DSM
Pubblicato
per la
prima
volta nel 1952,
il Manuale
diagnostico e
statistico dei disturbi mentali aveva
all'interno un elenco di
tutti i disturbi mentali, allora erano 112,
ad oggi
alla sua
IV
edizione rilasciata nel 1994
sono
diventati 374
e sono destinati a crescere nella quinta edizione del DSM che
verrà pubblicata nel 1012.
Il DSM
è il testo unico e ufficiale di diagnosi psichiatrica in tutto
il mondo, gli esperti deputati alla supervisione della stesura del
nuovo Manuale
Diagnostico e
Statistico delle malattie mentali (DSM-V), i membri
dei vari comitati
scientifici che lo compilano sono quasi esclusivamente americani e
membri dall'Associazione Psichiatrica
Americana. Afferma il Presidente
APA Carolyn
B. Robinowitz;
Abbiamo
fatto ogni sforzo per assicurare
che il DSM-V
sarà
basato sulle migliori e più recenti ricerche scientifica, e per
l'eliminazione dei conflitti d'interesse nel suo sviluppo.
Nelle
pagine del suo sito
il CSPI
- [1] Center for Science
in
the Public Interest: Centro per la Scienza nell'Interesse Pubblico -
riporta che 16 dei 28 membri della
task force incaricata di produrre la quinta edizione del DSM
ha
riportato di avere connessioni finanziarie con industrie farmaceutiche
o di attrezzature mediche. L'analisi è basata sulle informazioni
finanziarie pubblicate sul sito Web dell'APA. Oltre la
metà dell’equipe che sta predisponendo il nuovo DSM,
il manuale
dei disturbi mentali che verrà pubblicato entro il 2012, ha un
conclamato conflitto d'interesse a causa delle connessioni finanziarie
con le industrie farmaceutiche. Il record per il maggior numero di
legami finanziari con l'industria farmaceutica è di William
Carpenter, Jr, direttore del Maryland Psychiatric Research Center
presso l'Università del Maryland, che nel corso
degli ultimi
cinque anni ha accettato, per contratti di consulenza, denaro da ben 13
diverse società farmaceutiche, tra cui Astra Zeneca, Bristol-Myers
Squibb, Eli
Lilly, Merck, Pfizer
e Wyeth. Il grado
di conflitto di interesse - oltre il 50 per cento - segnalati da CSPI
è simile a quello trovato in uno studio del 2006 che ha
coinvolto 170 "esperti" che hanno lavorato sul DSM-IV, rilasciato nel
1994. A quel tempo l'APA non aveva attuato una "disclosure
policy" (politica di divulgazione), quindi i
ricercatori hanno dovuto
raccogliere i dati da cartelle giuridiche e cliniche, articoli di
riviste, archiviazioni di conflitto di interesse e altre fonti per
scoprire queste statistiche.
Nelle pagine
308-309 dell' edizione
italiana del
DSM-IV R si trova una descrizione di allucinazioni
uditive
considerate
come particolarmente caratteritiche della Schizofrenia e incluse
fra i
sintomi di primo rango della classificazione di Schneider.
Se questi
sintomi sono presenti , allora è richiesto solo questo singolo
sintomo per soddisfare il criterio
A
[pagina 318]
Ma questa descrizione - e negli stessi
esatti termini
- viene riferita in modo univoco da numerose persone nel cui organismo
SICURAMENTE è presente un microchip
rice-trasmittente inseritovi abusivamente. In attesa della
prossima edizione del DSM-V è assolutamente
necessario vengano attivati sistemi di rilevamento
tecnologici -
di sicuro possibili e neanche troppo indaginosi e/o costosi - per DOCUMENTARE
in modo
oggetivabile queste TRASMISSIONI esogene.
(Spiegazioni più precise e dettagliate si trovano nel file Microchips
impiantati
nel corpo umano)
Non solo per
obbiettività va PRESENTATO, ma va seriamente colta l' opportunità
di rafforzare e precisare il messaggio ufficiale da parte della Task Force
preposta alla preparazione del nuovo DSM-V
A Message
from the DSM-5 Task Force Chairs
Dear Reader, Welcome to the DSM-5 Development Web site.
This site provides information culminated from over 10 years of
revision activities, made possible thanks to the generous dedication of
more than 600 global experts in the field of mental health. The DSM-5 Task Force and Work Group
members are working to develop criteria for diagnoses that not
only reflect new advances in the science and conceptualization of
mental disorders, but also reflect the needs of our patients. We
encourage you to delve into the wealth of information contained within
this site to become familiar with some of the advancements in
scientific and clinical knowledge that will assist in making diagnoses
more accurate, valid, and clinically useful. We also hope that
this
knowledge will pave the way for further research in these important
areas. Your
input, whether you are a clinician, a researcher, an administrator, or
a person/family member affected by a mental disorder, is important to us.
We thank you for taking part in this historic process and look forward
to receiving your feedback.
David J. Kupfer, M.D., DSM-5 Task Force
Chair
Darrel A. Regier, M.D.,
M.P.H., DSM-5 Task Force Vice-Chair
A CRUCIAL NOTE AND A
WORLDWIDE
CALL:
The
main psychiatric
text DSM-IV TR is near to join
its next edition
DSM-V.
The basics of this book are in sum up good or even very good but there
are some very FAKE assumptions which must be contested and mended: in
particular [read from page 297]
the main criterion by which the doctors can
put a "sure" diagnosis of Schizophrenia is based on an
unilateral
description of hearing voices.
But just exactly this description
satisfies
even more better the
depiction furnished by people who are surely - demonstrated - implanted
with abusive receiving-trasmitter
broadcast microchips:
our crucial call
regards the
possibility
to URGENTLY search technological effectual means for documenting and
sharing these EXTERNAL VOICES. To utterly explain and display this
issue can then give a real possibility to revise the DSM: to MEND for
ever such mistakes which are not only "faults" but also ways for evil
people to silence - as "mad" - their opponents.
In particolare sembra proprio possa venir
modificato uno dei principali
"errori" diagnostici: il considerare il "sentire voci" come sintomo
unico e patognomonico
3. ELIMINATION of
requirement that only 1 characteristic symptom need be present if that is a bizarre delusion or a
Schneiderian
first-rank symptom hallucination.
No unique
diagnostic specificity for these characteristic symptoms in comparison to others has been identified
and consequently there is no basis for treating these symptoms as being
pathognomonic.
4. Requirement that
at least one of the characterisic symptoms be delusions, hallucinations, or disorganized speech. Schizophrenia is a psychotic disorder
and psychosis is defined by reality distortion
(delusions and hallucinations) and severe disorganization (disorganized speech).
We considered adding cognitive
impairment as a characteristic symptom, but recommended against doing so because of
its lack of diagnostic specificity and limited information about the impact of
such a change. It was considered a key aspect of schizophrenic psychopathology,
however, and is
recommended as one key dimension to be
measured across patients with a psychotic disorder.
A CRUCIAL NOTE AND A
WORLDWIDE
CALL:
The
main psychiatric
text DSM-IV TR is near to join
its next edition
DSM-V.
The basics of this book are in sum up good or even very good but there
are some very FAKE assumptions which must be contested and mended: in
particular [read from page 297]
the main criterion by which the doctors can
put a "sure" diagnosis of Schizophrenia is based on an
unilateral
description of hearing voices.
|
PTSD
e DISSOCIAZIONE.
Inizia ad esserci un'ampia evidenza negli
studi di Neuroimaging sul
fatto
che differenti stati dissociativi (dissociazione emozionale e
dissociazione
sotto forma di derealizzazione/depersonalizzazione) corrispondono a
diversi
pattern di attività cerebrale. Un modello dettagliato è
in
fase avanzata di preparazione da parte del gruppo olandese di van der
Hart
e Nijenhuis. Van der Hart in passato ha correlato
la dissociazione da trauma con gli studi sulla risposta animale
all'attacco
dei predatori. Assume sempre più
importanza il DESNOS
- Disorder
of Extreme Stress Not Otherwise Specified), un
disturbo
proposto
da anni per l'inserimento nel DSM,
soprattutto da Judy Herman e Bessel
van der Kolk (due dei principali
studiosi mondiali del PTSD - disturbi
post-traumatici (PTSD). L'anno prossimo la
conferenza ISTSS
sarà dedicata proprio al DESNOS (Disorder of Extreme
Stress
Not Otherwise Specified). Il DESNOS
è
caratterizzato
da una forma grave e persistente di disturbi tipici dei PTSD, ed
è
particolarmente refrattario alle terapie. Nel DESNOS sono
spesso
presenti gravi disturbi dissociativi, forti difficoltà nella
costruzione
e mantenimento di relazioni interpersonali stabili, significativi
sintomi
somatici e di abuso di sostanze. E' spesso correlato
con patologie di asse 2 (ed in particolare con i
disturbi
borderline).
June
5, 2008 — In a randomized controlled trial,
fewer recent trauma survivors with acute stress disorder who received
exposure-based therapy vs nonexposure-based therapy went on to have
posttraumatic stress disorder (PTSD)The study evaluated 2 components of
cognitive behavior therapy: prolonged exposure, in which trauma
survivors are instructed to relive the troubling event, vs cognitive
restructuring, which focuses on changing maladaptive thoughts and
responses to the event. The 2 treatment conditions were compared with a
control group of patients on a wait list.
After
treatment,
fewer patients in the prolonged exposure group had PTSD vs those in the
cognitive restructuring group or those in the wait-list group (33% vs
63% vs 77%; P = .002). |
Le descrizioni precise
presentate nei DSM,
aggiornati
via via, non vanno comunque mai
utilizzate in modo statico come tali per etichettare
d'amblée i pazienti, ad esempio appunto come schizofrenicideliranti:
questo è un uso del Manuale assolutamente
opposto ai suoi scopi e significato - generico e solo
genericamente DESCRITTIVO di DISTURBI e non di "malattie".
Per dovere di
obbiettività va segnalato inoltre e comunque che
nel testo base su cui si si dovrebbe basare nello stilare i referti -
il DSM-IV
R
- le sindromi
deliranti sono
catalogate nei criteri F20.0x
(già 295.x)
mentre i disturbi
dissociativi
in quelli F44.x
(già 300.x)
e
soprattutto in F43.1
(già 309.81)
ove si
descrive il classico Disturbo
post-traumatico da Stress
le cui manifestazioni sono ben
differenti da quelle tipiche della schizofrenia: pur anche se talvolta
l'intensità stessa del trauma e della relativa rimozione-negazione
possono intrecciare insieme patologie differenti, comprese quelle
dovute in via secondaria alla esotossicosi
da dipendenza
da
sostanze (nel DSM-IVR da F10.x
a F19.x,
nella precedente
classificazione nei vari commi del 292.x
e 305.x),
ad un - apparente -
ritardo mentale (da F70.x
a F79.x già
da 317.x a 319.x) e
naturalmente alla serie dei disturbi
dell'apprendimento (da F80.x
a F82.x già 315.x
o ).
La
comorbilità
è a volte una contraddizione che scaturisce dalla
iper-classificazione del DSM/ICD e non rappresenta sempre una reale
aggregazione di entità cliniche. In ambito psichiatrico è
caratterizzata da un'alta percentuale di comorbilità e dalla
medesima sintomatologia; questo rende difficile e a volte impossibile
la diagnosi differenziale. Nell'ambito delle patologie fisiche si ha
un'alta percentuale di comorbilità e sintomi diversi. La comune
affermazione che l'ADHD/DDAI sia caratterizzato da deficit di
attenzione sostenuta e delle facoltà esecutive, da
impulsività e iperattività è smentita dalle
ricerche qui raccolte che evidenziano come questi fattori siano comuni
alle più svariate condizioni cliniche, per questo motivo sono
variabili che non le caratterizzano; piuttosto appaiono come dei
naturali e aspecifici sottoprodotti che minano seriamente la salute
delle persone. Ne consegue che il disordine da deficit di
attenzione-iperattività è una nosologia psichiatrica che
non ha fattori che la caratterizzino e la giustifichino sul piano
scientifico. La classificazione e i termini presenti in questo database
sono quelli usati nel DSM per coerenza con la terminologia usata dagli
sperimentatori.
Psychiatr
Hung.
2005;20(4):293-8. Comorbilità
in psichiatria infantile: è la comorbilità della
mania pediatrica e ADHD realmente così alta?
Balazs
J, Gadoros J.
Vadaskert Gyermekpszichiatriai Korhaz es Szakambulancia;
Beregszasz u. 145, Budapest, 1112
Hungary.
OBIETTIVO:
Lo scopo
del nostro studio era studiare i motivi possibili della diagnostica di
comorbilità nei disordini psichiatrici del bambino, con
un'attenzione speciale per la comorbilità della sindrome
da deficit di attenzione-iperattività e di mania
(ADHD). METODO: Usando la Mini
International Neuropsychiatric Interview Kid (M.I.N.I. Kid)
abbiamo esaminato
112 bambini sotto i 18 anni ammessi dell'ospedale Children's
Psychiatric Hospital. Per tutti i bambini, le diagnosi migliori sono
state fatte da uno psichiatra infantile indipendente, che era
cieco alle diagnosi del M.I.N.I. Kid. Sei bambini sono stati
diagnosticati avere disordine
pervasivo dello sviluppo dal clinico indipendente, i loro
dati
sono stati esclusi. In questo modo i dati di 106 bambini sono stati
inclusi nell'analisi statistica.
RISULTATI: Comorbilità:
Sulla base del M.I.N.I.
Kid test
le diagnosi di comorbilità sono state trovate nel 74,53% dei
bambini e il 51,90% dei bambini con diagnosi comorbile hanno avuto tre
diagnosi o più concomitanti. Il numero massimo delle
diagnosi ottenute simultaneamente dal M.I.N.I.
Kid era 9. Il M.I.N.I.
Kid
ha prodotto in media 2,58 diagnosi per un bambino. Lo psichiatra
infantile indipendente ha fatto diagnosi di comorbilità nel
25,47% dei bambini. Il numero massimo delle diagnosi fatte
per un
bambino dallo psichiatra infantile indipendente era 2. Lo
psichiatra infantile indipendente ha fatto in media 1,25 diagnosi per
ogni bambino.
Episodio Maniaco/ipomaniacale: Sulla base del M.I.N.I. Kid
l'episodio maniacale
è stato diagnosticato nel 14,15% dei bambini e l'episodio
ipomaniacale nel 6.60% di loro, mentre lo psichiatra
indipendente
non ha diagnosticato queste condizioni in nessuno dei i bambini. Il
99,33% dei bambini con episodio maniacale sono stati
diagnosticati insieme ad ADHD dal M.I.N.I.
Kid. Nel 57,14% di quei casi, dove il M.I.N.I. Kid ha
diagnosticato un
episodio ipomaniacale, esso ha trovato contemporaneamente l'ADHD. Lo psichiatra
indipendente ha
trovato ADHD
nel 73,33% dei
bambini con la diagnosi di episodio maniacale ed nel 57,14%
dei
bambini con episodio ipomaniacale determinato dal M.I.N.I. Kid.
CONCLUSIONI: Le
differenze considerevoli trovate nel
numero di diagnosi fatte usando il M.I.N.I. Kid e dallo
psichiatra infantile indipendente può indicare la possibile
sopra-sensibilità delle interviste strutturate e delle
caratteristiche dei sistemi diagnostici: parecchi disordini hanno
sintomi di sovrapposizione, rendendo le diagnosi
differenziali
difficili.
|
|
Porsi
come CONTROPARTE
alla creduloneria
e soggezione.
L'Associazione
italiana, scientifica
e giuridica, contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici ha
nel suo Statuto
come prima e fondante
clausola di "porsi come CONTRO
PARTE
1) agendo
contro
condotte, apparentemente
"legali" oltre che contro forme velatamente o dichiaratamente
criminali
comunque condizionanti la libertà fisica e mentale dell'uomo
nelle
sue manifestazioni di conoscenza, di formazione della volontà e
azione.
Ed è un compito
improbo. Una
posizione
preminente
fra le condotte "lesive", ancorché apparentemente "legali",
hanno
le diagnosi
mediche
(specie poi se pediatriche) e psichiatriche che così avallano conseguenti prescrizioni
medico/psichiatriche - spesso
surrettizie
o a dosaggi inverosimilmente alti e ripetuti nel tempo - con lo scopo
dichiarato di ottenere al più
presto soltanto un qualsivoglia
vistoso "effetto".
Facendo
leva
sulla creduloneria
e soggezione generalizzate
nei riguardi
di quanto
attiene alla salute
ed ai suoi presunti "custodi"
si incoraggia in
modo
arbitrario
l'uso
di pseudo-rimedi solo palliativi:
indirizzo prescrittivo improprio comunque e non solo in caso di
diagnosi sbagliata. Ma
questo non è
responsabilità soltanto dai "medici": viene come risposta alle
aspettative
e richieste
da parte dei "pazienti" di
soluzione rapide, indolori, miracolistiche contro ogni
difficoltà
e/o
sofferenza, ma anche di ricerca a
lungo termine di "serenità"
(alias: "sedazione" e apatia e
oblio secondariamente rinforzati se
non
indotti) o di falsa
efficienza se non di euforia
minimizzante
ecc. In buona o mala fede che sia medici
e chi li
indirizza
promuono così
diffusione
e capacità di impatto di questo Mondo
Nuovo
rivisitato. Provocata
o meno,
spontanea o "spaventata", la
creduloneria instaura
nuove SUPERSTIZIONI: con la
soggezione
reverenziale
per
la classe medica in generale genera ma anche mantiene passività
e falsa
fiducia
in un presente adulto centrato su ipotetici "futuri" e pieno di ansie
scaramantiche fittizie e esagerate. Si può
così senza fatica raggiungere e
detenere un
particolare Potere,
capace di
mettere
in moto e mantenere enormi leve economiche: ben a ragione è
stato
detto che la
cronicità è un investimento ad alto
rendimento.
Per questo vanno per la
maggiore
molti
farmaci non curativi ma palliativi e/o cronicizzanti
della medicina
somatica con effetti secondari significativi su memoria
e consapevolezzacapacità
discrezionali, in pratica la formazione
della
volontà e
azione: ad esempio molti
farmaci imposti in modo
"terroristico"
per "salvaguardare" l'apparato circolatorio hanno effetto anche
proprio in quanto sedanti.
Tanto
maggiori sono queste ansie per quanto
riguarda
i BAMBINI
al posto della
preoccupazione del vero
impatto
che
ogni situazione del presente dei bambini di
oggi
possa riflettersi nel loro futuro
di cittadini di domani:
addirittura avvalorando il sospetto che
forze "malevole" possano volutamente cercar di
incidere
su questo "futuro". del presente,
influenzanti cioè anche le Per
quanto riguarda psichiatria e suoi correlati, se
è
relativamente frequente - anche in sede ufficiale - almeno la messa in
guardia
contro l'uso basato su diagnosi "sbagliate" ed a dosaggi assurdi degli
antipsicotici, invece è come se fosse "di moda" la
pseudo-diagnosi
di (pseudo)-depressione,
basata
su "imperiosi" presupposti pseudo-chimici
quanto meno strampalati;
diagnosi
- e relativa "terapia" (!!!) ormai pervasive e onnicomprensive: si
può dedurre
l'enorme
vantaggio in termini economici di questa
impostazione di vero marketing
considerando che il fatturato delle ditte
produttrici, anche solo per un unico prodotto di questa serie, era
stato
tranquillamente sbandierato come superiore a quello totale delle...
automobili
Ford!.
