata sottoposta,
Pare ci sia
un'altro cervello che era
ben nascosto e per chi sa quale fortuita circostanza è emerso
come un'isoletta. A differenza degli
altri, questo non vuole saperne di ritornare "ombra", ha preso il
sopravvento ed il mio corpo sembra
incapace di rigettarlo, pur sentendolo parte estranea. Mi fa stare
molto male. Una rabbia
cieca
che parte dalla pancia mi investe e a
stento riesco a controllarla, dopo solo stanchezza e nebbia.
Capita
spesso che mi
incanti, come
fossi in trance e in quell'attimo io sparisco e così
anche i suoni e
tutto ciò che mi circonda, al ritorno ho come l'impressione che
il
tempo si sia, per un lasso di tempo breve, fermato. In quel lasso di
tempo dove vado a finire?
Il
cervello-isola
è il caos, istinto puro, pura
cattiveria, dotato (se così si può
dire) di fascino e
intelligenza matematica. Lui
esiste per i fatti suoi, pare che non abbia bisogno di nessuno, sa esattamente
cosa deve fare e perchè!
E' un buon organizzatore , solitario è capace di portare a
termine il
compito che gli è stato assegnato con ferocia e determinazione.
Le
"missioni" o "incarichi", li prende molto sul serio, lavorando di
intuito, fa si che il bersaglio venga eliminato ...
Pare
che io non abbia
una serpe in seno ... è più su !!!
Speriamo
di riuscire a
tenerlo a bada. Per
ora è tutto.
Da considerare come
riferimenti: per
le uova
di
scimmia vedi sopra: Monkey
(scimmia ), è stata la prima persona che
hanno fatto entrare nel mio cervello; per
le
"puzzole"
potrebbe essere
signifcativo il fatto che chi scrive fa collezione di coleotteri, ed
è terrorizzata dal sentirsi "inseguita" da "vespe".
07.01.2007
Sogno:...
Nel mio sogno compaiono
tanti
animali,
direi animaletti.
Sono sul balcone verandato ed ho in mano una piccola busta
bianca di plastica che riempio
delicatamente di piccoli di scimmia... I
cuccioli sono
davvero microscopici e li depongo uno
sull' altro sino a formare due strati , facendo attenzione che ogni
piccolo possa respirare. Operazione ripetuta almeno una volta .
Poi in un' altro
sacchetto con le
stesse
caratteristiche di quello precedente e con le stesse modalità l'
ho
riempito di "uova di scimmia". Mi sono domandata:
- chissà che fine
faranno?
- le useranno per gli esperimenti ... ( ? )
In casa ho trovato una
piccola
puzzola,
talmente
piccola da non esistere in natura, tutta nera e con la caretteristica
stria bianca sulla schiena, era in compagnia di un' altro animaletto
identico alla puzzola, ma senza la stria. Erano lucide e nere,
alchè
mi è venuto in mente un vecchio sogno riguardante una pentola
sul fuoco
piena di latte con una enorme vespa nera e lucida che veniva fuori ed
era pulita. I
due animaletti
li ho depositati
in
una
grande gabbia
per criceti ed oltre a loro c'erano piccolissimi cuccioli di cane,
piccoli topini, piccoli di scimmia. Ora che ci penso, erano così
piccoli da poter essere dei feti di pochi giorni, credo. Sul terrazzo della casa ho trovato
due cani
labrador, finiti anche loro sul balcone verandato.
Però i due cani
tendevano a
scappare
e ad andare sul
terrazzo per mettersi uno di fronte all'altro e guardarsi. Forse non
avevano bisogno di essere tratti in salvo?!
- Ma i cuccioli li stavo
davvero
salvando? ....
Pensieri sparsi:
ho
sognato
[il gatto] Pino , credo
che sia morto. In vita l'ho trattato malissimo, eppure in sogno era
contento di vedermi (la forza dei sensi di colpa !). Alla base molte volte ero in
disaccordo con
quello che
facevo e quello che dicevano le persone a cui la mia vita dipendeva.
Sapevo che seppur in disaccordo a loro non interessava certo il mio
punto di vista e dal canto mio facevo
di tutto per non soccombere. Era
un tira e molla continuo, coscienza
contro
sopravvivenza.
Colpire per
non perire.
Forse il fatto di non avere stretto amicizia con gli altri
bambini mi ha protetta dalla responsabilità pesante che
venissero
fatti fuiri a causa mia. Vigliaccheria? Può darsi. Non ricordo
di
averci neppure provato a stringere dei rapporti con loro, tanto a che
sarebbe servito? Nessuno sapeva che cosa ne sarebbe stato di noi, per
quanto mi riguarda eravamo dei morti
viventi.
Eppure sentivo quei
bambini
vicinissimo a
me e quando
mi rendevo conto che qualcuno di loro mancava all' appello e che non lo
avrei più rivisto, la disperazione più nera e l' ansia
incombevano su
di me per poi ricadermi addosso come un grosso masso. In fondo a
pensarci bene non c'era bisogno di essere amici, bastava uno sguardo e
capivamo chi sarebbe passato e chi no ... Eravamo tutti nella stessa
situazione di pericolo.
Pensavo alle
interrogazioni
scolastiche:
studiavo ,
eppure quando mi trovavo alla cattedra mi assaliva un'ansia tale che
dimenticavo tutto e non riuscivo ad emettere nessun suono. Il terrore puro. Quando poi l'argomento
riguardava la
tecnologia (computer), il cuore iniziava a battere all'impazzata e
avevo delle vampate di caldo tali da respirare a fatica.
Tutte cose che provavo
all'interno,
mentre
esternamente parevo tranquilla.
Avevo
paura
di imparare. Imparare per me equivaleva a togliere la vita, ad
uccidere. La matematica , la
fisica e la
chimica avrebbero potuto
"insegnarmi" in maniera subdola, attraverso segni o simboli che sarei
riuscita a codificare solo io, ad eliminare
senza lasciare traccia o
indizi ... Pazzia? Disperazione.
