La data e l'ora segnata su questa immagine indicano quando sono stati attuati i cambiamenti autorizzati. L'immagine senza ora e ROSSA indica un tentativo fraudolento di INTRUSIONE: si prega quindi di avvertire al più presto il webmaster. / The date and the hour on the "seal" mark authorized changes. Fraudolent ones get the "seal" become RED without hour: if so please let us know as soon as possible.


25 dicembre 2009 / Decembert 25 2009


Testimonianze del "CASO BELGA"... e non solo

Questo file si costituisce come esempio emblematico dell'andamento di situazioni la cui gravità non cessa di rivelarsi con più precise e evidenti documentazioni:
i link provenienti dal Partito radicale transnazionale sono in via di correzione per collegarli in modo efficace al nuovo Portale, come pure corretto è ogni altro  llnk non più valido;
 ma questi cambiamenti hanno permesso di AGGIUNGERE riferimenti e citazioni dal nuovo sito di CARINE RUSSO, con la relativa segnalazione sul Time - cmbiamenti ovviamente anche presenti negli altri file in cui si parla del Caso Belga

 L'inserto: #vittime tratto dal blog Non contro ma per! e da mail private è seguito da un importantissimo link di aggiornamenti e conoscenze. L'autore del blog Non contro ma per! sta traducendo in italiano il libro di Regina Louf: qui e in altri file in anteprima alcuni stralci indicativi.

Indice interno al file:
#inizio-sito, #giustizia(*), #misère_urbaine, #titoli_e_contenuti(*), #documentazioni, #vittime, #personalità_multiple(**), #links
(*)con nuove citazioni in francese / with new French quotations; (**)nuovo
 
Motore di Ricerca interno al sito / Site's Search Engine

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Avviso importante riguardante l'utilizzo del sito / To a better use of the site:
Questo sito e i libri che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e discussi vari argomenti da leggersi e soprattutto da CONSULTARE di volta in volta.
A seguito di difficoltà lamentate e relative richieste, l'architettura stessa del sito è stata modificata in funzione di un più agevole orientamento: sdoppiato il file/home si divide ora in secondo file con un nuovo nome - Presentazione e indice ragionato: come cominciare / Preamble: how to begin - che riinvia a un differente URL mentre diventa iniziale e fondamentale come file semplificato dove a prima vista compaiono i links indirizzanti sui capitoli interni.
Dopo la pubblicazione del libro aggiornamenti sono già iniziati e molti altri ne verrano fatti, ma si consiglia di considerare ancora con attenzione le più importanti passate modifiche. Assecondando critiche e richieste vengono man mano aggiunti nuovi o rinnovati files a cui fare riferimento per informarsi su come è stata migliorata la serie delle correzioni e nuove informazioni
. Si consiglia di iniziare dal file Aggiornamenti e Indici preposto agli aggiornamenti e di precisazione dei dati "normativi" e di "diffida", per il libro e gli indici illustrati/ o più veloce: italiano Modificazioni e novità. Per il libro e gli indici illustrati Libro / Book, Pagine Fuori Testo Introduttive. Per l'indice del libro e del sito vedi anche Presentazione e indice ragionato: come cominciare / Preamble: how to begin.

It's Abuse NOT Science Fiction

L'intero sito è ora pubblicato in un libro enciclopedico - pur privo degli ultimi aggiornamenti:
It's Abuse NOT Science Fiction = Gli Abusi mentali, fisici e tecnologici NON sono Fantascienza
Per copertina, frontespizio e ulteriori spiegazioni vedi file /for cover, title-page and explanations: Libro/book
Corso Marconi 34/a 10125 Torino (ITALY)
Tel/Phone: 0039 0116507074 / 00390116508665
Fax: 00390116502900  ordini@cortinalibri.it
 on-line ORDERS,
librerie italiane, Ibs, Webster.it

This site and the book do NOT be a fount of notices but an ENCYCLOPEDIC gather of different subjects: one another to be read time by time, or better to be CONSULTED even for learning.
And so this Web site will always be maintained under speedy and diligently revised construction. it is suitable to begin by the file
Aggiornamenti e Indici for up-dates and disclaimers: more easy: Up-dates, for book and illustrated indexes: Libro / Book, Pagine Fuori Testo Introduttive, to general founding information go at Presentazione e indice ragionato: come cominciare / Preamble: how to begin
Precisazioni normative e fondanti nei riguardi di sito e libri, qui riassunte e/o accennate si ritrovano però complete come presupposti e dicharazione di intenti in un IMPORTANTISSIMO file - Presentazione e diffide/Press-release ad esse appunto DEDICATO.
Si consiglia vivamente di leggerlo come preliminare di ogni altra pagina, integrato con la serie degli aforismi: con i suoi continuativi aggiornamenti, nel loro susseguirsi "a più voci", presentano un compendio programmatico dell'impostazione generale di tutto il lavoro.


Si diffida dal copiare o usare in altri modi senza esplicito permesso ogni contenuto del sito o anche singole parti.

 Le citazioni presentate non indicano necessariamente la nostra piena approvazione.
D'altra parte gli elenchi segnalati non pretendono di essere esaustivi.
 Di riscontro ci sono state segnalate maldestre copiature di nostri file citate come di pertinenza di altri siti con i quali NON abbiamo diretti contatti, anzi dei quali non avevamo alcuna notizia. Nel nostro sito si trattano argomenti molto seri e pericolosi: Darli in pasto in modo irresponsabile arbitrariamente modificati e/o tagliati a un pubblico qualunque sotto altre - non sempre altrettanto serie - etichette come fonte originaria, può portare grave danno non solo a noi stessi e a chi viene citato impropriamente, quanto e ben di più a tutta la causa per cui si lavora: ecco da cui la necessità assoluta di Copyright.


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It's Abuse NOT Science Fiction?

Up-to-date
Dalla presentazione dettagliata del libro It's Abuse NOT Science fiction, e dalla data di pubblicazione - 14 luglio 2005 - molto è cambiato e molti DOCUMENTI sono stati sia sostituiti che aggiunti. In attesa di una completa nuova edizione del volume principale ne viene per ora edito un SUPPLEMENTO INTEGRATIVO UP-TO-DATE DOSSIERS. Per molte vittime risulta più facile esporre passate sofferenze per scritto che a voce: la diffusione di questi rivissuti come di nuovi fatti ora è assicurata da questa NUOVA PUBBLICAZIONE: un autonomo volume VOLUME del quale questo file costituisce il capitolo 4.
*************************
The book previously published at present needs to be modified.
It's Abuse NOT Science fiction published on July 14 2005 shortly became OUT OF DATE and so required to present also the consequent novelties coming from readers comments, from new deeds and MOSTLY on present-day flash-back discolosures - to note that for some victims it is easier to write than to speak. UP-TO-DATE DOSSIERS of It's Abuse NOT Science fiction = Gli Abusi mentali, fisici e tecnologici NON sono Fantascienza for the time being is a supplementary book, supplementary but matching also by itself not only to propose simple improvement, rather to share new particularly important DOCUMENTS: as this file becoming its chapter 4

Giustizia, non sentimentaloidi accuse fumose

Il caso Belga costituisce quasi un caso a sè nell'insieme delle situazioni di "abuso", di violazione o meglio dei terribili crimini di cui si occupa questa Associazione: 
  1. bambini rapiti, violentati e uccisi; 
  2. testimonianze dirette, riscontrate e vissute di diretti protagonisti; 
soprattutto per la grandissima - anche se effimera - risonanza mediatica ed emotiva
  1. per l'enorme partecipazione del "piccolo" Belgio (circa dieci milioni di abitanti) alla grandissima Marche blanche (trecentomila persone); (La marche blanche: des parents face à l’état belge Un livre signé Laurie Boussaguet, aux Editions L’Harmattan, 2004)
  2. per il tentativo concreto - sia pur deludente - di PROCESSARE i colpevoli.

Qui non si parla per "sentito dire", qui non si "strombazzano" accuse più o meno "fumose", o descrizioni sì di fatti reali ma attribuendone in blocco le cause ad ipotetici, non comprovabili fattori di ordine "generale": qui si cerca di chiarire come possano esser avvenuti accadimenti terribili, come possano esser stati occultati, e come coraggiosi protagonisti CONTINUINO a cercar di ottenere almeno Giustizia anche per cercar di salvare altre vite. 

Nella speranza che questi fatti giudiziari e personali non si fermino ma CONTINUINO in un loro GIUSTO percorso, questo file rimane come traccia aperta per inserirvi ogni nuovo dato, ogni nuovo passo avanti delle vittime sopravvissute, dei genitori e fratelli dei bambini scomparsi, della GIUSTIZIA scritta a lettere maiuscole.