Ma se l'uso dilagante
(spesso pericoloso,
comunque
SEMPRE carico di pesanti effetti collaterali e non poi tanto
collaterali)
dei cosiddetti antidepressivi
dovrebbe essere destinato al
"benessere" del
paziente,
e non così esplicitamente al suo comportamento, esistono
indicazioni
di (pseudo-)farmaci
droganti - che si vuol far
passare dalla categoria di
severamente
proibite droghe da strada
(meglio definite come farmaci
d'abuso)
a salvifici
medicinali - deputati a
modificare proprio
e soltanto
il COMPORTAMENTO. Non
va dimenticato che
in vista esplicita di
influenzare e
detenere un pesante potere esterno esistono sistemi più o meno
"legali" attuati ed
attuabili e
persino "mutuabili" - l'elettroshock,
la
segregazione,
o peggio... - che hanno come scopo quello di annullare con la memoria
anche la volontà e la chiarezza di idee.
Ben note e ampiamente
descritte sono
le conseguenze
psicologiche (da cui anche comportamentali) per lo più a lungo
termine
dell'aver attraversato
situazioni traumatiche:
ma
ben più gravi e disturbanti esse diventano - sia per il soggetto
stesso, sia anche come mancate possibilità per tutti di denuncia
e di difesa - qualora non vengano prese in
considerazione se non censurate: al contrario anzi spesso la
possibilità di
denuncia
viene denigrata e "punita" come colpevole "calunnia".
Dilaga così un "revisionismo" che potenzia soggettivamente la
gravità dei
traumi subìti - ad ogni età
ma
in modo ben più devastante nell'infanzia,
un revisionismo subdolo che può esercitare la sua nefasta azione
a
scapito di singoli individui ma con impatto generalizzantesi a
situazioni socio-politiche (negli
Stati
Uniti
addirittura sostenuto dalla formazione del potente Ente: False
Memory Foundation). Questo
"revisionismo"
paladino
dell'oblio
e del disinteresse
quasi siano valori assoluti da difendere, "accusa" minacciosamente
le
vittime e i loro difensori: fino ad arrivare a casi emblematici come la
distruzione
morale, se non anche fisica, di Bruno
Bettelheim e lo sfortunato svolgimento
della situazione
Belga. E' un
"revisionismo" accanito che sottovaluta qualsiasi segnale, distrugge
vere e proprie prove,
taccia
se non incrimina i denuncianti nel presente come calunniatori; mentre,
per
le testimonianze del passato, propugna strenuamente (e operativamente)
la "diagnosi" dei flash-backs
come deliri
e dell'inquietudine
ansiosa e spaventata
come sindrome
da deficit
di attenzione e iperattività: quando invece - anche secondo
un'altra fonte di
dati della Scienza
ufficiale - la comorbilità
tra disturbo
borderline di personalità e DESNOS deriva
naturalmente
da gravi traumi infantili che esitano in una specifica (e critica)
strutturazione
della personalità per cui è quantomeno
"ovvio"
trovare "anche" sintomi psicotici di derealizzazione in
chi ha subìto traumi anche
se non gravi o gravissimi.
E' quindi
facile
far
passare
queste vittime per inattendibili "pazzi" e considerare le loro
sofferenze
non come SEGNALI
di testimonianze
preziose, ma
come "fastidi" COMPORTAMENTALI
di disturbo
per i circostanti: le loro manifestazioni di
sofferenza
e/o di ricordi rivissuti non vengono cioé accolti come accuse di
delitti o avvisi di pericolo, ma soltanto come molestie
da CANCELLARE
con sostanze o metodi droganti o peggio con provvedimenti annicchilenti
quando non basta la "chimica"
fasulla. (Come
risulta documentato
dall' esperimento di Milgram -
tradotto anche in italiano xon
il
titolo Obbedienza
all'autorità. Uno sguardo sperimentale - il
cui
procedimento è diffusamente spiegato nell'articolo I
torturatori ubbidienti di Hans e Michael Eysenck a pag. 106
di
Diario
del mese - 28 maggio 2004
-) (Per aggiornarsi su opere, teorie
e applicazioni degli Eisenck: Hans è considerato il "padre" dei
test di personalità).
Il DSM
viene
usato come strumento
diagnostico,
non solo per il trattamento
individuale ma anche nelle cause per la custodia dei bambini, nei casi
di presunta incapacità mentale, nei tribunali, nell'istruzione e
in
tanti altri campi. Ma va segnalato pure,
per la sua
enorme estensione,
l'esistere e l'imperversare di un altro modo più subdolamente
censorio
e/o "revisionistico":
quello di
equiparare
l'una all'altra qualsiasi
forma di DISAGIO - anzi di disturbo
- pur
di unificare
in "malattie da curare"
- sia gravissime
manifestazioni -
magari
potenzialmente
mortali per cedimento dei normali meccanismi di equilibrio biologico o
per disperazione suicidiaria,
- sia forme anche
lievissime di NORMALI risposte
psico-somatiche alle normali vicissitudini dell'esistenza
tutte ed
allo
stesso modo comunque considerate inaccettabili e da "trattare"
con mezzi "economicamente produttivi". Ed è così
che si cerca
di "trattare"
- non certo di curare!
- nello stesso modo sia il DESNOS
(Disorder
of Extreme Stress Not Otherwise Specified = Disordine
da Stress Estremo: F43.0 DSM-IV
R) sia lo shopping
compulsivo, e addirittura
banali momenti di giustificata ansia. E' così che si omologa la
"timidezza"
anche normalissima equiparandola senza mezzi termini agli atteggiamenti
del disturbo
evitante di personalità (F60.6
già 301.82),
quest'ultimo magari dovuto
al timore soggettivo del riemergere di rivissuti, e persino ad atteggiamenti
di
inibizione magari legati al disturbo
schizoide di personalità (F60.1
già 301.20)
che possono
in realtà coprire
persino impulsi
vendicativamente omicidi o suicidiari, e magari suicidiari in modo
allargato
ai familiari.
Da interviste: del
- Sottovalutato
il
ruolo della
famiglia
-
Sottovalutato il ruolo e lo stress degli
insegnanti
Ma non può
succedere così - in perfetta buona fede e con "ottime
intenzioni" - che comportamenti
più o meno devianti
secondo standard
collettivi di quel dato
ambiente vengano omologati ad
azioni criminali? E quando
sono "carnefici" gli stessi adulti - familiari e/o insegnanti?
Quanto addirittura vengono
sottovalutate
anzi -
peggio - equivocate e "mal-curate" le conseguenze dei gravi
sintomi ben evidenti ma
difficilmente precisabili in casi di maltrattamenti e/o abusi se non -
estremi
ma non certo fantascientifici - di
vittime umane,
cavie involontarie di esperimenti o
utilizzate in Riti
Satanici e/o in addestramenti
segreti?
E quali potranno
essere in
seguito,
nella vita adulta, le conseguenze di una "infanzia comunque
mal-riuscita"? Quali possono essere sia nell'infanzia e adolescenza ma
anche nell'età adulta le cause di una situazione da cui deriva
un
"comportamento" che ne è soltanto una CONSEGUENZA?
Quante cause passano sotto silenzio misconosciute e sarebbero invece ovviabili
se
prese in considerazione in tempo? E d'altra parte: quante unilaterali
paranoie
possono inserirsi in questi reali e multifattoriali misconoscimenti? In
mancanza di prospettive
dialettiche e di apporto di documentazioni
scientifiche di fatti accertati, in un clima di contrapposizione e
antitesi dogmatiche quanto viene reso
più difficile proporre adeguamenti
e migliori informazioni atte a correggere
ed ampliare diagnosi differenziali?
(Ad
esempio in
una
prospettiva totalizzante del "tutto
bianco o tutto nero", in un
clima di scontro e di contrapposizione molti Enti e rappresentanti di
organizzazioni Internazionali si propongono
come difensori di chi
viene abusato
per il lavaggio
del cervello e/o con
l'inserimento criminale di microchips.
Ma, se si parte da posizioni
dogmatiche
totalizzanti e riduttive che
demonizzano l'intero sistema del DSM-IV: come può divenire
possibile MODIFICARE
la classificazione - quanto meno molto
difettosa - delle allucinazioni
uditive che si trova a
pag. 308 e tabella a pagina 318 dell'edizione italiana del DSM-IV R?)
Una
volta - quando? -
"erano" bambini normali: "vivaci e birichini".
Malattia o
comportamento non
accettato? Terapia? o modificazione indiretta di un "modo di essere"?
Quando un
bambino/ragazzino "presenta comportamenti anomali" non sarebbe in primo
luogo indispensabile sapere / capire se gli è successo o persino
se gli STA SUCCEDENDO qualcosa magari di terribile (tanto più
che di
solito NON sono i "bulli" ad essere etichettati ADHD ma le loro
vittime, a loro volta spesso divenute omertose per paura e vergogna!). Cause -
verosimili se
non vere e misconosciute
- oppure fastidiose e confondenti paranoie?
Quali le cause e
quali le conseguenze? quali le sequele di una (pseudo-)malattia
infantile e quali di una (pseudo-)terapia
attuata nell'infanzia?
Perché poi
contano tanto i "comportamenti", le irregolarità - o
sregolatezze - dei bambini/ragazzi e non quelle degli adulti?
E
che cosa sono le "regole di comportamento": malattie o convenzioni -
anche ufficialmente legalizzate - del con-vivere civile?
Si
parla
infatti anche di una sindrome ADHD
comportamentale (?) analoga riguardante l'adulto: ma - come
dimostrano
ad oltranza sui Motori di Ricerca i dati
che, dalla
parola stessa adulto,
arrivano a siti pornografici
- per lo più invece è lo sviluppo psico-sessuale ad
incanalare la
sindrome infantile da semplice irrequietezza motoria e relazionale
verso ossessivi e strampalati
comportamenti sessuali.
Denuncia
e difesa: MINORI
Questo
sito, nel
suo contesto totale e in riferimento alle specifiche competenze ed
esperienze
dell'Associazione di cui è portavoce, si occupa soprattutto di
misconosciuti
danni - se non crimini - a carico di
"normali" cittadini,
quando non di indifesi MINORI.
Ben
note e
ampiamente descritte sono
le conseguenze
psicologiche (e non solo!) anche a lungo termine dell'aver attraversato
situazioni traumatiche:
ma
ben più gravi e disturbanti esse diventano, sia per il soggetto
stesso, sia anche come mancate possibilità per tutti di denuncia
e di difesa, qualora non vengano prese in
considerazione,
vengano
anzi VOLUTAMENTE censurate e persino la loro
denuncia
"punita", denigrata e trattata come colpevole "calunnia". E questo
"revisionismo"
che potenzia la gravità dei traumi può esercitare la sua
nefasta azione sia in situazioni generali - politiche - , sia a scapito
di singoli individui (negli Stati Uniti addirittura sostenuto
dalla
formazione di un Ente, il False
Memory Foundation). E questo "revisionismo",
paladino
dell'oblio
e del disinteresse quasi siano valori assoluti da difendere, di
conseguenza
non può che propugnare strenuamente (e operativamente) la
"diagnosi"
dei flash-backs come "deliri" e minacciosamente accusare
le vittime e i loro difensori, tacciandoli se non incriminandoli come
calunniatori
(vedi il caso di Lauren
Stratford , vedi altri casi
emblematici come la
distruzione
morale, se non anche fisica, di Bruno
Bettelheim e vedi la situazione
Belga con il suo piuttosto sfortunato svolgimento).
(Quando invece sono dati della Scienza
ufficiale
che la co-morbilità
tra disturbo borderline di personalità e DESNOS
deriva naturalmente da gravi traumi infantili che esitano in
una
specifica
(e critica) strutturazione della personalità:
per
cui è quantomeno "ovvio" trovare "anche" sintomi psicotici di
derealizzazione
in chi ha subìto gravissimi traumi. E questo non va a vantaggio
dei curanti e dei pazienti stessi: al contrario è quindi facile
far passare queste vittime per inattendibili "pazzi" e considerare le
loro
sofferenze non come segnali
di testimonianze preziose, ma come "fastidi" comportamentali
di disturbo anche per i circostanti. Le loro manifestazioni di
sofferenza
e/o di ricordi rivissuti, invece di venir accolti come accuse di
delitti
o avvisi di pericolo, sono presi in considerazione "terpeutica"
soltanto
come molestie da cancellare
con sostanze
o
metodi droganti o peggio annichilenti
se la "chimica" fasulla non basta. (Vedi sopra: il DESNOS
è caratterizzato da una forma grave e persistente di disturbi
tipici
dei PTSD, ed è particolarmente refrattario alle terapie e
l'argomento stesso di questo file/capitolo sindrome
da deficit di attenzione e iperattività).
Ma va segnalato pure per la sue
enorme estensione
l'esistere e l'imperversare di un altro modo più subdolamente
censorio
e/o "revisionistico":
quello di
equiparare
l'una all'altra qualsiasi forma di DISAGIO -
anzi
di "disturbo" - e quindi di unificare nella definizione di "malattie da
curare"
sia gravissime manifestazioni - magari potenzialmente mortali per
cedimento
dei normali meccanismi di equilibrio biologico o per disperazione
suicidiaria
- sia forme anche lievissime di NORMALI
risposte
psico-somatiche alle normali vicissitudini dell'esistenza:
tutte ed
allo stesso modo comunque da "trattare" con mezzi... economicamente
produttivi.
Ed è così che si cerca
di "trattare"
- non certo di "curare"! - nello stesso modo lo "shopping compulsivo" o
banali momenti d'ansia e il DESNOS;
la
"timidezza" in molte situazioni ed età anzi segno di normalità
e i rivissuti a rischio vendicativamente omicida, o
suicidiario magari in modo allargato ai familiari;
comportamenti
più o meno "devianti" secondo standard collettivi di quel dato
ambiente
(vedi dittature e Sètte
più o meno segrete,
vedi indirizzi
coercitivi di appartenenza ecc. ), e sintomi
anche gravi ma ben
difficilmente
precisabili
nel caso di maltrattameneti e abusi se non di vittime umane, cavie
involontarie di esperimenti medici, di
inserimento di microchips
e/o persino di prove di armi-non-letali.
Medicina
somatica e comportamento
Anche molti farmaci della
medicina
"somatica" hanno
effetti secondari significativi, non curativi ma cronicizzanti
e influenzanti direttamente proprio le capacità
discrezionali - "la formazione della
volontà e
azione"
dei pazienti - e di aderenza esperenziale alla realtà del
momento
e della memoria a lungo termine. Molti sono i farmaci imposti in
modo "terroristico" per "proteggere"
l'apparato circolatorioteorizzazione
sperimentale i beta-bloccanti hanno la proprietà di
"cancellare"
memorie a lungo termine e di inibire l'esperienza dei
flash-backs.
Ed in vista esplicita di influenzare e detenere un potere esterno sul
comportamento
individuale esistono sistemi non solo farmacologici più o meno
attuati
ed attuabili ufficialmente - l'elettroshock,
la segregazione, o peggio... - che in modo meno subdolo hanno
l'effettivo
scopo di annullare volontà, memoria, chiarezza di idee.
Ma se è dilagante l'uso - spesso
pericoloso sia come viva esperienza da parte di
pazienti,
sia perché SEMPRE
carico di pesanti effetti collaterali e non poi tanto collaterali - di sostanze che
comunque hanno effetto anche
proprio in
quanto
"sedanti", noché l'uso dei
cosidetti "antidepressivi" - che sarebbe destinato al "benessere" del
paziente
e non così direttamente al suo comportamento - esistono
indicazioni
di (pseudo-)farmaci
droganti che passano tranquillamente dalla
categoria di
severamente
proibite "droghe da strada" a salvifici
medicinali indispensabili per
modificare proprio
e
soltanto
il COMPORTAMENTO.
Il presente file, costituito da un collage di documenti diversi per
autore
e per lingua, differenti tra di loro anche per varie datazioni
e
stili,
si propone appunto di offrire una panoramica "storica" ed
emblematica
delle possibilità e volontà politiche concrete di
utilizzo
(o meglio di "abuso") di sostanze chimiche mirate - come "medicamenti"
- al puro scopo di influenzare NON
la salute dell'individuo ma il suo COMPORTAMENTO nella
collettività di appartenenza.
Si può cominciare con un articolo in italiano e continuare con i
più
recenti internazionali:
- A
scuola con le pillole
di Marco
D'Eramo da Il
Manifesto 3.9.2002 Iperattivi.
Più di quattro
milioni di bambini americani sarebbero affetti da Adhd "disordine di
attenzione
per iperattività" che si cura con stimolanti e antidepressivi, Prozac
e Ritalin.
Psicofarmaci
che possono dare assuefazione)
- Chimica o pedagogia
di Ermanno
Tarracchini e Valeria Bocchini e la bibliografia da loro
presentata:
- I
profili pedagogici A.
de
La Garanderie,
1991, La nuova
Italia Editrice
(Firenze)
- Le grands
projets de nos petits A.
de
La Garanderie, 2001, Bayard
Editions
(Paris)
- La pratica pedagogica
della
gestione mentale
Jean-Paul Chich, Michelle Jacquet, Nadette Meriaux, Michele Verneyre,
1996 Ed. del Cerro,
Tirrenia (Pisa)
- e il sito: Institut International de Gestion
Mentale
- E ormai solo sotto
la voce Stimulants
/ Stimolanti si può trovare l'Indiana
Prevention Resource Center dedicata alla
PREVENZIONE anche
del "misuse",
cioè
dell'uso improprio, di sostanze psicotrope.
- Medscape
Medical News: Teen Drug Use
Often
Begins With the Family Medicine Cabinet Janis Kelly July 20,
2009 — Adolescents who
buy prescription drugs for
illicit use are more likely to have ongoing substance-abuse problems,
but most teen drug misuse involves drugs obtained for free from family
or friends. This is important because prescription-drug misuse by teens
is rising even though the use of other illicit drugs, alcohol, and
tobacco has decreased.
Prescription drugs are surpassed only by alcohol, tobacco, and
marijuana in misuse by adolescents. A study by Ty
Schepis, PhD, and Suchitra Krishnan-Sarin,
PhD,
published in the August 2009 issue of the Journal of the American Academy
of Child
and Adolescent Psychiatry, shows that much of this drug use
likely
begins at home.
The
researchers also report that how an adolescent obtains prescription
drugs predicts whether other substances, such as alcohol, are being
abused at the same time and signals a risk for more severe substance
and prescription-drug misuse problems.

Un appello:
Alla
cortese
attenzione delle Redazioni
stampa, radio, TV, siti web.
Alle Associazioni, ai
Parlamentari, ai Gruppi
Politici
Agli Insegnanti, ai Genitori, ai
Medici
Oggetto: APPELLO NAZIONALE CGD E
PSICHIATRIA
DEMOCRATICA CONTRO L’ABUSO DI PSICOFARMACI PER I BAMBINI.
Aderisci tramite : www.bloggers.it/nondroghiamoibambini
Oppure invia le adesioni
a: comitatodifesassn@libero.it
O tramite i siti: www.genitoridemocratici.it
- www.psichiatriademocratica.com
CGD via G. Cardano 135 - 00146
Roma tel. 06
- 5587336 fax 06 5585326
Puoi spedire i moduli firmati al
CGD: fax
06 5585326 // e-mail: cgdnaz@tiscalinet.it
dai siti Giù
le mani dai bambini (il grande portale
della campagna Giùlemanidaibambini
patrocinata dal Segretariato Sociale RAI) e Basta
psicofarmaci ai bambini a cura delle Segreterie
Nazionali
di CGD (Coordinamento
Genitori Democratici) e PD (Società
Italiana di Psichiatria Democratica).