Vedevo gli altri andare
avanti,
mentre io
non riuscivo
a spiegarmi i continui blocchi mentali e fisici e restavo indietro. Tutto
mi era
estraneo
e tremendamente spaventoso.
- IO ero altro da ME . Un
aggiornamento - firmato con un nome differente da quello anagrafico ad
indicare la
"personalità" autenticamente multipla - rivela il
perché
questa
persona molto spesso si presenta in un modo, con un abbigliamnto e con
un linguaggio verbale e comportamentale ben diverso da quanto - come
origine, formazione, ambiente - sarebbe stato logico
aspettarsi.
(Ed
a questo va aggiunto un particolare piuttosto singolare: un udito
straordinario.)
Chiedo
che nessuno si intrometta tra ciò che ero e ciò che sono. Adesso non sono
io, chi scrive è una persona dalla mentalità scientifica
e metodica, sadica.
Il suo compito è individuare e neutralizzare le spie con ogni
mezzo.
Dopo averle individuate entra nel loro mondo, parla come loro, si veste
come loro, frequenta gli stessi ambienti. E' una persona affascinante e
affabile, caratteristiche che gli servono per avvicinare le vittime e
diventarne amico. Fiducia prima di ogni cosa. L'insetto rimane
impigliato nella ragnatela del ragno pescatore. Conquistata la fiducia
si porta il soggetto a scoprirsi con domande tranello o semplicemente
lasciandolo parlare, facendogli credere di essere dalla sua parte.
Un
gioco da ragazzi !!!
Bisogna
fare in modo che
il soggetto non vada mai fuori tema e qual'ora dovesse accadere, lo si
indirizza delicatamente. La gentilezza in questi casi è
fondamentale.
La voce è un'arma letale. Dopo aver appurato che il soggetto
è una
spia, si passa all'azione vera e propria. La tortura viene utilizzata
nei casi dubbi, mentre la " soluzione definitiva " nei casi certi.
Risolto il problema si passa al depistaggio, lasciando solo le tracce
utili. Terminato si ritorna alla base e la vita prosegue come se nulla
fosse accaduto. (Eppure
all'esterno non
trapelava che ben poco. Eppure almeno alcuni di questi bambini per
determinati periodi conducevano "anche" una vita in apparenza "come gli
altri". Ma non veramente "come gli altri", poiché NULLA doveva
trapelare di quanto nella loro altra "vita" accadeva: e così - ancor ora nel ricordo - per un altro sopravvissuto veri terribili incubi non erano le interrogazioni
"tecnologiche", ma i "temi liberi" ed ancor più le
interrogazioni di Storia.) Ed
ecco la
svolta che
verrà ripresa nel file Esperimenti
medici e
ostetrici
Morte dell'anima
Mi
sento molto strana, ho la nausea, insomma non mi sento tanto bene. Ieri
ho provato a
disegnare un bagno, uno qualsiasi… partendo dalla
vasca
da bagno, continuando con il lavabo e apposita specchiera, terminando
con
i due sanitari (bidè e tazza). Niente! La stanza da bagno era
nella mia testa, ma sul foglio da disegno non sono riuscita a
materializzarla.
Bagno = buco nero, tracollo, ansia sparizione trasformazione,
automazione, anafettività, lavoro, preparazione, bianco,
aspirazione
(risucchio), cattiveria
calcolata, bravura metodica… tutte
cose che non sento mie, cose aggiunte o
caratteristiche personali esaltate, portate all’estremo.
- Mie e di
qualcuno d’altro. La domanda è sempre la stessa:
- Di chi? Sono
io a stare
male o
l’altro? Tutto
mi appare lontano, senza tempo e
spazio, le persone sono eteree, mi passano vicino e non le
sento, come se
fossero dei morti viventi, delle ombre e anch’io mi sento un
fantasma. Nel bagno mia madre ha cercato di uccidermi, in quel bagno…
ma evidentemente
c’è un altro bagno che mi fa molta paura e dove ho
lasciato ciò che ero per risvegliarmi completamente
trasformata, diversa… e non mi riconosco più!!! Provo a
ricordarmi come ero quando avevo un anno di vita… ma era tanto tempo
fa, prima che il bagno cancellasse tutto e mi svegliassi a nuova
vita. Penso di
essere morta tante
volte e per ogni risveglio c’era una
sorpresa nuova accompagnata da tanti punti interrogativi. Cambiamento
=
trasformazione. Trasformazione = allontanamento dalla
vera
me stessa.
- Credo di essermi
persa. E
qui riportiamo un completamento riguardante un'altra persona implicata
a suo tempo molto più profondamente nell'Organizzazione: Pa., al contrario della
sorella, parla,
ma
solo di cose banali, cose di tutti i giorni, come ad esempio il
lavoro, le vacanze, il cibo, etc. Interloquisce
con
una persona alla volta, cioè, se parla con
me guarda solo me. Gli occhi
sembrano fissi e spenti, non
c'è guizzo di vita, pare imperturbabile, niente e nessuno la
spaventa come fosse priva di coscienza, totalmente anaffettiva.