Aggiunte sostanziali continuano ad affluire da autorevoli sedi internazionali come pure dalle inizitive IN PRIMA PERSONA dei protagonisti.

Misère Urbaine plutôt que Personalités

Inchiesta - da La Stampa martedì 23 ottobre 2007 pag 56-57:
GLI ORCHI DI FAMIGLIA
. Tutti i giorni due bambini vittime di violenza in casa
Molestie sessuali e botte, i dati delle Asl:
"Giacca e cravatta": spesso il mostro è un professionista e vive al nostro fianco.

Boccuccia di rosa / Bambole a pezzi testo e regia di Pietra Selva Nicolicchia spettacolo prodotto da Compagnia Viartisti con il sostegno del Sistema Teatro Torino
Qui, in questa sorta di “museo dell’infanzia”, si incontrano e si consumano i destini delle donne di questa storia, qui si fa corpo e voce il grumo inconfessato e difficilmente confessabile della violenza.
Immaginate - scrive Pietra Selva Nicolicchia - di vivere la vostra vita, qualunque essa sia, povera, misera, squallida e sia pure, ma la conoscete, le vostre mani, i vostri occhi, i piedi sanno; e suoni e odori, sono gli stessi di sempre da quando il vostro respiro ha dato fiato al primo urlo. E d’improvviso nessun orientamento possibile, nessuna stella a guidarvi, non capite più nulla, né dove siete, né perché. Niente del vostro corpo e niente del mondo che adesso è intorno a voi può aiutarvi: e in quel buio sentite il vostro respiro rotto, veloce, trattenuto, affannato, centuplicato da altri respiri affannati, rotti, veloci, trattenuti...

settimanale di politica, attualità e cultura (direttore Umberto BRINDANI) anno XLVIII n.20 13 maggio 2004 Pagina 48 e seguenti: PEDOFILIA : LA RETE INFAME, è quella che collega Belgio e Italia: lo prova questa agghiacciante intervista esclusiva: Gennaro De Stefano, Cristina Crisci, R. Fiasconaro
Institute for the study of globalization and covert politics
REGINA LOUF X1 AFFAIRE DUTROUX
L'enquête fut vite suspendue sous prétexte que les policiers auraient "manipulé les auditions".
Regina Louf était insultée et traitée de folle, ce qui n'eut jamais été le cas si son témoignage avait accablé misère urbaine, plutôt que de personnalités.

Pourquoi j'ai édité le livre de Régina Louf
Pourquoi je crois que Regina Louf est sincère quand elle évoque ses relations avec ses parents. Pourquoi j'ai accepté d'éditer son livre. Après sa parution, la presse fut unanime à parler positivement de ce livre, à considérer comme crédible le souvenirs d'une adulte évoquant des faits remontant à l'âge de trois ans pour les plus anciens.
Les révélations de X1 me parurent donc dignes de foi, même si des détails cités dans la presse me semblèrent difficiles à avaler. J'avoue que, comme beaucoup de monde, la prestation télévisée des parents ébranla fortement ma conviction. Je crus, à ce moment, que Regina était sincère mais mythomane. Comme tout le monde.
Pourquoi ai-je changé d'avis? Le hasard me fit rencontrer Marc Reisinger. Il me convainquit de lire attentivement l'enquête minutieuse des deux journalistes de Morgen et Marie-Jeanne van Heeswijk, documents rassemblés dans une brochure Pour la Vérité diffusée par les AMP dans les kiosques et librairies. Cette publication, qui contenait l'essentiel des révélations de Regina concernant ses parents, ne fut l'objet d'aucune procédure ni réfutation. Les faits décrits par ces journalistes d'investigation, après un long et minutieux travail d'enquête, m'impressionnèrent par leur gravité. Ils étaient confortés par la Justice elle-même qui avait considéré pendant plusieurs mois que X1 était un témoin valable, dont le témoignage pouvait être exploité. Le contexte professionnel des auditions menées par l'équipe de l'adjudant De Baets ne laissait pas place au doute, il était renforcé par la présence répétée de magistrats et par les conclusion formelles d'une expertise psychiatrique menée par le docteur Igodt. Un médecin éminent, le professeur Léon Schwartzenberg avait longuement rencontré Regina et appuyait son témoignage avec toute l'autorité d'un scientifique de haut niveau, au point de signer la préface du livre qu'elle écrivait. L'enquête fut vite suspendue sous prétexte que les policiers auraient "manipulé les auditions". Regina Louf était insultée et traitée de folle, ce qui n'eut jamais été le cas
si son témoignage avait accablé misère urbaine, plutôt que de personnalités.

Le livre de la Honte




Le livre de la hnte: Les réseaux pédophiles
Laurence Beneux, Serge Garde, le cherche midi éditeur, 2001
.

Bambini rapiti in Belgio





I Titoli non devono prevalere sui contenuti

Questa Associazione e Sito e libro si definiscono attivi "contro gli abusi mentali" oltre che "fisici e tecnologici": colgo qui l'occasione di questo  esempio particolare,  per stigmatizzare la possibilità di attuare voluta PROPAGANDA, o diffondere anche involontaria "disinformazione" attraverso un meccanismo mentale di superficializzazione della conoscenza dei fatti in modo che i TITOLI riescano a prevalere sui CONTENUTI, il sentimentalismo occasionale sulla conoscenza operativa.
"Occulto" sta per contrario di "colto"? Ma informazione non è SAPIENZA, non sempre significa chiarezza e conoscenza: non solo voluti depistaggi e consapevole disinformazione ma pettegolezzi di ogni genere rimbalzanti di voce in voce tendono a produrre un polverone quasi più oscuro del... "sincero occulto". Più in generale, chiamati in causa, dobbiamo rispondere con una secca serie di commenti o meglio dobbiamo porre a tutti - e porre a noi stessi - una serie di "domande retoriche" di cui in fondo sappiamo già le diversificate risposte.
Ormai da molti decenni CIRCOLANO in pratica liberamente riferimenti "strillati", sbandierati, ripetuti e risonanti di originale in copia e di copia in copia; da decenni si pubblicano - anche se poi si cerca di smentire - testimonianze di vittime sofferenti che si raggruppano anche in Associazioni e Forum di discussione, litigiosi fra di loro e in numero spropositato. Ma ci si chiede qual'è la provenienza geo-politica di tutta questa massa di "cultura", di possibilità di trasmettere informazioni? Quale specchietto per le allodole vi si nasconde sotto, forse per meglio "occultare" - deviando l'attenzione verso un univoco "nemico" - una serie di così rese irriconoscibili collusioni? 
In mano a prestigiatori della comunicazione si costruisce (?) come la peggior "fanta-politica" tutta la serie di "pseudo-certezze", "pseudo-causalità" se non di assolute attribuzioni di "colpevolezza"; ormai "strillati" riferimenti pubblici si propagano indicando Nazioni, popoli, organizzazioni ecc. come sede indiscussa del MALE ASSOLUTO: non ci si chiede invece il perché, né il come circolano queste notizie - e SOLO QUESTE notizie? Ci sarà "sotto" un secondo fine oppure più semplicemente e logicamente non sarà perché in alcuni Paesi piuttosto che in altri ESISTE - ancora? - una RELATIVA libertà di parola e scrittura? La CIA sbandierata come il babau dei bambini, il Belgio come una nazione corrotta abitata da biechi pedofili assassini, la Scandinavia luogo ove si torturano gli abitanti fin dalla nascita? Ma nessuno - pago di aver raggiunto simili certezze - si chiede se a rigor di logica il resto del mondo sia una specie di Paradiso? Si chiede cosa veramente accadeva e vi accade?
Gruppo Bilderberg? "Guerra fredda"? ecc. ecc.? Ma come si spiega che Giovanni Agnelli Bilderberg Advisory Group member con Vittorio Valletta fin dall'inizio degli anni Sessanta - cioè ancora in non del tutto risolta Guerra Fredda - ricostruiva dal niente in piena Siberia una città di quasi un milione di abitanti - Togliattigrad - considerata un gioiello di eco-sistema, accanto a una nuova fabbrica di automobili - le Zigulì? Nessuno si chiede come mai se si cerca in rete il link di Bilderberg si trova un sito - con estensione addirittura ".org" -  del tutto e fin esageratamente all'opposizione. Si tratta comunque sia di una seria scorrettezza: ma il sito continua ad essere attivo e a quanto pare nessuno ne riceve alcun danno.