Contiene
l’appello
nazionale per il
ritiro del farmaco RITALIN
nella cura della presunta “sindrome” ADHD
(deficit
di attenzione con iperattività) in bambini e adolescenti. Il
farmaco
è solo la punta di un iceberg di immense proporzioni: con quale
“cassetta degli attrezzi” si diagnosticano i disturbi di comportamento?
Vedi nel Diario
di bordo
del sito Giù
le mani dai bambini molte notizie interessanti ed
elenchi di -
anche inaspettati - sostenitori:
Aderisce
a pieno
titolo alla Campagna
anche l'AGE
(Associazione Italiana
Genitori),
l'autorevolissimo organismo rappresentativo dal 1968 degli interessi
dei
genitori (e quindi dei bambini!) nel nostro paese, con delegazioni in
ogni
regione e provincia italiana!
Prossimo passo: un
protocollo
esecutivo d'intesa
per coinvolgere massicciamente nel nostro messaggio i genitori della
penisola.
Grazie AGE!
Eccezionale!
Con l'adesione da
parte dell' EPA
(European Parent's Association), il Forum che
riunisce in 22
nazioni le più importanti associazioni di genitori d'Europa
con oltre 100 milioni di associati (!), la nostra
Campagna
alza
ancora il proprio livello di visibilità! Un grazie all'EPA ed al
volontario Gianfranco Malgeri, a dimostrazione del fatto che la
protezione
dei bambini dagli abusi sta a cuore ovunque!
Il
lanciatore del giavellotto
Emmanuele Macaluso
torna alle gare nazionali con uno "sponsor" d'eccezione: "Giù le
mani dai bambini" comparirà sulla sua tenuta di gara, e l'atleta
(che si stà seriamente preparando per le Olimpiadi di
Pechino
2008)
promuoverà il nostro messaggio in tutta Italia ed oltre. Forza
Emmanuele!!!ecc...ecc...
Vedi
anche in
Giù
le Mani dai Bambini: Ricerca
scientifica e Statistiche
(interne al sito
stesso)
- 73.043.500,
il
numero di bambini ed adolescenti (0-18 anni) negli Stati Uniti (fonte:
U.S. Census Bureau)
- 11.000.000, i minori che ogni anno utilizzano
psicofarmaci
(per tutte le patologie) nei soli Stati Uniti (fonte: NIMH, Nexus, Los
Angeles Times)
- 20.000.000, il numero di ricette compilate in USA
ogni anno
per la somministrazione dei soli psicofarmaci di tipo stimolante ai
bambini (fonte: British Medical Journal, Nexus)
- 10%, la percentuale della popolazione infantile
USA che
soffrirebbe dell'ADHD, Sindrome da Iperattività e Deficit di
Attenzione (fonte:International Narcotics Control Board, OMS)
- 27%
- 6%, la differente incidenza percentuale dei
disturbi del
comportamento in USA rispettivamente nei minori delle classi sociali a
basso reddito e nei minori delle classi sociali agiate
(fonte: NIMH, USA)
- 2 miliardi di dollari, il giro d'affari per la
vendita di
un'unica molecola (metilfenidato, nome commerciale Ritalin ®) nei
soli Stati Uniti (fonte: DEA USA)
- 3 il numero di mesi dopo i quali sono state
rilevate
alterazioni genetiche (triplicate le anormalità cromosomiche)
nei bambini sottoposti a terapia a base di farmaci stimolanti per
l'ADHD (fonte: Università del Texas)
- 12%, la percentuale di bambini che ricevevano già
psicofarmaci all'inizio delle scuole elementari nella vicina Francia
(fonte: Ministere de
la Santè , ricerca pubblicata su Canadian
Journal of Psichiatric vol. 43)
- 8.103.000, i minori in età pediatrica in Italia,
tra 0
e 14 anni (fonte: ISTAT)
- 9% (pari a 730.000 unità), la percentuale di
minori
italiani che soffrirebbero di disagi o turbe mentali secondo i
risultati del progetto di screening PRISMA 2004 (fonte: Ministero per la Salute
)
- 2% (pari a 170.000 unità), la percentuale di
minori
italiani che soffrirebbero della Sindrome da Iperattività e
Deficit di Attenzione secondo i risultati del progetto di screening
PRISMA 2004 (fonte:
Ministero per
la
Salute )
-
4%
(pari a 340.000 unità), la
percentuale di minori italiani che soffrirebbero della Sindrome da
Iperattività e Deficit di Attenzione secondo le associazioni
scientifiche di impostazione organicista (fonte: Società
Italiana di Neuropsichiatria Infantile, Kataweb)
- 11, le molecole antidepressive in
uso in età pediatrica la cui somministrazione è stata
recentemente interdetta in quanto
ispiravano idee
suicidarie
(induzione
al suicidio) nei bambini (fonte:
EMEA, Agenzia
Europea
per il
Farmaco)
- 30.000, i
bambini Italiani che ogni giorno assumono antidepressivi che inducono
potenzialmente al suicidio, la cui somministrazione è stata
interdetta dall'Agenzia Europea del Farmaco (fonte: Istituto Mario
Negri di Milano)
- 1 anno, il ritardo del Ministero della Salute
italiano nel
dare riscontro ai primi "warning" sulla somministrazione di molecole
antidepressive ai minori (fonte: Campagna GiùleManidaiBambini)
- 25%, il numero di giovani pazienti che hanno
dimostrato
dipendenza (difficoltà ad interrompere l'assunzione) di molecole
antidepressive (fonte: Ufficio studi Glaxo)
- 275, in
quotidiano aumento, il numero di specialisti che hanno già
sottoscritto l'appello alla prudenza lanciato a febbraio 2005 dalla
nostra Campagna (fonte: portale www.giulemanidaibambini.org, sezione
Consensus ADHD, lista sottoscrittori)
- 173, il numero di autorevoli ricerche
scientifiche
universitarie già tradotte in italiano a cura di
GiuleManidaiBambini, che mettono in allarme circa i rischi della
somministrazione di psicofarmaci ai minori e che sono ignorate dalle
autorità nazionali di controllo (fonte:
www.giulemanidaibambini.org)
- 20,
minimo uno per
ogni regione, il numero dei Centri
regionali per la somministrazione di psicofarmaci ai minori che
verranno attivati sul territorio italiano (fonte: Istituto Superiore di
Sanità, Ministero per la Salute )
- 12
il numero di Centri Regionali
per
la somministrazione di psicofarmaci ai minori attivati nella sola
Regione Veneto (fonte: delibera di Giunta Regione Veneto, pubblicata su
questo nostro portale, sezione Ricerca Scientifica, area Centri ADHD)
- 1, il registro nazionale dove verranno "schedati"
i bimbi in
terapia a base di psicofarmaci (fonte: Istituto Superiore di
sanità, Ministero per la Salute )
- 300
in quotidiano
aumento, il numero di specialisti che hanno già sottoscritto
l'appello alla prudenza lanciato a febbraio 2005 dalla nostra Campagna
(fonte: portale www.giulemanidaibambini.org, sezione Consensus ADHD,
lista sottoscrittori)
- 85
il numero di
specialisti che hanno sottoscritto un precedente appello (anno 2003) di
orientamento opposto al nostro, ovvero a favore della somministrazione
di psicofarmaci ai minori. (fonte: Istituto Superiore di Sanità,
AIFA)
- 18
i membri del nostro Comitato
Scientifico permanente, tutti autorevoli accademici e specialisti che
prestano gratuitamente la propria opera. (fonte: portale
www.giulemanidaibambini.org, sezione La Campagna, area Comitato
Scientifico
- 6.000.000, il numero di italiani di cui
la Campagna
GiuleManidaiBambini rappresenta la voce, e che
si
oppongono con fermezza a questa strategia governativa (fonte: Comitato
Promotore GiuleManidaiBambini)
- 155.000 il numero
delle
pubblicazioni informative marchiate GiuleManidaiBambini
distribuite
gratuitamente in tutta Italia (fonte:
portavoce GiuleManidaiBambini)
- 265
il numero dei
collaboratori che con il proprio impegno supportano attivamente ed
operativamente alla Campagna(fonte:
Portavoce
GiuleManidaiBambini)- 800%
la
percentuale di
incremento statistico negli accessi quotidiani al portale
www.giulemanidaibambini.org dal primo giorno ad oggi, il portale
è il più visitato in Italia su queste tematiche(fonte: eRing.IT,
web technical support)
- 32
il
numero delle
personalità che hanno accettato di "mettersi in gioco" come
"testimonial" di questa battaglia, dal compianto Ray Charles che
aderì poco prima di mancare, a Beppe Grillo, da Linus di Radio
DJ a Marco Berry delle Iene, e molti altri.
Notizie
però ottimistiche se non clamorose:
Depressioni:
diagnosi
in calo negli adulti
I
tassi
di diagnosi e trattamento della depressione nell'adulto sono
diminuiti significativamente a seguito della segnalazione del rischio
di suicidio fra bambini ed adolescenti con l'uso di SSRI.
Benché un
certo calo nella prescrizione degli antidepressivi non giungesse
inatteso dopo questo episodio, pochi hanno previsto che le diagnosi
sarebbero diminuite, o che le altre modalità di trattamento
sarebbero
rimaste relativamente invariate: si pensava anzi il contrario, per via
della diminuzione delle prescrizioni di farmaci antidepressivi. Sono
probabilmente molti i fattori implicati nel fenomeno, e meritano
ulteriori indagini. (Am J
Psychiatry 2007; 164: 1198-205)
|
15-11-2005
20:47
Lungo
lancio di agenzia dedicato
alle recenti notizie della nostra Campagna: ampio spazio dedicato al
nostro Sondaggio online
PROGETTO
PILOTA GIULEMANI/COMUNE DI TORINO: CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE!
Eccezionale
progetto
pilota del Comune di Torino in
collaborazione
con
GiuleManidaiBambini:
entito il parere positivo della Giunta
Comunale,
l’Assessorato per il Sistema Educativo ha “fatto propria” la nostra pubblicazione
Bambini e psicofarmaci: nuova emergenza
sanitaria,
ristampandone un
congruo numero a propria cura e spese per una massiccia distribuzione
negli asili e scuole materne!
Parte
così un importante progetto pilota in una città
all’avanguardia, con l’obiettivo di esportarlo poi in tutta Italia.
Venerdì ore 11:30 presso la Sala Carpanini del Municipio
di Torino,
nello storico stabile di Piazza Palazzo di Città, si
terrà la
conferenza stampa di presentazione del progetto. Sarà anche
l’occasione buona per porre domande sull’imminente
spettacolo di domenica 20 per la Giornata
Mondiale dell’Infanzia:
partecipate numerosi, giornalisti e non!
22-11-2005
17:08
Prosegue
il Progetto
Famiglia,
iniziativa 'pilota' con il Comune di Torino! Dopo
la conferenza stampa di presentazione della scorsa settimana, ecco la
prima sessione con i dirigenti scolastici e gli insegnanti della
città:
questo giovedì - 24/11 alle ore 15:30, presso la Biblioteca
Nazionale
di Piazza Carlo Alberto - si terrà un incontro di
informazione/formazione, con inoltre la proiezione di videoclip e la
possibilità di porre domande agli esperti sul tema
dell’iper-medicalizzazione dei bambini.
Successivamente,
il Comune distribuirà a propria cura e spese
nelle scuole materne materiale marchiato GiuleManidaiBambini…
un progetto
pilota che
esporteremo in tutti i capoluoghi di provincia.
|
Il mito degli
psicofarmaci
vacilla, e si riaccende in USA il dibattito sull’efficacia delle
molecole psicoattive per l’iperattività (Adhd): un recentissimo
studio federale ridimensiona fortemente l’efficacia sul medio-lungo
periodo di questi prodotti. L’accusa è di aver volutamente
sminuito le prove di scarsa efficacia degli psicofarmaci oltre i 24
mesi, e di averne ridimensionato gli effetti collaterali. Contestati i
risultati positivi dello studio del 1999 favorevole all’uso di questi
farmaci: “I nostri colleghi avevano ripetutamente cercato di
distogliere l’attenzione dalle evidenze delle risultanze negative, ed
hanno portato l’intero settore medico ad operare per anni sulla base di
convinzioni errate, facendo impennare le prescrizioni”, affermano i
ricercatori della State University di New York.
Se vuoi un
risultato
domani, il farmaco è la strada migliore, ma sul medio-lungo
periodo questi benefici immediati perdono di importanza.
Vai
anche al Video indicato dal
link
http://www.giulemanidaibambini.org/downloadvideo.php
Go also to the English pages
http://www.handsoffthechildren.org
|
Ansa 2005-07-19 14:44 |
SANITA':
96,7%
ITALIANI, NO PSICOFARMACI A BIMBI IPERATTIVI CRITICHE AI TEST
CHE
FACILMENTE CLASSIFICANO BAMBINI MALATI
Lungo lancio di agenzia dedicato
alle recenti notizie della nostra Campagna: ampio spazio dedicato al
nostro Sondaggio online
|
COMITATO
GIU' LE MANI DAI BAMBINI
10 - 02 - 2006
Warning in USA: Psicofarmaci per i bambini a rischio
decesso |
FEDERFARMA, ENTE
RAPPRESENTATIVO DI
OLTRE 16.000
FARMACIE IN ITALIA,
DIVENTA
CO-PROMOTORE DELLA NOSTRA CAMPAGNA
DI FARMACOVIGILANZA! Adesione
d’eccezione
a Giù
le Mani dai
Bambini®:
oltre sedicimila
farmacie
italiane diventano da oggi il potenziale e qualificatissimo veicolo del
nostro importante messaggio! Con una consapevole e calorosa
dichiarazione di adesione, il Presidente nazionale di Federfarma ha
fatto propria la nostra campagna di farmacovigilanza, nominando due
propri delegati nel nostro comitato etico, e garantendo il pieno
appoggio della loro struttura e della loro rete alle nostre iniziative
di sensibilizzazione!
Leggi il
comunicato stampa
in Press
Release, con
le dichiarazioni di Federfarma
e
del nostro Portavoce Nazionale…

Per
chi volesse scaricare un
breve
filmato con l'intervento del Portavoce Luca Poma
|
BAMBINI
Non si deve comunque però
credere che non
esistano malesseri
interiori, se
non
vere e proprie MALATTIE
psico-emotive che
possono
venir riconosciuti da osservatori esterni TRAMITE
(ripeto: "tramite") particolari "comportamenti". E così pure non
è ammissibile credere che l'infanzia, TUTTE
le infanzie, si svolgano in una specie di edonistico limbo di spensieratezza
ignara. Come esistono "comportamenti anomali"
dovuti a
situazioni
banalissime - stanchezza, sonnolenza, attese eccitate, incubazione di
malattie
fisiche ed anche capricciosità
prepotente, se non effetti incongrui di banali
addittivi
alimentari
come i glutammati, anche un bambino - ed anzi
con maggior
gravità
di un adulto - può esser fortemente turbato da dispiaceri,
preoccupazioni
se non sconvolto da traumi. Ma inquietudine,
instabilità,
agitazione, deficit di attenzione, volubilità
e fatuità ecc. NON sono una
malattia:
sono indici che ne segnano le CONSEGUENZE. Vedi
Disturbi da Deficit di Attenzione e da Comportamento
Dirompente da
pag. 96 in poi del
DSM-IV
R. Ma come mai questi
bambini migliorano la
propria attenzione se gli si "presta" piu' attenzione?)
Nei paragrafi successivi -
composti
da precise citazioni
altrui - poco viene aggiunto oltre a queste righe introduttive, e se in
qualche caso sono state omesse frasi di testo perché reputate
ridondanti,
la loro cancellazione viene segnalata da una serie di punti (....). Le
mails che danno inizio a questa serie di citazioni derivano da una
"discussione"
che si era avviata in una mailing-list specialistica; e qui sono citate
nella forma originaria con le virgolette denotanti testo e
risposta,
omettendo per lo più i nomi ed ogni riferimento sia di chi
spedisce
che del destinatario, tranne un link concordante con l'intento di
questo
sito. Lo scopo di inserire, appesantendo di molto il testo, una
così
lunga e prolissa esposizione di mails semi-private intercorsa
indipendentemente
da fattori di tempesitvità tra i partecipanti - scelti
professionisti
del settore - in una lista specialistica è appunto quello di
inserire
a loro volta i lettori di questa pagina nell tutto sommato fatua
atmosfera
di cicaleccio in cui si sarebbe dovuto
invece discutere
su
argomenti di basilare importanza: per coglierne come fossero
spettarori
di un filmato "candid camera" le ingenuità, le stizzose
polemiche,
le banalità e le incomprensioni.
E quali potranno
essere in
seguito,
nella vita adulta, le conseguenze di una "infanzia comunque
mal-riuscita"? Quali possono essere sia nell'infanzia e adolescenza ma
anche nell'età adulta le cause di una situazione - da cui un
"comportamento" - che ne è soltanto una CONSEGUENZA?
Quante cause passano sotto silenzio
misconosciute e invece ovviabili
se
prese in considerazione? e d'altra
parte: quante unilaterali
paranoie possono inserirsi
in questi reali e multifattoriali misconoscimenti?
|
Belgio,
bambino violentato a scuola
Televideo
18 maggio
2006 21.50
Belgio,
bambino
violentato a scuola Un
bambino di otto anni ha subìto violenza
sessuale da due
compagni
di 9 e 11
anni durante l'ora di ricreazione.
E'
accaduto
in una
scuola elementare belga
a
Louvain-La-Neuve, a venti chilometri
da Bruxelles.
Il bambino
si
sarebbe confidato alla madre che si è rivolta alla polizia per
sporgere denuncia. I due aggressori saranno ascoltati da un giudice
minorile ma non potranno, data l'età, essere perseguiti per il
reato di violenza sessuale. Le sole misure applicabili saranno di tipo
educativo e correttivo. |
Uno
scottante "caso
pubblico":
informazione e dibattiti a far seguito ad una trasmissione
televisiva su La7:
19 maggio 2006:
| COMITATO
GIÙ LE MANI DAI BAMBINI |
Visto che qui
- in una data in cui questo principio attivo riultava ancora nella
Tabella 1 degli Stupefacenti maggiori - si trattavano situazioni "di
disordine" stigmatizzando "comportamenti abnormi", il punto chiave su
cui si
dovrebbe
insistere molto ma molto di più dovrebbe essere quello della
"società civile" e
della "legalità" vigenti. Siamo in Italia dove sono in vigore Codici Civile
e Penale
anche di
recente aggiornati, dove il Ministero
della Salute
e degli Interni
dettano regole - più o meno condivisibili e apprezzabili - ma
pur sempre
"regole". Non siamo negli
Stati Uniti o in altre Nazioni in cui vigono leggi
peculiari e pertinenti a ciascuno: se da noi il Metilfenidato
si
trova nella
Tabella
I degli
Stupefacenti maggiori,
le ultime leggi non ancora abrogate prescrivono pene severissime
anche solo per i possessori di
stupefacenti "minori" (cannabis ecc.) in dosi più elevate dell'uso personale.
di
stupefacenti "minori" (cannabis ecc.). E che cosa sono le "leggi
vigenti" e non solo le "regole di
comportamento": malattie o convenzioni - anche ufficialmente
legalizzate - del con-vivere civile? Fino a prova contraria - che per
ora
NON c'è - dal
1989 la Legge Italiana pone il Metilfenidato
nella Tabella
I
degli
stupefacenti maggiori (!): va in galera quindi
chi ne
detiene più di
cinque compresse perché verrebbe equiparato ad uno spacciatore?