Ne sono rimasta turbata. Ho
avuto la netta
sensazione di avere accanto una persona "svuotata" e "riempita", come un tacchino farcito (mi
scuso per
l'esempio). Un
automa che reagisce solo agli impulsi programmati, quindi
schematica
e molto, molto rigida. Eppure
quando
abbiamo parlato dei nostri rispettivi gatti (animali) (*),
qualcosa in lei
è scattato si è
accesa una lucina, era interessata all'argomento e "la
vita" ha iniziato a scorrerle nelle vene ... magari è stata
solo una impressione, ma sono sicura di avere sentito Pa.
animarsi. Poi mi sono resa conto che stava "parlando"di
se, si stava facendo i complimenti, era contenta di essere un
gatto ed i gatti "sono così, fanno queste cose" ... uccidono gli uccellini e se
li mangiano
perchè sono dei
cacciatori. Premessa:
L. e
famiglia hanno una gatta di sei - sette mesi e
qualche giorno fa ha cacciato un uccellino e poi se lo è
mangiato. Per
tutta la
serata Pa. ha avuto una voce fastidiosa, ma è
cambiata quando abbiamo iniziato a parlare di gatti. Miagolava meno ed
il corpo era in movimento. Es:
all'inizio
encefalogramma piatto, con l'argomento gatti
avremmo visto nel fantomatico encefalogramma dei picchi!
Sogno e considerazioni del 28 ottobre 2007: Una bimba
appoggia la
testa sul mio seno, una, due, tre volte e poi improvvisamente si stacca
e guardandomi dritta negli occhi con aria di chi sa quello che sta
facendo, mi dice: "comunque non mi piaceva il tuo accarezzarmi la testa
...".
Già, io ero in piedi e la abbracciavo e nel mentre le
accarezzavo la piccola testa.
Ci sono rimasta male non tanto per ciò che mi aveva detto, ma
per lo
sguardo furbo e cattivo rivoltomi ... infido, mi stava studiando e
pareva avesse capito chi si trovava davanti. ...
La bimba sicuramente ero io, forse
una personalità. Aveva uno sguardo che metteva a disagio
e scrutava, scrutava ...
Ricostruire, ricostruire, cercare di ricordare. Mi sono chiesta
più
volte come mi vivono le persone che mi conoscono e quelle che mi hanno
conosciuta. .. Sono
stanca e scoraggiata, ogni volta che vedo delle possibilità,
qualcosa o
qualcuno mi mette i bastoni tra le ruote e mi sembra di ritornare
indietro e devo fare un enorme sforzo per rimotivarmi.
Dal collegio in poi mi sono stati RUBATI i miei no, i miei NON HO
VOGLIA, i miei PENSIERI PRIVATI, i miei affetti e le mie QUALITA' che
hanno trasformato in armi non convenzionali e mortali. Sono stata
rivoltata come un calzino e TRASFORMATA in animale da combattimento. Da
BAMBINA sono stata "cambiata" in un essere a me del tutto sconosciuto. Un corpo solo
con 100 teste ed ognuna di esse ha volontà, pensieri e
atti propri e tra di loro NON SI CONOSCONO !!!
Avete idea
della
confusione che crea tutto ciò?!!
IO DOVE SONO? ESISTO ANCORA O SONO STATA DEL TUTTO CANCELLATA? IO NON
SONO UN DEMONE, NON NASCO DEMONE. Sono stanca, molto stanca.
La verità per me è un fatto di PANCIA! In fondo è
da lì che la mia
ribellione è partita e forse la bambina del sogno E' LA VERITA'
IN
PERSONA che si accorge che la mia "dolcezza" è fasulla, mi fa
sapere
che lei sa, mi critica, mi dice esplicitamente di smetterla di essere
mite, docile e lo sguardo che usa è sincero ed è il mio
quando SENTO
che L'altro subentra ed assume il controllo del mio essere INTERO
(corpo e mente). Sono io la fasulla e non la bambina, perchè io
sono il
risultato di continue manipolazioni. La bambina è rimasta tale,
come lo
è la verità ed i fatti, bisogna assolutamente liberarla
dalle sovra
strutture in cui è stata imprigionata e che a distanza di tempo
sono
diventate macerie. Spero di riuscire a ritrovarmi. Lo spero
sinceramente. (*)E
queste
ultime considerazioni terminano con un commovente appello
personalizzato: Per favore, dica al Sig. F. di
non
mollare è importante.):
attualmente Pa. sta faticosamente emergendo
dalla condizione descritta sopra; mentre il testo del 28 ottobre di
questa testimonianza veniva
scritto - senza saperlo - proprio durante una grave crisi del Sig. F.
del "commovente appello".
(Eppure
all'esterno non
trapelava che ben poco. Eppure almeno alcuni di questi bambini per
determinati periodi conducevano anche una vita in apparenza "come gli
altri". Ma non veramente "come gli altri", poiché NULLA doveva
trapelare di quanto nella loro altra "vita" accadeva: e così - ancor ora nel ricordo - per un altro
"sopravvissuto" veri terribili incubi non erano le interrogazioni
"tecnologiche", ma i "temi liberi" ed ancor più le
interrogazioni di Storia.) Ed ecco
la svolta che verrà ripresa nel file completamente rinnovato Esperimenti
medici e
ostetrici
Morte dell'anima
Mi
sento molto strana, ho la nausea, insomma non mi sento tanto bene. Ieri
ho provato a
disegnare un bagno, uno qualsiasi… partendo dalla
vasca
da bagno, continuando con il lavabo e apposita specchiera, terminando
con
i due sanitari (bidè e tazza). Niente! La stanza da bagno era
nella mia testa, ma sul foglio da disegno non sono riuscita a
materializzarla.
Bagno = buco nero, tracollo, ansia sparizione trasformazione,
automazione, anafettività, lavoro, preparazione, bianco,
aspirazione
(risucchio), cattiveria
calcolata, bravura metodica… tutte
cose che non sento mie, cose aggiunte o
caratteristiche personali esaltate, portate all’estremo.