Documentazioni

basic final structure of the X-Dossier investigation

E se è comunque possibile consultare sia i Dossier X autentici e trovarvi i punti controversi o mal tradotti ampiamente discussi: non sarà forse che Europei, Americani, Scandinavi, Belgi POSSIEDONO ANCORA (?) tanto quanto una certa liberà di parola e di pubblicazione?

Cosa dicono e testimoniano con documenti, fotografie, rilevamenti di luoghi ecc. i testimoni diretti? Quali collusioni del tutto miste rivelano? Ecco come ormai si direbbe si sia globalmente diffusa l'idea del Belgio come località - quasi la principale località - ove avvengono più frequenti e più anomali fatti di perversione pedofila: ma come si fa a dimenticare che invece è stata l'UNICA nazione in cui questo tipo di delitti organizzati ha potuto - sia pure molto, molto malamente venir processati davanti a normali Tribunali? Ove una parte di questi delitti riuscirono ad approdare, sia pure con esito finale disastroso? ove le denunce poterono malgrado tutto aver seguito soltanto poiché, e per combinazione, una parte della cantina di una delle undici (11!) case di Dutroux si trovava nel territorio di cui era responsabile il giusto e onesto giudice Connerotte. e soprattutto per il coraggio e la costanza dei familiari delle bambine rapite; mentre quasi un effetto negativo ebbe l'enorme Marche Blanche dei trecentomila (300.000) partecipanti (su di una popolazione di soli 10.239.000 abitanti...) - vedi documentazione nei siti dedicati a Melissa Russo, e Julie Lejeune...
(Gino et Carine Russo: Le procès n’est pas une finalité Par Frédéric Loore - La Libre Match, 25 septembre 2002)

n'oubliez pas!Asbl Julie et Mélissa, N'oubliez pas!
Rue Gustave Baivy, 30/6 - 4101 Jemeppe-sur-Meuse Tél. (répondeur): 04-231.24.11 - Fax: 04-231.20.93 E-mail: julie.melissa@tiscali.be vedi il Forum e articoli: Nous ne laisserons pas passer cela... Et vous ?

Le 20 octobre 1996 eut lieu à Bruxelles la Marche blanche qui représenta la plus grande manifestation populaire de l’après seconde guerre mondiale en Belgique; selon les principaux observateurs, ce furent plus de 300 000 personnes (...)

Vedi anche altre informazioni nel sito di 
chi l'ha visto? della RAI 

La (inutile) Marche Blanche dei 300.000 autoconvocati, la rivista n'oubliez pas, il Forum: pour la Vérité, il réseau de Comités Blancs, Marc Reisinger ... 
Vedi aggiornamenti sul Processo Dutroux

Vedi Les larmes du juge martyr des Belges

Altre importanti segnalazioni sono riassunte in un articolo di Marc Reisinger:
Marc REISINGER (Psichiatra, Antropologo sociale) - Fondatore di Pour la vérité)
Influence de l’affaire DUTROUX sur quelques carrières. (ou comment je suis devenu Républicain)
...
Le choc le plus spectaculaire produit par l’affaire Dutroux est sans aucun doute le dessaisissement du juge Jean-Marc Connerotte. La deuxième carrière brisée par l’affaire Dutroux - on l’a peut-être oublié - est celle de
 
Marie- France Botte. [voire: Marie-France Botte accusée de diffamation (*)]  Fondatrice d’une association combattant la prostitution enfantine en extrême Orient, elle a eu le malheur de déclarer qu’en Belgique aussi il y avait des réseaux et des protections. Cela a suffi pour déclencher une campagne de diffamation inouïe, et pour que ses protections élevées la lâchent (elle avait été anoblie peu auparavant par le Roi). Accusée par la presse d’avoir détourné 60 millions - l’audit et l’expert judiciaire n’ont trouvé aucune trace de détournement - elle n’a jamais été entendue et encore moins jugée. La seule conséquence de l’enquête menée par le juge Van Espen, à ce jour, est la fermeture de l’association. Le troisième lynchage fut celui des gendarmes De Baets et Bille (**), chargés d’enquêter sur Regina Louf, le témoin X1, victime d’un réseau pédophile où interviendrait Dutroux. La quatrième tête de turc de l’affaire Dutroux est Marc Verwilghen. Son cas est plus complexe: il était jadis président de la Commission parlementaire sur les enfants disparus; il est actuellement ministre de la Justice, grâce au score électoral extraordinaire réalisé en juin 1999. Ce score a été obtenu en dépit d’une campagne de harcèlement médiatique sans précédent. Cinquième victime: le député-bourgmestre Patrick Moriau.Très actif au sein de la Commission Dutroux, il a choisi de démissionner au moment où on l’a accusé d’avoir, en tant que trésorier, blanchi de l’argent sale du Parti Socialiste. Certain d’avoir été écarté en raison de son zèle à chercher la vérité dans l’affaire Dutroux, il a publié un compte-rendu des travaux de la commission intitulé: Les cahiers d’un commissaire (Luc Pire, 1997). Depuis quelques semaines, une partie de la presse accuse Pour la vérité d’être à l’origine d’un complot contre la monarchie, qui aurait notamment inspiré le livre de Frédéric Lavachery et Jean Nicolas, Dossier pédophilie (Flammarion, 2001). Contresens absolu, puisque nous n’avons cessé de dénoncer l’action de Jean Nicolas, notamment lors de la publication de la fameuse liste de pseudo-pédophiles. Nous avons aussi dénoncé les liens possibles de Lavachery avec la Sûreté de l’Etat.

(*) En 1995, les époux Dupont portent plainte contre Madame Botte pour détournement de fonds et abus de confiance. Ils prétendent que Marie-France Botte s'attribue les mérites du CPCR (Center for the Protection of Children's Rights, en Thaïlande) alors qu'elle ne travaille plus avec ce centre et qu'elle continue à récolter des fonds au nom du CPCR. En 1996, prenant position sur les affaires de pédophilie qui secouent la Belgique pendant l'été, Marie-France Botte soutient la thèse des réseaux organisés. En 1998, la plainte des époux Dupont donne lieu à l'ouverture d'une instruction par le juge Van Espen, spécialiste de la délinquance financière. À la fin de l'année, Marie-France Botte tente de se suicider. Son association est mise en veilleuse. En juillet 2002, Marie-France Botte est inculpée de faux et d'abus de confiance par le juge Van Espen.
(**)
Les documents inédits que nous révélons cette semaine sont accablants. Ils prouvent - notamment - que le juge d’instruction Jacques Langlois a participé directement à la campagne de calomnie et de diffamation qui visait des enquêteurs écartés, à tort, de l’enquête de Neufchâteau sur le témoignage de Regina Louf. Voire même à une stratégie d’influence visant à orienter la perception de l’opinion sur l’hypothèse du réseau pédocriminel dans le cadre du dossier Dutroux. Le 25 août 1997, moins d’un an après que les témoins dits "X" se soient manifestés à Neufchâteau, quatre gendarmes étaient écartés de l’enquête. Il leur était alors reproché par le commandant Jean-Luc Duterme, leur chef hiérarchique, d’avoir manipulé le témoignage de Regina Louf, alias "X1" (voir à cet égard nos éditions précédentes, JDM n°84 à 87). C’est dans ce cadre que M. Duterme rédigeait, le 26 août 1997, un PV n°BR.25.66.110879 pour faux en écriture authentique et publique par un fonctionnaire dans l’exercice de ses fonctions à charge de Patrick De Baets, le principal interrogateur de "X1". Deux ans plus tard, au bout de longues enquêtes pénale et pré-disciplinaire, il fut établi que ces soupçons et ces accusations étaient totalement dénués de fondement. De même, des rapports de relecture de l’enquête De Baets, rédigés par d’autres gendarmes et qui épousaient les accusations du commandant Duterme, ont été littéralement cassés en pièce après un examen approfondi dans le cadre de l’enquête pré-disciplinaire: ces rapports étaient truffés d’erreurs (lire JDM n°84). Résultat des courses: aujourd’hui, c’est Patrick De Baets et un autre ex-écarté de l’enquête de Neufchâteau, Aimé Bille qui accusent: ils ont déposé plainte pour faux en écriture à charge du commandant Duterme à Bruxelles et ils se sont constitués partie civile contre les relecteurs pour faux en écriture, entre les mains du juge d’instruction Gérard à Neufchâteau.

