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7 maggio 2008 / May 7 2008

The Guilt-free soldier

 aggiornamento interno anche parzialmente tradotto in inglese in: #testimonianza_italiana, importantissimo riferimento in Opinioni o pegio: accuse? /Opinion or accusation?
Segnaliamo pure che - come in altri file - danneggiamenti sono stati attuati nella seconda metà di dicembre / As it happens on many other files, we apologize for errors coming from unexpected HARMS

Indice interno del file / Intrnal index of the file:
#inizio-sito, #testimonianza_italiana(*), #coscienza_contro_sopravvivenza, #partial translation, #world-without-regret, #enhanched_life-style
(*) con aggiornamenti da seguire: vedine le date in /index.htm)
Moderno Giuramento di Ippocrate Art.50 - Tortura, trattamenti disumani
Il medico non deve in alcun modo o caso collaborare, partecipare o semplicemente presenziare ad atti di tortura o a trattamenti crudeli, disumani o degradanti.
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Motore di Ricerca interno al sito / Site's Search Engine

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Questo sito e i libri che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e discussi vari argomenti da leggersi e soprattutto da CONSULTARE di volta in volta.
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This site and the book do NOT be a fount of notices but an ENCYCLOPEDIC gather of different subjects: one another to be read time by time, or better to be CONSULTED even for learning.
And so this Web site will always be maintained under speedy and diligently revised construction. it is suitable to begin by the file Aggiornamenti e Indici for up-dates and disclaimers: more easy: English Up-dates, for book and illustrated indexes: Libro / Book, Pagine Fuori Testo Introduttive, to general founding information go at Dove cominciare / Where to begin
L'intero sito è ora pubblicato in un libro enciclopedico - pur privo degli ultimi aggiornamenti -: per copertina, frontespizio e ulteriori spiegazioni vedi file Libro / Book. The complete site - even if already at present lacking of the newest up-dates - is ready also as an Encyclopedic Libro / Book: It's Abuse NOT Science Fiction
(Per acquisti on-line / for on-line sale librerie italiane or  Ibs
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creative modification CopyrightQuesta rielaborazione del famoso Sonno della ragione di Goyaufficialmente copyright - è resa molto più inquietante dell'originale per essere utilizzata come copertina del libro e spiegata dal Disegnatore Andrzej (Andrew) Suda/ This powerful, more puzzling creative modification of the Goya's Sleep of reason - marked by the official Copyright - here is used as book cover's image,  and explained by the Designer: Andrzej (Andrew) Suda: should look just like many of the events described by the victims: they  exist, are bothersome, and we don’t know exactly WHY they  are there but they are there [come molti dei fatti descritti dalle vittime: essi esistono, turbano e noi non riusciamo a conoscere esattamente il  PERCHE' ci siano, ma ci sono...]
About the Book This book not only documents the case of Andrzej Suda, it is also filled with documentation from the worlds most influential documented cases of psychological abuse, electronic harassment, organized stalking and mind control. Some cases include Rauni Leena Kilde MD., Dr. Reinhard Munzert, Kathy Sullivan, David Larson, and many others... Please support the truth with the purchase of our book. This will document many technologies and mind control weapons that have been kept hidden from the mainstream public. Over 600 pages of action packed TRUTH!

Molti atleti non sentono il peso dello stress, eseguendo ogni genere di esercizio con efficienza da automa. Sarà forse per questo che proprio il propanololo, che riduce ansia, tachicardia e tremori, è nella lista delle pegggiori sostanze dopanti? Può essere. Vecchio farmaco dunque. dunque. Dolce piccola pillola del non-ricordo.Tra i possibili pazienti ideali, già sotto il tiro degli implacabili maghetti dl marketing farmaceutico: come i reduci di guerra, che con la pasticca potrebbero dimenticare (con discreta convenienza) sia l'orore compiuto sia quelllo subito. In soldoni: stati emozionali da cancellare come fossero malanni. Prima si fa, meglio si sta. Via quella pesantezza che attanaglia da troppo tempo. Opprimente malinconia come fosse stitichezza cronica. L'importante è ritrovare il sorriso. Liberarsi. E togliersi il pensiero.

Solo andata in Torino Sette n.937 Filippo D'Arino

Una pregnante testimonianza italiana:

"Associazioni libere" dall'analisi di un sogno - qui non trascritto, ma presente in forma autentica nel dossier cartaceo dell'Associazione - del  27  agosto  2005.

.....
.... Le chiedo cos’ha contro di me, dato che non ci conosciamo e lei facendo una smorfia mi risponde così :
- Il tuo appartamento è in un caos indicibile, come fai a tenerlo così? E poi mi dai l’impressione di essere una persona falsa…
.....
Ho sempre pensato che tutto ciò che mi è accaduto fosse colpa mia. Non ero mai abbastanza, sempre troppo poco, inadeguata in ogni situazione e in ogni momento. Poco intelligente, poco simpatica, poco carina e riuscivo ad arrivare sempre in ritardo su tutto… ma alla Base (*) e altrove, riuscivo ad essere efficace, avendo la sensazione e a volte la certezza, di esistere, perchè qualcuno si era accorto di me ed io mi sentivo a casa, un alloggio disordinato, caotico, pieno di sangue, di fiori, di aria grigia e  pesante dove ogni tanto un raggio di sole arrivava e c’era un letto con una bella coperta colorata e vicino un piccolo comodino ed il bagno in camera. Avevo tanti libri, alcuni di studio, altri di lettura, perchè il cervello andava tenuto in costante allenamento. Giochi di guerra su un tavolo per allenare il cervello ad organizzare e ad agire quasi simultaneamente. Era strepitoso come mi riuscivano facili e allora pensavo che non dovevo essere così stupida e inutile come immaginavo; ma allora perchè alla fine nessuno mi amava, anche qui  dove faccio molto bene ciò che mi chiedono, mi accorgo che l’affetto non  c’è ed ho la spiacevole sensazione di confondere le cose, di vedere e non capire, di non sapere nulla in realtà, se non quello di ‘’sembrare’’ di sapere e non è la stessa cosa!
- Perchè non vieni a prendermi papà? Perchè non ti accorgi  che non sto bene? - - Portami via, ti prego.
La mia cella, il mio alloggio è tutto quello che ho, oltre a tanti scheletri nell’armadio…
- Abbiamo grandi progetti per te, ma devi fidarti di noi che siamo diventati la tua famiglia. Ti educheremo, ti alleneremo, ti alimenteremo, diventerai ciò che vuoi e noi saremo sempre con te.
A volte mi rannicchiavo sul letto e dondolandomi pensavo che tutto prima o poi ha una fine, basta avere pazienza e saper aspettare, pensavo anche che tutto sommato mi piaceva stare da sola… oppure mi  hanno detto che la solitudine dà forza..? Parlavo con il comodino e gli raccontavo i fatti miei e lui a volte mi rispondeva, sorridendo, che andava tutto bene.
Ma chi pensava cosa? Era il mio cervello o erano tanti cervelli che si parlavano fra di loro interferendo uno con l’altro?
- IO  DOVE SONO???
Che confusione…. qualcuno vuole parlare con me,ma non sono in casa, o meglio, ci sono, chissà in quale stanza e allora subentra qualcun altro ed io lo sento che la mia testa è abitata da tanti  cervelli, ma che stando in una piccola stanza si danno noia a vicenda.
Mi chiedono di fare qualcosa, io non voglio, così lo chiedono a qualcuno d’altro e l’altro credo che lo faccia perchè  mi sveglio altrove senza memoria. Succede spesso, mi sveglio per un attimo, vedo del sangue, poi scompaio. Allora io non sono brava,sono quegli altri ad esserlo e usano il mio corpo per spostarsi, per prendere, per fare, sono forse degli spiriti?
Forse ho qualche potere magico…Però questi spiriti sono tutti cattivi mi pare, e poi perchè non si presentano? Loro sanno chi sono io, mi abitano! Certo che nei loro confronti sono in netto svantaggio. Dormo male, mi correggo, TUTTI dormiamo male e digeriamo male. Vorrei mangiare il fritto misto di pesce, IO, ma a qualche ospite il piatto che ho scelto non piace, così mi ritrovo davanti al menù sapendo che non mangerò quello che desidero, ma quello che penso di desiderare o quello che gli abitanti del mio cervello vogliono. Così alla fine, ogni volta che mi trovo a dover decidere, dalla cosa più stupida a quella più importante, vado in confusione, sento che nella mia testa c’è agitazione, tutti vogliono fare a modo loro, ma c’è un solo corpo e stanca aspetto, senza fare proprio nulla. Gli inquilini sono impazienti,bisogna decidere,bisogna agire ed io sento il cuore pulsare sempre più  velocemente, l’angoscia  mi assale, diventi frenetica pur stando ferma, poi tutto tace, i cervelli si placano, hanno capito finalmente che quando decido di non dargli retta  non possono fare altro che aspettare con me. Mi snervano, parlano tra di loro, confabulano e cercano di tenermi allo scuro delle loro faccende, vorrei sfrattarli, ma a quanto pare l’operazione è più difficile di quanto sembri. Qualche volta mi sembra di individuare la personalità di uno degli inquilini, è un attimo, appena sente che lo sento si ritira, come una lucertola nella fessura quando la spaventi. Uscite allo scoperto vigliacchi di cervelli bacati!!!
Penso di avere iniziato ad ospitare altri cervelli nel mio all’età di tre anni.