A
La7 non hanno
tenuto conto della
delicatezza del tema: di 220.000 specialisti
italiani che si sono pronunciati contro questa "moda" delle prescrizioni facili sui
bambini... Ë
stato di fatto un vero e proprio spot
per la promozione di una molecola di psicofarmaco - il metilfenidato -
al centro di roventi polemiche nella comunità scientifica e
nell'opinione pubblica e classificato in Italia dal Ministero per la Salute
nella
tabella "stupefacenti" al pari dell'eroina. (da una mail
di Luca
Poma portavoce di GiuLeManiDaiBambini)

Da una mail in
italiano
dalla Germania e da un articolo in inglese entrambi
dall'autorevolissima rivista Nature:
Ti mando
questo Link di un articolo su Nature, che forse
conosci giâ.
L'articolo ha trovato molto eco nelle pagine "scienza" della stampa
tedesca e in rete. Con commentari di ricercatori "locali" pro
e
contro. Alcuni
commenti erano
interessanti, mettevano ad es
in
luce come la ricerca
di farmaci conto l’Alzheimer in realtà
é guidata
dallo scopo di sviluppare poi farmaci “lifestyle”,
che
si
vendono a
milioni, come questi “booster” delle facoltà intellettive, di
memoria
etc. I titoli dei
commenti di solito erano tipo: “Ritalin per tutti?”
Society must respond to the
growing
demand for cognitive enhancement. That response must start by rejecting
the idea that 'enhancement'
is
a dirty word, argue Henry
Greely and
colleagues.
Today, on
university campuses around the world, students are striking deals to
buy and sell prescription drugs such as Adderall and Ritalin — not to
get high, but to get higher grades, to provide an edge over their
fellow students or to increase in some measurable way their capacity
for learning. These transactions are crimes in the United States,
punishable by prison.
Many people see
such penalties as appropriate, and consider the use of such drugs to be
cheating, unnatural or dangerous.
Henry
Greely is at Stanford Law
School, Crown Quadrangle, 559 Nathan Abbott Way, Stanford, California
94305-8610, USA.
Email: hgreely@stanford.edu
Barbara
Sahakian is at the Department of Psychiatry, University of
Cambridge,
and MRC/Wellcome Trust Behavioural and Clinical Neuroscience Institute,
Cambridge, UK.
Email: jenny.hall@cpft.nhs.uk
- John
Harris is at the Institute for Science, Ethics and
Innovation,
and
Wellcome Strategic Programme in The Human Body, its Scope, Limits and
Future, University of Manchester, Oxford Road, Manchester M13 9PL, UK.
Email: john.harris@manchester.ac.uk
Ronald
C. Kessler is at Harvard Medical School, Department of
Health
Care
Policy, 180 Longwood Avenue, Boston, Massachusetts 02115-5899, USA.
Email: kessler@hcp.med.harvard.edu
Michael
Gazzaniga is at the Sage Center for the Study of Mind,
University of
California, Santa Barbara, California 93106-9660, USA.
Email: m.gazzaniga@psych.ucsb.edu
Philip Campbell
is at
Nature, 4 Crinan St, London N1 9XW, UK.
Email: nature@nature.comMartha
J. Farah is at the Center for Cognitive Neuroscience,
University
of
Pennsylvania, 3720 Walnut Street, Room B51, Philadelphia, Pennsylvania
19104-6241, USA.
Email: mfarah@psych.upenn.edu
Abstract:
Society
must respond to the growing demand for cognitive enhancement. That
response must start by rejecting the idea that 'enhancement' is a dirty
word, argue Henry Greely and colleagues.Today,
on university campuses around the world, students are striking deals to
buy and sell prescription drugs such as Adderall and Ritalin — not to
get high, but to get higher grades, to provide an edge over their
fellow students or to increase in some measurable way their capacity
for learning. These transactions are crimes in the United States,
punishable by prison.

A voler essere precisi
e LEGALI: è verissimo che esiste il problema
delle "prescrizioni facili" al posto di qualcosa di ben più
approfondito, di prescrizioni "facili" per combattere o meglio per NASCONDERE
sintomi;
ma in questo caso mi pare si dovrebbe mettere molto più in
evidenza che NON
di un "farmaco" si tratta ma di uno "stupefacente" della Tabella I
(stupefacenti maggiori): di quegli stupefacenti così severamente
"punibili" dalle
ultime leggi (anche se a loro volta da cambiare). Stupefacente di
banale auto-prescrizione voluttuaria come evidenziato nella
trasmissione dalle interviste con i genitori del ragazzo (ben
dimostrata anche dalle loro espressioni "godute" giusto da "tossici").
La verità
logica da desumere è che a questo punto una simile trasmissione
non fa solo "apologia di
reato" ma si propone come "spacciatore" in atto. E allora? Molti sono i
cosiddetti "benpensanti"
che seguono o peggio cercano di
contrastare: non sarebbe giusto proporsi senza mistificazioni e
ipocrisie con un secco appello almeno alla
"legalità"?
Genitori che si
vantano di assumere "droghe maggiori" senza necessità
terapeutica - che si vantano cioè di essere
tossico-consumatori? Altro che "moda", altro che "terapia": apologia
di reato
e reato in atto davanti a
migliaia di telespettatori! |
Cicaleccio
in
una
mailing-list specialistica
Ovviamente di
tempo in tempo
ricompare
in rete
o in sedi pedagogiche e/o politiche una serie di discussioni fra
specialisti
o fra altri interessati: quella sottocitata viene presentata tale e
quale
soltanto come uno dei tipici esempi.

Date: Thu,
17 May 2001 23:26:11 +0200
Reply-To:
Psychomedia Salute Mentale e Comunicazione
<PM-SMC@LISTSERVER.SICAP.IT>
Sender:
Psychomedia Salute Mentale e Comunicazione
<PM-SMC@LISTSERVER.SICAP.IT>
From:
xxxx
Subject:
Fwd: I: "disturbo di
deficit di attenzione e
di
comportamento
dirompente" dei bambini e ragazziniX-cc:
psic-ita@psichiatria.unige.it
trasmetto
alle
liste
questa mail
inviatami dal responsabile di Terre des Hommes Italia, sperando che dia
luogo ad un dibattito in materia.
>From:
xxxx
>To:
xxxx
>Subject:
I:
"disturbo
di deficit
di attenzione e di comportamento
>dirompente"
dei
bambini e ragazzini
>Date:
Thu, 17
May
2001 18:35:32
+0200
>Caro
G.
>mi
ha fatto
piacere
sentirti anche
se un po' raffreddato!
>Ti
allego
l'e-mail
che mi ha mandato
la xxxx per l'argomento trattato.
>Credo
sia
interessante approfondire
la questione e di conseguenza pensare ad
>un'iniziativa
(comincato stampa,
petizione o altro) se effettivamente questo
>farmaco
ha le
caratteristiche
ed effetti descritti.
>A
presto, J.
>From:
xxxx
>To:
xxxx
>Sent:
Thursday,
May
17, 2001 6:44
AM
>Subject:
"disturbo di
deficit
di attenzione e di comportamento dirompente"
>dei
bambini e
ragazzini
>>
Caro J.
>>
vorrei
segnalare
un problema
che ha risvolti anche indiretti molto gravi
>>
e
proporre
dibattiti concreti
- e se possibile anche accesi - su di un
>>
argomento
ora di
nuovo di moda
non solo in America: il farmaco
>>
metilfenidato
(di cui indico
anche il nome commerciale Ritalin, in
>>
quanto da
tempo
in Italia non
più in vendita) prescritto e
>>
stra-prescritto
in America verrà
ora proposto di nuovo anche in Italia
>>
contro il
"disturbo di deficit
di attenzione e di comportamento
>>
dirompente"
dei
bambini e ragazzini.
>>
(Accludo
qualche
citazione americana...
>>
"Better
Children
through Chemistry
Article, presented by Meta News, on
>>
the use of drugs, particularly Ritalin, to combat ADD.
>>
Consumers Review Ritalin Consumers who use Ritalin report the
>>
benefits and side effects they experienced.
>>
Fight
over
Ritalin is
heading to court Fight over Ritalin is heading to
>>
court Company accused
of conspiring to create diagnosis By Toni
>>
Locy, USA TODAY
The emotional debate over whether kids are placed
>>
unnecessarily on
Ritalin,the
medication used to treat
>>
hyperactivity,
is...
>>
>>
Kurt
Cobain
1967-1994: Ritalin
Harms 'Teen Spirit' Argument that
>>
Cobain's
suicide was caused
by being a "Ritalin child." ecc.ecc.)
>>
A
questa
conclusione vorrei
arrivare: non chissà che "Scienza" con la
>>
maiuscola,
ma
anche il ... semplice
"buon senso" (con la minuscola)
>>
indicano
che
CHIUNQUE,
non solo ma *tanto più i bambini*, diviene
>> inquieto,
instabile, distratto, incapace di applicazione
magari troppo
>>
"cordiale" e
vaniloquente quando
si trova in situazioni di grave stress
>>
o di
grave
preoccupazione....
>>
"Non-Medical
Use
of Ritalin
{IPRC Factline} Producing cocaine-like
>>
stimulant
effects, snorted or
injected Ritalin is just the latest trend
>>
in a
resurgence
in abuse of
stimulant drugs that recalls the "Speed Freak"
>>
era of
the
late
1960's"
>>
Il
Ritalin -
farmaco ufficiale
per adulti - è stato usato come
>>
anoressizzante-stimolante, come
la simpamina proprio perché è in fondo anche
>>
chimicamente
un
analogo della
simpamina (droga da strada!!!), e come
>>
questa
categoria
di sostanze
è' altrettanto ben "logico" che,
>> coprendo
con un falsa euforia i - VERI - DISPIACERI, restituisca (in
>>
apparenza!)
al soggetto preoccupato o disperato un comportamento di
>>
buona
"socializzazione".
>>
Ma qui
si parla di bambini: come non preoccuparci davvero - noi adulti -
>>
di
un bambino "agitato"? (cioé, in altri termini, di un minore che
>>
esprime
segnali di allarme riguardanti probabilmente situazioni
>>
ambientali
contro le quali dovrebbe piuttosto venir protetto).
>>
Non
sarebbe
cioé esattamente
un preciso DOVERE di noi adulti cogliere
>>
questa
"iperattività"
come "segnale" e provvedervi?
>>
(Per
inciso
avevo letto che
Kurt Cobain, citato sopra, era stato
>>
violentato
da
piccolo:
sarà poi stato anche iperattivo e trattato
>>
farmacologicamente...) ....
>>
Domanda
qui
molto cattiva:
sia gli stimolanti, sia - e questo non va
>>
dimenticato!
-
anche l'elettroshock
(di nuovo nel "prezziario" del
>>
Sistema
Sanitario Nazionale)
non saranno invece proprio funzionali a
>>
"far
dimenticare" un accaduto terribile?
Date:
Fri, 18 May 2001 22:46:12 +0200
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Sender:
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From:
xxxx
Subject:
Re: "disturbo di
deficit di attenzione e di comportamento dirompente"
dei
bambini e ragazzini
Content-Type:
text/plain;
charset=iso-8859-1
Non
ho molta
esperienza
con questo
problema, quindi non so esprimermi sulle sue cause psicologiche o
biologiche
o entrambe. In maniera molto, molto, empirica, quando sono stato
consultato
per questo disturbo, ho consigliato di far assumere al piccolo un po'
di
caffe' al mattino; cio' con l'obiettivo, appunto, di stimolare
l'attenzione.
Nei pochi casi di cui ho avuto notizie successive, sembra che il caffe'
abbia migliorato un po' il comportamento (effetto placebo?).
Non
so se altri
colleghi
hanno
avuto la mia stessa esperienza; mi piacerebbe sapere qualcosa su questo
consiglio che ho dato.
Date:
Sun, 20 May 2001 22:15:07 +0200
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Sender:
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From:
xxxx
Subject:
Re: Fwd: I: "disturbo di deficit di attenzione e di
comportamento dirompente" dei bambini e ragazzini
Content-Type:
text/plain;
charset="iso-8859-1"
-----
Original
Message
-----
From:
xxxx
To:
<PM-SMC@LISTSERVER.SICAP.IT>
Sent:
Thursday,
May
17,
2001 11:26
PM
Subject:
[PM-SMC]
Fwd: I:
"disturbo
di deficit di attenzione e di
comportamento
dirompente"
dei bambini
e ragazzini
"omissis"
.........................................
Mi
pare che il
contenuto
della
lettera ricalchi una serie di luoghi comuni che hanno
impedito
per
anni, almeno in Italia, un corretto inquadramento e una adeguata
terapia
del Disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività (ADHD).
Si
tratta di un disturbo riguardo al quale esistono centinaia di
pubblicazioni
scientifiche e che è riconosciuto dai principali sistemi
classificatori
internazionali compreso l'ICD 10 dell'OMS. Il pregiudizio e l'ignoranza
hanno impedito, solo in Italia, di trattare adeguatamente le forme
gravi
(!) di questo disturbo con l'uso degli psicostimolanti (solo
forme
lievi rispondono positivamente ad interventi psicologici e ambientali),
recando un danno irreversibile ai bambini (trattati
inopportunamente
con tranquillanti maggiori, con antidepressivi o, forse ancor peggio,
con
estenuanti quanto inutili psicoterapie) e alle loro famiglie.
Ho
conosciuto genitori disperati che hanno dovuto ricorrere all'estero per
procurarsi il metilfenidato e dare così
un'opportunità
terapeutica ai loro figli e salvarli da un destino segnato
dall'emarginazione
e dallo stigma. Altro problema grave
infatti riguarda
gli adulti , ex-bambini con ADHD grave non trattato, persone che a
motivo
del deficit dell'apprendimento, dell'impulsività,
dell'instabilità,
sviluppano gravi difficoltà relazionali
(pseudotossicodipendenti,
"balordi", "devianti" ) , spesso finiscono per
popolare le
patrie galere e che genericamente vengono connotati con l'etichetta di
"psicopatici". Per concludere: l'azione terapeutica degli
psicostimolanti
(la cui efficacia è comprovata da oltre 150 trial
controllati)
non si esplica attraverso un effetto euforizzante (e questo è
intuibile
visto che "paradossalmente" calmano bambini "agitati") e il
disturbo
ha una genesi biologica e non reattiva o situazionale. Questo
naturalmente
non impedisce che interventi "psico" (terapeutici,
-pedagogici,
-educazionali, -ambientali, -sociali,ecc.) abbiano un ruolo
irrinunciabile
nel trattamento globale del disturbo.
Date:
Tue, 22 May 2001 08:02:26 +0100
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From:
xxxx
Subject:
Re: Fwd: I: "disturbo di deficit di attenzione e di comportamento
dirompente" dei bambini e ragazzini
X-cc:
xxxx
In-Reply-To:
<003e01c0e169$91265cc0$e3a00e97@i4e5y1>
Content-Type:
text/plain;
charset="iso-8859-1"
; format="flowed"
(da
una
corrispondenza
con Telefono
Azzurro e con Terre des Hommes):
"Torno
invece al
più importante
argomento citato: NON è dell'aspetto farmacologico che mi
preoccupo
in quanto tale: è che l'"iperattività" (aprirei dieci
virgolette
non solo le ".."...) si manifesta (sempre? spesso? talvolta?...) dopo e
durante traumi che possono aver raggiunto situazioni di rilevanza
PENALE; il
fatto di "agire" sul
bambino
per ovviare alle conseguenze di fastidio ambientale da lui messo in
atto,
mi sembra quanto meno una... tecnica *omertosa*.
Aggiungo:
esiste
un
"soccorso"
per i vecchietti scippati e i loro successivi comportamenti a-sociali
(ma
... per fortuna ;->>> , nel caso dei
vecchietti
di chiusura non di "iperattività" ;
->>)
e per i bambini invece ...
>Mi
pare che il
contenuto della
lettera ricalchi una serie di luoghi comuni
>che
hanno
impedito per anni,
almeno in Italia, un corretto inquadramento
>e
una adeguata
terapia del Disturbo
da deficit dell'attenzione e
>iperattività
(ADHD).
omissis...
Date:
Fri, 18 May 2001 10:03:46 +0200
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Subject:
Re: R: [PM-SMC] Fwd:
I: "disturbo di
deficit
di attenzione e
di comportamento dirompente" dei bambini e ragazzini
In-Reply-To:
<000901c0df5f$df52b300$33fd1a97@it>
In
una struttura
per
minori, in
cui ho lavorato, ho avuto modo di osservare diversi adolescenti con
disturbo
borderline e due bambini, di 11 anni, affetti dal cosiddetto disturbo
di
deficit di attenzione.
Uno
dei bambini,
inserito
piu'
a lungo, mi ha permesso una piu' ampia osservazione. Il comportamento
pare
effettivamente gravissimo e disturbato molto aldila' del deficit di
attenzione:
il bambino era in preda ad una irrequietezza senza tregua, spesso
aggressivo
sul piano verbale e fisico, spesso con comportamenti erotizzati
generalizzati
ed incongrui sia nella modalita' sia nell'oggetto (altri compagni,
animali,
adulti).
Questa
l'osservazione. Il
punto che vorrei porre e' pero' un altro. Nell'anamnesi di
tutti
questi adolescenti (quelli con cd disturbo borderline) era presente un
pregresso disturbo di deficit di attenzione, piu' o meno grave (tanto
da
venire piu' o meno segnalato a specialisti o osservato dai
genitori).
In altri termini, tutti gli adolescenti che presentevano un disturbo
del
comportamento con le caratteristiche che rientrano nel borderline
(impulsivita',
tendenza agli agiti, intolleranza alla frustrazione, difficolta' nelle
realzioni, ecc...) erano stati bambini iperattivi.
Alcune
caratteristiche
del nucleo
familiare sembravano anche riproporsi, quali l'assenza di
padre
(deceduto,
in galera, o debole come figura), la presenza monoparentale di una
figura
materna presente ma ambivalente, e cosi' via. Mi
sono
pertanto
chiesta se il disturbo di deficit di attenzione sia realmente una
sindrome
a se', o se altro non sia che l'espressione
nell'eta'
infantile di una sofferenza psichica che piu'
tardi si
organizzera'
in un disturbo del comportamento, in bambini che siano precocemente
esposti
ad una scarsa tenuta dei loro impulsi e della loro rabbia.
Resta
valida la
descrizione della
costellazione comportamentale, ma sulla sua specificita'
forse
bisognerebbe
interrogarsi (e senz'altro qualcuno l'avra' gia' fatto), e inserire il
tutto in uno spettro, in una continuita' che forse
ci aiuta a restituire piu' senso ad un comportamento tanto dirompente
e,
alla lunga, emarginante per il bambino.
Date:
Fri, 18 May 2001 07:59:47 +0200
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Date:
Fri, 18 May 2001 07:59:47 +0200
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Subject:
R: [PM-SMC] Fwd: I:
"disturbo di deficit
di attenzione e di
comportamento dirompente" dei bambini e ragazzin
Far dimenticare
l'ACCADUTO TERRIBILE non serve se prima non lo si è
coscentizzato,
elaborato e riparato.Dimenticare ,senza risolvere permette la
persistenza
del fantasma autodistruttivo,che può riattivarsi e
ri-attualizzarsi
in qualsiasi momento, essendo un a bomba emozionale permanentemente
innescata.