Le vittime della rete pedocriminale Zandvoort testimoniano Vidéo de Marcel Vervloesem qui s'adresse aux victimes
Le 100.000 foto di pedopornografia ed atti di tortura sui bambini sembrano non essere che un pallido riflesso almeno del doppio delle vittime : madri e padri, che da quando hanno sospettato di avere un perverso nei loro ambienti, sono stati afferrati da una spirale di violenze, nella cornice di un sistema che li condanna per dei crimini di cui rifiutano di essere complici

P 159 Televideo Ve 18 Giu 2004 07:01:17 Rai
PEDOFILIA, VERDETTO:  Televideo: DUTROUX E' COLPEVOLE
La Corte di Assise belga di Arlon ha giudicato il pedofilo Marc Dutroux colpevole di sequestro, stupro e omicidio. Il verdetto riguarda il rapimento di due bambine di 8 anni, Julie e Melissa, ritrovate senza vita nell'agosto '96, e la morte di altre due adolescenti, An ed Eeifje. Altre due ragazze furono liberate dalla polizia oltre un anno dopo il loro sequestro. L'entità della pena sarà decisa non prima di lunedì. 
Riconosciuti colpevoli di associazione a delinquere per il sequestro di bambini, con alcune aggravanti, la moglie e l'aiutante di Dutroux. Assolto un altro coimputato, Michel Nihoul, riconosciuto colpevole di traffico di droga.

Al processo Dutroux-Nihoull: testimonianza di Letitia Delhez
Peocesso Dutroux Nihoul
Cela a débuté mardi. Laetitia Delhez, la dernière victime de Dutroux, enlevée le 9 août 1996 vers 20h45, aux abords de la piscine de Bertrix, est venue reconfirmer qu'elle avait bien entendu trois conversations téléphoniques.

Nihoul en partie blanchi Observatoire Citoyen Les jurés ont estimé que Michel Nihoul n'était pascoupable de complicité dans une association demalfaiteurs impliquée dans les enlèvements et les séquestrations d'enfants. Ils ont aussi estimé qu'il ne devait pas être considéré comme complice de l'enlèvement et de la séquestration de Laetitia.


Le dossier Nihoul

Herwig Lerouge Le dossier Nihoul Les enjeux du Procès Dutroux Ed. EPO
Nihoul, l'homme qui s'est toujours vanté d'avoir «le bras plus long que le Danube», devrafinalement comparaître au Procès Dutroux. Ce livre démontre qu'il n'était pas qu'«un petit escroc partouzeur à l'occasion», comme certains se sont acharnés à le présenter, mais qu'il a été impliqué dans tous les milieux de la criminalité: traite des êtres humains, corruptions, escroqueries, trafics et grand banditisme... Et que Nihoul y fréquentait depuis des années des pédo-criminels, l'extrême droite, des assassins, des politiciens, des policiers, des gendarmes, des magistrats, des fonctionnaires corrompus, des hommes d'affaires et... la bande à Dutroux. Un livre indispensable pour comprendre les enjeux du Procès d'Arlon.

Herwig Lerouge est journaliste à l'hebdomadaire Solidaire.




Procès Dutroux-Nihoul: la contre-enquête (1) • Que peut-on encore attendre du procès Dutroux? Enlèvements et assassinats d'enfants. Le 1er mars, huit ans après l'éclatement de l'affaire Dutroux, comparaîtrontdevant la Cour d'Assises d'Arlon quatre inculpés: Marc Dutroux, sa femme Michèle Martin, son complice Lelièvre et... Michel Nihoul. Il s'en est fallu de peu pour que ce dernier n'échappe à la justice. Et le jury n'aura pas la tâche facile, car toutes les questions sont loin d'être résolues. Disons plutôt que peu de questions sont résolues, parce que ceux qui dirigeaient l'enquête n'ont pas voulu les résoudre. Article de l'auteur
Editions EPO Lange Pastoorstraat 25-27 2600 Anvers - Belgique
 LA MAISON D'EDITION EPO EST UNE ASBL PUBLIANT DES LIVRES A CONTRE-COURANT, SOUHAITANT AINSI CONTRIBUER A UNE MEILLEURE CONNAISSANCE DE L'HISTOIRE COMME DE LA PLUS BRULANTE ACTUALITE. POUR NOUS SOUTENIR ? TRANSFEREZ CE MESSAGE AUTOUR DE VOUS
Oliver Rittweger editions@epo.be  Site internet: www.epo.be   Les dossiers X. Ce que la Belgique ne devait pas savoir sur l'affaire Dutroux. Anne-Mie Bulté, Douglas De Conink, Marie-Jeanne Van Heeswyck Editions EPO, Bruxelles, 1999, 570 pages. (ora introvabile)
Vedi in italiano gli articoli : 
La ragazza che partorì in segreto di Annemie Bulté et Douglas de Coninck


Les enfants n'aiment pas les crocodiles · Abus pédosexuel et infanticide Carine Hutsebaut


Comités Blancs

Innocence in danger

E Elizabet Brichet: uccisa dal "nuovo" serial killer Michel Fourniret? Comunque in questo caso la CORTE D'ASSISE DI CHARLEVILLE-MEZIERES ha condannato all'ERGASTOLO l'orco delle Ardenne
Ergastolo per Michel Fourniret e la moglie. Il serial killer francese condannato per l'omicidio di sette ragazze, aveva già confessato. La consorte era complice. Il processo dura dal 27 marzo al 28 maggio 2008 e si conclude con i due ergastoli.
Con la condanna all’ergastolo dell’ex carpentiere Michel Fourniret, 66 anni e di sua moglie Monique Olivier, 59 anni, si è concluso oggi uno dei casi di omicidi seriali più agghiaccianti mai successi in Francia. Fourniret è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di sette ragazze (se ne sospettano otto) senza possibilità di riduzione della pena. La moglie invece dovrà scontare almeno 28 anni di detenzione. Lo ha deciso la Corte d’Assise di Charleville-Mezieres dopo due mesi di processo. Nel 2004 Fourniret aveva già confessato di aver ucciso sette ragazze negli anni dal 1987 al 2001. La sua cattura era stata possibile grazie ad una 13enne che riuscendo a fuggire dal suo furgone aveva memorizzato il numero della targa. All’uomo sono state attribuite anche altre vittime, nove ragazze uccise in Francia e una in Belgio; tutte erano state sequestrate, violentate e torturate prima di essere assassinate. Monique Olivier, la moglie del serial killer, è stata condannata per uno degli omicidi e per complicità in altri tre. In particolare la donna aiutava il marito a scegliere e catturare le vittime, preoccupandosi poi di nascondere i cadaveri. Nell’appello finale alla giuria Fourniret ha chiesto clemenza per sua moglie, che ha definito una poverina, incapace di fare del male. All’inizio del processo aveva indicato se stesso come una persona cattiva e priva di ogni sentimento umano. 

Kim e Ken Heyrman? Carine Dellaert? Christine van Hees? A chi appartenevano i 4.497 capi di vestiario ritrovati nel corso della prima inchiesta? Cosa si sa di tutti gli altri bambini e ragazzini "spariti"? Vedi Radicalparty Belgium e Edition Mols
Silence on TUE des enfants

Régina Louf  Silence on tue des enfants. Voyage jusqu'au bout du réseau Editions Mols, 1998
(E' molto importante la lettura del documento: Communiqué de l’avocate de Mme Regina Louf (6 mars 2004) 

I paragrafi citati in italiano hanno un titolo che indirizza già sui contenuti, come anteprima della traduzione in via di pubblicazione: stralci tratti da alcuni capitoli che rivelano fondamentali ANALOGIE con le testimonianze italiane degli ESPERIMENTI SU BAMBINE/I file integrale con lo stesso titolo anche in pdf