(*) "Base": Base militare di addestramento.

Continuazione: sogno e commenti del 22 novembre 2005:
Sono investita da una pioggia di animaletti,sembrano piccoli scorpioni o gamberetti,il loro colore è bianco e sono “croccanti” e duri allo stesso tempo. Accanto a me ci sono altre persone,ma la pioggia bianca animata investe solo me.
L’altra scena si svolge in un vivaio dove non entro nella stanza per evitare di essere aggredita dalle cavallette, ma una riesce a penetrare nei miei capelli e si infila dietro la nuca ronzando fastidiosamente, cerco di scacciarla, ma della cavalletta sento solo il ronzio, come se mi fosse entrata nella carne e dall’interno lavorasse provocando un rumore, un continuo zzzzzzzzzzz…

Credo di chiamarmi Mike, sono un pilota di caccia.
Compaio all’improvviso quando la situazione si fa critica e cerco di prendere in mano la situazione, ne ho le capacità. Ho sangue freddo quanto basta, inseguo il nemico sino a che non scompare definitivamente e irrimediabilmente dal monitor e dal radar. Game Over anche nella realtà. Sono determinato, cocciuto e molto sicuro delle mie forze, ho “ottime capacità logiche”, a quanto si dice è nel mio DNA. Sono cattivo, non è un difetto, in guerra aiuta a concentrarsi meglio, si rende di più e sicuramente mi da la possibilità di tornare dalla missione intero! Quando piloto sono molto gasato, ma nello stesso tempo calmo e freddo come un Killer. Probabilmente mi piace perchè è una cosa che mi riesce bene.
Mi spiego come mai in questo periodo mi sentivo più uomo che donna!
Ma sono tutti cattivi i miei cervelli! Mi spiego la “rigidità” che prendeil posto delle emozioni, l’indifferenza che ho verso gli altri e l’incapacità di manifestare ciò che provo in azione, es: affetto-abbraccio, disagio-inquietudine, paura-pallore, tristezza-pianto, invece mi capita così: affetto-rigidità, disagio-rigidità, paura-rigidità, tristezza-rigidità. Sia il corpo che la mente smettono di comunicare e subentra l’automa che, tramutata in una antenna umana, aspetta l’ordine di agire, ma se l’ordine non arriva l’automa rimane in stato di all’erta (la prima fase è la rigidità) e poi cambia, subentra uno dei cervelli che “copre”, “maschera” l’automa (come la pioggia di animaletti) proiettando negli altri un'immagine fasulla, ma non estranea. La capacità dei cervelli-automi è quella di “salvarsi la faccia” ogni qual volta la situazione lo richieda, non bisogna essere necessariamente delle spie, ma dei bravissimi illusionisti sì! Fumo negli occhi!
Ieri verso l'ora di pranzo ho avuto una crisi, una furia cieca, scaturita da non so cosa, mi ha fatto diventare una iena. Rabbia, desolazione, impotenza, trappola, emarginazione (obbligata e voluta).
Ignoranza, repressione, balocco per i più grandi. Ho pianto, pianto e pianto, poi, di colpo, una calma fredda  e  un certo torpore ha fatto capolino e poco per volta mi sono calmata. Stamattina invece, ho pensato di andare a fare benzina senza  la macchina e di chiedere al benzinaio  "il pieno".  Qualche secondo dopo ho avuto come dei flash, mi spiego: sono io, non sono io, sono io, non sono io, ecc, ecc.
La  "non sono io" cambiava completamente i connotati ed il carattere, mentre  "sono io "  ero io, ma parecchio offuscata!?  Mi domando, lecitamente, cosa mi sta succedendo?!!!  Davanti allo specchio ho avuto paura, l'immagine che rifletteva era  "diversa" dall'immagine reale. Non mi riconosco, è come se tra la bambina di tre anni (in cui mi riconosco bene) e la persona che sono ora  sia successo qualcosa che le ha scisse, poi scisse e poi ancora scisse.
Ora, per riuscire a mettere insieme i multipli dovrei inglobarli in un'unica  persona, solo che manca il soggetto, il fulcro, manco io. Dove sono?
Se la rabbia  fosse scaturita da me? Mi spiego: Insieme ai multipli, da qualche parte ci sono anch'io ed IO sono diventata parte di quei multipli (ovviamente), così mi capita a volte (purtroppo) di emergere come un urlo disperato dal profondo abisso cercando  di aggrapparmi a qualcosa di solido e stabile per non  essere inghiottita di nuovo  dal buio più nero. Non sempre riesco a trovare un buon appiglio, qualcosa che mi dia la spinta a stare in superficie.
Mi domando spesso cosa sarei  ora e cosa farei  adesso se  le mie inclinazioni avessero seguito naturalmente il loro corso? Di questo sono molto dispiaciuta. E' difficile per me, in questo momento e periodo, non provare una punta di invidia per chi ha potuto, ed è riuscito ad essere se e fare ciò che più gli riesce meglio, dalla pittura, alla fotografia, ad un impiego qualsiasi. Essere una persona nel mondo e non "qualcosa" che c'è in modo astratto, come sono io, chiusa nella mia stessa testa e sentirmi in trappola e assente allo stesso tempo - è frustrante . Sono prigioniera dei miei multipli, dei miei cervelli. Devo ricomporre il mio puzzle. Avrei bisogno di un "pieno" di coccole, un  "pieno" di auto stima, un "pieno" di energia e di vita e di un bombolone alla crema (questo è il più facile di tutti da ottenere), accompagnato da un buon cappuccino chiaro e bollente
(anche d'estate).
......
Stanotte ho sognato che un pesce cane (o squalo ) mi ha divorata. L’enorme animale stava dentro una  grande vasca con  pochissima acqua. Il mio “bagno” è diventato pericoloso, il lavandino ha assunto dimensioni apocalittiche e la saponetta si è tramutata in un pesce feroce…. ed io ero il suo cibo. Mi sono svegliata urlando. La paura può assumere svariate forme e dimensioni; ... le trasformazioni avvengono nel bagno! ... ed il viso cambia. Quando usciamo siamo diversi, cambiati, il naturale fa posto all’artificiale, al “sembro io, ma non lo sono”, al “prova a riconoscermi”, al  “guarda oltre la maschera”, “la logica vince sulla ragione”, “non mi freghi”, “io so chi sei tu, mentre tu non sai chi sono io”, “il vantaggio ti porta vicino alla vittoria”, “chi si arrende muore”, “se il nemico ti cattura, sai cosa devi fare”, “vivi e uccidi”, “sii sempre pronto”, “non lasciare tracce al tuo passaggio”, “segui, elimina, pulisci”, “segui, elimina, pulisci”, “segui, elimina, pulisci”, “segui, punisci  e  pulisci”, “il rosso è il colore della vittoria, il verde della resa ed il giallo dell’attacco”, “chi vince vince, chi perde muore”, “in guerra non si fanno ostaggi”, “la paura è un fatto mentale, ma chi fa parte di questo corpo non sa cosa sia”, "rifiuta gli amici, rifiuta i parenti, prendi noi”, “se ti serve qualcosa  prendila”, “non ringraziare, ti è dovuto, non chiedere  te  lo devono”,“uccidere è un  favore”, “non essere mai te stesso, nessuno lo sarà mai con te
.