Ciao G., ciao J.,
xxxx
(
l 'attenzione e
la
prevenzione
nei confronti dei bambini sono ancora superficiali, da tanti anni di
osservazione
mi rendo conto che i bambini, come tutti gli esseri deboli e indifesi
non
sono amati, richiedono troppe assunzioni di responsabilità
e tempi di attenzione e cura)
Date:
Wed, 23 May 2001 16:35:15 +0200
Reply-To:
xxxx
Sender:
Psychomedia Salute Mentale e Comunicazione
<PM-SMC@LISTSERVER.SICAP.IT>
From:
xxxx
Subject:
finalmente
si parla di bambini
Salve
a tutti!!
Sono
in lista da
qualche
mese ma
sono stata molto contenta di leggere finalmente che ci sono anche
colleghi
che lavorano con i bambini. Mi chiamo S. e lavoro come psicologo presso
un ospedale pediatrico dellamia città (Palermo), oltre ad essere
una specializzanda della scuola Tavistock di Firenze in psicoanalisi
infantile.
Per quanto riguarda il DDAI, mi trovo d'accordo con quanto scritto da
alcuni
colleghi, in particolare . Credo che il problema sia antico,
ossia
da riferire all'assenza - precocemente esperita - di un contenitore
materno
che offra al bambino la possibilità di tollerare l'angoscia
della
propria aggressività e onnipotenza. Non sono molto convinta
della
genesi sempre traumatica (o relativa ad un abuso), ma nella mia
esperienza
non grandissima di consulenza con questi bambini, credo che sia
più
corretto parlare di un evento scatenante, che può anche essere
l'assenza
materna in un particolare momento o un suo episodio depressivo in
età
precoce del bambino. Inoltre non è sempre chiaro quanto il
problema,
di volta in volta, dipenda da una componente organica e
quanto da
fattori ambientali. In ogni caso ho osservato che può
essere
utile, ma non risolutivo, aiutare i genitori a riflettere
sulle
proprie
emozioni di fronte ad un bimbo incontrollabile, aggressivo e
provocatorio.
Infine, credo che rimedi artigianali (tipo il caffè la mattina,
come ho letto in lista inorridita) siano assolutamente inutili... Se
quel
bambino è stato meglio, non sarà stato certamente per il
caffè. Mi auguro di poter leggere ancora sull'argomento
"bimbi".
Date:
Wed, 23 May 2001 17:11:25 +0200
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Sender:
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From:
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Subject:
Re: finalmente si parla di bambini
X-To:
xxxx
In-Reply-To:
<20010523143515.FCOM1780.fep03-svc.tin.it@fep39-svc.tin.it>
At
16:35 +0200
23-05-2001, xxxx
wrote:
>Salve
a tutti!!
>Sono
in lista
da
qualche mese
ma sono stata molto contenta di leggere
>finalmente
che
ci
sono anche colleghi
che lavorano con i bambini.
certamente
ed
esiste
anche una
lista specialistica apposita PM-INFAD "Infanzia e adolescenza" in cui,
volendo, si potrebbe dibattere su questo tema, discutendo argomenti,
articoli
e materiale clinico a cominciare ad esempio dagli Atti del IV Convegno
Nazionale di Psicoterapia dell'Adolescenza "Figure della violenza in
adolescenza"
(Alghero, 6-7 ottobre 2000), le cui relazioni e comunicazioni sono
state
recentemente pubblicate su PM all'interno del sito web della rivista
telematica
AeP "adolescenza e psicoanalisi", diretta da Arnaldo Novelletto
http://www.psychomedia.it/aep/index.html
oppure
dal
materiale
pubblicato
a Marzo nello "speciale pedofilia" di PM, che trovate nelle aree
Criminologia,
Abuso e Maltrattamento, Cibercriminologia:
http://www.psychomedia.it/pm/human/crimindx1.htm
"M.
Strano, E.
Perotti,
V. Gotti,
P. Germani, M. di Giannantonio
- (PM, 21 Febbraio 2001
- L'analisi del comportamento dei pedofili: una griglia di
analisi
criminologica
M. Strano, G. Errico, P. Germani, R. Buzzi, V. Gotti - (PM, 16 Marzo
2001
- Aspetti eziologici della pedofilia: una raccolta essenziale di
contributi
teorici
M. Strano, P. Germani, V. Gotti, G. Errico - (PM, 16 Marzo 2001
- La diagnosi clinica e la terapia della pedofilia
http://www.psychomedia.it/pm/answer/abusndx1.htm
Convegno
di
presentazione
delle "Linee Guida per la Prevenzione e la Cura di Violenze e Abuso sui
Minori", organizzato dall'Ass.to Salvaguardia e Cura della Salute della
Regione Lazio
Deliberazione
della
Giunta Regionale
del Lazio, 13 luglio 1999, n. 3846
Linee-Guida
per la
prevenzione
e cura di violenze e abuso sui minori
Jérome Laederach - (PM, 22 Marzo 2000)
- Riflessioni sugli abusi sessuali nel bambino: studio in prevalenza di
Ginevra
M. Strano, V. Gotti, P. Germani - (PM, 16 Marzo 2001
- Gli indicatori psicologici e medico-legali dell'abuso sessuale sui
minori
Franca Pezzoni e Cosimo Schinaia - (PM, 11 giugno 2002)
- La relazione pedofila
Associazioni
Associazione Rompere
il Silenzio
Nell'area di PM-TR "Disagio familiare, Separazioni e Affido dei Minori"
Annamaria Bernardini De Pace - (PM, 11 Maggio 2000)
- La denuncia di abuso nel contesto dell'azione giudiziaria di
separazione
Malacrea, Lorenzini - (PM, 10 Luglio 2002)
Bambini abusati: linee guida nel dibattito internazionale
http://www.psychomedia.it/pm/pit/cybcri-ndx1.htm
Articoli
Strano M., Gotti V., Germani P, Quarello D., Buzzi R. (PM, 16 Marzo
2001)
- La pedofilia e internet
Della Marianna M., Verrengia A. (PM, 16 Marzo 2001)
- Una ricerca sulla pedofilia in internet: bambini virtuali in rete
M. di Giannantonio, M. Strano, A. Verrengia, C.M. L'Occaso - (PM, 16
Marzo
2001)
- Alice nella rete delle meraviglie: esperienze di cyberpedofilia
M. Strano, V. Gotti, R. Medici, P. Germani - (PM, 24 aprile 2001)
- Le
sette sataniche su internet: una ricerca esplorativa sui contenuti
illegali
on-line
Strano M., Kertesz C., L'Occaso C. M., di Giannantonio M., De Risio S.
- (PM, 18 Maggio
2001)
- Aspetti personologici degli hackers: uno studio clinico
Strano
M.,
Di Giannantonio
M., Marotta G., Badalamenti G., Terrana A., Caparesi C., Basile
A.
(PM, 6 dicembre 2001)
- Internet e pedofilia: un'indagine pilota sui rischi per i minori
Strano M., Buzzi R., Gotti V., Gentile F. - (PM, 6 dicembre 2001)
- Internet e pedofilia: un'indagine pilota sulla percezione del rischio
tra i genitori
Strano M., Gotti V. , Bedetti M ., Gentile F., Neigre B., Mattiucci M.
- (PM, 4 Febbraio 2002)
- Un assessment criminologico per i giovani hackers
Corradini I., Strano M., Gotti V., - (PM, 5 Marzo 2002)
- Il computer crime nelle aziende: indagine pilota sulla percezione del
crimine tra dipendenti
Gotti V. , Strano M. , Neigre B. - (PM, 6 aprile 2002)
- Applicazione di un assessment criminologico per lo studio di casi: un
giovane hackers
Strano M. - (PM, 7 Maggio 2002)
- Relazioni digitali e comportamenti devianti
o
da quant'altro
vorrete
mettere
a disposizione dei colleghi interessati
Date:
Sat, 26 May 2001 06:33:47 +0200
Reply-To:
Psychomedia Salute Mentale e Comunicazione
<PM-SMC@LISTSERVER.SICAP.IT>
Sender:
Psychomedia Salute Mentale e Comunicazione
<PM-SMC@LISTSERVER.SICAP.IT>
From:
xxxx
Subject:
Re: finalmente si parla di bambini
>
Infine,credo
che
rimedi artigianali
(tipo il caffè la mattina,
>
come ho letto
in
lista inorridita)
Addirittura!!
Guarda
che
parlavo
del semplice caffe', quello che prendiamo ogni mattina, mica della
cicuta
:-)) Chiaramente, parliamo da prospettive differenti; il tema era stato
avviato dalla mail sull'introduzione in Italia del metilfenidato per il
trattamento del DDAI, sulla scorta degli studi nordamericani.
L'utilizzo
della caffeina avrebbe, a mio modesto parere, il medesimo
razionale:
la stimolazione della funzione attentiva che pare sia deficitaria in
questi
bambini. La caffeina stimola indubbiamente
l'attenzione; se
la sua somministrazione sia di una qualche utilita' nel DDAI ho i miei
dubbi pure io (li esprimevo chiaramente);
pero'...un bello
studio non e' stato fatto, e sino ad allora possiamo dire che
e'
inutile, cosi' come possiamo dire che e' utile. La
mia
empirica
proposta era alternativa al metilfenidato, non certo al
trattamento
psicanalitico. Altra prospettiva e' quella delle cause,
nell'ottica
psicanalitica o in quella neurobiologica. Ricordo uno
psicanalista
che scrisse: "La biologia e' veramente un campo dalle possibilita'
illimitate,
dove ci dobbiamo attendere le scoperte piu' sorprendenti; non possiamo
quindi indovinare quali risposte essa potra' dare, tra qualche
decennio,
ai problemi che le abbiamo posto. Forse queste risposte saranno tali da
far crollare tutto l'artificioso edificio delle nostre
ipotesi".
(un premio a chi ricorda il nome dello psicanalista ed il libro da cui
e' tratta la citazione).
Chiedo
scusa per
la
provocazione,
e mi autoammonisco per "provocato inorridimento"
dell'animo
gentile di una psicologa ;-))))))))
Date:
Sat, 4 May
2002
06:43:31
+0100
To:
xxxx
From: xxxx
(Arca Viola)
Subject:
Re:
[PM-SMC]
ADHD e Ritalin
Cc:
Bcc:
X-Attachments:
> Ho
notizie
contraddittorie e spesso terrificanti sul Ritalin e su l'ADHD. Qualcuno
vorrebbe
> darmi
ragguagli?
Esattamente
un
anno
fa - maggio
2001 - in lista c'è stata una nutrita serie di mails su
quest'argomento.
Ma se ADHD venisse invece tradotto con un termine più
colloquiale
"estrema inquietudine" non ci troveremmo forse invece nel campo del
PDSD
- disturbi post-traumatici - se non del DESNOS (DESNOS (Disorder
of Extreme Stress Not Otherwise Specified)?
"Il
DESNOS
è
caratterizzato
da una forma grave e persistente di disturbi tipici dei PTSD, ed
è
particolarmente refrattario alle terapie. Nel DESNOS sono spesso
presenti
gravi disturbi dissociativi, forti difficoltà nella costruzione
e mantenimento di relazioni interpersonali stabili, significativi
sintomi
somatici e di abuso di sostanze. E' spesso correlato con patologie di
asse
2 (ed in particolare con i disturbi borderline). Secondo alcuni autori
la comorbilità tra disturbo borderline di personalità e
DESNOS
deriva "naturalmente" da gravi traumi infantili che esitano in una
specifica
(e critica) strutturazione della personalità.
(da
una mail in
lista
di
L. P.
Mon, 10 Dec 2001)
E
da una mail
diretta
non
alla
lista ma all'organizzazione Terre
des Hommes (Child Rights Department Terre des
hommes Italia
Sito
Internet www.tdhitaly.org)17 maggio 2001
vorrei
segnalare un
problema
che ha risvolti anche indiretti molto gravi e proporre dibattiti
concreti
- e se possibile anche accesi - su di un argomento ora di nuovo di moda
non solo in America: il farmaco metilfenidato (di cui indico anche il
nome
commerciale Ritalin) prescritto, e stra-prescritto
in America verrà ora proposto di nuovo anche in
Italia
contro
il "disturbo di deficit di attenzione e di comportamento dirompente"
dei
bambini e ragazzini.
.....
>A
questa
conclusione
vorrei arrivare:
non chissà che "Scienza" con la maiuscola, ma anche il ...
semplice
"buon senso" (con la minuscola) indicano che CHIUNQUE,
non solo ma *tanto più i bambini*, diviene inquieto, instabile,
distratto, incapace di applicazione magari troppo "cordiale" e
vaniloquente
quando si trova in situazioni di grave stress o di grave
preoccupazione....
>"Non-Medical
Use
of
Ritalin {IPRC
Factline} Producing cocaine-like stimulant effects, snorted or injected
Ritalin is just the latest trend in a resurgence in abuse of stimulant
drugs that recalls the "Speed Freak" era of the late 1960's"
>Il Ritalin
- farmaco ufficiale per adulti - è stato usato come
anoressizzante-stimolante,
>
come la
simpamina
proprio perché
è in fondo anche
>chimicamente
un
analogo della
simpamina (droga da strada!!!), e come questa categoria di
>
sostanze
è'
altrettanto
ben "logico" che, coprendo
con un falsa
euforia
i - VERI - DISPIACERI, > restituisca (in apparenza!) al soggetto
preoccupato
o disperato un comportamento di buona > "socializzazione".
>Ma
qui si
parla
di
bambini: come
non preoccuparci davvero - noi adulti - di un bambino "agitato"?
(cioé, in altri termini, di un minore che esprime segnali
di allarme riguardanti probabilmente situazioni ambientali contro
le quali dovrebbe piuttosto venir protetto)?** Non sarebbe cioé
esattamente un preciso
DOVERE di noi adulti
cogliere
questa "iperattività" come "segnale" e provvedervi? (Per
inciso avevo letto che Kurt Cobain, citato sopra, era stato violentato
da piccolo: e - quindi! - sarà poi stato anche iperattivo
e trattato farmacologicamente...) ....
>Domanda
qui
molto
cattiva:
sia gli stimolanti, sia - e questo non va dimenticato! -
anche l'ELETTROSHOC
(di nuovo nel "prezziario" del Sistema Sanitario Nazionale) non
saranno
invece proprio funzionali a "far dimenticare" un accaduto
terribile?
Trascrivo
da una nuova mail:
Notizia
dei
giornali. Approvata
l'indicazione
di prozac e altri ssri ai bambini. A mio
parere la notizia è estremamente grave, e va contro la moratoria
che
sembrava esserci dopo gli scandali apparsi gli anni scorsi sulle
riviste internazionali (non italiane!). In base alla mia esperienza,
dal '73 al 98 in
reparto npi, dal 98 al 2001 in servizio ospedaliero di psicologia
clinica,
dal 2001 in poi in npi territoriale, NON ESISTE LA DEPRESSIONE
NEI BAMBINI come malattia. (Non parliamo poi della Sindrome Bipolare in
cui sta
finendo ogni questione di comportamento e oppositività). Ho dei
dubbi che esista negli adulti. Esiste sicuramento lo stato d'animo
depresso, che a
volte può essere una prigione. Ho subito pressioni insostenibili
a
prescrivere psicofarmaci nel servizio (adulti) in cui ero: ho avuto la
fortuna
di poter cambiare. Non ho mai visto bambini 'depressi' (ma neanche
adulti) in cui non ci fossero situazioni a cui lo stato
d'animo
era
collegato. Se negli adulti i
fattori ambientali
possono essere persi nel tempo, nei
bambini se uno è minimamente
attento
sono sempre identificabili.
La clausola di prescrivere farmaci (a 8 anni!) solo dopo 4 - 6
settimane di
'psicoterapia' è semplicemente ridicola. Serve solo agli adulti
coinvolti,
genitori, insegnanti, medici, ecc, a lavarsi le mani delle loro
responsabilità. La psichiatria degli adulti e infantile rischia
di essere,
se non lo è già, responsabile di gravi danni a bambini e
adolescenti,
(tralasciamo gli adulti per carità di patria) che si assommano a
quelli che hanno
già subito. Forse non si fa abbastanza per opporsi a
quello che è
un gravissimo attentato al benessere delle persone, o almeno a non
peggiorare il
loro malessere. Primo
non nuocere:
sono sicuri tutti di attenersi a questa
fondamentale massima? Questa psichiatria è gravemente dannosa.
Per i
pazienti e per gli psichiatri. Non voglio offendere nessuno, ma dubito
ormai che
si tratti di buona fede. o è una cecità voluta e
interessata. Forse
per quieto vivere. Gli psichiatri (infanzia e adulti) che prescrivono
farmaci
lo fanno secondo me per due motivi: o non sanno vedere al di là
dei
meri sintomi DSM e si limitano ad applicare algoritmi appresi
acriticamente come
computer, totalmente disinteressati alle persone che hanno di fronte,
sono meri esperti di farmacologia ma per nulla di persone umane o lo
fanno
per evitare rischi medico legali e lavarsene le mani. A meno che non
siano
consapevolmente collusi con gli interessi dell'industria farmaceutica e
coi
propri interessi clinici universitari.
Ma che persone sono? Hanno il
coraggio di guardarsi allo specchio?. Parlano di 'Medicina
dell'Evidenza' come
una volta potevano parlare del libretto di Mao Tse Tung. Oggi un
collega mi
diceva che chi non segue la MdE è fuori della Medicina!!!
|
Si
tratta comunque
sia di un argomento "scottante" in grado di "rivitalizzare" con
sporadica intensità anche liste di discussione per
partecipanti "sonnecchianti" per la maggior parte del tempo.
Vedi l'acceso e sostenuto scambio di mails nel febbraio 2007 tra
singoli componenti della lista di Pshychomedia, l'intera lista e
l'organizzazione Giulemanidaibambini. |
|
Indifferenza
e superficialità
Come si deduce
dalla lettura
di queste mails, come pure in tutte le discussioni succcessive, nessuno
degli intervenuti ha affrontato direttamente il problema nei suoi VERI
aspetti e differenziazioni, né ha cercato di definirne meglio le
connotazioni anche in vista delle eventuali origini sia scatenanti,
sia
di fondo: tanto meno con l'intento di provvedervi
in modo non solo sintomatologico.
Ciascuno ha cercato di
affermarsi
nella discussione come se ogni situazione - di "cura", di "cause" di
sintomi...
- fosse l'unica; come se non potessero esistere motivi molto diversi
anche
come gravità tra le cause dell'inquietudine - fino
all'agitazione
dirompente e/o mancanza
di attenzione - che
può andare dalla noia
infastidita e da veri
pensieri
più
profondi nel bambino rispetto
a quanto gli si vorrebbe
insegnare
(vedi ad esempio ... Einstein pessimo scolaro!) fino invece ad un vero
stato catatonico
- che ora si usa definire autistico.
Ad
esempio nel caso "del
caffé": nessuno
si è posto il dubbio, almeno il dubbio che il bambino "agitato"
fosse invece molto STANCO
o per impegno
scolastico
eccessivo o per orari poco adatti della famiglia? Si parla e pontifica
tanto di prevenzione
confondendo la vera Prevenzione
Primaria con una più o meno mirata Terapia
Precoce: ma quanto seriamente bisognerebbe comunque
ricordare
che la
cura
della patologia e del disagio infantili sono la vera Prevenzione della
sofferenza dell'adulto?