ADDESTRAMENTO

[…]
Capitolo 12
Noi, i bambini della morte – come i sado-masochisti ci chiamavano – non potevamo prestarci reciprocamente aiuto, che con difficoltà. La concorrenza tra di noi era forte. Ogni bambino sapeva bene che doveva essere il migliore. Solo i migliori sopravvivevano. E ognuno preferiva battere che essere battuto, così noi ci torturavamo l’un l’altro per sfuggire ai colpi.
Nelle più pericolose situazioni, la bestia che dormiva in noi si risveglia. Non so e non ho mai saputo ciò che esattamente era quella bestia e per quanto tempo vive nel cuore delle persone. È quello che si chiama “istinto di sopravvivenza”. Più si è vicini alla morte, più i sensi si acuiscono. Si acquisiscono in fretta facoltà di percezione soprannaturale e in qualche parte, nel più profondo del cervello, un’alta tensione ronza, come dell’elettricità.
Si vede meglio, si hanno migliori udito e olfatto. Si sente nell’odore del seviziatore, la misura della sua eccitazione: più l’odore è forte, più è imprevedibile. Si vedono molte cose. Come la calma che è tipica di un perverso pericoloso. Come valuta con uno sguardo le forze che ci restano. Si sentono i battiti del suo cuore, il cui ritmo diminuisce quando entra in trance. Si vede il suo sguardo calmo, calcolatore. Si vede come soppesa col pensiero la sua vittima. La belva in noi si mette in guardia. Si prendono le distanze dal gruppo, si raggruppano tutte le energie in uno sguardo sveglio, fiero. Guarda, io sono qui e resterò qui. La sofferenza sparisce, l’ansia si dissipa. Il nostro ritmo cardiaco si abbassa, una calma baldanza ci spinge ad agire. Tutti, come l’assassino, si scelgono la propria vittima.
La ragazza con i capelli biondi e dritti. Sta tirando su col naso, ha gli occhi diretti verso il basso, le sue povere spalle abbassate. La sua respirazione è a scatti e rapida. È come un animale braccato, un coniglio che corre in un campo, mentre la lince prepara i suoi muscoli per il balzo finale. Tu la guardi e la lanci più forte che puoi nella direzione dell’uomo che resta calmo. È lei che vuoi? La odi, perché è lei che sceglie, piuttosto di te. Tu diventi forte, grande, superiore. Tu lo guardi dritto negli occhi. Più tardi, potrai possedermi, e non rimpiangerai di avermi lasciata vivere. Tu emetti questo messaggio con gli occhi e col corpo. In quel momento, nella stanza buia con il tavolo di vetro e gli strumenti ginecologici come attrezzi di tortura, in quel mondo surrealista, tu diventi un lupo, il carnivoro. E dopo un istante, fai parte del loro mondo.
[…]
Capitolo 13
I loro atti sempre più violenti, riempivano progressivamente la mia vita. Spesso questi atti assomigliavano ad esperimenti, e dopo ogni esperimento imparavo a padroneggiare meglio col mio corpo. Essere legata mi era insopportabile. La paura di non poter fuggire, la paura di morire erano terribili. E ogni volta sembrava durare sempre più a lungo.
[…]
Capitolo 14
Spinta dalla mia curiosità insaziabile, osservavo con attenzione i meccanismi della rete. Volevo sapere chi erano i miei clienti, perché venivano da me, perché erano introdotti nel gruppo. Non era tanto quello ad interessarmi, quanto perché volevo sapere a che cosa servivo loro.
[…]
Cominciavo a considerare la vita nella jungla (così chiamavo la rete) come un gigantesco gioco degli scacchi. Sapevo che se fossi stata una buona giocatrice, avrei potuto parare i loro colpi. La maggior parte delle vittime erano dei cattivi giocatori. Quante volte ho visto dei bambini farsi torturare a morte, perché non avevano capito per tempo che uno dei carnefici non era contento, quante volte ho visto i più deboli morire perché non avevano potuto guardare per tempo i loro carnefici negli occhi… 
[…]
Anche se non conoscevo la maggior parte dei clienti per nome, il loro viso era impresso nella mia memoria. È bene conoscere i propri nemici. Quando li rivedevo, mi comportavo come se non li conoscessi.
[…]
Quelli che conoscevo per nome erano i più pericolosi. Mi consideravano come un testimone, ed ero dunque un pericolo potenziale per loro. Con loro era molto importante interpretare il ruolo della bambina ignorante. Tenevo impresso il loro nome nella memoria, ma facevo in modo di non chiamarli mai per nome, anche se l’avevo sentito dozzine di volte.
[…]
mi ero resa conto che le vittime che non arrivavano a stabilire un legame con lo zoccolo duro dei clienti venivano rapidamente eliminate.
[…]
Capitolo 15
Ho cercato di capire per quale motivo ero sopravvissuta [alle cacce]. Credo che sia nello stesso ordine di motivi, per cui avevo evitato la morte nei giochi sessuali. Le reti avevano investito molto tempo e sforzi per fare di me un giocattolo sessuale pienamente soddisfacente [solo per questo?]. Io stessa formavo altre bambine.  […] era difficile acciuffarmi in quelle cacce, perché applicavo le tecniche di dissimulazione che mi erano state insegnate dal mio padre biologico, Alan, nelle Montagne Rocciose canadesi [solo grazie a quello?]. […] Mi allontano un poco, appoggiandomi contro un albero da cui potevo vedere tutto il gruppo. Le altre ragazzine restavano serrate le une contro le altre
[…]
Capitolo 20
Mi inginocchio e tendo le mani. Sapevo che dovevano essere legate. Lui mi mette una metà delle manette al polso destro e l’altra ad un anello al muro, poi lega il mio polso sinistro. Per me, l’attesa cominciava. La postura era una prova in sé. A causa del fatto che l’anello era piuttosto alto sul muro, avevo le braccia tese e le mie ginocchia sopportavano tutto il mio peso […] Dopo varie ore in quella posizione […] la cosa peggiore era che non riuscivo più a respirare normalmente. […] Non avrei potuto chiamare nessuno, né gridare; d’altronde non lo avrei voluto, perché quello mi avrebbe tolto l’energia di cui avevo bisogno per sopportare il dolore. […] Cercavo di raggiungere una sorta di trance o di sonno, che rendesse il dolore meno forte. Disinserivo il mio animo e mi concentravo su un punto luminoso interiore, scansando ogni emozione. Potevo così tenere lontana la sensazione dolorosa. Dissociando il mio spirito dal mio corpo, non sentivo più il dolore, per lo meno psichicamente. Questa cosa, unita ad anni di allenamento per aumentare la mia soglia di resistenza, mi permetteva di sopportare quella postura per delle ore senza troppi disastri.
[…]
Tony era l’unico a comprendere che qualcosa non quadrava nella mia testa. Ma non ne era seccato. Coltivava questa cosa, dandomi anche nomi differenti. Petit souris, Fillette, Putain, Bo… questi nomi cominciavano lentamente ad appartenermi. La cosa più folle, è che quando lui mi chiamava con un nome, la personalità che corrispondeva al nome arrivava immediatamente.

RIVISSUTO
Capitolo 12:
Una notte, qualche mese dopo aver sposato Erwin, mi trascinavo per casa per guardare nel frigo alla ricerca di qualcosa da mangiare. […] Nel frigo, quella notte, ho visto una salsiccia all’aglio che Erwin aveva comprato la sera stessa e che non aveva ancora mangiato. Ne fui terrorizzata. L’angoscia mi prendeva alla gola. Ero tornata bruscamente nel passato, con una rapidità folle, e questo è durato parecchio prima che realizzassi che si era nel 1989.