Commento da parte di una persona partecipe, anche come suo ambasciatore e postino virtuale, nel vedere il risultato davanti a me...:
.... la mail di  K. .... Direi impressionante. Da quando .... scrive via computer, nonostante io sia l’ambasciatore e postino virtuale dei suoi messaggi, non sono affatto curioso di leggerli.
Non provo particolari sensazioni anche perché mi sembrano “normali” per chi è stato addestrato ma non riesco a riconoscere in K. la capacità di metterli all’opera. Non ho assolutamente idea di cosa possa significare realmente (nel senso di cosa si prova). Avevo un atteggiamento in passato che voleva essere comprensivo nei suoi confronti e  forse lo era nel senso di vicinanza oggi non so..... Io non capisco invece come possa tirare fuori una lettera come quella che le ha scritto e poi apparire  ai miei occhi  (ma potrei sbagliarmi) assolutamente tranquilla, come se quello che scrive non fosse accompagnato da emozioni.
Posso capire che un addestramento che deve fare di una persona un killer (?) o una spia o chissà cos’altro delle emozioni non sa che farsene anzi, ma vedere il risultato davanti a me... o forse le contraddizioni di una persona di cui credo di aver conosciuto i risvolti assolutamente “umani” e qualcos’altro che non so definire.
19.05.2006 (e con commento verbale):
E' come quando una spia viene interrogata e non deve/può rispondere...)
Anche oggi mi sento ubriaca e fuori dal mondo. Un alieno in terra straniera, dove le persone sono cose che si muovono caoticamente senza una meta apparente e gli oggetti (semafori, tavolini dei bar, edicole, chioschi e quant’altro) sparsi qua e la, sono visti come lontani e “ fuori dal tempo e dallo spazio “. Cammino quasi ciondolando e lo sguardo fa fatica ad andare oltre l’angolo… Il corpo si muove per inerzia ed il cervello è in tilt , come se non capisse cosa deve fare in questa  nuova circostanza. La circostanza è:
- Non essere in allarme , sono io .
Già! Io chi? Io, proprio io! Purtroppo il mio cervello sembra quasi non riconoscermi come sua unica proprietaria, anzi, pare proprio non sapere della mia  esistenza. Allora è il mio cervello che nel mio corpo si trova in terra straniera!!! Lavorano separatamente e quando si tratta di muoversi all’unisono fanno i capricci, ognuno va per i fatti suoi ed il risultato è il ciondolio. Mi sento leggera, incorporea. Tutto sembra nuovo e abbastanza divertente, eppure sono così lontani, lontani che quasi soffro, più soffro e più gli oggetti e le persone si allontanano da me e diventano inafferrabili. Loro però a dispetto di me sono concreti.
Spero di essere stata chiara, Lei sa quanto tengo a non essere fraintesa.
Le precedenti descrizioni sono efficacemente "crude", ma questo finale può ancor meglio far capire la verità effettiva di situazioni che vengono per lo più negate e derise con costante pervicacia malevola, partendo sempre da sogni, non perché "irreali" ma proprio al contrario - come viene detto in fondo - per evitare gli intralci dati dalle emozioni coscienti:
... Ci salutiamo, il cugino si dirige verso la porta d’entrata 
[del bus] ma, ritorna in dietro ed ha un’espressione triste in volto. Quando è a pochi centimetri da me apre la mano e mi consegna un medaglione d’argento ed il gesto è seguito da questa frase: “Ciao Monkey, perchè questo è il tuo nome vero!?”. Guardo l’oggetto della verità ed effettivamente su una delle facce c’è scritto quel nome, un nome che riconosco appartenere a me e che  contemporaneamente fa apparire il mio nome anagrafico “falso”.
Note: Rovescio della medaglia.
  • Incapacità di distinguere il vero dal falso.
  • Segreti (cose da non dire ) .
  • Monkey (scimmia ), è  stata la prima  persona che hanno fatto entrare nel mio cervello. Dovrebbe essere una sorta di tutto fare , oppure la “chiave” per poter accedere ai miei multipli,  un  “pass” .
  • La parola d’ordine .
Mi è venuto in mente un disegno ( oppure era una foto ?! )  rappresentante appunto tre scimmiotte  ed il messaggio era : Non vedo, non sento, non parlo.”  La scimmia che non vede ha le mani sugli occhi, ecc. ecc.
Volevo infine aggiungere che quando scrivo dei miei multipli non lo faccio con superficialità , ma semplicemente  come un  dato di fatto, un qualcosa che purtroppo, per ora, fanno parte di me . Prendendone atto vado avanti cercando di arrivare il più vicino possibile al bandolo della matassa …e non è semplice. In questo preciso momento ho una immagine nella testa, una bella cipolla bianca , ma devo dire che anche un carciofo può servire come esempio. Ho imparato che se non puoi sfuggire ai tuoi “guai “, ti conviene affrontarli , con calma, senza rabbia e rancore. A volte la rabbia ed il rancore sono solo di intralcio e frenano i ricordi

Commenti successivi - 13/06 /2006:
Oggi sono in fase “addormentata“ , il complesso di  inferiorità è particolarmente sentito e pensare di essere stata addestrata ad essere un
“giocattolo sessuale“ non aiuta certo a diminuirlo , semmai il contrario . Rabbia?  Direi di no , frustrazione e sbandamento si.
...  I contrari. Una vita fatta di “normalità“, contro una vita “fuori dalla norma“, una sotto vita o una vita sopra le righe. Bambini che non fanno i bambini , bambini trasformati in “animaletti“ da combattimento oppure in cavie da laboratorio.
Bambini svuotati della loro personalità e riempiti di altri pensieri, di altre storie, di altri cervelli .
Sono pensieri di guerra e storie di morte ed ai pensieri seguono le azioni e nascono le storie, “storie“ che non si possono narrare per paura di non essere creduti, di passare per bugiardi. Gli adulti sanno essere molto spietati, ma  se diamo ad un bambino solo e disperato una ragione di vita e lo convinciamo che “si può fare“ … "tutto si può ,basta volerlo“ … Lo carichiamo di odio e di grande fiducia in se stesso, basta dirglielo con un tono gentile e accomodante, mentre lo picchiamo selvaggiamente utilizzando mani e piedi … La fiducia in se stesso verrà dal fatto di essere sopravvissuto e che niente e nessuno potrà mai ferirlo, ucciderlo …
E’ chiaro che il bambino si è trasformato in qualcosa d’altro, ed è quel qualcos’altro che deve farci riflettere e preoccupare.

Perchè agenti segreti, spie, informatori, assassini... "costruiti" per mezzo del lavaggio del cervello funzionano meglio dei consapevoli, stipendiati agenti segreti / spie?

E in data 10 settembre 2006 ecco la rivelazione dell'origine di tipici, improvvisi, sgradevoli comportamenti: così si manifesta la raggiunta attivazione dell'addestramento a cui era stata sottoposta,

Pare ci sia un'altro cervello che era ben nascosto e per chi sa quale fortuita circostanza è emerso come un'isoletta. A differenza degli altri, questo non vuole saperne di ritornare "ombra", ha preso il sopravvento ed il mio corpo sembra incapace di rigettarlo, pur sentendolo parte estranea. Mi fa stare molto male. Una rabbia cieca che parte dalla pancia mi investe e a stento riesco a controllarla, dopo solo stanchezza e nebbia.
Capita spesso che mi incanti, come fossi in trance e in quell'attimo io sparisco e così anche i suoni e tutto ciò che mi circonda, al ritorno ho come l'impressione che il tempo si sia, per un lasso di tempo breve, fermato. In quel lasso di tempo dove vado a finire?
Il cervello-isola è il caos, istinto puro, pura cattiveria, dotato (se così si può dire) di fascino e intelligenza matematica. Lui esiste per i fatti suoi, pare che non abbia bisogno di nessuno, sa esattamente cosa deve fare e perchè! E' un buon organizzatore , solitario è capace di portare a termine il compito che gli è stato assegnato con ferocia e determinazione. Le  "missioni" o "incarichi", li prende molto sul serio, lavorando di intuito, fa si che il bersaglio venga eliminato ...
Pare che io non abbia una serpe in seno ... è più su !!!
Speriamo di riuscire a tenerlo a bada.
Per ora è tutto.
Da considerare come riferimenti:
 per le uova di scimmia vedi sopra: Monkey (scimmia ), è stata la prima persona che hanno fatto entrare nel mio cervello;
 per le "puzzole" potrebbe essere signifcativo il fatto che chi scrive fa collezione di coleotteri, ed è terrorizzata dal sentirsi "inseguita" da "vespe".