- Mie e di
qualcuno d’altro. La domanda è sempre la stessa:
- Di chi? Sono
io a stare
male o l’altro? Tutto
mi appare lontano, senza tempo e
spazio, le persone sono eteree, mi passano vicino e non le
sento, come se
fossero dei morti viventi, delle ombre e anch’io mi sento un
fantasma. Nel bagno mia madre ha cercato di uccidermi, in quel bagno…
ma evidentemente
c’è un altro bagno che mi fa molta paura e dove ho
lasciato ciò che ero per risvegliarmi completamente
trasformata, diversa… e non mi riconosco più!!! Provo a
ricordarmi come ero quando avevo un anno di vita… ma era tanto tempo
fa, prima che il bagno cancellasse tutto e mi svegliassi a
nuova
vita. Penso di
essere morta tante
volte e per ogni risveglio c’era una
sorpresa nuova accompagnata da tanti punti interrogativi. Cambiamento
=
trasformazione. Trasformazione = allontanamento dalla
vera
me stessa.
- Credo di essermi
persa. E
qui riportiamo un completamento riguardante un'altra persona implicata
a suo tempo molto più profondamente nell'Organizzazione: Pa.,
al
contrario della sorella, parla, ma
solo di cose banali, cose di tutti i giorni, come ad esempio il
lavoro, le vacanze, il cibo, etc. Interloquisce
con
una persona alla volta, cioè, se parla con
me guarda solo me. Gli occhi
sembrano fissi e spenti, non
c'è guizzo di vita, pare imperturbabile, niente e nessuno la
spaventa come fosse priva di coscienza, totalmente anaffettiva.
Ne sono rimasta turbata. Ho
avuto la netta
sensazione di avere accanto una persona "svuotata" e "riempita", come un tacchino farcito (mi
scuso per
l'esempio). Un
automa che reagisce solo agli impulsi programmati, quindi
schematica
e molto, molto rigida. Eppure
quando
abbiamo parlato dei nostri rispettivi gatti (animali) (*),
qualcosa in lei
è scattato si è
accesa una lucina, era interessata all'argomento e "la
vita" ha iniziato a scorrerle nelle vene ... magari è stata
solo una impressione, ma sono sicura di avere sentito Pa.
animarsi. Poi mi sono resa conto che stava "parlando"di
se, si stava facendo i complimenti, era contenta di essere un
gatto ed i gatti "sono così, fanno queste cose" ... uccidono gli uccellini e se
li mangiano
perchè sono dei
cacciatori. Premessa:
L. e
famiglia hanno una gatta di sei - sette mesi e
qualche giorno fa ha cacciato un uccellino e poi se lo è
mangiato. Per
tutta la
serata Pa. ha avuto una voce fastidiosa, ma è
cambiata quando abbiamo iniziato a parlare di gatti. Miagolava meno ed
il corpo era in movimento. Es:
all'inizio
encefalogramma piatto, con l'argomento gatti
avremmo visto nel fantomatico encefalogramma dei picchi!
E non si tratta
di situazioni geograficamente delimitate: queste "situazioni" italiane
rispecchiano pari-pari quanto scritto nei classici testi Americani (Lauren
Stratford, Carol
Rutz, Kathleen
Sullivan ecc.) e in quelli Belgi: vedi
(*) Comunque attualmente Pa. sta
uscendo
dalla condizione descritta sopra. In
Belgio i bambini protagonisti/oggetto di queste "situazioni"
venivano distinti in "cacciatori" - addestrati ad uccidere" e in
"conigli/lepri", mentre in Italia rispettivamente in "gatti" e "topi".
Incrociando le testimonianze: dai ricordi degli italiani viene data
conferma ad un passaggio controverso della deposizione in fiammingo - Témoin
X - di Régina Louf: il termine arbalète
che le veniva
contestato come errore linguistico (="pistolet"?) nel passaggio dal fiammingo
al
francese, indicava invece esattamente la balestra
(definita
anche arma
del
diavolo): secondo lucide testimonianze quest'arma veniva
fatta usare dai bambini di meno di dodici anni, che poi da più
grandi avrebbero usato le pistola (pistolet).
Ma
- come
già ribadito anche in molti altri files/capitoli - la situazione
Belga
è soltanto emersa e anche casualmente come la punta
di icebrg di qualcosa di ben più vasto e INTERNAZIONALE:
ogni
file verrà pertanto REVISIONATO
E
MIGLIORATO
per riassumere tempestivamente
le novità del sito; verranno segnalati i files nuovi o completamente
modificati,
ora corroborati
con illustrazioni
incontrovertibili.
Da tener costamente d'occhio gli aggiornamenti dell'argomento ostilità
contro l'infanziaemedicina; nonché le
continue nuove precisazioni della terribile testimonianza
italiana
- in /testim.htm, in /warn-internat.htm-
ora anche allargata con
le testimonianze e illustrazioni
di
PRIMA MANO
di gravissimi esperimenti
ostetrici
su
bambine anche molto piccole e di esperimenti pseudo-medici sui bambini
già utilizzati nei circuiti pedo-pornografici. Vedi
anche gli
aggiornamenti - in italiano
- di /superstition.htm
Partial translation
“Free association” from the analysis of a dream,
27th August 2005, not transcribed below but available in written format.
The Brains and Me
I ask her what she has against me, seeing as we don’t know each
other. Making a face, she answers:
... “Your flat is an indescribable mess, how can you keep it like this? You
also give me the impression of being insincere”
I’ve always thought that everything that has ever happened to me was my
fault. I was never quite good enough, always lacking
something, inadequate in every situation and in every moment.
Not very intelligent, not very nice, not very attractive and always
late for everything. But at the Base(*), and elsewhere, I
managed to be efficient and had the feeling, and often confirmation,
that I existed because someone noticed me. I felt at home in a
disordered, chaotic house full of blood and flowers with a heavy, grey
air, where every so often a ray of sunlight shone, where there was a
bed with a pretty coloured cover and near it a small bedside table and
bathroom in the room. I had lots of books, some for studying,
others just for reading, because the brain must always be kept
active. War games were on the table, for training the brain
to organize and act almost simultaneously. It was incredible
how good I was at them, so I thought I couldn’t be as stupid and
useless as I had imagined; but then why didn’t anyone love me, even
here where everything they ask me to do, I do so well. I
realize that there is no affection and I have the unpleasant sensation
that I am confusing things; to see but not to understand, to not really
know anything at all, apart from what I think I know, which isn’t the
same thing at all!