Npi e
psicologi
dell'infanzia
sono stati
subissati dalle richieste di insegnanti, scuole e genitori per
'certificare' come handicappati una quantità di bambini e
ragazzi con difficoltà scolastiche. Non valgono ragioni di
sorta, rischi di 'effetti collaterali' che spesso riscontriamo a
distanza come consegnuenza dello stigma di 'handicap' assegnato a
soggetti che handicappati non sono. Alunni con svariate
difficoltà scolastiche (comportamento e /o apprendimento,
iperattività, disturbi cosiddetti 'specifici'
dell'apprendimento, per non parlare di bambini stranieri, di recente
immigrazione, bilingui, zingari, emarginati, ecc) devono venire
trasformati in handicappati per poter avere insegnanti di sostegno,
assistenti scolastici ecc. In effetti a tutt'oggi l'unico modo per
avere insegnanti e altro personale aggiuntivo in classe, per fare
contenimento, recupero, piccoli gruppi, ecc -almeno in Toscana, o
comunque a Firenze, a quanto mi consta- è attingere alla Legge
104/92, fatta a suo tempo per chiudere le classi speciali e inserire i
portatori di handicap nelle classi normali. La 'coperta' è stata
tirata a coprire ogni problema e ogni magagna della scuola e delle
istituzioni sociali di fronte ai problemi crescenti di natura sociale e
psicologica che si manifesta nei bambini in età scolare:
sconvolgimenti sociali, dissesti familiari, carenze educative
crescenti, scontri di culture diverse. Ogni tentativo di differenziare
i problemi e gli interventi cade nel vuoto, di fronte alla
sordità delle istituzioni :i comuni fanno orecchie da mercante
alle richieste di differenziare in più capitoli spesa i fondi
ora assegnati solo all'handicap; idem le istituzioni scolastiche, i
colleghi in gran parte sembrano travolti dalla routine.
Ed invece:
Pediatria:
Sip appello alla Turco per visite obbligatorie fino a 6 anni
Affidare
al
pediatra di famiglia il compito di segnalare alla Asl di
riferimento i piccoli pazienti che non vede da almeno un anno,
affinché
sia avviato un opportuno contatto con la famiglia. I
bambini che subiscono
piccoli o grandi maltrattamenti,
sia fisici
che psicologici, all'interno delle mura domestiche -
afferma in
una
nota Giuseppe Saggese, presidente della Sip - sono purtroppo
tanti, ma spesso se ne viene a conoscenza solo quando per la loro
gravità diventano notizie di cronaca o quando gli stessi
genitori
arrivano in pronto soccorso. E se a volte questi atti di violenza sono
frutto di poco prevedibili raptus di follia, molto più spesso si
ripetono in modo abitudinario. Anche nel recente tragico caso della
bambina romana morta a causa delle percosse ricevute in famiglia pare,
a quanto si è appreso dai giornali, che vi fossero sul suo
corpicino
segni di percosse precedenti all'evento risultato fatale. Questa
emergenza dovrebbe imporre a tutti, ma soprattutto a coloro che per
ruolo o professione sono a più stretto contatto con l'infanzia,
un'attenta riflessione sulla possibilità di intervenire
più attivamente
e cercare di fare prevenzione. E a questa riflessione non ci sottraiamo
noi pediatri, che ci consideriamo non solo i medici curanti dei nostri
piccoli pazienti, ma i custodi del loro complessivo benessere
psicofisico.
Di fronte a emarginazioni di
tutti i generi, di fronte a maltrattamenti e abusi, persino di fronte a
conseguenze di abusi
strutturati
magari in atto,
"banalità"
come una "normale" stanchezza e il relativo disadattamento diurno
sembrano
fatti irrisori e quasi da disprezzarsi: ma
in questo clima di
indifferenza
e superficialità generalizzate una pervasiva
trascuratezza
imperante rimescola, confonde e amalgama ogni fatto in un
unico calderone di cause e di conseguenze. Esagerate, sottovalutate e/o
misconosciute piccole
cause mal capite e
peggio
gestite - in sé invece
almeno
all'inizio facilmente ovviabili -
foriere di circoli viziosi di gravi disadattamenti; mentre i
peggiori
crimini e la loro ripetibilità impunita possono
ancor più imperversare ancora aggravati nelle
conseguenze dalla cronicizzazione
jatrogena dei danni..
(Vedi
nella pagina Infanzia:
eziologia e trattamento
questa cultura
anti-infantile stigmatizzata con
efficacia
per mezzo di ridicole esagerazioni).
In questa successione
di mails, come
purtroppo
in generale e ovunque, si nota una mancanza
di prospettiva storica
in senso opposto a quanto affermato
da Delgado: nessuno collega insieme le sequenze
di eziologie
e patogenesi, di cause,
conseguenze, manifestazione
delle
conseguenze e loro attuarsi nel TEMPO; nessuno, se non
marginalmente,
prospetta
l'assioma che spesso l'occuparsi delle CAUSE e dei nessi causali
(questo
è il significato dei termini tecnici: eziologia
e patogenesi)
contribuisce potentemente non solo alla prevenzione
primaria
ma alla stessa terapia,
mentre
l'ignorarli è
come
minimo la via ad una cronicizzazione deficitaria.
Questo vale in
generale per
tutti i casi personali, per
tutti i casi di situazioni di
disagi di ogni genere, compresi i troppo spesso non riconosciuti o
mistificati abusi sessuali. E purtroppo esistono pure e ben nascosti -
in "paesi civili" del
cosidetto Primo
mondo e in tempo di
apparente florida pace - casi
gravi e gravissimi
risalenti
ad azioni criminose.
Comunque sia e qualsiasi ne
siano state le
cause ecco che allora
i "pazienti" cresciuti - gli
"ex-bambini agitati" - se non gli stessi bambini ora ASCOLTATI,
possono non solo
raggiungere una vera
guarigione
individuale, ma potrebbero divenire a loro volta importantissimi
testimoni e di
conseguenza eventuali "salvatori".
Ma - e non solo per omertà voluta! - partendo da sintomi mal
diagnosticati e da testimonianze scambiate
per deliri,
da rivissuti non
accettati ben difficilmente si
potrà veramente
"guarire", anzi "salvare" questi pazienti (che invece potranno anche
diventare
a loro volta criminali). Senza occuparsi con coraggio di snidare le
VERE
cause delle loro sofferenze non si potrà provvedere ad evitare
in
futuro altre
tragedie - e magari collettive
- né si potranno proteggere molti bambini - e adulti - da
analoghi
traumi magari gravissimi.
E qui è da
aggiungere un pressante richiamo contro
l'ottusità e l'ipocrisia imperanti:
è importante occuparsi
di impedire a valle la diffusione di utilizzo
voyeuristico di pratiche
perverse, ma per SALVARE altri bambini
bisognerebbe
però cercare con altrettanta energia e diffusione di conoscenza
di individuare
e quindi di
impedire
a MONTE questo "utilizzo": "utilizzo" non solo
visivo
di IMMAGINI ma realmente FISICO
sui corpi. Il piangersi
addosso
del solito modo giornalistico
discontinuo
e sentimentale (cioé in fondo sadico)
per
l'"utilizzo"
voyeuristico SUCCESSIVO
degli abusi su bambini, oppure per singoli casi "disgustosi" (!)
riguardanti persone da
poco,
non certo contribuisce a diminuire nella popolazione
gli impulsi perversi: non fa altro se mai che stuzzicare in alcuni
curiosità
e "voglie".
Quanto
questa futilità
mediatica possa influenzare
una
ancor più futile
opinione
pubblica si rivela benissimo dal
concetto
generale ormai dato per
assodato
che solo
in Belgio accadono
"certe cose", dimenticando anzi
ignorando che il
Belgio
è stato l'UNICO
paese in cui soltanto il ritrovamento
inequivocabile di cadaveri ha potuto, e con fatica,
dar
l'avvio
- e solo un faticoso avvio - a Processi
Penali.
Vedi tutto il
difficile,
termentato e tenace percorso dei genitori delle bambine Julie e Melissa, la rivista n'oubliez
pas, la Marche
Blanche,
le vicende del giudice Connerotte,
di Nabela
Benaissa, di Marc
Reisinger; vedi i libri d'inchiesta giornalistica
come
Les
dossiers X. Ce
que la
Belgique ne devait pas savoir sur l'affaire
Dutroux
Procès
Dutroux-Nihoul
• Les certitudes du juge Langlois
I filmati e il libro - in via di traduzione in italiano
- autobiografici
di Regina
Louf ecc... e il disgraziatissimo seguito
processuale.)

[Coma etilico?
detto in termini più rozzi: ubriaco
fradicio]
ALCOL (Alcol Etilico, Etanolo, Vino,
Birra,
Whisky Rum, Tequila, Grappa, Cocktail, Aperitivi, etc...). Coma etilico: L'ingestione di una forte
quantità
di alcol in poco tempo può provocare una vera e propria overdose, con
conseguenze che
possono diventare
mortali.]
Alle
nove del mattino Vincenzo
Andraous - 04-02-2006
Alle
nove di un qualunque mattino
di una scuola
superiore, uno studente
del 1° anno è stato trasportato d'urgenza al pronto
soccorso: diagnosi, coma
etilico.
Il Preside dell'Istituto mi ha invitato a
dare un contributo con la mia testimonianza. Mi sono recato
all'appuntamento con angoscia, di fronte a un episodio
davvero grave; la
sensibilità della parola deve camminare con la
responsabilità del confronto.
Nel
dialogare per conoscere le problematiche della trasgressione che
diventa spesso devianza, di come e quanto nell'assunzione di sostanze,
nella più grande discesa c'è solamente la più dura
salita, lo spavaldo
di turno mi diceva che lui la canna la fumava, ma non si considerava
assolutamente un drogato. Un altro simpatico provocatore mi sgridava,
perché a suo dire
non aveva
bisogno di nessuno, si aiutava da solo per risolvere i suoi problemi.
Infine qualcuno
ha sostenuto che non c'è necessità di chiedere una mano
all'altro,
né
di
affidare ad altri
il proprio dolore, meglio
custodire
nel
silenzio le
proprie sofferenze, proprio
perché gli altri "ti
fregano quando dai fiducia". Senza rendersene conto stavano
sciorinando
i colpi bassi che avevano
condotto in sala rianimazione il loro compagno: le presunzioni,
le
assenze, le fughe in assunzioni di coraggio al millesimo, il nuovo
disagio, quello dell'angolo autistico.
Fin
troppo facile ricorrere all'eredità lasciata e trapassata
dalla mia
adolescenza, per tentare di avvertire chi ho innanzi del pericolo
insito nei rischi estremi, quelli che non hanno parentela con alcuna
capacità di scelta né di libertà. I ragazzi ora
tacciono, riflettono sull'intorno reale, su qualcuno che
manca all'appello, ma in questa aula magna, mi accorgo improvvisamente
che non riesco a sbattere contro l'inadeguatezza
e
l'indifferenza
dei
docenti, di quanti hanno giudicato e condannato, e con la stessa superficialità
hanno scelto di andare a fare la spesa o qualche altra
commissione, assai meno impegnativa del partecipare a questo incontro,
sottraendo alla discussione quella parte di criticità vitale,
affinché
all'istruire trasmettendo nozioni, possa affiancarsi l'arte
dell'educare, tirando fuori e costruendo insieme, intuizioni e passioni
e ideali nuovi, perché questo
disagio non
abbia a decantare lodi
all'imbocco dei vicoli ciechi...
|
Diffide
A far seguito
a
lle
mails, spettegolanti, saccenti e private, è da considerare una
serie
infinita e mai esaustiva di articoli scientifici o pseudo-tali,
divulgativi o pseudo-normativi. Ammesso
e non concesso che la sindrome ADHD esista davvero come tale, un
significativo articolo avverte [Vedi da Medline
e da un'importante Organizzazione
PMID:
1646 2006 [PubMed
- indexed
for MEDLINE]:
Le
differenze considerevoli trovate nel numero di diagnosi fatte usando
il M.I.N.I. Kid e dallo psichiatra infantile indipendente può
indicare
la possibile sopra-sensibilità delle interviste strutturate e
delle
caratteristiche dei sistemi diagnostici: parecchi disordini hanno
sintomi di sovrapposizione, rendendo le diagnosi
differenziali
difficili.
Bambini
"iperattivi"? deficit di attenzione"? Da osservazioni intrinseche alla
banalità
della vita e alla quotidianità delle misure da attuare, fino
alla MEDICALIZZAZIONE
farmacologicamente bieca.
Da una
delle mail
citate sopra
un'osservazione:
ho
consigliato di far
assumere al
piccolo un po' di caffe' al mattino, cio' con l'obiettivo, appunto, di
stimolare l'attenzione. Nei pochi casi di cui ho avuto notizie
successive,
sembra che il caffe' abbia migliorato un po' il
comportamento.L'utilizzo
della caffeina avrebbe, a mio modesto parere, il medesimo razionale: la
stimolazione della funzione attentiva che pare sia deficitaria in
questi
bambini. La caffeina stimola indubbiamente l'attenzione...
Gravissimi errori diagnostici
e quindi
terapeutici possono derivare da
confusioni tra "comportamenti"
e "manifestazioni
mortorie": addirittura confondendo la Corea
di Sydenham con l'Iperattività
e
deficit di attenzione. Ma anche ... Monsieur de La Palisse
e lo scherzoso "dionisio.infinet.com"
descrivono situazioni e pongono diagnosi
con "ben controllati
e validati esperimenti"
simili però a quelli citabili
testualmente
dall'autorevolissimo Medscape.
Suggestionabilità adulta, "effetto placebo per procura":
positivo o negativo?
ADHD
ed effetto placebo, una ricerca che fa riflettere. (febbraio 2010)
Un nuovo
studio, condotto da neuropsichiatri infantili dell’Universita di
Buffalo, suggerisce che il principale effetto dei farmaci
per l’ADHD
(sindrome da deficit di attenzione e iperattività) sia l’effetto
placebo. La cosa incredibile però è che l’effetto placebo
non lo ha
sui bambini ma sui genitori sugli insegnanti o sugli psicologi che
hanno in cura i bambini! L’ effetto
placebo è un miglioramento dei sitomi o del comportamento dopo
che un
paziente riceve un farmaco “falso” (spesso acqua e zucchero). In questo
caso, la ricerca ha suggerito che quando i genitori o gli psicologi
hanno creduto i loro pazienti “malati di ADHD” (fra virgolette
perché
questa malattia è a dir poco sopravvalutata) stessero prendendo
i
farmaci per la loro “patologia” (sempre fra virgolette...) tendevano a
guardare più favorevolmente e a prendersi meglio cura dei
bambini, che
in realtà stavano assumendo delle innocue zollette di zucchero!
L’atto di
somministrare il farmaco, o il pensare che il bambino abbia ricevuto il
farmaco, può indurre aspettative positive nei genitori e negli
insegnanti sugli gli effetti di quel farmaco, che possono, a loro
volta, influenzare il modo in cui i genitori e gli insegnanti valutano
e si comportano verso questi stessi bambini. ha detto il
ricercatore Daniel il A. Waschbusch, autore della
ricerca. Riteniamo
quindi che il
credere che il bambino stia ricevendo il farmaco può determinare
una
variazione nell’atteggiamento degli insegnanti o di chi si prende cura
dei bambini. Possono avere un’opinione migliore del bambino ed
è
questo a generare un migliore rapporto!
Un
effetto
placebo di questo tipo potrebbe avere risvolti sia positivi che
negativi. Waschbusch ha infatti aggiunto: Se gli insegnanti prendono
più a cura i bambini perché credono che siano sotto
effetto
farmacologico, questa e una buona cosa. Se vengono prescritti
più
farmaci perche si crede che stiano facendo effetto, questa non è
certo una buona cosa.
Questa
seconda
possibilità non e certo remota perche i genitori e gli insegnati
sono stati indotti a credere che con i farmaci si risolvano tutti i i
problemi.
|
Ritalin
è un'AMFETAMINA
Ritalin
è metilfenidato,
un’amfetamina presente
nella tabella 1 degli stupefacenti insieme a cocaina,
amfetamine,
oppiacei, barbiturici e ketamina, tolto
dal commercio
in Italia fin dal
1989: in
Italia nel
1989 non
solo tolto dal commercio ma anche bandito e criminalizzato
come stupefacente. Ma
sul fronte opposto
viene non
solo riproposto
ma anzi sollecitato
come farmaco indispensabile
(come da dossier dal
1995 al 2004).
Per ora però NON sono
caduti nel
vuoto gli
appelli [Appello
Nazionale
CGD e Psichiatria Democratica] contrari
a questa medicalizazione surretizia: siamo
nel 2006 e questo
"doping" in Italia
è
ancora
nella Tabella 1 degli stupefacenti.
...
per il
ritiro del farmaco RITALIN nella cura della presunta “sindrome” ADHD
(deficit
di attenzione con iperattività) in bambini e adolescenti. Il
farmaco
è solo la punta di un iceberg di immense proporzioni: con quale
“cassetta degli attrezzi” si diagnosticano i disturbi di comportamento? ...la
casa produttrice, la Novartis
- una multinazionale farmaceutica - è sotto accusa per
collusione,
per aver fatto pressioni per promuovere diagnosi di ADD (Attention
Deficit
Disorder, N.d.T. ) e di ADHD,
uno sforzo promozionale di grande
successo,
volto ad incrementare il mercato del suo prodotto: il Ritalin.
Ovviamente,
la Novartis
nega l'accusa.
Il metilfenidato come
effetto a breve termine aumenta
le prestazioni di qualsiasi
persona? E' quindi
bandito dal Comitato
Olimpico Internazionale come doping
e SECONDO
LA
VIGENTE LEGGE
ITALIANA è ancora nella
Tabella I degli
Stupefacenti: per analogia con
tutte le
altre amfetamine. Bisognerebbe
dedurre di
conseguenza che
chi ne
detiene più di cinque compresse potrebbe venir
arrestato come spacciatore?
Ulteriori
informazioni
ufficiali italiane (maggio 2006) e ufficiali Americane dalla U.S. Drug
Enforcement Administration DEA:
Il
metilfenidato
è uno stimolante
centrale:
come tale appartiene ai
farmaci
d'abuso ed è incluso nella Tabella I degli stupefacenti. La
sua
commercializzazione venne sospesa in Italia nel 1989, su iniziativa
dell'azienda che allora lo produceva. Visto il ruolo
del metilfenidato nel trattamento dello ADHD, l'elevata incidenza di
questa manifestazione in età preadolescenziale e l'assenza dal
mercato nazionale di farmaci alternativi, la Commissione Unica
del
Farmaco e il Dipartimento
del Farmaco del Ministero della
Sanità, in un incontro, hanno invitato NOVARTIS, attuale
titolare del Ritalin, a presentare richiesta per la registrazione del
farmaco e la sua commercializzazione in Italia (2000-2004). La
comunità scientifica internazionale è molto critica circa
l’opportunità
di somministrare farmaci psicoattivi ai minori, prova ne sia che il
principio attivo alla base di questi farmaci continua ad essere inserito
dal
Ministero della Salute nella tabella 1 (stupefacenti) al pari di
cocaina ed eroina. …
La vera sfida è creare
una rete di protezione attorno a bambini, un’alleanza tra
scuola
e strutture
sanitarie affinché si offrano risposte
concrete ma non
necessariamente farmacologiche.
|
Due
ben differenti
segnalazioni - agosto 2008 e aprile 2009
Invito al Forum di Milano "La
forza
della nonviolenza"
A difesa
della salute
mentale dei bambini e più in generale del diritto umano alla salute e
all'educazione,
i promotori di Nessuno
Tocchi Pierino
(campagna nazionale contro l'uso di psicofarmaci in età
infantile) Vi Invitano al Forum Europeo
“La forza
della Nonviolenza”, che si terrà
all'Università Bicocca di Milano il 16, 17 e 18 Ottobre 2008.