07.01.2007 Sogno: ...
Nel mio sogno compaiono tanti animali, direi animaletti. Sono sul balcone verandato ed ho in mano una piccola busta bianca di plastica che riempio delicatamente di piccoli di scimmia... I cuccioli sono davvero microscopici e li depongo uno sull' altro sino a formare due strati , facendo attenzione che ogni piccolo possa respirare. Operazione ripetuta almeno una volta .
Poi in un' altro sacchetto con le stesse caratteristiche di quello precedente e con le stesse modalità l' ho riempito di "uova di scimmia". Mi sono domandata:
- chissà che fine faranno?
- le useranno per gli esperimenti ...   ( ? )

In casa ho trovato una piccola puzzola, talmente piccola da non esistere in natura, tutta nera e con la caretteristica stria bianca sulla schiena, era in compagnia di un' altro animaletto identico alla puzzola, ma senza la stria. Erano lucide e nere, alchè mi è venuto in mente un vecchio sogno riguardante una pentola sul fuoco piena di latte con una enorme vespa nera e lucida che veniva fuori ed era pulita. I due animaletti li ho depositati in una grande gabbia per criceti ed oltre a loro c'erano piccolissimi cuccioli di cane, piccoli topini, piccoli di scimmia. Ora che ci penso, erano così piccoli da poter essere dei feti di pochi giorni, credo. Sul terrazzo della casa ho trovato due cani labrador, finiti anche loro sul balcone verandato.
Però i due cani tendevano a scappare e ad andare sul terrazzo per mettersi uno di fronte all'altro e guardarsi. Forse non avevano bisogno di essere tratti in salvo?!
- Ma i cuccioli li stavo davvero salvando?
....
Pensieri sparsi:
ho sognato [il gatto] Pino , credo che sia morto. In vita l'ho trattato malissimo, eppure in sogno era contento di vedermi (la forza dei sensi di colpa !). Alla base molte volte ero in disaccordo con quello che facevo e quello che dicevano le persone a cui la mia vita dipendeva. Sapevo che seppur in disaccordo a loro non interessava certo il mio punto di vista e dal canto mio facevo di tutto per non soccombere. Era un tira e molla continuo, coscienza contro sopravvivenza. Colpire per non perire.
Forse il fatto di non avere stretto amicizia con gli altri bambini mi  ha protetta dalla responsabilità pesante che venissero fatti fuiri a causa mia. Vigliaccheria? Può darsi. Non ricordo di averci neppure provato a stringere dei rapporti con loro, tanto a che sarebbe servito? Nessuno sapeva che cosa ne sarebbe stato di noi, per quanto mi riguarda eravamo dei morti viventi.

Eppure sentivo quei bambini vicinissimo a me e quando mi rendevo conto che qualcuno di loro mancava all' appello e che non lo avrei più rivisto, la disperazione più nera e l' ansia incombevano su di me per poi ricadermi addosso come un grosso masso. In fondo a pensarci bene non c'era bisogno di essere amici, bastava uno sguardo e capivamo chi sarebbe passato e chi no ... Eravamo tutti nella stessa situazione di pericolo.
Pensavo alle interrogazioni scolastiche: studiavo , eppure quando mi trovavo alla cattedra mi assaliva un'ansia tale che dimenticavo tutto e non riuscivo ad emettere nessun suono. Il terrore puro. Quando poi l'argomento riguardava la tecnologia (computer), il cuore iniziava a battere all'impazzata e avevo delle vampate di caldo tali da respirare a fatica.
Tutte cose che provavo all'interno, mentre esternamente parevo tranquilla.
Avevo paura di imparare. Imparare per me equivaleva a togliere la vita, ad uccidere. La matematica , la fisica e la chimica avrebbero potuto "insegnarmi" in maniera subdola, attraverso segni o simboli che sarei riuscita a codificare solo io, ad eliminare senza lasciare traccia o indizi ... Pazzia? Disperazione.
Vedevo gli altri andare avanti, mentre io non riuscivo a spiegarmi i continui blocchi mentali e fisici e restavo indietro.
Tutto mi era estraneo e tremendamente spaventoso.
- IO ero altro da ME
.
Un aggiornamento - firmato con un nome differente da quello anagrafico ad indicare la "personalità" autenticamente multipla - rivela il perché questa persona molto spesso si presenta in un modo, con un abbigliamnto e con un linguaggio verbale e comportamentale ben diverso da quanto - come origine, formazione, ambiente  - sarebbe stato logico aspettarsi. (Ed a questo va aggiunto un particolare piuttosto singolare: un udito straordinario.)

Chiedo che nessuno si intrometta tra ciò che ero e ciò che sono. Adesso non sono io, chi scrive è una persona dalla mentalità scientifica e metodica, sadica.
Il suo compito è individuare e neutralizzare le spie con ogni mezzo. Dopo averle individuate entra nel loro mondo, parla come loro, si veste come loro, frequenta gli stessi ambienti. E' una persona affascinante e affabile, caratteristiche che gli servono per avvicinare le vittime e diventarne amico. Fiducia prima di ogni cosa. L'insetto rimane impigliato nella ragnatela del ragno pescatore. Conquistata la fiducia si porta il soggetto a scoprirsi con domande tranello o semplicemente lasciandolo parlare, facendogli credere di essere dalla sua parte.
Un gioco da ragazzi !!!

Bisogna fare in modo che il soggetto non vada mai fuori tema e qual'ora dovesse accadere, lo si indirizza delicatamente. La gentilezza in questi casi è fondamentale. La voce è un'arma letale. Dopo aver appurato che il soggetto è una spia, si passa all'azione vera e propria. La tortura viene utilizzata nei casi dubbi, mentre la " soluzione definitiva " nei casi certi. Risolto il problema si passa al depistaggio, lasciando solo le tracce utili. Terminato si ritorna alla base e la vita prosegue come se nulla fosse accaduto.
(Eppure all'esterno non trapelava che ben poco. Eppure almeno alcuni di questi bambini per determinati periodi conducevano "anche" una vita in apparenza "come gli altri". Ma non veramente "come gli altri", poiché NULLA doveva trapelare di quanto nella loro altra "vita" accadeva: e così - ancor ora nel ricordo - per un altro sopravvissuto veri terribili incubi non erano le interrogazioni "tecnologiche", ma i "temi liberi" ed ancor più le interrogazioni di Storia.)

Ed ecco la svolta che verrà ripresa nel file Esperimenti medici e ostetrici
Morte dell'anima
Mi sento molto strana, ho la nausea, insomma non mi sento tanto bene.
Ieri ho provato a disegnare un bagno, uno qualsiasi… partendo dalla vasca da bagno, continuando con il lavabo e apposita specchiera, terminando con i due sanitari (bidè e tazza). Niente! La stanza da bagno era nella mia testa, ma sul foglio da disegno non sono riuscita a materializzarla.
Bagno = buco nero, tracollo, ansia sparizione trasformazione, automazione, anafettività, lavoro, preparazione, bianco, aspirazione (risucchio), cattiveria calcolata, bravura metodica… tutte cose che non sento mie, cose aggiunte o caratteristiche personali esaltate, portate all’estremo.
- Mie e di qualcuno d’altro. La domanda è sempre la stessa:
- Di chi?

Sono io a stare male o l’altro? Tutto mi appare lontano, senza tempo e spazio, le persone sono eteree, mi passano vicino e non le sento, come se fossero dei morti viventi, delle ombre  e anch’io mi sento un fantasma. Nel bagno mia madre ha cercato di uccidermi, in quel bagno… ma evidentemente c’è un altro bagno che mi fa molta paura e dove ho lasciato ciò che ero per risvegliarmi completamente trasformata, diversa… e non mi riconosco più!!!
Provo a ricordarmi come ero quando avevo un anno di vita… ma era tanto tempo fa, prima che il bagno cancellasse tutto e mi svegliassi a nuova vita. Penso di essere morta tante volte e per ogni risveglio c’era una sorpresa nuova accompagnata da tanti punti interrogativi.

Cambiamento = trasformazione. Trasformazione = allontanamento dalla vera me stessa.
 - Credo di essermi persa.

E qui riportiamo un completamento riguardante un'altra persona implicata a suo tempo molto più profondamente nell'Organizzazione:
Pa., al contrario della sorella, parla, ma solo di cose banali, cose di tutti i giorni, come ad esempio il lavoro, le vacanze, il cibo, etc.
Interloquisce con una persona alla volta, cioè, se parla con me guarda solo me. Gli occhi sembrano fissi e spenti, non c'è guizzo di vita, pare imperturbabile, niente e nessuno la spaventa come fosse priva di coscienza, totalmente anaffettiva.
Ne sono rimasta turbata.