Why don’t you come and get me dad? Why don’t you realize that
I’m not well? Take me away from here, I beg you.
My cell, my house, is all that I have, apart from many skeletons in the
closet…..
“We have great plans for you, but you must have faith in us, we have
become your family. We educate you, we train you, we feed
you, you will become whoever you want and we will always be with you.”
Sometimes I curled up on the bed, and rocking myself thought that
sooner or later everything would come to an end, I just needed to be
patient and know how to wait. I also thought that all in all I liked
being alone…or perhaps they told me that solitude gives you
strength…? I spoke to the bedside table and told it all my
thoughts and sometimes it spoke back to me, smiling, telling me that
everything was ok.
But who thought what? Was it my brain or were there lots of
brains talking to each other, all interfering with one another?
Where am I???
How confusing…somebody wants to talk to me but I’m not home, or rather
I am but who knows in which room, so someone else takes over and I feel
like my head is inhabited by lots of brains, but being in one small
room they get on each others nerves. They ask me to do
something, but I don’t want to, so they ask one of the others, who I
think does it because I wake up elsewhere without being able to recall
anything. It often happens that I wake up for a moment, see
blood, then I vanish. So it’s not me that’s good at things,
it’s them, and they use my body to move about, to take and do things,
perhaps they’re spirits?
Perhaps I have magical powers….however I think these spirits are all
bad, otherwise why don’t they introduce themselves? They know
who I am, they live inside me! Of course, compared to them
I’m at a complete disadvantage. I don’t sleep well, or rather
none of us sleep well or digest well. Personally, I would
love to eat fried fish, but which one of my guests wouldn’t like the
meal I had chosen. So, I find myself staring at the menu,
knowing that I won’t be able to eat what I want, but what I think I
want or what those inhabiting my brain want. Every time I
find myself having to decide something, from the stupidest to the most
important thing, I get confused . I feel that there is a
state of anxiety inside my head; everyone wants to do things
in their own way, but there is only one body and so, tired, I wait,
without doing anything at all. The inhabitants are impatient,
I must decide, I must take action and I feel my heart begin to race
faster and faster. I am overcome with angst and become
frantic ,even though I’m standing still, then everything goes quiet,
the brains calm down; they have finally understood that when I decide
not to take any notice of them they can only wait with me.
They wear me out, talking amongst themselves, whispering, trying to
keep me in the dark about what they’re up to. I’d like to get
rid of them but apparently it’s harder than it seems.
Sometimes I think that I can identify the personality of one of the
inhabitants, just for a moment, and as soon as he realises that I hear
him he retreats, like a frightened lizard disappearing into a crack in
the wall. Come out of hiding you cowardly vile brains!!!
I think I began to house other brains at the age of three.
Continuation: dream and comments 22nd November 2005
I am hit by a rain of small insects. They look like small scorpions or
prawns, they’re white and “crunchy” and hard at the same
time. There are other people next to me, but the white, live
rain only hits me.
The other scene takes place in a garden centre. I don’t want
to go in because I don’t want to be attacked by grasshoppers, however
one manages to get into my hair and behind the nape of my neck, buzzing
irritatingly. I try to squash it, but I can only hear the
buzz of the grasshopper, as if it were in my flesh, working from the
inside, making a noise, a continuous buzzzzzzzzzzzzz.
I think I’m called Mike, I’m a fighter pilot.
I appear suddenly when the situation becomes critical and I try to take
the situation in hand; I have the skills to do so. I have a
cool head when it’s necessary and I pursue the enemy until he
disappears once and for all from the monitor and radar. It’s
game over also in real life. I’m determined, hard nosed and
very sure of my strengths, I have “excellent logic skills”, apparently
it’s in my DNA. I’m bad, which isn’t a defect, in warfare; it
helps you concentrate, perform better and definitely helps me return
from a mission in one piece! When I’m flying I’m on a high,
but at the same time I’m calm and cold like an assassin. I expect I
like it because it’s something I’m good at.
Now I realise why recently I’ve felt more like a man than a woman.
My brains are all horrible! That explains the “rigidity”
which has taken over my emotions, the indifference I have towards
others and my inability to express what I’m feeling in
actions. For example affection-hug, uneasiness-disquiet,
fear-pallor, sadness-crying. This happens to me instead:
affection-rigidity, uneasiness-rigidity, fear-rigidity, sadness
rigidity. Both the body and the mind stop communicating, a
robot takes over and transforms into a human antenna, waiting for the
command to react. But if the command doesn’t come the robot
remains on the look out (phase one is rigidity) and then
changes, taking over one of the brains which “covers” or “masks” the
robot (like the raining insects) projecting onto the others a false,
but not unknown, image. The brain-robots’ skill is being able
to “save face” every time the situation demands, it isn’t
necessary to be actual spies, just very good illusionists! Create a
smoke screen!
Yesterday, around lunchtime, I experienced an outburst of blind fury, I
don’t know where it sprang from, it made me see red. Anger,
desolation, powerlessness, the feeling of being trapped, ostracized
(forced and voluntary).
Ignorance, repression, a plaything for grown-ups. I cried and
cried and cried and then, suddenly, a cold tranquility came over me and
I slowly began to calm down. This morning, on the other hand,
I decided to go and get petrol without the car, asking the petrol
station attendant for a “full tank”. Seconds later I
experienced a series of flashes, like this: it’s me, it’s not me, it’s
me, it’s not me, etc, etc.
The “It’s not me” completely changed the features and
character, whilst “it’s me” was me, but rather confused!? I
asked myself, quite legitimately, what is happening to me?!!! I was
afraid when I looked at myself in the mirror, the image reflected back
at me was “different” to the real image. I don’t recognise
myself, it’s as if something has happened to separate again and again
the child I was at three years old (in whom I clearly recognize myself)
from the person I am today.