SEGNALI DELLE PERSONALITA’
Capitolo 20:
Ginie la maltrattata si nascondeva fino a quando Tony appariva nel mio letto o davanti all’entrata di scuola; lei era appena cosciente della vita alla scuola o in famiglia. L’altra Ginie non sembrava presente durante gli stupri e viveva dunque “normalmente”.
[…]
A Knokke, da mia nonna, gli adulti avevano notato che dialogavo con delle voci nella mia testa, che cambiavo rapidamente di umore, o  che mi mettevo a parlare con una voce o un accento bizzarro. Benché non avessi che cinque o sei anni, comprendevo che era strano e che quello non era permesso. Ho imparato a nascondere le mie voci, i miei altri “io”.
[…]
Capitolo 24
Con l’andare del tempo avevo sviluppato un sesto senso che mi permetteva di capire in fretta le persone. La sua incertezza diventava sempre più visibile. E questa cosa aveva avuto per risultato che, nonostante morissi di paura, quel famoso sabato ho sentito diventare grande in me un’energia che mi rendeva più forte di quanto fossi mai stata.
[…]
Capitolo 27
Mi getto a terra. Sento afferrare il frustino sul tavolo. Sento il movimento del suo braccio che lo solleva e subito mi colpisce ferocemente. I primi colpi sono i più dolorosi. Respiro a fatica, ogni fibra del mio corpo reagisce contro la sofferenza… Poi entro dolcemente in trance. La mia schiena s’intirizzisce. Sento i colpi, ma non mi colpiscono più. Volo fuori dal mio corpo, fuori dalla mia testa.
Non sento più niente. 
[…]
Capitolo 27
Cosa c’era lassù, nella villa di mia nonna? Cos’era che mi bloccava lo stomaco? Qualche cosa mi bloccava l’accesso a quel passato. Questa cosa mi ritorna come se la mia memoria – o una parte della mia memoria – era controllata da qualcun altro.
[…]
IL CONTROLLORE.Soprassalto. Da dove viene quel nome? Un nome che mi sembra così familiare, un nome che ho dato ad una persona appartenente al mio passato, mentre alcuni adulti cominciavano a fare delle domande sul mio comportamento. Ma quella… persona è in me. Chiamo qualcosa – o qualcuno – in me il controllore. Bah, a cosa sto pensando? È una finzione. Lo sdoppiamento di personalità non esiste. Nessuno mi dirige o mi controlla!
Delle immagini sorgono spesso bruscamente. Posso respingerle, fare come se si trattasse di fantasie, ma quando arrivano, diventano delle cose vive. Loro vivono una vita propria, fino a quando sia pronta ad accettare la verità e a reagire. L’idea del “controllore”, dimenticata da tempo m’inquieta malgrado i miei sforzi per scartarla il più in fretta possibile. Quest’angoscia di diventare pazza è sempre presente. Ma ho soprattutto paura che gli altri lo notino. È per questo che simulo dietro ad un viso ridente e spensierato, una tecnica che ho perfezionato nel corso degli anni.
[…]
Già dopo qualche tempo, sentivo qualche cosa che non andava in me, qualcosa di differente dalla maggior parte delle vittime. Il mio umore era molto variabile. Non riuscivo a prendere una decisione – neppure sul colore della carta da parati – senza discutere prima per delle ore con delle voci nella mia testa. Il mio comportamento poteva diventare spesso aggressivo, maschile. Rispondevo a più nomi.
Non potevo scrivere una pagina senza cambiare tre volte di scrittura. Un giorno portavo una giacca di pelle, degli stivali da cowboy e dei jeans. L’indomani mi vestivo da donna, anzi come una puttana. Perdevo conoscenza di certi episodi che “qualcun altro” sembrava vivere al mio posto. Come se il mio corpo venisse prestato.
[…]
Capitolo 29
Gli esseri umani potevano essere addestrati come i cani di Pavlov? È strano: quando il telefono suona una volta, divento nervosa, e mi aspetto che un autista mi venga a prendere nella mezzora successiva. Sento ancora il suono col fischietto: significava che il dolore stava per finire perché era stato al limite delle mie possibilità. Uno schiocco di dita mi comandava ad aprire le gambe. Ma perché avevo lasciato entrare Tony quando tutto il mio corpo lo rifiutava?
Onora tuo padre e tua madre. Codice antico. Quel codice mi ha spinta ad obbedire ai loro ordini di… no! Non posso! Mio dio! Tutto il mio corpo è scosso dagli spasimi. Mi trascino in un angolo e metto la testa tra le braccia.
Spinta da qualche cosa di irreparabile, da una forza contro la quale non potevo difendermi, prendevo un coltello nascosto nel mio armadio. Devo tagliarmi e punirmi di aver fallito pensando a delle cose che dovevano restare segrete. Sono ribelle. I bambini ribelli devono essere puniti. O dovevano guardare il loro coniglio farsi scorticare vivo, o altri bambini farsi torturare, sanguinare e urlare di dolore perché ero stata un’idiota.
Colpisco sistematicamente. Un taglio dopo l’altro. Dei fiotti di sangue colavano lungo le mie braccia, scendono sul pavimento, formando un disegno surreale sulle piastrelle. Non posso impedirlo, anche se piango e una voce interiore chiama aiuto. Non voglio farlo, ma un meccanismo si è messo in modo da un solo pensiero, Dio solo sa quale, e non mi permette di fermarmi.
[…]
Esistono delle cose che non so esprimere. Come sono stata addestrata passo a passo a sopportare il dolore, a fare delle cose così dolorose che avevo quasi l’impressione di morire dentro di me, ma che ho fatto anche perché dovevo obbedire.
Mi sono colpita o stuprata con un oggetto anche quando l’ordine arrivava per telefono… Lo facevo perché i miei padroni me l’avevano ordinato.
Siediti, colpisci, stop!
Alla fine, come un cane ben addestrato.
[…]
Nessuno ha la minima idea di quanto costa liberarsi delle proprie catene mentali alle quali si è stati attaccati. Nessuno, a parte me, sa a quale frequenza i codici sono ripetuti. Non posso spezzarli da sola e non so assolutamente come sono giunti in me. […]Magari potessi essere sufficiente forte per spezzare i segreti di cui ho così tanta paura, per battermi. In quale angolo del mio cervello si trovano le sedute in cui mi hanno inculcato i codici? L’aiuto deve arrivare dall’interno. Qualche parte in me vive le personalità che sorvegliano i ricordi e hanno la chiave per spezzare i codici.
Capitolo 30
Codici o non, mi batterò. So come arrecare gravi ferite. So che devo colpire con il coltello una sola volta e all’improvviso, perché se no, loro lo utilizzeranno contro di me. Io lo so: loro me l’hanno insegnato. Forse è tempo di utilizzare contro di loro tutto ciò che mi hanno insegnato…  
[…]
Capitolo 29
LA PARTE VITTIMA
(un esempio della parte-vittima che esce fuori. La vittima che assomiglia al carnefice e ha i suoi pensieri. Qui, per fortuna, c’è consapevolezza).
Dovevo lottare con tutte le mie forze per proteggere i miei bambini da me stessa. Avevo spesso il pensiero che fosse giunto il tempo di far conoscere loro il mondo, di renderli più forte… Ho paura di questi pensieri, sono le frasi che mia nonna utilizzava per giustificare i miei atti contro di me. Perché dovevo pensare in quel modo? Voglio solo amare i miei bambini, proteggerli, dar loro un’infanzia in cui la sicurezza sia centrale. È questo che voglio. Ma malgrado questo, sento talvolta la voglia riprendere il filo assumendo il ruolo di mia nonna. Come se il cerchio della violenza non potesse essere spezzato.


in nome di mia sorellaUn'altra importantissima testimonianza quasi dimenticata:
In nome di mia sorella. L'orrore della pedofilia: una testimone racconta
- 1997 -  Benaissa Nabela - Rizzoli -
La Repubblica, 12-03-1997, Cultura, Pag. 36 
La bimba marocchina massacrata in Belgio: il diario di Nabela Benaissa: Loubna, mia sorella. Così l'hanno uccisa: sconvolgente libro che racconta la vita spezzata di una bambina: Nabela Benaissa - In nome di mia sorella.
Nabela, 18 anni, sorella di Loubna Benaissa, la piccola marocchina di nove anni violentata e uccisa in Belgio nel 1992 e ritrovata solo nel marzo 1997, racconta l'atroce vicenda vissuta dalla sua famiglia e l'incubo che ha sconvolto un'intera nazione. Loubna scompare misteriosamente un tranquillo mercoledì d'agosto, in pieno giorno, in un quartiere di Bruxelles. Benché molti dettagli indirizzino subito gli inquirenti verso il colpevole, una vecchia conoscenza della polizia, l'inchiesta segna il passo e l'alibi dell'indiziato non viene messo in dubbio. Passano cinque anni e soltanto la tenacia di Nabela unita all'indignazione di tutto il Belgio consente di venire a capo della tragedia e di catturare l'omicida.

In namen meiner Schwester

Im Namen meiner Schwester
  / Au nom de ma soeur
von / par  Nabela Benaissa
Loubna Benaïssa Au nom de ma sœur
- (Le 5 août 1992, Loubna Benaïssa (9 ans) disparaît à Ixelles. Le 5 mars 1997 son corps est retrouvé à quelques centaines de mètres de son domicile. Sa sœur parle... ) Ed. Labor, 1997, In-8, 130p (avec 16 photos) - 6 € 85) 
(Per informazioni sull'attività attuale di Nabela Benaïssa:

Grande dis' pour Nabela (02/07/2002)

La soeur de Loubna Benaïssa termine brillamment ses études de droit
BRUXELLES Parmi les étudiants de dernière licence sortis fin juin de la faculté de Droit de l'Université libre de Bruxelles figure la soeur de la petite Loubna, kidnappée et séquestrée par le pédophile Derochette et retrouvée assassinée le 5 mars 1997.Nabela Benaïssa n'a pas seulement réussi sa troisième licence: elle a brillamment terminé cinq années d'études universitaires avec grande distinction, un grade qui salue des cotes supérieures à 80 pour cent. Entourée des siens, Nabela avait ébloui par son humilité, sa dignité et sa grande intelligence lors du combat qu'elle avait fourni en faveur des enfants victimes au côté des parents Russo, Lejeune et Marchal sans oublier la maman de la petite Elisabeth Brichet.