Ho avuto la netta sensazione di avere accanto una persona "svuotata" e "riempita", come un tacchino farcito (mi scuso per l'esempio). Un automa che reagisce solo agli impulsi programmati, quindi schematica e molto, molto rigida. 
Eppure quando abbiamo parlato dei nostri rispettivi gatti (animali)
(*), qualcosa in lei è scattato   si è accesa una lucina, era interessata all'argomento e "la vita" ha iniziato a scorrerle nelle vene ... magari è stata solo una impressione, ma sono sicura di avere sentito Pa. animarsi. Poi mi sono resa conto che stava "parlando"di se, si stava facendo i complimenti, era contenta di essere un gatto ed i gatti "sono così, fanno queste cose" ... uccidono gli uccellini e se li mangiano perchè sono dei cacciatori.
Premessa: L. e famiglia hanno una gatta di sei - sette mesi e qualche giorno fa ha cacciato un uccellino e poi se lo è mangiato.
Per tutta la serata Pa. ha avuto una voce fastidiosa, ma è cambiata quando abbiamo iniziato a parlare di gatti. Miagolava meno ed il corpo era in movimento.
Es: all'inizio encefalogramma piatto, con l'argomento gatti avremmo visto nel fantomatico encefalogramma dei picchi!

Sogno e considerazioni del 28 ottobre 2007:

Una bimba appoggia la testa sul mio seno, una, due, tre volte e poi improvvisamente si stacca e guardandomi dritta negli occhi con aria di chi sa quello che sta facendo, mi dice: "comunque non mi piaceva il tuo accarezzarmi la testa ...".
Già, io ero in piedi e la abbracciavo e nel mentre le accarezzavo la piccola testa.
Ci sono rimasta male non tanto per ciò che mi aveva detto, ma per lo sguardo furbo e cattivo rivoltomi ... infido, mi stava studiando e pareva avesse capito chi si trovava davanti. ...
La bimba sicuramente ero io, forse una personalità. Aveva uno sguardo che metteva a disagio e scrutava, scrutava ...
Ricostruire, ricostruire, cercare di ricordare. Mi sono chiesta più volte come mi vivono le persone che mi conoscono e quelle che mi hanno conosciuta. .. Sono stanca e scoraggiata, ogni volta che vedo delle possibilità, qualcosa o qualcuno mi mette i bastoni tra le ruote e mi sembra di ritornare indietro e devo fare un enorme sforzo per rimotivarmi.
Dal collegio in poi mi sono stati RUBATI i miei no, i miei NON HO VOGLIA, i miei PENSIERI PRIVATI, i miei affetti e le mie QUALITA' che hanno trasformato in armi non convenzionali e mortali. Sono stata rivoltata come un calzino e TRASFORMATA in animale da combattimento. Da BAMBINA sono stata "cambiata" in un essere a me del tutto sconosciuto. Un corpo solo con 100 teste ed ognuna di esse ha volontà, pensieri e atti propri e tra di loro NON SI CONOSCONO !!!  Avete idea della confusione che crea tutto ciò?!!
IO DOVE SONO? ESISTO ANCORA O SONO STATA DEL TUTTO CANCELLATA? IO NON SONO UN DEMONE, NON NASCO DEMONE. Sono stanca, molto stanca.
La verità per me è un fatto di PANCIA! In fondo è da lì che la mia ribellione è partita e forse la bambina del sogno E' LA VERITA' IN PERSONA che si accorge che la mia "dolcezza" è fasulla, mi fa sapere che lei sa, mi critica, mi dice esplicitamente di smetterla di essere mite, docile e lo sguardo che usa è sincero ed è il mio quando SENTO che L'altro subentra ed assume il controllo del mio essere INTERO (corpo e mente). Sono io la fasulla e non la bambina, perchè io sono il risultato di continue manipolazioni. La bambina è rimasta tale, come lo è la verità ed i fatti, bisogna assolutamente liberarla dalle sovra strutture in cui è stata imprigionata e che a distanza di tempo sono diventate macerie. Spero di riuscire a ritrovarmi. Lo spero sinceramente.
         
(*)E queste ultime considerazioni terminano con un commovente appello personalizzato: Per favore, dica al Sig. F. di non mollare è importante.): attualmente Pa. sta faticosamente emergendo dalla condizione descritta sopra; mentre il testo del 28 ottobre di questa testimonianza veniva scritto - senza saperlo - proprio durante una grave crisi del Sig. F. del "commovente appello".   

(Eppure all'esterno non trapelava che ben poco. Eppure almeno alcuni di questi bambini per determinati periodi conducevano anche una vita in apparenza "come gli altri". Ma non veramente "come gli altri", poiché NULLA doveva trapelare di quanto nella loro altra "vita" accadeva: e così -
ancor ora nel ricordo - per un altro "sopravvissuto"  veri terribili incubi non erano le interrogazioni "tecnologiche", ma i "temi liberi" ed ancor più le interrogazioni di Storia.)
Ed ecco la svolta che verrà ripresa nel file completamente rinnovato Esperimenti medici e ostetrici
da bambina a donna...
Morte dell'anima
Mi sento molto strana, ho la nausea, insomma non mi sento tanto bene.
Ieri ho provato a disegnare un bagno, uno qualsiasi… partendo dalla vasca da bagno, continuando con il lavabo e apposita specchiera, terminando con i due sanitari (bidè e tazza). Niente! La stanza da bagno era nella mia testa, ma sul foglio da disegno non sono riuscita a materializzarla.
Bagno = buco nero, tracollo, ansia sparizione trasformazione, automazione, anafettività, lavoro, preparazione, bianco, aspirazione (risucchio), cattiveria calcolata, bravura metodica… tutte cose che non sento mie, cose aggiunte o caratteristiche personali esaltate, portate all’estremo.
- Mie e di qualcuno d’altro. La domanda è sempre la stessa:
- Di chi?

Sono io a stare male o l’altro? Tutto mi appare lontano, senza tempo e spazio, le persone sono eteree, mi passano vicino e non le sento, come se fossero dei morti viventi, delle ombre  e anch’io mi sento un fantasma. Nel bagno mia madre ha cercato di uccidermi, in quel bagno… ma evidentemente c’è un altro bagno che mi fa molta paura e dove ho lasciato ciò che ero per risvegliarmi completamente trasformata, diversa… e non mi riconosco più!!!
Provo a ricordarmi come ero quando avevo un anno di vita… ma era tanto tempo fa, prima che il bagno cancellasse tutto e mi  svegliassi a nuova vita. Penso di essere morta tante volte e per ogni risveglio c’era una sorpresa nuova accompagnata da tanti punti interrogativi.

Cambiamento = trasformazione. Trasformazione = allontanamento dalla vera me stessa.
- Credo di essermi persa.

E qui riportiamo un completamento riguardante un'altra persona implicata a suo tempo molto più profondamente nell'Organizzazione:
Pa., al contrario della sorella, parla, ma solo di cose banali, cose di tutti i giorni, come ad esempio il lavoro, le vacanze, il cibo, etc.
Interloquisce con una persona alla volta, cioè, se parla con me guarda solo me. Gli occhi sembrano fissi e spenti, non c'è guizzo di vita, pare imperturbabile, niente e nessuno la spaventa come fosse priva di coscienza, totalmente anaffettiva.
Ne sono rimasta turbata.

Ho avuto la netta sensazione di avere accanto una persona "svuotata" e "riempita", come un tacchino farcito (mi scuso per l'esempio). Un automa che reagisce solo agli impulsi programmati, quindi schematica e molto, molto rigida. 
Eppure quando abbiamo parlato dei nostri rispettivi gatti (animali)
(*), qualcosa in lei è scattato   si è accesa una lucina, era interessata all'argomento e "la vita" ha iniziato a scorrerle nelle vene ... magari è stata solo una impressione, ma sono sicura di avere sentito Pa. animarsi. Poi mi sono resa conto che stava "parlando"di se, si stava facendo i complimenti, era contenta di essere un gatto ed i gatti "sono così, fanno queste cose" ... uccidono gli uccellini e se li mangiano perchè sono dei cacciatori.
Premessa: L. e famiglia hanno una gatta di sei - sette mesi e qualche giorno fa ha cacciato un uccellino e poi se lo è mangiato.
Per tutta la serata Pa. ha avuto una voce fastidiosa, ma è cambiata quando abbiamo iniziato a parlare di gatti. Miagolava meno ed il corpo era in movimento.
Es: all'inizio encefalogramma piatto, con l'argomento gatti avremmo visto nel fantomatico encefalogramma dei picchi!
        

E non si tratta di situazioni geograficamente delimitate: queste "situazioni" italiane rispecchiano pari-pari quanto scritto nei classici testi Americani (Lauren Stratford, Carol Rutz, Kathleen Sullivan ecc.) e in quelli Belgi: vedi

Silence on TUE des enfants


Régina Louf  Silence on tue des enfants. Voyage jusqu'au bout du réseau

(E' molto importante la lettura del documento: Communiqué de l’avocate de Mme Regina Louf (6 mars 2004)  E' anche in preparazione una traduzione in italiano.