In order to be able to put the many parts together I should assimilate
them into one person, only that the focal point, the fulcrum, is
missing, I’m missing. Where am I?
What if the anger had come from me? I’ll explain: I exist
somewhere amongst those parts, and have become part of them
(obviously) therefore, sometimes (unfortunately) I rise out like a
desperate scream from a dark abyss, trying to grip onto something solid
and stable to support me, so that I don’t get swallowed up again by the
deepest darkness. I don’t always manage to get a good enough
grip, something that gives me the push I need to stay above the surface.
I often ask myself what would have become of me if my inclinations had
followed their natural course? I am very sorry about
this. At this moment in time it’s difficult for me not to
feel some jealousy towards those who have been able to, and have
succeeded in being themselves, doing what they’re best at, whether it
be painting, photography, whatever. Being a person in the
world rather than “something” in an abstract way, as I am, locked in my
own head, trapped and absent at the same time-it’s frustrating. I am a
prisoner of my many personalities, my many brains. I have to
put my puzzle back together again. I need a “full tank” of
affection, a “full tank” of self esteem, a “full tank” of energy, of
life and a cream cake (this being the easiest of all to obtain),
followed by a nice, light, steaming hot cappuccino (even in summer).
ANNOUNCEMENT
of Survey for Therapists, Counselors, Clergy, and Other Persons Who
Have Worked Professionally With at Least One Adult Survivor of Extreme
Abuse.
The Professional Extreme Abuse Survey
(P-EAS)
is the second in a series of online surveys¹ designed to explore
commonalities reported by survivors of Extreme Abuse including, but not limited to, Ritual Abuse
and/or Mind Control (RA/MC). This anonymous survey
is conducted privately by Thorsten Becker, Bettina Overkamp,
Wanda
Karriker, and Carol Rutz.
The survey will be available from now
until June 30, 2007. Preliminary
data indicate that at least 1450 individuals from 32 countries
representing 6 continents responded to the first survey titled An
International Survey for Adult Survivors of Extreme Abuse (EAS).
Other preliminary EAS
data (percentages of responses to each question) will be
posted on the website as soon as it is calculated, hopefully by April
15. When the EAS
statistical analyses is finished, the results will also be
posted on the website. In addition, Carol
Rutz will be presenting the results in August at the
S.M.A.R.T. conference.
New Science Raises the Specter of a
World Without
Regret
A soldier faces a drab cluster of
buildings off
a broken highway, where the enemy is encamped among civilians. Local
farmers
and their families are routinely forced to fill the basements and
shacks,
acting as human shields for weapons that threaten the lives of other
civilians,
the soldier's comrades, and his cause in this messy 21st-century
war.
There will be no surgical strikes tonight.
The
artillery this soldier can unleash with a single command to his mobile
computer will bring flames and screaming, deafening blasts and
unforgettably
acrid air. The ground around him will be littered with the broken
bodies
of women and children, and he'll have to walk right through. Every
value
he learned as a boy tells him to back down, to return to base and find
another way of routing the enemy.
Or, he reasons, he could complete the task
and
rush back to start popping
pills that
can, over the course of two weeks, immunize
him
against a lifetime of crushing remorse. He draws
one last
clean
breath and fires.
Pills like those won't be available to the
troops
heading off for possible war with Iraq, but the
prospect of a soul absolved by meds remains very real. Feelings of
guilt
and regret travel neural pathways in a manner that mimics the tracings
of ingrained fear, so a PROPHILACTIC against one could guard against
the
other. Several current lines of research, some
federally
funded,
show strong promise for this.
At the University of
California
at Irvine,
experiments
in rats indicate that the brain's hormonal reactions
to fear can be inhibited, softening the formation of memories and the
emotions
they evoke.
At New York
University,
researchers are
mastering
the means of short-circuiting the very wiring of primal fear. At Columbia
University one Nobel laureate's lab has discovered the gene
behind
a
fear-inhibiting
protein, uncovering a vision of fight
or flight at the molecular
level.
In Puerto Rico, at the Ponce School
of Medicine,
scientists are
discovering ways
to help the brain unlearn fear and inhibitions by stimulating it with
magnets.
And at Harvard
University,
survivors of car accidents are already
swallowing
propranolol pills, in the first human trials of that common cardiac
drug
as a means to nip the
effects of trauma in
the
bud.
The web of your
worst
nightmares, your hauntings and panics and SHAME, radiates
from
a dense knot of neurons called the amygdala. With each new frightening
or humiliating experience, or even the reliving of an old one, this
fear
center triggers a release of hormones that sear horrifying impressions
into your brain. That which is unbearable becomes unforgettable too.
Unless,
it seems, you act quickly enough to block traumatic memories from
taking
a stranglehold.
Some observers say that in
the name of human decency there are some things people should have
to
live with. They object to the idea of medicating away one's
conscience.
It's
the
morning-after
pill for just about anything that produces REGRET, REMORSE, pain, or
GUILT
That's the DEVIL
PILLhe says.That's
the monster
pill, the ANTI-MORALITY pill. That's the pill that can make men and
women
do anything and think they can get away with it. Even if it doesn't
work,
what's scary is that a young soldier could believe it will.
Are
we ready
for the
infamous Nuremberg plea
— I was just following
orders—
to be made
easier
with pharmaceuticals?
Though
the research
so far has been
limited
to animals and the most preliminary of human trials, the question is
worth
debating now.
If you have
the pill, it certainly
increases
the temptation for the soldier to lower the standard for taking lethal
action, if he thinks he'll be numbed to the personal risk of
consequences. We
don't want soldiers saying willy-nilly, 'Screw it. I can take my
pill
and even if doing this is not really warranted, I'll be OK'
says psychiatrist Edmund G. Howe, director of the Program on Medical
Ethics at the Uniformed Services University of the Health Sciences. "If
soldiers are going to have that lower threshold, we might have to build
in even stronger safeguards than we have right now against, say,
blowing
away human shields. We'll need a higher standard of proof [that an
action
is justified].