Grégor Chapelle Changeurs de Monde Preface de Nabela Benaïssa
Interview de Nabela Benaissa:
- Un volan qui vient de loin...

Jeudi 19 février 2004. Nabela Benaissa, malgré un emploi du temps surchargée, a accepté de nous expliquer ce qui l'a  amenée  à préfacer Changeurs de Monde. Conseiller diplomatique depuis un an et demi pour le Ministre Flahaut, elle s'envole bientôt pour le Liban et une mission au Proche-Orient... )
 (Questi dati si trovano anche nel file/capitolo: Testimonianze e Dubbi)


Ma non è ancora finita:
29/06/2006 11:52 BELGIO, TROVATI CORPI DELLE BIMBE SCOMPARSE
E' stata completata nella notte l'autopsia sui corpi di Stacy e Nathalie, le due bambine belghe trovate morte ieri alla periferia di Liegi, vicino a dove erano scomparse il 10 giugno. Secondo indiscrezioni, sul corpo di una delle piccole vi sarebbero segni di percosse. Per il rapimento delle due bambine l'unico sospettato è Abdellah Ait Oud, già condannato per pedofilia. L'uomo, che oggi sarà interrogato di nuovo, ha sempre respinto le accuse. La vicenda fa rivivere al Belgio l'incubo della pedofilia, legato alla morte quattro ragazzine sequestrate dieci anni fa da Marc Dutroux.
Les autopsies accablent un peu plus Les petites Stacy, 7 ans, et Nathalie, 10 ans, retrouvées mortes mercredi à Liège, sont décédées par strangulation peu après leur disparition et la plus âgée des fillettes a été violée, a confirmé le procureur du roi de Liège. Abdellah Ait Oud, maintenu en détention, va à nouveau être entendu par la justice. Le caractère sexuel du double crime renforce la conviction des enquêteurs. Mais la piste d'une complicité n'est pas écartée. lire l'article.
Dai Motori di Ricerca si può arrivare su molti siti (265.000 in inglese e in francese, 9.100 in italiano) - attendibili? sconclusionati? tendenziosi? - a partire da Dutroux come parola chiave cominciando da links di Wikipedia
Beyond the Dutroux Affair by Project for the Exposure of Hidden Institutions
A conspiracy article, no doubt, but it's very well sourced and likely the most detailed, freely available article on the Dutroux case. It features the work of all the authors who are skeptical of the Dutroux investigation.
Beyond the Dutroux Affair The reality of protected child abuse and snuff networks
the victim-witnesses | the investigators | the accused | the apparently assassinated
Warning: The information in this article is not suited for anyone below the age of 18, as it involves extreme sexual violence against children. A certain amount of normally-illegal visual evidence (it is censored) has been included.

Ma - come già ribadito anche in molti altri files/capitoli - la "situazione Belga" è soltanto emersa e anche casualmente come la punta di icebrg di qualcosa di ben più vasto e INTERNAZIONALE: anche questo file verrà pertanto REVISIONATO E MIGLIORATO per riassumere tempestivamente le novità del sito segnalandone i files nuovi o completamente modificati, corroborati con illustrazioni incontrovertibili. Da tener costamente d'occhio quindi gli aggiornamenti dell'argomento ostilità contro l'infanzia e medicina; nonché le continue nuove precisazioni della terribile testimonianza italiana - in /testim.htm, in /warn-internat.htm, in /guilt-free.htm - ora anche allargata con le testimonianze e illustrazioni di PRIMA MANO di gravissimi esperimenti ostetrici su bambine anche molto piccole e di esperimenti pseudo-medici sui bambini già utilizzati nei circuiti pedo-pornografici.
Vedi anche gli aggiornamenti - in italiano - di /superstition.htm

Amici dalla parte delle vittime: LO SDEGNO NON SUPERI L'AMORE

Scrivo queste considerazioni per me importanti e frutto di esperienza. Vorrei che si intendessero queste parole non come un riferimento a un caso specifico, ma le si guardasse in senso più ampio. E ci si ragionasse su.
Da subito nella mia esperienza con X., ho notato un parte della sua personalità diversa (NON sto parlando di multipli). Quella parte era morbosa, aggessiva, e allo stesso tempo seducente. E compariva una volta ogni tanto anche in modo fisico (il volto diventava più giallo, le occhiaie più scure, gli occhi più opachi). Le mie gambe lo capivano ancora prima della mia mente!
Solo da poco tempo, però, è come se stessi iniziando a capire qualcosa di più. Quella parte che io tanto detesto, è in realtà la parte VITTIMA! Ho dovuto guardare in me e accorgermi di una serie di cose: non solo stimolava la mia rabbia, mi provocava, ma paradossalmente era seducente. Era quella che invitava in modo strano alla sessualità. In quei momenti mi sentivo attratto sessualmente come non mai! Com'era possibile? Negare quella parte, lottare contro di essa è stato del tutto inutile. 
Ma in due occasioni recenti quella parte si è come "spenta" e ciò è avvenuto nel momento in cui io, non l'ho né negata, né allontanata, ma l'ho RICONOSCIUTA come VITTIMA e non come altro (o come effetto).
Scopro così, in modo empirico, che la vittima non è "oh poverina"... La vittima è la parte più simile al criminale che l'ha abusata o torturata. E' quella che parla come lui, che agisce come le hanno insegnato o come ha imparato a comportarsi DI CONSEGUENZA per sopravvivere o, più semplicemente, vivere. Coccolare la parte-vittima è fare una carezza ad un criminale.
Quella parte è da affrontare ben sapendo con chi si ha a che fare, quando possibile. Io ho parlato con lei, le ho indicato le PAROLE che lei usa SEMPRE, le modalità che adotta e ha capito o deve capire ogni giorno di più che con me non attacca. L'ho vista e la sto mettendo allo specchio. NUDA. Se inizio a vederla io, la vedrà anche lui. E la parte di X. che la conosce, che la vive sente che la maschera non serve più. Che è alla luce del sole. E il criminale quand'è scoperto deve scappare. E nel giro di pochi istanti, quel qualcosa scompare e anche FISICAMENTE.

Ed ecco un'altra testimonianza non di una "vittima" ma di un amico:
Io, nonostante XX dica che sono poco attento, so riconoscere quando è sincera, quando è lei e nessun altra, quando non interpreta o manifesta qualcuno che non è lei. Il problema è che a volte sembrano cambi repentini a seconda delle situazioni che si presentano e quindi dosorientanti.
Potrei per esempio dire che in automobile cambia radicalmente, dà sempre l'impressione di avere una meta ben precisa da raggiungere nel minor tempo possibile ed è molto aggressiva e polemica come se chiedesse "pista". Questa cosa mi innervosice molto e non mi sento sicuro.
Anche a proposito di quello che ha definito una sorta di chiarimento avuto con me al bar, devo aggiungere che ad un certo punto il tono emotivo e salito e di molto, si è fatta di nuovo aggressiva ma in modo diverso come se a quel punto l'obiettivo fossi io, ma non io, ma il suo dirimpettaio, chiunque fosse. Anche in quel momento ho temuto perché avevo la sensazione che una parola sbagliata l'avrebbe fatta esplodere.
A casa poco dopo avermi salutato è uscita senza più guardarmi, di corsa, un cambiameto anche lì, nell'arco di un secondo; non ho saputo cosa può essere successo perché non ho pù avuto modo di parlarle.
Aggiungo una cosa di cui però vorrei una conferma da parte sua. Quando penso al passato di XX e non intendo, a questo punto, le vicende disumane ma la sua vicenda "umana" legata alla campagna e alla sua famiglia di origine mi viene in mente il libro Nè leggere nè scrivere. Mi viene in mente, perché, ho notato che con persone che provengono da esperienze umane simili (per esempio con molti dei pazienti della "Associazione per le protesi dentarie gratuite" e del dormitorio, ma non solo, con i gatti per esempio) è capace di instaurare una comunicazione, uno scambio, che a molti sarebbe impossibile. In quei momenti è pienamente lei. Sembra quasi che le personalità siano state create proprio per annientare quella capacità di sentire e comunicare che poi sono aspetti che la rendono la persona di cui mi sono fidato sin dal primo momento.
Quello che Pasolini andava tanto cercando e spiegando con la cultura lei lo conosce profondamente ed è un linguaggio che si è perso: mi verrebbe da dire che è un patrimonio enorme che vale più di mille lauree. Forse la vera "lotta" sta proprio lì. E' anche vero che il condizionamento avuto dev'essere stato così forte e violento e magari falsamente gratificantre che tornare a quel linguaggio le può sembrare una specie di retrocessione, mentre ho la netta sensazione che per me sarebbe stato nel tempo giusto un'apertura gioiosa verso la vita.
(Un'altra più indiretta testimonianza tratta in originale dal blog: Non contro ma per!
uno spazio dove parlare di politica, di società, di cultura, del mondo nei suoi tanti aspetti. Uno spazio dove si vorrebbe costruire qualcosa: non contro qualcosa, ma "per" qualcosa.)