(*)
Comunque attualmente Pa. sta uscendo dalla condizione descritta sopra.
In Belgio i bambini protagonisti/oggetto di queste "situazioni" venivano distinti in "cacciatori" - addestrati ad uccidere" e in "conigli/lepri", mentre in Italia rispettivamente in "gatti" e "topi".
Incrociando le testimonianze: dai ricordi degli italiani viene data conferma ad un passaggio controverso della deposizione in fiammingo - Témoin X - di Régina Louf: il termine arbalète che le veniva contestato come errore linguistico
(="pistolet"?) nel passaggio dal fiammingo al francese, indicava invece esattamente la balestra (definita anche arma del diavolo): secondo lucide testimonianze quest'arma veniva fatta usare dai bambini di meno di dodici anni, che poi da più grandi avrebbero usato le pistola (pistolet).

Ma - come già ribadito anche in molti altri files/capitoli - la situazione Belga è soltanto emersa e anche casualmente come la punta di icebrg di qualcosa di ben più vasto e INTERNAZIONALE: ogni file verrà pertanto REVISIONATO E MIGLIORATO per riassumere tempestivamente le novità del sito; verranno segnalati i files nuovi o completamente modificati, ora corroborati con illustrazioni incontrovertibili. Da tener costamente d'occhio gli aggiornamenti dell'argomento ostilità contro l'infanzia e medicina; nonché le continue nuove precisazioni della terribile testimonianza italiana - in /testim.htm, in /warn-internat.htm - ora anche allargata con le testimonianze e illustrazioni di PRIMA MANO di gravissimi esperimenti ostetrici su bambine anche molto piccole e di esperimenti pseudo-medici sui bambini già utilizzati nei circuiti pedo-pornografici.
Vedi anche gli aggiornamenti - in italiano - di /superstition.htm

Partial translation

“Free association” from the analysis of a dream, 27th August 2005, not transcribed below but available in written format.

The Brains and Me
I ask her what she has against me, seeing as we don’t know each other.  Making a face, she answers:
... “Your flat is an indescribable mess, how can you keep it like this? You also give me the impression of being insincere”
I’ve always thought that everything that has ever happened to me was my fault.  I was never quite good enough, always lacking something, inadequate in every situation and in every moment.  Not very intelligent, not very nice, not very attractive and always late for everything.  But at the Base(*), and elsewhere, I managed to be efficient and had the feeling, and often confirmation, that I existed because someone noticed me. I felt at home in a disordered, chaotic house full of blood and flowers with a heavy, grey air, where every so often a ray of sunlight shone, where there was a bed with a pretty coloured cover and near it a small bedside table and bathroom in the room.  I had lots of books, some for studying, others just for reading, because the brain must always be kept active.  War games were on the table, for training the brain to organize and act almost simultaneously.  It was incredible how good I was at them, so I thought I couldn’t be as stupid and useless as I had imagined; but then why didn’t anyone love me, even here where everything they ask me to do, I do so well.  I realize that there is no affection and I have the unpleasant sensation that I am confusing things; to see but not to understand, to not really know anything at all, apart from what I think I know, which isn’t the same thing at all!
Why don’t you come and get me dad?  Why don’t you realize that I’m not well?  Take me away from here, I beg you.
My cell, my house, is all that I have, apart from many skeletons in the closet…..
“We have great plans for you, but you must have faith in us, we have become your family.  We educate you, we train you, we feed you, you will become whoever you want and we will always be with you.”
Sometimes I curled up on the bed, and rocking myself thought that sooner or later everything would come to an end, I just needed to be patient and know how to wait. I also thought that all in all I liked being alone…or perhaps they told me that solitude gives you strength…?  I spoke to the bedside table and told it all my thoughts and sometimes it spoke back to me, smiling, telling me that everything was ok.
But who thought what?  Was it my brain or were there lots of brains talking to each other, all interfering with one another?
Where am I???
How confusing…somebody wants to talk to me but I’m not home, or rather I am but who knows in which room, so someone else takes over and I feel like my head is inhabited by lots of brains, but being in one small room they get on each others nerves.  They ask me to do something, but I don’t want to, so they ask one of the others, who I think does it because I wake up elsewhere without being able to recall anything.  It often happens that I wake up for a moment, see blood, then I vanish.  So it’s not me that’s good at things, it’s them, and they use my body to move about, to take and do things, perhaps they’re spirits?
Perhaps I have magical powers….however I think these spirits are all bad, otherwise why don’t they introduce themselves?  They know who I am, they live inside me!  Of course, compared to them I’m at a complete disadvantage.  I don’t sleep well, or rather none of us sleep well or digest well.  Personally, I would love to eat fried fish, but which one of my guests wouldn’t like the meal I had chosen.  So, I find myself staring at the menu, knowing that I won’t be able to eat what I want, but what I think I want or what those inhabiting my brain want.  Every time I find myself having to decide something, from the stupidest to the most important thing, I get confused .  I feel that there is a state of anxiety inside my head;  everyone wants to do things in their own way, but there is only one body and so, tired, I wait, without doing anything at all.  The inhabitants are impatient, I must decide, I must take action and I feel my heart begin to race faster and faster.  I am overcome with angst and become frantic ,even though I’m standing still, then everything goes quiet, the brains calm down; they have finally understood that when I decide not to take any notice of them they can only wait with me.  They wear me out, talking amongst themselves, whispering, trying to keep me in the dark about what they’re up to.  I’d like to get rid of them but apparently it’s harder than it seems.  Sometimes I think that I can identify the personality of one of the inhabitants, just for a moment, and as soon as he realises that I hear him he retreats, like a frightened lizard disappearing into a crack in the wall.  Come out of hiding you cowardly vile brains!!!
I think I began to house other brains at the age of three. 
Continuation: dream and comments 22nd November 2005
I am hit by a rain of small insects. They look like small scorpions or prawns, they’re white and “crunchy” and hard at the same time.  There are other people next to me, but the white, live rain only hits me.
The other scene takes place in a garden centre.  I don’t want to go in because I don’t want to be attacked by grasshoppers, however one manages to get into my hair and behind the nape of my neck, buzzing irritatingly.  I try to squash it, but I can only hear the buzz of the grasshopper, as if it were in my flesh, working from the inside, making a noise, a continuous buzzzzzzzzzzzzz.
I think I’m called Mike, I’m a fighter pilot.
I appear suddenly when the situation becomes critical and I try to take the situation in hand; I have the skills to do so.  I have a cool head when it’s necessary and I pursue the enemy until he disappears once and for all from the monitor and radar.  It’s game over also in real life.  I’m determined, hard nosed and very sure of my strengths, I have “excellent logic skills”, apparently it’s in my DNA.  I’m bad, which isn’t a defect, in warfare; it helps you concentrate, perform better and definitely helps me return from a mission in one piece!  When I’m flying I’m on a high, but at the same time I’m calm and cold like an assassin. I expect I like it because it’s something I’m good at.
Now I realise why recently I’ve felt more like a man than a woman.
My brains are all horrible!  That explains the “rigidity” which has taken over my emotions, the indifference I have towards others and my inability to express what I’m feeling in actions.  For example affection-hug, uneasiness-disquiet, fear-pallor, sadness-crying.  This happens to me instead: affection-rigidity, uneasiness-rigidity, fear-rigidity, sadness rigidity.  Both the body and the mind stop communicating, a robot takes over and transforms into a human antenna, waiting for the command to react.  But if the command doesn’t come the robot remains on the look out  (phase one is rigidity) and then changes, taking over one of the brains which “covers” or “masks” the robot (like the raining insects) projecting onto the others a false, but not unknown, image.  The brain-robots’ skill is being able to “save face” every time the situation demands, it isn’t  necessary to be actual spies, just very good illusionists! Create a smoke screen!
Yesterday, around lunchtime, I experienced an outburst of blind fury, I don’t know where it sprang from, it made me see red.  Anger, desolation, powerlessness, the feeling of being trapped, ostracized (forced and voluntary).
Ignorance, repression, a plaything for grown-ups.  I cried and cried and cried and then, suddenly, a cold tranquility came over me and I slowly began to calm down.  This morning, on the other hand, I decided to go and get petrol without the car, asking the petrol station attendant for a “full tank”.  Seconds later I experienced a series of flashes, like this: it’s me, it’s not me, it’s me, it’s not me, etc, etc.
The “It’s not me” completely changed the features  and character, whilst “it’s me” was me, but rather confused!?  I asked myself, quite legitimately, what is happening to me?!!! I was afraid when I looked at myself in the mirror, the image reflected back at me was “different” to the real image.  I don’t recognise myself, it’s as if something has happened to separate again and again the child I was at three years old (in whom I clearly recognize myself) from the person I am today.
In order to be able to put the many parts together I should assimilate them into one person, only that the focal point, the fulcrum, is missing, I’m missing. Where am I?
What if the anger had come from me?  I’ll explain: I exist somewhere amongst those parts, and  have become part of them (obviously) therefore, sometimes (unfortunately) I rise out like a desperate scream from a dark abyss, trying to grip onto something solid and stable to support me, so that I don’t get swallowed up again by the deepest darkness.  I don’t always manage to get a good enough grip, something that gives me the push I need to stay above the surface.
I often ask myself what would have become of me if my inclinations had followed their natural course?  I am very sorry about this.  At this moment in time it’s difficult for me not to feel some jealousy towards those who have been able to, and have succeeded in being themselves, doing what they’re best at, whether it be painting, photography, whatever.  Being a person in the world rather than “something” in an abstract way, as I am, locked in my own head, trapped and absent at the same time-it’s frustrating. I am a prisoner of my many personalities, my many brains.  I have to put my puzzle back together again.  I need a “full tank” of affection, a “full tank” of self esteem, a “full tank” of energy, of life and a cream cake (this being the easiest of all to obtain), followed by a nice, light, steaming hot cappuccino (even in summer).