Durante
le tre giornate del Forum si terranno conferenze, tavole rotonde e si
organizzeranno gruppi di lavoro su diverse aree tematiche. All'interno
dell'area salute si terrà una conferenza sull'uso di
psicofarmaci in
età infantile alla quale la Vs. presenza sarebbe gradita ed
utile. Il Forum
intende essere l'occasione per far confluire, a livello europeo, le
molteplici e diverse realtà che attivamente operano in questo
delicato
settore con l'auspicio che ciò possa generare le sinergie
necessarie ed
opportune ad influenzare positivamente la società e le
istituzioni.
NOVITA’
CLAMOROSA DAGLI USA: GLI PSICOFARMACI PER L’IPERATTIVITA’ NON SONO
EFFICACI SUL MEDIO-LUNGO PERIODO!
Il
mito degli psicofarmaci vacilla, e
si riaccende in USA il dibattito sull’efficacia delle molecole
psicoattive per l’iperattività (Adhd): un recentissimo studio
federale
ridimensiona fortemente l’efficacia sul medio-lungo periodo di questi
prodotti. L’accusa è di aver volutamente sminuito le prove di
scarsa
efficacia degli psicofarmaci oltre i 24 mesi, e di averne
ridimensionato gli effetti collaterali. Contestati i risultati positivi
dello studio del 1999 favorevole all’uso di questi farmaci: “I nostri
colleghi avevano ripetutamente cercato di distogliere l’attenzione
dalle evidenze delle risultanze negative, ed hanno portato l’intero
settore medico ad operare per anni sulla base di convinzioni errate,
facendo impennare le prescrizioni”, affermano i ricercatori della State
University di New York.
Se
vuoi un risultato domani, il farmaco è la strada migliore, ma
sul
medio-lungo periodo questi benefici immediati perdono di importanza
E una mail
privata: Altro
che
farmaci contro l' "iperattività"...
Nel
judo
trionfa Giulia
Quintavalle medaglia d'oro di judo nella categoria -57 alle
Olimpiadi di Pechino.
Nella
sua ascesa alla medaglia più preziosa, la giovane judoka ha
eliminato
nei preliminari la tedesca Yvonne Boenisch, campionessa olimpica
uscente. Un ideale passaggio di testimone per una ragazza che ha
raccontato di aver esordito nel tatami perché "ero
una ragazzina molto agitata e i miei genitori, per calmarmi, decisero
di mandarmi nella palestra frequentata già da mio fratello
maggiore".
PECHINO, 11
AGO - La
judoka azzurra Giulia Quintavalle
ha vinto l'oro olimpico nella categoria 57 kg battendo in finale
l'olandese Gravenstijn per 11-1. L'argento e' quindi andato a Deborah
Gravenstijn, il bronzo alla cinese Zu Yan e alla brasiliana Ketleyn
Quadros. L'azzurra e' riuscita a controllare la gara mettendo a segno i
suoi attacchi. L'olandese ha provato a difendersi mettendo a segno un
koka nel finale ma la livornese e' riuscita mantenere le redini
dell'incontro conquistando l'oro.
|
Progetto
Prisma
E' da un po` di mesi che in
Italia si
svolge PROGETTO
PRISMA, una ricerca sui preadolescenti di 6
citta`: Pisa,
Lecco,
Milano, Cagliari, Rimini, Roma, per scoprire se soffrono di ADHD . Come
si fa a capire? Basta un questionario con domande vaghe sul
comportamento
del bambino. Il progetto, promosso dall'Istituto E. Medea
di Lecco,
in
collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, come scopo
doveva
avere solo la valutazione dei problemi comportamentali e i vissuti
emotivi
dei preadolescenti. Ma adesso la CUF (Commissione Unica del Farmaco) ha
deliberato la registrazione e l’ammissione
al
rimborso di Ritalin e entro sei mesi la casa
farmaceutica
produttrice
metterà in commercio il medicinale. Informazioni su questo si
trovano
anche sul sito del Ministero
della Salute Italiano.
In
questi mesi nelle scuole
di sei
città italiane, tra cui Pisa, si sta svolgendo una ricerca
di
tipo epidemiologico (il progetto
Prisma) che cerca di individuare problemi
comportamentali e un
non specificato "disagio e malessere psicologico" di preadolescenti
(12-14
anni). Il progetto consiste nella distribuzione, già avvenuta,
di
un questionario a genitori e insegnanti seguito da un colloquio tra
degli
psichiatri e un campione casuale di genitori e bambini. Le critiche a
questo
progetto sono moltissime e per questo partirà da novembre una
campagna
di informazione sul questo tema. Le domande del questionario fanno
riferimento
a una categoria di normalità arbitraria,sono ambigue e
insensate,
ad esempio:
- Suo
figlio fa pensieri strani?
e hanno
evidenti
collegamenti
con diagnosi psichiatriche riconducibili ai temi
dell'iperattività
(ADHD, disturbo da deficit di attenzione con iperattività), dei
disordini dell'attenzione, e della condotta in genere. A cosa serve una
ricerca con queste caratteristiche se non ad aprire il campo alla
psichiatrizzazione
dei comportamenti dei bambini e adolescenti? Nella presentazione della
ricerca non vengono menzionate le controversie interne alla psichiatria
stessa sull'inesistenza della diagnosi di ADHD, sulla mancanza di prove
scientifiche riguardo le basi neurologiche dei disturbi e sugli effetti
devastanti provocati dall'uso di psicofarmaci. I genitori dei bambini
sorteggiati
per la seconda fase della ricerca verranno invitati a condurre i loro
figli
a colloquio con psichiatri del più vicino centro di cure per
l'infanzia
e l'adolescenza che sta seguendo il progetto di ricerca (i quali
gestiscono
istituti privati di cure per l'infanzia nelle città campione).
Il
tipo di intervento che questi psichiatri hanno a disposizione è
una pericolossima terapia farmacologica. E' allarmante che la soluzione
proposta per "i bambini difficili" o, nei termini psichiatrici, i
bambini
con adhd, siano degli psicofarmaci, e in particolare il Ritalin, che i
sostenitori del progetto vogliono reintrodurre in Italia. Il Ritalin
è
una droga a base di anfetamina classificata nella tabella 1 degli
stupefacenti
insieme con LSD, oppiacei cocaina ed eroina, causa dipendenza e
può
provocare la morte, come è accaduto in America in
più
di un caso. La scuola è drammaticamente protagonista in questo
processo
di PSICHIATRIZZAZIONE della VITA QUOTIDIANA: una scuola nella quale
vengono
accorpate le classi, aumentato il numero di alunni e ridotti i posti di
lavoro. Allo stesso tempo vengono sottratti fondi alla didattica a
favore
delle scuole private. In questo quadro gli insegnanti sono costretti a
gestire in modo autoritario problemi e conflitti. Chiediamo un
impegno
in difesa dei diritti dei bambini e degli adolescenti, perchè
non
venga messa a repentaglio la loro vita e la loro crescita,
perchè
vengano ascoltati e non vengano repressi i loro bisogni e le loro
diversità.
Il progetto Prisma
(Progetto italiano
salute mentale adolescenti) è una ricerca epidemiologica
promosso
dall'Istituto
di
Neuropsichiatria
infantile Medea di Lecco e autorizzato
dall'Istituto superiore
della Sanità italiano. L'obiettivo ufficiale è quella di
analizzare la percentuale di ragazze e ragazzi che vivono in condizioni
di malessere psicologico. L'indagine interessa un campione di 5000
ragazzi
e ragazze, in età compresa tra i 10 e i 14 anni, di sei
città:
Pisa, Lecco, Milano, Cagliari, Rimini, Roma. Il referente a Pisa per il
progetto è l'Istituto di Neuropsichiatria infantile Stella Maris
di Pisa che nel mese di novembre 2003 ha intrapreso la seconda fase del
progetto. L'Istituto Stella Maris ha un protocollo di intesa con la Eli
Lilly (multinazionale farmaceutica di Indiianapolis, distributrice del
Prozac) per sperimentare la Tomoxetina nella cura dell'ADHD (Disturbo
d'attenzione
e iperattività), lo stesso disturbo psichiatrico che negli USA
ha
legittimato la somministrazione di stimolanti (il RITALIN,
metilfenidato,
presente nella Tabella I degli stupefacenti, se triturato può
essere
sniffata o iniettata) a bambini dai 3 anni in su,
fino a
coinvolgere
il 15-20% dei preadolescenti statunitensi. In Italia il Progetto Prisma
si pone all'avanguardia di un filone diricerca, lo stesso delle
Farmaceutiche
statunitensi, che, come dicono gli organizzatori stessi, "avrà
ripercussioni
importanti nella programmazione futura degli interventi di prevenzione
e sostegno del disagio in età evolutiva". La campagna ha
l'obiettivo
di diffondere una discussione e una riflessione collettiva su dei
fenomeni
molto delicati che stanno interessando l'occidente avanzato: medicalizzazione
e psichiatrizzazione della vita umana. Già in
America
il
consumo di Ritalin è altissimo. Le sue vendite superano di gran
lunga quelle di Valium, Viagra o Prozac e la casa produttrice, la Novartis
- una multinazionale farmaceutica - è sotto accusa per
collusione,
per aver fatto pressioni per promuovere diagnosi di ADD (Attention
Deficit
Disorder, N.d.T. ) e di ADHD, uno sforzo promozionale di grande
successo,
volto ad incrementare il mercato del suo prodotto: il Ritalin.
Ovviamente,
la Novartis nega l'accusa. Se pensate che non si tratti di una normale
malattia e della sua cura, ma piuttosto di un piano di sinistro
marketing
le cui vittime sono i bambini, non siete il solo. Per
maggiori
informazioni,
cercate "Ritalin" sull'Internet (scegliere ricerca in lingua inglese,
N.d.T.)
e preparatevi a restarne sbalorditi.
Attenzione,
la psichiatria entra nelle scuole... - The
Myth of the Hyperactive Child: And Other Means of Child
Controldi Peter
Shrag e Diane Divosky (pag. 84) Gli
insegnanti che non
sanno
più come insegnare dichiarano che i bambini hanno disturbi
mentali.
Ragazzi che spesso
sono
intelligentissimi,
svegli capaci di fare più cose contemporaneamente, con
capacità
intellettive al di sopra della media (chi scrive parla anche
per
esperienza
diretta come docente). Col solito rito del "consenso
informato"
(basta
scrivere come genitori, che si e' informati, per scaricare ogni
responsabilita'
dalle mani dei medici e dello stato) che come tutti dovrebbero sapere
informato
non e' per niente: quale genitore informato darebbe a suo figlio un
farmaco
derivato dalle anfetamine e che puo' sviluppare dipendenze peggiori
della
cocaina?
Sono fra i 6 e i 7 milioni
(Dichiarazione
del dottore F. Baughman nell'articolo Making Sense of Ritalin,
di John
Pekkanen, Reader's
Digest gennaio
2000, pagina 158) solo negli Stati
Uniti
i bambini trattati con uno psicofarmaco stimolante, il ritalin, e le
diagnosi
di tale "male" con conseguenti prescrizione di droghe di sintesi sono
in
aumento in tutto il mondo occidentale (si parla di un raddoppio del
numero
di diagnosi ogni 3 / 4 anni negli USA e ogni anno in Inghilterra).
Adesso
addirittura tale
disturbo viene
diagnosticato
a partire dal primo anno di vita, e senza alcuno scrupolo i
medici prescrivono a bambini ancora lattanti una droga, il ritalin
appunto,
che negli anni sessanta era utilizzata da alcune comunità di
hippies
per 'sballare'.
Dal punto di vista della sua
classificazione
tossicologica questo farmaco si trova nella stessa tabella di cocaina,
anfetamina, oppiacei e barbiturici (categoria degli stupefacenti).
È
questa la sostanza che va somministrata a bambini disattenti e
"ipercinetici"
(che si muovono troppo!) per renderli più sopportabili a
genitori
e maestri.... Di queste "malattie", "deficit di attenzione" (ADD) e/o
"iperattività/impulsività"
(ADHD) secondo psichiatri e neuropsichiatri avrebbero sofferto fra gli
altri lo scrittore di favole più famoso del mondo Hans Christian
Anderson, l'autore di Alice nel
paese delle
meraviglie Lewis
Carroll,
tre dei più grandi musicisti di tutti i tempi Ludwig Van
Beethoven, Amadeus
Mozart
e Sergei Rachmaninoff,
i
grandi
pittori spagnoli Salvador
Dalì e Pablo
Picasso, Leonardo da
Vinci
e Galileo Galilei,
il
fondatore
della fisica classica Issac
Newton,
lo scopritore delle leggi
dell'elettromagnetismo
classico James Clerk
Maxwell,
il genio della fisica teorica e premio
nobel Stephen Hawkins,
l'imperatore di Francia Napoleone
Bonaparte, il
presidente
degli USA John F. Kennedy,
il
cantante e chitarrista dei Nirvana Kurt
Cobain
(drogato con Ritalin perche' "ipercreativo e ribelle")…
Malati o
geniali?
L'Istituto Nazionale per la Salute Mentale degli USA (NIMH) ha
dichiarato
nel 1999 che il Ritalin e gli altri stimolati utilizzati per l'ADD sopprimono
i sintomi ma non curano il disturbo. La Food and Drug
Administration
(FDA),
non ha mai approvato la somministrazione di stimolanti
per la fascia
sotto
i sei anni, eppure il Ritalin viene somministrato ora anche ai
lattanti.
Il Ritalin ormai è diventato la droga più diffusa fra gli
adolescenti degli Stati Uniti, e viene utilizzata sia per divertimento
che per migliorare prestazioni di studio e lavoro.
D'altronde l'uso del Ritalin per
"curare"
questi pretesi "sintomi" si era già dimostrato fallimentare, il
che fa pensare subito ad un incremento delle diagnosi di ADD/ADHD
finalizzata
alla vendita di un enorme quantitativo di farmaci inutili e dannosi. In
una ricerca del 1971 infatti, si sono analizzati 83 bambini a 2-5 anni
di distanza dalla diagnosi di ADD o ADHD, e il 92% di essi era stato
trattato
con Ritalin. Ecco i risultati:
60%
dei bambini erano ancora iperattivi e studiavano poco (la ragione per
la
quale veniva loro somministrato il Ritalin), ma in
più
erano diventati
ribelli )
59%
avevano
avuto guai con
la polizia;
3% erano stati portati ad una caserma di polizia una o più
volte;
58% erano stati bocciati almeno una volta;
57% avevano difficoltà di lettura;
44% avevano difficoltà con l'aritmetica;
78% trovavano difficile restare seduti a
studiare;
59% erano considerati dalla scuola ragazzi
con
problemi disciplinari;
52% erano distruttivi;
34% avevano minacciato di uccidere i loro
genitori;
15% avevano parlato di suicidio o l'avevano
tentato.
Bisogna puntualizzare che,
anche se il
Ritalin è
il farmaco più usato per "curare" ADD e ADHD, esso non è
l'unico. |
|
AVVISO
ALLE MAMME E AI PAPA’ (E AGLI
INSEGNANTI
CHE - SPERIAMO - VORRANNO CAPIRE)
Il
vostro bambino va alla scuola materna? Provate
a rispondere a questo questionario:
- muove
spesso le mani o i
piedi o si agita sulla sedia?
-
è
distratto
facilmente da stimoli esterni?
- ha
difficoltà a
giocare quietamente?
-
spesso
chiacchiera
troppo?
-
spesso spiattella
risposte
prima che abbiate finito di fare la
domanda?
-
spesso sembra non
ascoltare
quanto gli viene detto?
-
spesso interrompe
o si
comporta in modo invadente verso gli altri;
per esempio
irrompe nei giochi degli altri bambini?
Nel
DSM, l'ADHD ha nove
sintomi elencati.
Se un bambino ne mostra sei qualsiasi
della lista, l'opinione
del
medico (o dell'insegnante!) è che quel bambino può essere
diagnosticato come affetto da ADHD:
1.Da seduto giocherella
con le
mani o con i piedi
o non sta fermo o si dimena.
2.Lascia il suo posto in classe o
in altre situazioni
dove dovrebbe restare seduto.
3.Corre intorno e si arrampica di
continuo, quando
non è il caso di farlo
4.Ha difficoltà a giocare
o a intrattenersi
tranquillamente in attività ricreative.
5.E' sempre "sotto pressione" o
spesso si comporta
come se fosse azionato da un motore.
6.Non riesce a stare in silenzio:
parla troppo.
7."Spara" le risposte prima che
sia terminata
la domanda.
8.Ha difficoltà ad
aspettare il suo turno.
9.Interrompe o si intromette
nelle comunicazioni
di altri
|
Ministero
della Salute


Metilfenidato
per i bambini iperattivi. (Pubblicata
mercoledi 04 febbraio
2004)
La CUF ha deliberato la
registrazione
e l’ammissione al rimborso del metilfenidato. Noto con il nome
commerciale
di Ritalin®, questo farmaco appartiene degli stimolanti del sistema
nervoso centrale ed è utilizzato nel trattamento della sindrome
da deficit d’attenzione e iperattività (Attention Deficit
Hyperactivity
Disorder, ADHD).
Entro sei mesi, dunque, la casa
farmaceutica
produttrice metterà in commercio il medicinale; nel frattempo le
Regioni stanno individuando i centri specialistici. Per assicurare un
uso
appropriato del farmaco ed evitare un impiego non a scopo terapeutico
ma
per copertura di un disagio sociale del bambino, sono state previste
alcune
condizioni:
- diagnosi differenziale della
patologia in
oggetto da parte dei centri specialistici di neuropsichiatria infantile
individuati della Regioni;
- definizione di una diagnosi e di un
piano
terapeutico dei centr specialistici ed una continuità
terapeutica
attraverso i pediatri di libera scelta;
- attivazione di un Registro nazionale
dell’Istituto
Superiore di Sanità dei soggetti trattati al fine di monitorare
la correttezza di un uso ed evitare usi impropri, con il massimo di
garanzia
della privacy.
Informazioni: maggio 2006
Il
metilfenidato è uno stimolante
centrale: come tale
appartiene ai
farmaci d'abuso
ed è incluso nella Tabella I degli stupefacenti. La
sua
commercializzazione venne sospesa in Italia nel 1989, su iniziativa
dell'azienda che allora lo produceva.
Visto il ruolo del metilfenidato nel trattamento dello ADHD, l'elevata
incidenza di questa manifestazione in età preadolescenziale e
l'assenza dal mercato nazionale di farmaci alternativi, la Commissione
Unica del Farmaco e il Dipartimento del Farmaco del Ministero della
Sanità, in un incontro, hanno invitato NOVARTIS, attuale
titolare del Ritalin, a presentare richiesta per la registrazione del
farmaco e la sua commercializzazione in Italia (2000-2004). La
comunità scientifica internazionale è molto critica circa
l’opportunità
di somministrare farmaci psicoattivi ai minori, prova ne sia che il
principio attivo alla base di questi farmaci continua ad essere inserito
dal
Ministero della Salute nella tabella 1 (stupefacenti) al pari di
cocaina ed eroina.… La
vera sfida è creare
una rete di
protezione attorno a bambini, un’alleanza tra scuola e
strutture
sanitarie affinché si offrano risposte
concrete
ma non necessariamente farmacologiche.