The scientists behind this advance into
the shadows of memory and fear don't dream of creating morally
anesthetized
grunts. They're trying to fend off post-traumatic stress disorder,
or
PTSD,
so that women who've been raped can leave their
houses
without
feeling like targets. So that survivors of terrorist attacks can
function,
raise families, and move forward. And yes, so that those young
soldiers aren't left shattered for decades by what they've seen and
done
in service.
Combat and psychoactive chemicals have
always
been inseparable, whether the agent was alcohol or a space-age pill. A
half-century
after Japan hopped its soldiers up on methylamphetamines
during World
War
II, the U.S. has pilots currently in the dock for
mistakenly
bombing Canadian troops while using speed to stay awake. When Eric
Kandel,
the Nobel laureate in medicine who works out of Columbia, was
asked
if
his genetic exploration of fear
was funded
by the Pentagon's
Defense
Advanced
Research Projects Agency, he quipped, No, but
you're welcome to call
them
and tell them about me.
Imagine a world where the
same pill soothed victims and perpetrators alike.
Henry
David Thoreau advised, Make the most
of your regrets; never smother your sorrow... To regret deeply is to
live afresh. Without remorse, there
would have been
no John
Newton, a slave trader who found religion during a harrowing
storm
at
sea
and later became an abolitionist; he's best known for penning Amazing
Grace.
For doctors, the drugs would present a
tricky
dilemma. Most people exposed to traumatic situations don't end up with PTSD,
but there are few means of knowing on the spot who might need treatment
much further down the line. Researchers say that for the medicines to
be
effective, patients would need to take them soon after the upsetting
event. The
temptation for physicians might be to err on the side of caution, at
the
cost of curbing normal emotional responses.
Victims might be
eager to avoid lasting pain, wrongdoers the full sting of
self-examination.
The impulse
is to help people to not
fall
apart.
You don't want to condemn that, says Kass. But
that you would treat these things with equanimity, the horrible things
of the world, so that they don't disturb you ... you'd cease to be a
human being.,
The very idea of PTSD
has been
attacked as
a
social construction, a vague catchall that provides EXCULPATION
for the misdeeds of war. But researchers
are
trying
to prevent the onset of a disease, not change the social circumstances
that bring it about. James L. McGaugh, a
neurobiologist at U.C.
Irvine whose study of stress hormones and memory
consolidation in
rats
is one of the cornerstones of the effort, acknowledges the ambiguities
but comes out swinging in defense of his work.
Is it immoral
to weaken
the memory of horrendous acts a person has committed? Well, I suppose
one
might make that case. Some of your strongest memories are of
embarrassments
and of the guilty things you did. It doesn't surprise me at all that
people
would wake up screaming, thinking of the young children they killed in
Vietnam, McGaugh says. But is
treating that worse than saying,
'Don't
worry if your leg is shot off, we've got penicillin and surgery to
prevent
you from dying of infection'? Why is it any worse to give them a drug
that
prevents them from having PSTD for the rest of their lives? The moral
dilemma
is sending people to war in the first place.
Nevertheless, fellow fear researcher Dr.
Gregory
Quirk of the Ponce
School of Medicine, in Puerto Rico, is troubled by
how
his work might be used if it progressed from studies of rats to
therapies
for humans. He argues that fear isn't created and degraded in
the
amygdala alone, but is also unlearned in the prefrontal cortex, which
in PTSD
patients is only weakly active. Quirk thinks a physician could
stimulate
those areas with magnets while patients view the images they fear, and
could thus restore balance to the mind.
With that
same method, he says, firemen could
stave
off episodes of life-threatening panic. Certainly
the military might be interested in something like that,
he
says. If
this would be used to go against fear that's important for survival or
morality, I would have a problem with that.
There are reasons to believe our military
would
covet mastery of Quirk's technique in humans. People
at war dehumanize their enemies to make killing more palatable. Now, in
the war on terror, our modern cultural taboos against torture are
fraying.
Put yourself in the room then. The
commission
of heinous acts, even deliberate torture, can also visit lifelong
torment on
perpetrators
who aren't hardwired very well to be sadistic. The
sounds of screaming — a primordial alert that mortal danger is
near — trigger
those damning hormones even in the torturer. And couple Quirk's
magnetic
manipulation of the brain with this: One of the
horrible things I
discovered
after the Gulf War was that, because of the coeducation of wars, as it
were, male soldiers were given extensive DESENSITIZATION training to
make
them able to hear women being raped and tortured in the next room
without
breaking Kass says. It's a deformation of the soul of the
first order. I cannot speak about it without outrage.
But a trauma-born irrational aversion to
necessary
war — pacifism in the face of an expanding evil — isn't healthy either.
Such
emotions can blind us as well as make us wiser, says Howe.
It's
possible
that these kinds of drugs would help patients see in a clearer way.
On
the flip side, could anyone possibly maintain that Ahab was a better
captain
for not having been chemically mollified after the white whale bit off
his leg? An uncomfortable reality is that war isn't an aberration; it
has
a very codified place in our culture. We agree through treaties to
normalize
it. We
demand
punishment for soldiers who violate those treaties,
though
more often those from the losing side. But we don't deny them medical
treatment.
And one needn't have committed a war crime to feel wracked by sorrow. In
my dreams I meet six Vietnamese people I murdered. Whether they had a
gun
on them is irrelevant
says Romo, who,
as a 19-year-old lieutenant,
served
as a platoon leader in the 196th Light Infantry Brigade in 1967 and 1968.