ANNOUNCEMENT of Survey for Therapists, Counselors, Clergy, and Other Persons Who Have Worked Professionally With at Least One Adult Survivor of Extreme Abuse.
The Professional Extreme Abuse Survey (P-EAS) is the second in a series of online surveys¹ designed to explore commonalities reported by survivors of Extreme Abuse including, but not limited to, Ritual Abuse and/or Mind Control (RA/MC). This anonymous survey is conducted privately by Thorsten Becker, Bettina Overkamp, Wanda Karriker, and Carol Rutz. The survey will be available from now until June 30, 2007. Preliminary data indicate that at least 1450 individuals from 32 countries representing 6 continents responded to the first survey titled An International Survey for Adult Survivors of Extreme Abuse (EAS).  Other preliminary EAS data (percentages of responses to each question) will be posted on the website as soon as it is calculated, hopefully by April 15. When the EAS statistical analyses is finished, the results will also be posted on the website. In addition, Carol Rutz will be presenting the results in August at the S.M.A.R.T. conference.    

VOICE

New Science Raises the Specter of a World Without Regret

The Guilt-Free Soldier

by Erik Baard
 January 22 - 28, 2003
Copyright © 2003 Village Voice Media, Inc., 36 Cooper Square, New York, NY 10003
The Village Voice and Voice are registered trademarks. All rights reserved. 

A soldier faces a drab cluster of buildings off a broken highway, where the enemy is encamped among civilians. Local farmers and their families are routinely forced to fill the basements and shacks, acting as human shields for weapons that threaten the lives of other civilians, the soldier's comrades, and his cause in this messy 21st-century war. 
There will be no surgical strikes tonight. The artillery this soldier can unleash with a single command to his mobile computer will bring flames and screaming, deafening blasts and unforgettably acrid air. The ground around him will be littered with the broken bodies of women and children, and he'll have to walk right through. Every value he learned as a boy tells him to back down, to return to base and find another way of routing the enemy.
Or, he reasons, he could complete the task and rush back to start popping pills that can, over the course of two weeks, immunize him against a lifetime of crushing remorse. He draws one last clean breath and fires. 
Pills like those won't be available to the troops heading off for possible war with Iraq, but the prospect of a soul absolved by meds remains very real. Feelings of guilt and regret travel neural pathways in a manner that mimics the tracings of ingrained fear, so a PROPHILACTIC against one could guard against the other. Several current lines of research, some federally funded, show strong promise for this. 
At the University of California at Irvine, experiments in rats indicate that the brain's hormonal reactions to fear can be inhibited, softening the formation of memories and the emotions they evoke
At New York University, researchers are mastering the means of short-circuiting the very wiring of primal fear. At Columbia University one Nobel laureate's lab has discovered the gene behind a fear-inhibiting protein, uncovering a vision of fight or flight at the molecular level. In Puerto Rico, at the Ponce School of Medicine, scientists are discovering ways to help the brain unlearn fear and inhibitions by stimulating it with magnets. And at Harvard University, survivors of car accidents are already swallowing propranolol pills, in the first human trials of that common cardiac drug as a means to nip the effects of trauma in the bud
The web of your worst nightmares, your hauntings and panics and SHAME, radiates from a dense knot of neurons called the amygdala. With each new frightening or humiliating experience, or even the reliving of an old one, this fear center triggers a release of hormones that sear horrifying impressions into your brain. That which is unbearable becomes unforgettable too. Unless, it seems, you act quickly enough to block traumatic memories from taking a stranglehold. 
Some observers say that in the name of human decency there are some things
people should have to live with. They object to the idea of medicating away one's conscience. 

It's the morning-after pill for just about anything that produces REGRET, REMORSE, pain, or GUILT
says Dr. Leon Kass, chairman of the President's Council on Bioethics, who emphasizes that he's speaking as an individual and not on behalf of the council.
Barry Romo, a national coordinator for Vietnam Veterans Against the War, is even more blunt.

That's the DEVIL PILL he says. That's the monster pill, the ANTI-MORALITY pill. That's the pill that can make men and women do anything and think they can get away with it. Even if it doesn't work, what's scary is that a young soldier could believe it will.  Are we ready for the infamous Nuremberg plea
I was just following orders
to be made easier with pharmaceuticals?
Though the research so far has been limited to animals and the most preliminary of human trials, the question is worth debating now. 

If you have the pill, it certainly increases the temptation for the soldier to lower the standard for taking lethal action, if he thinks he'll be numbed to the personal risk of consequences. We don't want soldiers saying willy-nilly, 'Screw it. I can take my pill  and even if doing this is not really warranted, I'll be OK'  says psychiatrist Edmund G. Howe, director of the Program on Medical Ethics at the Uniformed Services University of the Health Sciences. "If soldiers are going to have that lower threshold, we might have to build in even stronger safeguards than we have right now against, say, blowing away human shields. We'll need a higher standard of proof [that an action is justified].

The scientists behind this advance into the shadows of memory and fear don't dream of creating morally anesthetized grunts. They're trying to fend off post-traumatic stress disorder, or PTSD, so that women who've been raped can leave their houses without feeling like targets. So that survivors of terrorist attacks can function, raise families, and move forward. And yes, so that those young soldiers aren't left shattered for decades by what they've seen and done in service
Combat and psychoactive chemicals have always been inseparable, whether the agent was alcohol or a space-age pill. A half-century after Japan hopped its soldiers up on methylamphetamines during World War II, the U.S. has pilots currently in the dock for mistakenly bombing Canadian troops while using speed to stay awake. When Eric Kandel, the Nobel laureate in medicine who works out of Columbia, was asked if his genetic exploration of fear was funded by the Pentagon's Defense Advanced Research Projects Agency, he quipped, No, but you're welcome to call them and tell them about me.
Imagine a world where the same pill soothed victims and perpetrators alike. Henry David Thoreau advised, Make the most of your regrets; never smother your sorrow... To regret deeply is to live afresh. Without remorse, there would have been no John Newton, a slave trader who found religion during a harrowing storm at sea and later became an abolitionist; he's best known for penning Amazing Grace.
For doctors, the drugs would present a tricky dilemma. Most people exposed to traumatic situations don't end up with PTSD, but there are few means of knowing on the spot who might need treatment much further down the line. Researchers say that for the medicines to be effective, patients would need to take them soon after the upsetting event. The temptation for physicians might be to err on the side of caution, at the cost of curbing normal emotional responses. Victims might be eager to avoid lasting pain, wrongdoers the full sting of self-examination. 

The impulse is to help people to not fall apart. You don't want to condemn that, says Kass. But that you would treat these things with equanimity, the horrible things of the world, so that they don't disturb you ... you'd cease to be a human being.,

The very idea of PTSD has been attacked as a social construction, a vague catchall that provides EXCULPATION for the misdeeds of war. But researchers are trying to prevent the onset of a disease, not change the social circumstances that bring it about. James L. McGaugh, a neurobiologist at U.C. Irvine whose study of stress hormones and memory consolidation in rats is one of the cornerstones of the effort, acknowledges the ambiguities but comes out swinging in defense of his work.