....basta
un pò di zucchero e la pillola va giù...
La
pillola ai bimbi
irrequieti?
Calma. Di Francesca Amoni - Venerdì
di
Repubblica 13 febbraio 2004
Tra sei
mesi il Ritalin
(ritirato perché usato come
stupefacente)
tornerà in vendita. Come distinguere chi ne ha davvero bisogno?
La novità è un registro nazionale. Ma l'allarme arriva
sempre
dagli USA. Il Ritalin, la pillola per i bambini irrequieti,
arriverà
in farmacia tra sei mesi. La Cuf, la Commissione unica del farmaco, ha
registrato e ammesso a rimborso il metilfenidato - classificato tra gli
stupefacenti - per il trattamento del disturbo da Adhd, Attentino
Deficit
Hyperactivity Disorder, cioè disturbo da deficit
dell'attenzione
e iperattività. E la casa svizzera Novartis
sta mettendo a punto
la confezione italiana. Così tornerà in commercio quella
pillola già legale fino al 1989, ma poi ritirata perché
poco
venduta e usata invece come stupefacente o dimagrante.
Tutto
come
prima? Intanto
non
saranno i pediatri o i medici di famiglia a
prescriverla Dice Nello Martini,
direttore della Cuf,
che è presieduta dal
ministro
della salute Girolamo Sirchia. La
diagnosi spetterà ai
Centri
specialistici di neuropsichiatria infantile individuati dalle singole
regioni,
che definiranno un piano terapeutico e di controllo secondo le esigenze
di ciascun bambino. La novità più rilevante,
però,
è che per monitorarne
la
correttezza
l'Istituto
superiore di sanità sta approntando un registro nazionale dei
bambini
che useranno il Ritalin (rispettando al massimo
la privacy). E'
unico nel
mondo dice Stefano Vella,
direttore del dipartimento
del farmaco all'Istituto superiore della sanità «e
ci
aiuterà
a stabilire criteri omogenei di diagnosi sapendo quanti t per quanto
tempo
sono i bimbi in cura». Per l'arrivo del farmaco si stanno usando,
insomma, tutte le cautele. Anche se in Italia non si è mai
smesso
di farne uso (attraverso il mercato nero o richiedendolo al ministero
con
un complicato iter), tant'è che si stima siano almeno un
migliaio,
oggi, i bambini in cura. Ma come si fa a stabilire chi ne ha bisogno? Va
somministrato solo in casi gravi, dai 7 anni in su, spiega Maurizio
Bonati del Mario Negri di Milano. Sì,
negli Usa
è
prescritto dal 3-5 per cento dei bambini in età scolare: ma le
forme
particolarmente severe non supererebbero il 7 per mille. Proprio
la diagnosi è il punto controverso. Negli Usa, si impiegano
10-15
minuti per capire se n bambino è affetto da Adhd, e poi via alla
pillola, anche a 2 anni. Lì si consuma il 90 per cento della
produzione
totale. Ma anche in Gran Bretagna le stime parlano di 10.000 bambini. E
la Germania ha registrato un aumento (ogni medico può
prescriverla).
E in Italia? Nel centro dell'Università di Cagliari si usa il
Ritalin
dal 1988. «Su 150 bambini. Ma per una diagnosi impieghiamo 4 o 5
ore, raccogliendo informazioni da genitori e insegnanti», dice
Alessandro
Zuddas. La
pillola, si
dà solo in casi gravi con molte
cautele.
Vediamo il bimbo ogni settimana e poi ogni mese». Ecco l'altro
punto.
La piccola pillola che sarà commercializzata non è il
Ritalin
LA (Long-Acting) da una dose giornaliera e via. La
formulazione
di cui disponiamo esaurisce il suo effetto in 3-4 ore. Può
bastare
per una mattinata di scuola. Ma è spesso necessaria una seconda
somministrazione all'ora di pranzo, e questo può creare
problemi,
ad esempio nei bambini che restano a scuola fino al pomeriggio, spiega Gabriele Masi dell'Istituto
Stella Maris
di Pisa.
- E
per quanto
tempo
va presa?
-
Va sospesa nelle
vacanze estive, spesso in quelle
natalizie,
talvolta nei giorni festivi. E almeno ogni anno, al rientro a scuola,
si
valuta se è ancora necessaria, visto che il 30 per cento supera
la sintomatologia e il 60-70 per cento con il passare del tempo riduce
alcuni sintomi.
Chi distinguerà, nel tempo, i
bambini che
hanno davvero bisogno del farmaco?
Cosa segnala nel 2009 il rapporto annuale Espad
(European School
Project on Alcool and Other Drugs)
?
RICERCA ESPAD/CNR:
UN MINORENNE ITALIANO
SU 10 USA PSICOFARMACI
Gli
adolescenti
italiani a rischio abuso: psicofarmaci per “sballare” o per migliorare
le performance scolastiche. Enrico Malizia (Professore di
Farmacologia
“La Sapienza”): situazione
grave, il loro cervello non
è ancora formato, il danno tossicologico al sistema nervoso
centrale è certo, inoltre danno dipendenza.
Emilia Costa (Professore emerito di Psichiatria “La Sapienza”): Questi
giovani si sentono
già anziani. Luca Poma (Giù le Mani dai Bambini): Da tempo
monitoriamo la
situazione in Italia, ma per l’Istituto Superiore di Sanità e
per l’AIFA la situazione era sotto controllo: sbagliavano.
|
Tutti
"fatti" di
Ritalin da Indymedia
Italia 26/02/2004 In
Italia torna
lo psicofarmaco
RITALIN , gia` utilizzatissimo nei Stati Uniti come “cura” per i
ragazzini
troppo vivaci disattenti a scuola, diagnosticati di (Deficit
dell’Attenzione
e Disordini Iperattività). Ritalin e` metilfenidato,
un’amfetamina,
presente nella tabella 1 degli stupefacenti, insieme a cocaina,
amfetamine,
oppiacei, barbiturici e ketamina, tolto dal commercio in
Italia
fin dal
1989.
Dai
quattro
milioni ai sei
milioni
di bambini americani ricevono, a scuola, dosi quotidiane di un potente
farmaco chiamato Ritalin. A questi vivaci ragazzini, soprattutto
maschietti,
è stata diagnosticato l'ADHD
(Attention Deficit Hyperactive Disorder, N.d.T.) ,
cioè
una malattia che provoca disturbi dell'attenzione e
iperattività;
una serie di sintomi
che vengono sempre più attaccati dalla scienza onesta per la
loro
vaghezza, e per il pericolo di giustificare con essi l'abuso degli
interventi
sul controllo dei comportamenti.
....
Secondo l'Agenzia
sulla
Diffusione
delle Medicine
statunitense, il Ritalin è un potente eccitante che presenta
molti
degli effetti farmacologici delle amfetamine (la principale, conosciuta
anche come simpamina), delle metamfetamine e della cocaina.
Come
ci si poteva aspettare, il Ritalin viene ora rubato agli infermieri, e
dalle infermerie scolastiche, e venduto nelle strade per gli effetti
che
provoca. Ciò che è più allarmante sono recenti
rapporti
provenienti da New York e da altre città, nei quali appaiono
casi
di bambini trattati con Ritalin nei quali, quandi i genitori mettono in
discussione la terapia, le autorità intervengono per
risolverli. Dai quattro milioni ai sei
milioni
di bambini americani ricevono, a scuola, dosi quotidiane di un potente
farmaco chiamato Ritalin. A questi vivaci ragazzini, soprattutto
maschietti,
è stata diagnosticato l'ADHD
(Attention Deficit Hyperactive Disorder, N.d.T.) ,
cioè
una malattia che provoca disturbi dell'attenzione e
iperattività;
una serie di sintomi
che vengono sempre più attaccati dalla scienza onesta per la
loro
vaghezza, e per il pericolo di giustificare con essi l'abuso degli
interventi
sul controllo dei comportamenti.
....
In una
recente
testimonianza al Congresso, il Dott.
Peter Breggin, autore di: Ritalin:
ciò che i dottori non dicono sugli eccitanti pediatrici,
afferma bruscamente:
I genitori...
subiscono pressioni e
vengono
costretti dalle autorità scolastiche a somministrare medicine
psichiatriche
ai loro bambini. Insegnanti, psicologi e amministratori
scolastici
frequentemente minacciano di non voler più insegnare a quei
bambini
che non siano sottoposti ai trattamenti, e nello stesso tempo fanno
intervenire
i Servizi (Sociali N.d.T. ) di Protezione dell'Infanzia affinché
svolgano indagini sui genitori, accusati di negligenza del il proprio
bambino.
|
8
marzo 2007:
Si è
tenuta ieri l’audizione in Commissione Sanità
del Senato di Nello
Martini, Direttore dell’AIFA – Agenzia
Italiana del Farmaco, massimo organismo di controllo
sanitario in
Italia, per ottenere l’assenso alla strategia di
reintroduzione del
Ritalin® in Italia
e all’attivazione del Registro per monitorare i bambini in terapia con
psicofarmaci. Nel corso dell’audizione il rappresentante dell’AIFA ha
da un lato ammesso l’esistenza di abusi in altri paesi, e dall’altro
rassicurato i Senatori circa il presunto “approccio prudenziale”
dell’AIFA stessa a queste delicate tematiche.
Come
cittadini e come addetti ai lavori del settore salute siamo sconcertati
dalla descrizione del tutto parziale, e quindi non genuina,
rappresentata dall’AIFA alla Commissione Sanità
Con un delibera "a
sorpresa", che anticipa
di settimane
il dibattito attualmente in corso anche in Parlamento, l'Agenzia
Italiana del Farmaco ha immesso in commercio il Ritalin ed altri
psicofarmaci per l'infanzia sotto accusa negli USA per i gravi effetti
collaterali.
Delibera
definitiva: da oggi Ritalin® e Strattera® tornano in Italia
Anticipando
i tempi, oggi l’Agenzia Italiana del
Farmaco, presieduta da un ex dirigente di Farmindustria, ha deciso in
via definitiva per la reimmissione in Italia del potente e discusso
psicofarmaco per i bambini vivaci e di una seconda molecola,
l’atomoxetina, sotto accusa negli Stati Uniti. Sconcerto nel mondo
accademico e scientifico:
è
ancora in pieno fermento il dibattito circa l’opportunità di
somministrare psicofarmaci ai bambini, e l’AIFA lo reimmette in
commercio: c’è qualcosa di molto poco chiaro.
Allarme dalle
associazioni di genitori e
di
medici:
è una
storia
già vista in altri
paesi, si arriverà all’abuso.
ROMA
– Nonostante le pressioni e gli inviti alla prudenza di buona parte sia
del mondo politico, che della comunità scientifica, che della
società civile, anticipando
di tre
settimane la data della delibera annunciata pubblicamente
l’altro giorno, il Consiglio d’Amministrazione dell’Agenzia
Italiana del Farmaco (AIFA),... ha autorizzato in data odierna la
reimmissione in commercio nel nostro paese del contestato psicofarmaco
per bambini Ritalin®, oggetto non più tardi di due
settimane fa di un pesante avvertimento della Food And
Drug
Administration americana per
i
potenziali
rischi di
ictus, crisi maniaco-depressive, complicazioni cardiache e morte
improvvisa anche su bambini in cura a normale dosaggio terapeutico....
|
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Articoli
e films
Articolo di Samuel
Walker Pubblicato dal Detroit News:
11
Gennaio 2001 Can courts order
kids
to take drugs? -Titolo originale: Drug
Evasion, Boys
will be boys.
Samuel
Walker è uno specialista delle comunicazioni per il Mackinac
Center per le Politiche Pubbliche, un Istituto per
la ricerca e
istruzione delle politiche pubbliche del
Midland. Per contatti, scrivete a: Samuel Walker, 615 W. Lafayette,
Detroit,
MI 48226 o inviate un fax al (313) 222-6417, oppure posta elettronica
a: letters@detnews.com.
A
volte li vedevi
completamente immersi
in un delirio totale da Ritalin. Non un gesto, non un'occhiata:
potevano
sedere assorti in qualsiasi cosa - un tombino, le rughe del palmo delle
proprie mani - per un tempo indefinito, saltando un pasto dopo l'altro,
fino all'insonnia più incoercibile … puro nirvana da
metilfenidato.
(Tom Wolfe
dal suo
articolo Il
cervello senz'anima del 1996).
Nel 1971, George Lucas produsse
il suo
primo film:
Un
capolavoro
anti-utopistico intitolato THX-1138
(in italiano L'uomo
che fuggì dal Futuro (1971)). Una
caratteristica
particolarmente interessante di THX (che era il nome del protagonista
del
film) è quella che, nella società concepita da Lucas, non
assumere farmaci è un crimine. "L'umore placido" di
questa
società, essenziale
al suo
funzionamento,
è indotto dai farmaci. Chi si rifiuta di assumere la dose
quotidiana,
viene visitato da robot-poliziotti che danno un nuovo significato al
termine Agenzia per la
Diffusione
delle Medicine. Ricordo di esser stato
particolarmente
colpito da una fila di bambini dagli occhi inespressivi, in grembiuli
bianchi,
che venivano condotti attraverso un atrio da un
poliziotto-robot
con la faccia cromata, nel quale sembrava essi riponessero la massima
fiducia.
Tutti avevano una flebo conficcata nelle loro esili braccia.
Gli ammonimenti sui pericoli
dell'uso della
scienza,
quando tale uso è mirato al controllo del comportamento
dell'umanità,
non sono nuovi: compaiono nel Brave
New World di Aldous
Huxley, nel 1984
di George
Orwell, e nel This
Perfect Day di Ira
Levin. Ciò che invece è
nuovo
è che il futuro è già qui, e che gli
ammonimenti
sembrano essere stati ignorati.
Vedi concetti generali da un altro
sito:
IMBROGLIO
E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO Da:
'La
violenza
contro il bambino' a 'Tempo di mutamenti' e 'La meglio gioventù'
Cosa
ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della
libertà
Quando
la cartella clinica è terapeutica
Per una
rassegna di
articoli molto
vari come impostazione e come progettualità si può far
riferimento al file del sito adhd.it: Articoli
divulgativi
|
Ragazzi di vetro
Fonte: La Stampa,
06 Aprile 2009 – pagg. 1 + 8/9 Di: Daniela Daniele
ROMA
Ragazzi
di vetro.
Che chiedono aiuto
agli psicofarmaci in
una corsa
ossessiva al fai-da-te.
Per placare l’angoscia, dovuta spesso ai risultati scolastici scadenti,
o perché,
moderni
alchimisti, hanno imparato a mescolare le sostanze all’alcol e alle
droghe e a
trovare un fugace
divertimento che li faccia sentire per qualche ora «al
massimo» e
competitivi.
Il rapporto annuale Espad (European School Project on
Alcool
and Other
Drugs),
progetto europeo di indagini sull’uso di alcol, droga e sostanze
psicoattive
nelle scuole,
curato per la parte italiana dall’Istituto di fisiologia clinica del
Cnr di Pisa,
ha misurato la
portata del fenomeno. In Italia, un adolescente su dieci utilizza impropriamente psicofarmaci. La
ricerca
ha indagato nel dettaglio le abitudini dei ragazzi tra i 15 e 16 anni in
35 Paesi
europei.
Lo studio - spiega Sabrina Molinaro,
ricercatrice dell’Istituto - indaga non solo l’uso di psicofarmaci, ma anche quello
di sostanze
illegali e alcol. Ma mentre i numeri riferiti a droghe e alcol si mantengono
più o
meno costanti, stupisce
e allarma l’aumento del ricorso
senza
ricetta a sostanze psicoattive: dal 6 per cento del 2003
al 10
per cento
di oggi». La
media europea è invece attestata sul 6 per cento. C’è poi
anche una
leggera crescita,
dell’1 per cento, degli studenti che riferiscono di consumare alcol insieme con questi medicinali.
In particolare -
precisa la
dottoressa Molinaro -
emerge
che a fare uso di psicofarmaci
sono più le ragazze (13 per cento) rispetto ai ragazzi (7 per cento). Quali
prodotti
preferiscono? E dove riescono a procurarseli? Spesso nell’armadietto di casa,
visto che
il consumo di queste sostanze in Italia è in crescita. Ma anche attraverso
internet.
La cosa che stupisce - continua
la
dottoressa
Molinaro - è
che i giovani dichiarano di sapere a che cosa servano i farmaci e
cercano
prodotti per
l’insonnia, per regolare l'umore (antidepressivi), per
l'iperattività (inclusi
vari anfetaminici)
|
Il BULLISMO:
Che
cos'è il BULLISMO: un'ampia, aggiornata pagina Piccoli
carnefici per piccole vittime, La
prepotenza dei bulli,
il
disagio delle vittime...
?
Per questo secondo e
fondamentale
motivo la "diagnosi"
proposta nella scala
insegnanti del DSM-IVfuori
strada gli
eventuali
- anzi ben necessari! - interventi precauzionali e/o già
operativi.
Se ci si accontenta di
questa
classificazione
può accadere - e molto spesso accade! - che venga misconosciuto
un altro "comportamento" - questo sì sociologicamente ma in
sé NON
personalmente e psicologicamente patologico:
il cosiddetto BULLISMO.
Ma quel che è peggio, sono invece le VITTIME
dei "bulli" a venir etichettate
come affette da ADHD, nella
loro
inquietudine e paura impotente. (Vedi - in inglese - dedicato proprio
ai
bambini stessi il Corso
per le vittime, raccomandato per bambini fra gli 8 e i 12 anni,
instructor: Mary M. Alward.) distorce la
realtà
e può mettere molto seriamente
Per
questo
secondo e fondamentale
motivo la "diagnosi"
proposta nella scala
insegnanti de
DSM-IV distorce la
realtà
e può mettere molto seriamente fuori strada gli
eventuali
- anzi ben necessari! - interventi
precauzionali e/o già operativi. E
quali potranno essere
in
seguito, nella vita
adulta, le conseguenze di un"'infanzia comunque mal-riuscita"?
|
Da
semplice
irrequietezza motoria
e relazionale
si passerà soltanto a ossessivi e strampalati comportamenti
aggressivi e sessuali? Oppure ci si irrigidirà in
comportamenti
pseudo-ben
adattatati entro cui cova un'enorme distruttività
latente? |
Un
fatto - evidentemente comune nelle scuole:
... Scritto sotto
dettatura sul diario di un bambino di IV
elementare:
Se
sei maltrattato, chiama il numero xxxxxxx.
Non
male, vero? Un buon modo per responsabilizzare un bambino di 10 anni
che a quanto pare deve essere già in grado di discernere una
cosa
complessa quale può appunto essere la violenza. E l'abuso???
Deve già
sapere anche come difendersi da questo? Un buon modo per far
vedere
alle famiglie che la scuola tiene d'occhio? O il contrario?
Perché
insieme non aggiungere?
PARLANE
CON LA MAESTRA
Non
passa piuttosto il messaggio:
Se
sei
in difficoltà, arrangiati!
....
Questa considerazione non è
una
polemica
sterile, ma semplicemente un'amara constatazione di come la
burocratizzazione possa generare effetti contrari. C'è
malizia in tutto
ciò o solo burocrazia e un po'di ignoranza?
(da una
mail
ricevuta il10
febbraio 2007)
|