His ticket home was as a body escort for his similarly aged nephew, who
served in the same unit. I
returned to the United States on my
nephew's
dead body, he says. Romo and veterans like him have taken
it
upon
themselves to
use their experiences to teach peace. But
veterans torn
apart
by PTSD
don't have a choice about being Exhibit A in the case against
war.
When
you see what
can happen to a young person, it passes on in a very
real way, not in a history-class sense, that reality of what war and
blood
really is, he says.
Who are we to impose this emotional albatross on
soldiers?
As a nation, we elect our leaders. It seems unjust to make veterans a
special
class to suffer for our sins in wrongheaded wars, or pay a continuing
price
for victory in the "good" ones.
That's
a heavy
burden to put on people to
preserve
the morality you're talking about, says Dr. Roger K. Pitman of Harvard
University,
who's leading the propranolol
study
in people fresh from car accidents. By that same
logic, if you could make a
lightweight bulletproof
garment
for soldiers we still shouldn't do it. For moral reasons we ought to
make
them able to be shot, to preserve the cost of war, the deterrent to
war.
But we work to prevent our
soldiers from
being
shot, and I say there are mental bullets flying around there,
too.
There's another context to be considered as
well,
McGaugh notes, one that was made clear by the recent demand from
representatives Charles B. Rangel of
New York and John
Conyers Jr. of Michigan that we
reinstate the draft to address racial and economic inequities. Who are
our soldiers? McGaugh asks. They are in
the wrong place at the wrong
time. Very few of their daddies go to Harvard, Yale, or
Princeton.
But PTSD
doesn't
result
solely from war. When Kass first heard of
McGaugh's
research, at a presentation in October, he
had
a far more intimate horror in mind-rape. At fraternit
parties they'll
be
popping Ecstasy at night and forgetfulness in the morning,
he
growls. The
victim would be an obvious candidate for an anti-trauma drug. Would
dulling
her emotional memories of the event help her to endure the lengthy,
perhaps
humiliating, pursuit of justice through the courts, or would it rob her
of the righteous anger she'll need to persevere and perhaps the empathy
to later help other victims? The rapist is part of the equation too. If
his victim stabbed him in her own defense, no doubt he would be bodily
healed. No physician could refuse to treat him. If such a
person had
PTSD
stemming from the circumstances of the act, he could be a candidate
[for
therapy] Pitman says. How much of our
REMORSE
do we have a right to dispense with, and how
much exists in
service to others, a check on our worst impulses?
Each
experience we have changes our brain and in some sense alters who we are
says Dr.
Joseph
E. LeDoux of NYU, who studies EMOTIONAL
MEMORY. The
more significant the experience, the more the
alteration.
We have to decide as a society how far we want to go in changing the
self.
Science will surely give us new and powerful ways of doing this.
Individuals
may want more change than society wants to permit.
This image shows the pattern of brain tissue loss in
methamphetamine users, relative to healthy adults, mapped using MRI scans.
Brain regions involved
in drug craving, emotion and reward, and hippocampal brain
regions involved in
learning and memory,
lose up to 10% of their tissue. Red colors denote brain regions with
greatest tissue loss, blue colors regions that remain relatively
intact. Hippocampal volume reductions are linked with poorer memory performance
in the methamphetamine users. At the same time, a 7% volume increase
occurs in the brain's white matter, suggesting an inflammatory response
to chronic drug use. UCLA
Imaging Study Vividly Shows Pattern of Brain
Damage in Methamphetamine Abusers
Paul Thompson et al. LONI
(Laboratory of Neuro Imaging), UCLA School of Medicine, Los Angeles (CA) Danni
cerebrali collegati all'abuso di metanfetamina La metanfetamina
(per la
precisione, d-metanfetamina) è una sostanza che causa il rilascio a
cascata di vari neurotrasmettitori (tra cui noradrenalina, dopamina e
serotonina), provocando un'eccitazione molto più forte e duratura
dell'omologa anfetamina. Mentre nella sua forma levogira
(l-metanfetamina) la metanfetamina è un farmaco con effetti di
vasoconstrizione che viene usato come decongestionante nasale, nella
forma destrogira (d-metanfetamina) questa sostanza stimola il sistema
mesolimbico dopaminergico, causando euforia e spingendo ad azioni
compulsive anche molto complesse. A causa del suo ridotto costo di
produzione e della lunga durata dei suoi effetti, in molti paesi (in
particolare negli Stati Uniti) è diventata una sostanza di abuso
largamente diffusa. L'immagine, in colori che vanno dal blu al rosso,
visualizza la riduzione di materia grigia nei soggetti esaminati.
L'indagine è stata svolta su 22 abusatori cronici di d-metanfetamina il
cui cervello è stato confrontato con quello di 21 soggetti sani di età
corrispondente, osservando vaste aree in cui la materia grigia appare
considerevolmente ridotta, localizzate sia nel lobo frontale, sia,
soprattutto, nel sistema limbico, ippocampo incluso. Oltre agli esami
radiologici (MRI) che hanno permesso di valutare la perdita di materia
grigia, sui soggetti malati sono stati effettuati anche esami
psico-attitudinali che hanno permesso di rilevare deficit emozionali e
cognitivi tipicamente associati a lesioni localizzate nelle regioni in
cui, nei 22 soggetti con storie di abuso cronico di d-metanfetamina, è
stata riscontrata una maggior perdita di materia grigia.
NIDA
InfoFacts: Methamphetamine Rise and shine: Wake up to an
enhanced life style
A new breed of lifestyle
drugs could allow us to choose how much we sleep, boost
our
memories and even allow us to enjoy ourselves more, without any side
effects. Will they unleash human capabilities never seen before or
create a dystopian
24-hour society where we are dependent on drugs to
regulate our
lifestyle and behavior? One drug already available is modafinil,
marketed as the vaguel Orwellian-sounding Provigil.
It
enables those who take it to stay awake
and alert
for 48 hours. It is a eugeroic that delivers a
feeling of