Is it immoral to weaken the memory of horrendous acts a person has committed? Well, I suppose one might make that case. Some of your strongest memories are of embarrassments and of the guilty things you did. It doesn't surprise me at all that people would wake up screaming, thinking of the young children they killed in Vietnam, McGaugh says. But is treating that worse than saying, 'Don't worry if your leg is shot off, we've got penicillin and surgery to prevent you from dying of infection'? Why is it any worse to give them a drug that prevents them from having PSTD for the rest of their lives? The moral dilemma is sending people to war in the first place.

Nevertheless, fellow fear researcher Dr. Gregory Quirk of the Ponce School of Medicine, in Puerto Rico, is troubled by how his work might be used if it progressed from studies of rats to therapies for humans. He argues that fear isn't created and  degraded in the amygdala alone, but is also unlearned in the prefrontal cortex, which in PTSD patients is only weakly active. Quirk thinks a physician could stimulate those areas with magnets while patients view the images they fear, and could thus restore balance to the mind.

 With that same method, he says, firemen could stave off episodes of life-threatening panic. Certainly the military might be interested in something like that, he says. If this would be used to go against fear that's important for survival or morality, I would have a problem with that.

There are reasons to believe our military would covet mastery of Quirk's technique in humans. People at war dehumanize their enemies to make killing more palatable. Now, in the war on terror, our modern cultural taboos against torture are fraying.
Put yourself in the room then. The commission of heinous acts, even deliberate torture, can also visit lifelong torment on perpetrators who aren't hardwired very well to be sadistic. The sounds of screaming — a primordial alert that mortal danger is near — trigger those damning hormones even in the torturer. 
And couple Quirk's magnetic manipulation of the brain with this: One of the horrible things I discovered after the Gulf War was that, because of the coeducation of wars, as it were, male soldiers were given extensive DESENSITIZATION training to make them able to hear women being raped and tortured in the next room without breaking Kass says. It's a deformation of the soul of the first order. I cannot speak about it without outrage.
But a trauma-born irrational aversion to necessary war — pacifism in the face of an expanding evil — isn't healthy either. Such emotions can blind us as well as make us wiser, says Howe. It's possible that these kinds of drugs would help patients see in a clearer way. On the flip side, could anyone possibly maintain that Ahab was a better captain for not having been chemically mollified after the white whale bit off his leg? An uncomfortable reality is that war isn't an aberration; it has a very codified place in our culture. We agree through treaties to normalize it. We demand punishment for soldiers who violate those treaties, though more often those from the losing side. But we don't deny them medical treatment. And one needn't have committed a war crime to feel wracked by sorrow. In my dreams I meet six Vietnamese people I murdered. Whether they had a gun on them is irrelevant says Romo, who, as a 19-year-old lieutenant, served as a platoon leader in the 196th Light Infantry Brigade in 1967 and 1968. His ticket home was as a body escort for his similarly aged nephew, who served in the same unit. I returned to the United States on my nephew's dead body, he says. Romo and veterans like him have taken it upon themselves to use their experiences to teach peace. But veterans torn apart by PTSD don't have a choice about being Exhibit A in the case against war.
When you see what can happen to a young person, it passes on in a very real way, not in a history-class sense, that reality of what war and blood really is, he says.
Who are we to impose this emotional albatross on soldiers? As a nation, we elect our leaders. It seems unjust to make veterans a special class to suffer for our sins in wrongheaded wars, or pay a continuing price for victory in the "good" ones. 
That's a heavy burden to put on people to preserve the morality you're talking about, says Dr. Roger K. Pitman of Harvard University, who's leading the propranolol study in people fresh from car accidents. By that same logic, if you could make a lightweight bulletproof garment for soldiers we still shouldn't do it. For moral reasons we ought to make them able to be shot, to preserve the cost of war, the deterrent to war. But we work to prevent our soldiers from being shot, and I say there are mental bullets flying around there, too.
There's another context to be considered as well, McGaugh notes, one that was made clear by the recent demand from representatives Charles B. Rangel of New York and John Conyers Jr. of Michigan that we reinstate the draft to address racial and economic inequities. Who are our soldiers? McGaugh asks. They are in the wrong place at the wrong time. Very few of their daddies go to Harvard, Yale, or Princeton.
But PTSD doesn't result solely from war. When Kass first heard of McGaugh's research, at a presentation in October, he had a far more intimate horror in mind-rape. At fraternit parties they'll be popping Ecstasy at night and forgetfulness in the morning, he growls. The victim would be an obvious candidate for an anti-trauma drug. Would dulling her emotional memories of the event help her to endure the lengthy, perhaps humiliating, pursuit of justice through the courts, or would it rob her of the righteous anger she'll need to persevere and perhaps the empathy to later help other victims? The rapist is part of the equation too. If his victim stabbed him in her own defense, no doubt he would be bodily healed. No physician could refuse to treat him. If such a person had PTSD stemming from the circumstances of the act, he could be a candidate [for therapy] Pitman says. 
How much of our REMORSE do we have a right to dispense with, and how much exists in service to others, a check on our worst impulses?

 Each experience we have changes our brain and in some sense alters who we are says Dr. Joseph E. LeDoux of NYU, who studies EMOTIONAL MEMORY. The more significant the experience, the more the alteration. We have to decide as a society how far we want to go in changing the self. Science will surely give us new and powerful ways of doing this. Individuals may want more change than society wants to permit.

Vedi anche:
A Bulletproof Mind Author: Peter Maass Publisher: New York Times (10 November 2002)

 
 

percent deficitThis image shows the pattern of brain tissue loss in methamphetamine users, relative to healthy adults, mapped using MRI scans. Brain regions involved in drug craving, emotion and reward, and hippocampal brain regions involved in learning and memory, lose up to 10% of their tissue. Red colors denote brain regions with greatest tissue loss, blue colors regions that remain relatively intact. Hippocampal volume reductions are linked with poorer memory performance in the methamphetamine users. At the same time, a 7% volume increase occurs in the brain's white matter, suggesting an inflammatory response to chronic drug use.
UCLA Imaging Study
Vividly Shows Pattern of Brain Damage in Methamphetamine Abusers
Paul Thompson et al.
LONI (Laboratory of Neuro Imaging), UCLA School of Medicine, Los Angeles (CA)
Danni cerebrali collegati all'abuso di metanfetamina
La metanfetamina (per la precisione, d-metanfetamina) è una sostanza che causa il rilascio a cascata di vari neurotrasmettitori (tra cui noradrenalina, dopamina e serotonina), provocando un'eccitazione molto più forte e duratura dell'omologa anfetamina. Mentre nella sua forma levogira (l-metanfetamina) la metanfetamina è un farmaco con effetti di vasoconstrizione che viene usato come decongestionante nasale, nella forma destrogira (d-metanfetamina) questa sostanza stimola il sistema mesolimbico dopaminergico, causando euforia e spingendo ad azioni compulsive anche molto complesse. A causa del suo ridotto costo di produzione e della lunga durata dei suoi effetti, in molti paesi (in particolare negli Stati Uniti) è diventata una sostanza di abuso largamente diffusa. L'immagine, in colori che vanno dal blu al rosso, visualizza la riduzione di materia grigia nei soggetti esaminati. L'indagine è stata svolta su 22 abusatori cronici di d-metanfetamina il cui cervello è stato confrontato con quello di 21 soggetti sani di età corrispondente, osservando vaste aree in cui la materia grigia appare considerevolmente ridotta, localizzate sia nel lobo frontale, sia, soprattutto, nel sistema limbico, ippocampo incluso. Oltre agli esami radiologici (MRI) che hanno permesso di valutare la perdita di materia grigia, sui soggetti malati sono stati effettuati anche esami psico-attitudinali che hanno permesso di rilevare deficit emozionali e cognitivi tipicamente associati a lesioni localizzate nelle regioni in cui, nei 22 soggetti con storie di abuso cronico di d-metanfetamina, è stata riscontrata una maggior perdita di materia grigia.

NIDA InfoFacts: Methamphetamine

Rise and shine: Wake up to an enhanced life style 
A new breed of lifestyle drugs could allow us to choose how much we sleep, boost our memories and even allow us to enjoy ourselves more, without any side effects. Will they unleash human capabilities never seen before or create a dystopian 24-hour society where we are dependent on drugs to regulate our lifestyle and behavior? One drug already available is modafinil, marketed as the vaguel Orwellian-sounding Provigil. It enables those who take it to stay awake and alert for 48 hours.  It is a eugeroic that delivers a feeling of