Dalla parte delle vittime è anche il bel film All the invisible children, il film corale prodotto e promosso in Italia dalla sicilianissima Maria Grazia Cucinotta, che si compone di una serie di episodi diretti da grandi nomi del cinema mondiale (tra cui spiccano quelli di Emir Kusturica, Ridley Scott, Spike Lee e John Woo) e che ha purtroppo avuto un debolissimo successo al botteghino ( nella mia città, Torino, la sera della prima proiezione, nella piccola sala unica a proporre questo film erano presenti una trentina di spettatori, al massimo).
Sul un numero di Metro di quei giorni (scusate, ma non so indicare il giorno preciso) si leggeva, inoltre, a proposito:
Un film che è anche un caso, se è vero che è stato acquistato da 122 paesi ma non da USA e Regno Unito. Non riesco a capire perché le major non lo vogliano – si sfoga la distributrice Adriana Chiesa –.
non voglio pensare ad una pregiudiziale ideologica, sarebbe gravissimo

Sebbene dal punto di vista cinematografico, il film nel suo complesso non sia un capolavoro (un doppiaggio ignobile offende il primo episodio; quello italiano è alquanto debole; ben diverso il discorso per quello vitale di Kusturica, per il delicato episodio di Woo e per quello intenso firmato da Spike Lee), quest’opera corale presenta, ad ogni buon conto, una serie di punti di vista diversi sul sociale e sul mondo dell’infanzia rubata. Mi stupisce che la presenza di tanti grandi nomi, nonché la collaborazione fra Elisa e Tina Turner che hanno realizzato, per questo film, la splendida canzone Teach me again non abbiano saputo coinvolgere e avvicinare il grande pubblico. Segnalo questo film perché da poco è possibile affittarlo in videoteca, mentre dal 13 settembre sarà disponibile in vendita. Credo sia utile guardare questo film che è dalla parte delle vittime, ma anche – e forse, soprattutto – soffermarsi sul destino della sua distribuzione e il rapporto col grande pubblico.
Il caso di Ferrara: si guardi alle vittime. Per la prima volta in Italia ci troviamo di fronte all’arresto non solo di un pedofilo (è solo di ieri la notizia del suicidio di Don Marco Agostini, arrestato in aprile, nell’ambito di un’indagine sulla pedofilia), ma di un personaggio legato alla produzione amatoriale di materiale pedo-pornografico.
È chiaro come questa figura ignobile non operasse da sola, ma avesse certamente agganci e contatti a livello internazionale. Forse un caso, ma ancora una volta compare il Belgio. Lo stesso Belgio che ha dato i natali a Stacy e Nathalie, le due bambine trovate morte lo scorso giugno; lo stesso Belgio che con il caso del mostro di Marcinelle (vi invito a leggere un dossier della Rai del marzo 2004) aveva svelato la presenza di un’organizzazione che andava ben oltre la presenza della coppia Dutroux, marito e moglie.
Questo post non vuole però entrare nel merito di quella che rischierebbe di finire in una polemica sterile nei confronti di un’indagine che neppure i giudici sono riusciti a concludere con il pieno riconoscimento di tutti i colpevoli.
Ciò su cui voglio soffermarmi è ben altro. In quel dossier si legge:


Sotto titoli innocenti come 'Stanlio e Ollio e 'Via col vento' si nascondevano in realta' i filmati in cui Marc Dutroux era in atteggiamenti espliciti con bambine e ragazze sotto l'evidente effetto di tranquillanti e droghe. C’erano anche la moglie e «altre persone non identificate» filmate mentre seviziavano bambini di non più di dieci anni, ma le autorità non fecero serie indagini per stabilirne l'identità.
 
Ma l’identità dei bambini, invece? Da dove arrivavano, chi erano i piccoli schiavi, le vittime di quegli osceni baccanali? Sono stati reclamati tutti i corpi? Questa è la prima informazione che dobbiamo chiederci e che il mondo dell’informazione deve darci. La vittima viene prima del carnefice. Con questo post voglio arrivare a dire una cosa sola: che le luci della giustizia siano ben puntate sui mostri e le organizzazioni criminali, ma una piccola fiamma perpetuamente accesa illumini le vittime. A loro deve andare il nostro primo pensiero. Per chi ce l’ha fatta e per chi non ce l’ha fatta. Lo sdegno non superi l’amore, il desidero di proteggere o la forza, di chi può o è chiamato a farlo, di liberare dalle schiavitù quelle vittime, spesso inconsapevoli. 
La rabbia non superi la volontà di chi può fare qualcosa, di farlo.

La volontà di perseguire il carnefice non ci faccia trascurare la sua vittima
Diversamente saranno vittime ancora una volta.
...quanto questo silenzio sia figlio della paura, dell’omertà o della piena collaborazione. E rientra nella piena collaborazione anche il silenzio di chi, in base alla parola “vergogna”, non parla e non denuncia, affidandosi così a quella sottocultura che vede i fanciulli, in fondo, come una sorta di oggetto e non come vittime.... l’orco delle favole, non può esistere se non ha un bosco dove nascondersi.
A tutti quelli che non sono tornati.
A tutti quelli che sono tornati.

Invece il link Troviamo i Bambini rimanda a un sito/blog superficiale se non scandalistico - e quindi ben poco affidabile - dalle cui segnalazioni di nostri documenti ci indirizza numerosi "navigatori".




Droit Fondamental

Fondazione Principessa di Croÿ lotta contro le reti pedocriminali

The Foundation Princess of Croÿ fight paedophile networks

E come conclusione: un altro capitolo delle "testimonianze italiane"

Gervasio è nato nel settembre del 1958, affetto da labbro leporino e da un distrofia muscolare che è peggiorata con l’andare del tempo. Non è stato riconosciuto dai miei genitori come figlio legittimo. Sbattuto in un istituto, alla mercé di gente criminale mascherata da tonache e crocefissi appesi alle pareti.
Avevo quasi cinque anni quando lo vidi la prima volta, lui ne aveva sette e mi fece impressione, riusciva a camminare nel girello e, aiutandolo, anche attaccato con le braccia a due supporti si alzava in piedi attaccandosi al tavolo. Ne andava fiero.
Io crescevo, e lui anche, ma mentre il tempo passava le sue condizioni peggioravano. Lo prendevo in braccio con grande fatica, obbligavo mia madre a sedermelo sulle gambe e gli parlavo, e LUI CAPIVA, IO ANCHE. CI VOLEVAMO BENE! – Gli dicevo: “Gervasio, quando sono grande ti porto via con me!”
Ma a dodici anni Gervasio morì assassinato per mano di mia sorella (soldato graduato) davanti agli occhi di tutta la famiglia.
Quella fu la medaglia di una bambina di 10 anni affetta da personalità multipla (addestrata dalla nascita per essere una assassina). Tolse la vita a suo fratello senza rendersi conto che la sua gemella le urlava contro “Non ammazzarlo, ti prego, lascia che ci uccidano tutti così tutto questo schifo finisce”.

Ma una personalità multipla sà solo solamente chi “è“ in quel momento ed esegue un ordine che poi dimenticherà. Il modo in cui sono andate le cose non spetta a me raccontarlo ma a lei che con dolore atroce ha saputo rivivere la tragedia dell’omicidio di nostro fratello; forse il peggiore perché quando ci sono di mezzo i genitori la pazzia e la rimozione che conseguono il gesto è straziante.

Per questo chiedo ai dottori in medicina di tenere fede parola per parola al “giuramento di Ippocrate” l’inserimento nel DSM di questa malattia provocata da addestramento disumano sui bambini fin dalla nascita:
stupri strutturati; esperimenti ginecologici; esperimenti con inserimento di microchips nel cervello ed in altre parti del corpo; eletroshock ripetuti; allucinogeni; ipnosi; riti satanici; stragi di bambini che uccidono altri bambini; ...
queste persone sono affette da SINDROME DI PERSONALITA’ MULTIPLA ed hanno diritto come me, come tutti ad essere riconosciute e, come tali, avere la possibilità di curarsi, a vivere la propria vita:
QUESTO E’ POSSIBILE!!
                               Io, la bambina che sono stata

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